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Seneca L. Anneo - Opere. Vol. 5 |
| La recensione de L'Indice |
 Il volume, il quinto delle opere di Seneca pubblicate dalla casa editrice Utet nella "Collezione dei Classici latini" dopo quelli delle Lettere a Lucilio, delle Tragedie, delle Questioni naturali e dei Dialoghi, riprende testi in parte già editi dai medesimi curatori, arricchiti però da nuovi apparati esegetici che contemperano le esigenze dell'acribia scientifica con le tradizioni editoriali della collana, punto di riferimento anche per i non specialisti. In questo caso si raccolgono opere assai diverse fra loro, alcune per certi aspetti addirittura opposte: apre il volume il Seneca politico-filosofo del De clementia (curato da Ermanno Malaspina), paternalistico consigliere del giovane principe Nerone, a cui viene presentato un modello politico di governo imperiale; segue il Seneca satirico e sarcastico dell'Apocolocyntosis (a cura di Luciano De Biasi), che con scrittura tagliente sembra additare nel regno dell'inetto e defunto Claudio il modello negativo da rifiutare. Anna Maria Ferrero, che ha curato il testo degli Epigrammi, trasporta invece il lettore in un'atmosfera più lieve, tra carmi encomiastici ed erotici, moraleggianti e d'occasione, talora anche polemici. L'ultima sezione dell'opera (con testo e traduzione del compianto Dionigi Vottero, introduzione e note di Anna Maria Ferrero) contiene i Frammenti degli scritti perduti di Seneca, che ricalcano argomenti consueti della produzione di questo prolifico e poliedrico scrittore. Volume miscellaneo, dunque, per un Seneca anch'egli "miscellaneo" e contraddittorio. In fondo, l'antica accusa di incoerenza e doppiezza mossa già dai contemporanei sembra trovare qui fortuita conferma anche dal punto di vista editoriale. Amedeo Alessandro Raschieri |
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