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Introvigne Massimo - I pentecostali |
L'autore di questo saggio, che da anni segue attraverso indagini sul campo il mondo pentecostale in Europa, negli Stati Uniti e nei paesi in via di sviluppo, illustra le origini, la storia, le dottrine e le prospettive di ulteriore crescita delle diverse forme di pentecostalismo.
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I pentecostali
L'autore di questo saggio, che da anni segue attraverso indagini sul campo il mondo pentecostale in Europa, negli Stati Uniti e nei paesi in via di sviluppo, illustra le origini, la storia, le dottrine e le prospettive di ulteriore crescita delle diverse forme di pentecostalismo.
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Mauro Lanari haldullea@libero.it (07-09-2010) La Pentecoste come quarto stadio oltre la passione di Gesù durante il triduo pasquale? I Vangeli e gli Atti sembrano dare quest'impressione, però in Giovanni 20, 22 l'evento effusivo coincide col riapparire del Risorto a Pasqua; in Giovanni 19, 34 coincide col Sabato Santo, con la quinta piaga, quella del colpo al costato inferto al Crocifisso post mortem e da cui fuoriescono acqua e sangue; in Marco 15, 39 coincide col Venerdì Santo: "il centurione che stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: 'Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!'". La tradizione riconosce in quest'ultimi due episodi la figura di Longino, il primo soldato romano a convertirsi e morire martire. Attraverso suor Faustina Kowalska (1905-1938), canonizzata nel 2000, la piena corrispondenza fra Pentecoste, triduo pasquale e passione di Gesù diviene un dato consolidato: il Cattolicesimo ha accolto di dedicare la seconda domenica di Pasqua (ottava di Pasqua, già "Domenica in Albis") alla Divina Misericordia, che s'effonde su di noi con l'acqua e il sangue del costato, e tale festività va preparata con una novena che dunque inizia proprio il Venerdì Santo. L'ecclesiologia ormai attesta serafica che "la Chiesa è nata già sotto la Croce": il triduo pasquale s'è disvelato una quaterna pentecostale, un ininterrotto continuum dell’agonia gesuana. Ma uno come il Cardinale Martini ("Il Dio Vivente. Riflessioni sul profeta Elia", pp. 107-9) ha osato esprimere dubbi biblici sulla positività della Pentecoste: se i fenomeni di Atti 2, 2.3; 4, 31 ricalcano quelli d'Elia sul monte Oreb secondo 1Re 12, 12, dove non viene mai detto che si sia in presenza d'una vera teofania, allora che dire della festività cristiana? Dall'esegesi alla teologia: l'effusione di Pentecoste dovrebbe consegnarci lo Spirito Paraclito, il Consolatore o l'Avvocato che ci difenderebbe al cospetto di Satana="l'Accusatore" in un processo legalista e forense come il Giudizio Universale. Ma non è forse evangelico il "Non giudicate e non sarete giudicati" (Luca 6, 37 || Matteo 7, 1)? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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