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James Henry - L' americano |
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Titolo | L' americano |
| Autore | James Henry | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, XX-474 p., brossura | | Curatore | Pignata P. |
| Editore | UTET
(collana Letterature) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| L'americano è Christopher Newman, un quarantenne di bella presenza e di notevoli fortune, accumulate fabbricando vasche da bagno, va in Europa per migliorare la sua cultura e cercare moglie. Moglie che naturalmente deve far parte dell'antica nobiltà. A Parigi incontra Claire de Cintré, giovane e bella vedova, e se ne innamora ricambiato. Ma la nobile famiglia si oppone con tutti i mezzi: i parenti di Claire, tipici rappresentanti della corrotta e decadente Europa, muovono guerra all'americano (dei cui soldi avrebbero pure un gran bisogno...) e riescono a convincere la giovane a rinunciare al pretendente. Per strane circostanze Newman entra poi in possesso di un documento che contiene un segreto che potrebbe rovinare la famiglia di Claire. Potrebbe usarlo come una leva per riaprire i giochi o quantomeno per vendicarsi, ma, nel suo innato idealismo, decide di non farne uso: Claire, distrutta, si fa monaca carmelitana. Il romanzo, il secondo nella cospicua produzione dell'autore, ha il pregio di avere una grande accessibilità pur presentando già gran parte di quei motivi di stile e di contenuto cha faranno di James il più sottile e penetrante indagatore del comportamento umano che conti la moderna letteratura. Christopher Newman, quest'"uomo nuovo" dal simbolico nome, gaffeur impenitente dal sublime cattivo gusto, ma leale e moralmente integro, è uno dei personaggi più simpatici oltre che dei più felici che siano usciti dalla penna di Henry James.
Media Voto: 4.33 / 5Piero Suriano dereg@webmail.it (21-01-2011) Non solo l'incontro/scontro fra due culture, l'americana e l'europea, così tanto diverse fra loro ma soprattutto l'antitesi tra vecchio e nuovo. Il primo è ancora il milieu dell'ancien régime ligio a usi e tradizioni secolari immutabili con una coscienza di classe ben definita, l'aristocrazia da una parte e tutti gli altri dall'altra. Un mondo ormai in disfacimento come sanno bene i suoi rappresentanti mentre nuove classi e nuovi uomini si affacciano sulla scena. Doloroso sarà il destino di Claire costretta a chiudersi in convento dall'"autorità" della madre e dalla paura non tanto di disobbedire, quanto di mutare la sua sorte, per l'irruenza di una felicità cui essa non è mai stata educata. Meschino sarà il futuro di Milady, come la chiama sempre rispettosamente, pur odiandola nel profondo del suo cuore la governante, la signora Bread, costretta a rifugiarsi in campagna insieme all'imbelle figlio per timore non della prigione ma del disonore. Ridicolo è poi Monsieur Nioche cui la figlia crudele gli fa constatare ogni giorno il suo fallimento, il suo essere una nullità. Il più interessante di tutti è Valentin de Bellegarde che anticipa l'ennui de vivre e il mal du siècle del primo Novecento europeo. Christopher Newman, il protagonista, mostra bontà, frutto di una purezza d'animo incontaminata dalla pratica con il commercio, ingenuità, disincanto e pragmatismo. La stessa signora Tristan, moglie dell'amico buontempone di Newman, pur essendo americana, è invischiata negli intrallazzi europei e la sua anima non è più pura come quella del protagonista, che quando viene a conoscenza del terribile segreto della morte del padre di lei, perché non va subito dalla fidanzata per farle vedere il biglietto e metterla di fronte alla realtà? Dalla sua reazione avrebbe potuto vedere fino a che punto lei lo amasse veramente. Uno dei molti interrogativi insoluti di questo romanzo dalle fini analisi psicologiche e dall'atmosfera tipicamente ottocentesca. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lucia (04-01-2010) Buono. Stile vivace e scorrevole che non manca d'ironia. L'unica pecca, a mio avviso, è questa impassibilità del protagonista per la gran parte del romanzo che, purtroppo per lui e fortunatamente per il lettore, se ne va dopo il torto che è costretto a subire. Allora l'americano diventa umano, capace di rabbia, di reazioni emotivamente violente, di desolazione e infinita tristezza. Un Henry James diverso dal solito e ugualmente apprezzabile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mari (04-06-2009) Finalmente viene ristampato questo romanzo, tra i più belli di James, di lettura scorrevole e avvincente (e non interminabile e prolissa come i romanzi scritti in vecchiaia) e di soggetto appassionante e struggente (la storia di un matrimonio che "non s'ha da fare", situazione parallela eppure diversa da quella di "Washington Square"). Romantico, malinconico, indimenticabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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