|
|  |
Fruttero Carlo; Lucentini Franco - A che punto è la notte |
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 4.21 / 5maresa paoli (31-08-2011) il voto massimo per due maestri veri non solo del giallo, ma anche del racconto di società e della lingua italiana. un romanzo alla balzac. dopo più di trent'anni è fresco come appena uscito. nonostante la mole, si legge tutto di un fiato, appassiona, affascina, fa crescere, diverte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Max (25-08-2011) Rileggendolo a 30 anni di distanza mi sono reso conto di una qualità di scrittura che a suo tempo non colsi. Emerge soprattutto il divertimento provato nello scrivere, inevitabilmente contagioso per il lettore. Un libro di rara intelligenza, per trama, forma e personaggi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (10-01-2011) Letto, e recensito su queste pagine, 3 anni fà,lo
avevo giudicato sufficiente,letto adesso lo ho
apprezzato molto di più;3 omicidi e rispettivi colpevoli,una prosa raffinata,la solita - per i due autori - analisi della società del tempo,che non è poi tanto diversa da quella odierna,c'è davvero di tutto,quanto a intrecci e personaggi in questo giallo molto complesso forse il vero capolavoro dei due FL, al di la della donna della domenica, che ho incominciato a rileggere.
Veramente bello e consigliato questo giallo che si disvela solo nelle ultime 100 pagine perchè questo duo di scrittori era davvero bravo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco P. (11-10-2010) Oggi che vanno di moda i thriller a sfondo religioso, consiglio senz'altro questo romanzo in cui la parte religiosa (evocata anche dal titolo) si fonde con situazioni molto reali.
Dagli scontri sociali alla mafia, dalla onnipresente FIAT a una borghesia annoiata, c'è di tutto.
Protagonista è la città di Torino, che si respira in ogni pagina, con le automobili che sfrecciano nei viali di periferia, quando si viene accompagnati in un cortiletto del centro, o in una chiesa barocca, tra i palazzoni popolari o negli uffici della Fabbrica.
La trama è coinvolgente e fa dimenticare l'abbondante quantità delle pagine. Le rivelazioni vengono servite gradualmente al lettore, perchè la coppia F&L ci sapeva davvero fare. Il tutto senza far presumere mai il colpo di scena finale, con la spiegazione di tutto l'intrico.
Se qualcuno diceva che in Italia il giallo non è possibile, F&L dimostrano il contrario. La cura dei particolari (non erano scrittori che producevano pagine "a peso") e lo stile impeccabile lasciano un unico rimpianto: quanti capolavori avrebbero potuto regalarci scrivendo in maniera più spiccia? Ma forse, a quel punto, non sarebbero stati capolavori.
Come lo è invece "A che punto è la notte" che è ambientato sì nel 1979, in quella società, in quei paesaggi, ma che dopo trent'anni può ancora appassonare i lettori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanna (17-09-2010) Garbo, intrigo, ironia, acume e l'uso della lingua come non se ne vede più!!
Difficilmente leggo due volte un libro, anche se mi è piaciuto; questo ho "dovuto" rileggerlo per rigustare ogni parola. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Flavio (05-06-2010) Un giallo molto ben congegnato, in cui le piccoli e grandi cose vengono magistralmente disposte in un divertito e divertente gioco cosmogonico. Un libro che ve lo raccomando. Davvero squisito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
delia (16-02-2009) il punteggio massimo, naturalmente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fernand Bourgeois (24-09-2008) Mi hanno esasperato gli autori . Forse la colpa è mia : non mi ero reso conto comprandolo che questo romanzo risaliva al 1979, anche la lingua usata . Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Simone (03-07-2008) Ottimo libro, come tutti quelli di F&L che ho letto fin'ora...Decisamente riuscito il clima a tratti cupo e notturno della Torino di inizio Febbraio, così diversa da quella estiva descritta ne"La donna della domenica"...L'uso della lingua italiana è sempre arguto, efficace, mai scontato o facilone....concordo con molte delle opinioni precedenti. Sicuramente scavalca di molto il genere"giallo"per innalzarsi a livelli elevatissimi...oggi di scrittori come F&L ne vedo POCHI davvero! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio (04-04-2008) La idea di base è eccellente,immagino che quando
usci il libro,nel 78',dovette fare scalpore,anche
perchè ci svelava tratti probabili della società
italiana inaspettati;siamo nel solco della
narrativa gialla del " police procedural "italico
che fa da contraltare - dalla elegante Torino -
alla Milano di Scerbanenco, di qualche anno
precedente.Chi ama i gialli metropolitani non può
privarsi da questo testo;alcuni personaggi sono
molto simpatici come Thea e Graziano,ma anche lo
autista del commissario Santamaria fà tenerezza.
Un neo lo si può trovare nel ritmo e nella lunga
indagine - oggi siamo abituati ad entrare prima
nel nucleo delle storie - ma questo è funzionale
alla descrizione di un ambiente investigativo
indolente e distratto,in cui solo il commissario
ha l'acume e la risolutezza necessaria per venire
a capo dell'enigma.Una lettura ironica,a tratti
anche leggera e divertente,forse si poteva
risolvere il mistero con 200 pagine in meno,ma
concordo con chi afferma che ogni parola è
necessaria e sufficente e mai fuori posto.
Certo Santamaria è privo della simpatia di
Montalbano - essendo privo dei collaboratori di
questo ultimo -, la sua preoccupazione principale
è quella di essere elegante e leggero per essere
ben integrato - da meridionale - in un nordico
ambiente discreto;cioè forse ha il complesso di
essere forse fuori posto.
IL finale poi è esilarante,un bel modo per chiuder
il romanzo,con un lieto fine... collettivo....;
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maurizio (31-03-2008) Idea di fondo molto buona,ambientazione e ritratto
psicologico-sociale dei personaggi anche,ironia,
descrizioni idem,ma molto lento come ritmo;
potrebbe essere più stringato ed efficace,invece
gli autori - si ha l'impressione - spesso si
divertono a girare a vuoto intorno," in folle".
IL libro ha 602 pagine,il primo delitto avviene
a pagina 170,il secondo a pagina 340,si poteva
fare prima ?.
Ma come sempre in tali autori il giallo è solo
un pretesto per un affresco della borghesia del
tempo dei 70'.
Letto a piccoli sprazzi in due mesi,un consiglio,
leggetelo d'un fiato quando avete tempo,lettura
gradevole.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
eri (11-03-2008) Non all'altezza delle aspettative. Mi era piaciuto moltissimo la donna della domenica. Questo mi ha deluso. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Pino Lombardi (31-08-2007) Terminare la lettura di questo libro è un'enorme delusione: si vorrebbe che non finisse mai. Un giallo praticamente perfetto, giocato su una trama piena di fascino e mistero, personaggi pennellati magnificamente e sempre fedeli a sé stessi, dialoghi azzeccati, ironia sembre ben calibrata, finale travolgente. Il meglio che si possa chiedere ad un romanzo. Può sembrare lungo e a volte prolisso, ma ci si accorge presto che non una parola è fuori posto. Imperdibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna (28-08-2007) Mi dispiace ma l'ho trovato pesante. Metà del libro (ed è bello corposo) ad introdurre personaggi che nella seconda metà avrebbero iniziato a muoversi. Non è lo stile che amo. Qua e la anche un po' di umorismo, ma ho preferito di gran lunga la Donna della Domenica, molto più scorrevole. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
riccardo m. boscolo (13-04-2007) F&L riprendono scenari (Torino) e personaggi del noto "La donna della domenica" e confezionano un grande libro, a tratti inquietante e tenebroso ("a che punto è la notte", appunto), ma comunque sempre brillante e carico di ironia sino a risultare in certi punti veramente divertente al limite del ridanciano.
L'uso fatto delle parole è mirabile e talvolta viene voglia di rileggere una frase o un paragrafo proprio per reimmergersi nel puro piacere, quasi fisico, del godimento sintattico.
Nel romanzo, vedrete, si parla di un non meglio precisato "topos", ma leggendolo ci si esalta nel godimento del "logos".
Una eccellente prova letteraria che ha meravigliosamente retto lo scorrere del tempo.
Riccardo
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
greta grethe.rosso@gmail.com (12-12-2006) Ho appena terminato di leggere A che punto è la notte, e ora fatico a iniziare altri libri. L'uso che F&L fanno delle parole è un vero miracolo, se avvicinato alla quantità di libri che si pubblicano dove spesso il linguaggio è pallido, approssimativo, scontato. Il colore, gli accostamenti arditi e perfetti, la scrittura così viva e ricca, bla bla bla...
Non so scrivere recensioni. Questo libro è pienamente eccezionale, ecco tutto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (29-11-2006) Un giallo davvero bellissimo, divertente e appassionante in una Torino anni 70 ottimamente descritta. Alcuni personaggi come Don pezza, l'ingeger Vicini e la poliziotta Pietrobono non si dimenticano facilmente, come anche i colloqui tra il commissario Santamaria e sua Eminenza, il Vescovo. Originale, inoltre, l'approccio "mistico" alla risoluzione del delitto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci (09-04-2006) Lessi questo libro oltre 20 anni fa e mi piacque molto; regge benissimo anche sulla distanza. L'affiatata coppia F&L ci ha dato altre buone prove (L'amante senza fissa dimora, Enigma in luogo di mare, La donna della domenica), ma questo è senza dubbio il loro capolavoro. Un vero thriller, ma trasposto sulla carta con una leggerezza di tocco che è raro incontrare. Bellissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emanuele (16-09-2005) bellissimo. io sono romano, vivo a torino da poco e mi ha fatto vedere una torino decadente e bellissima che ora non esiste più.ottimo thriller un po lento all'inizio. passate le prime 50 pagine si legge tutto di un fiaato. ottime le caratterizzazioni dei personaggi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberta (07-07-2005) Divertente, ironico, sagace. Ecco un intrigante giallo dei torinesi anni '70. Molto ben strutturato e coinvolgente, con epilogo all'altezza della trama. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 23
|
 | I più venduti degli stessi autori |
| I più venduti di Fruttero Carlo |
| I più venduti di Lucentini Franco |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|