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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

García Márquez Gabriel - Cent'anni di solitudine

Cent'anni di solitudine TitoloCent'anni di solitudine
AutoreGarcía Márquez Gabriel
Prezzo
Sconto 15%
€ 8,50
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
Prezzi in altre valute
Dati1988, 406 p.
TraduttoreCicogna E.
EditoreMondadori  (collana Oscar classici moderni)
 Disponibile anche in ebook a € 6,99

Nella promozione Mondadori e Oscar Mondadori fino al 28 maggio

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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Descrizione
E' la storia centenaria della famiglia Buendia e della città di Macondo. In un intreccio di vicende favolose, secondo il disegno premonitorio tracciato nelle pergamene di un indovino, Melquiades, si compie il destino della città dal momento della sua fondazione alla sua momentanea e disordinata fortuna, quando i nordamericani vi impiantarono una piantagione di banane, fino alla sua rovina e definitiva decadenza. La parabola della famiglia segue la parabola di solitudine e di sconfitta che sta scritta nel destino di Macondo, facendo perno sulle 23 guerre civili promosse e tutte perdute dal colonnello Aureliano, padre di 17 figli illeggittimi e descrivendo in una successione paradossale le vicende e le morti dei vari Buendia.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 51 recensioni presenti.  Media Voto: 4.19 / 5

chiara (24-04-2012)
capolavoro! all'ultima pagina letta,chiudendo il libro,ho sentito che tutto il mondo di Macondo, che ormai mi circondava,veniva risucchiato nuovamente fra le pagine di questo libro. magia?
Voto: 5 / 5
guglielmo aprile guglielmo333@hotmail.it (26-02-2012)
dell'uomo esce un'immagine come frammento risonante del magma della creazione, esplosione di energie antichissime, selvgge, irreversibili - che poi si organizzano in una danza, narrativamente. E tale energia è l'eros che la alimenta. E l'eros è furia strugente e divorante, arroventa le atmosfere, è domanda che attende per sempre una risposta. Non si spiega per quali ragioni nasca l'attrazione verso un'altra persona: è una cosa che ci connette all'enigma muto del nostro essere nel cosmo. D'altronde, le donne latine hanno una carica erotica inimitabile. O meglio, le popolazioni di tutta la fascia equatoriale del pianeta respirano il sesso a un grado più intenso, con naturalezza e fantasia, come affermazione gioiosa e ludica della loro vitalità, ludico abbandono. Colombiane, venezuelane, messicane...: sono più portate. Ci si allontana dall'equatore, e il sangue si raffredda. Sarà dovuto al caldo, agli eccessi della stessa natura, a influssi della flora sovrabbondante, delle piogge colossali, al turgore e al fervore in cui a tutti i livelli, animale e vegetale, si sviluppa prospera la vita. E anche il desiderio esplode in forme parossistiche, travolgenti. Le attività del pensiero appaiono futili, gli interessi della mente secondari, e si accantonano; solo i sensi, sollecitati al massimo dall'esuberanza dei colori e degli odori, si attivano a pieno regime e l'uomo segue il loro torrente in piena. C'è un personaggio, una ragazza di eccezionale bellezza e inconsapevole di quanto sia bella, che col solo profumo del suo corpo è capace di portare gli uomini a impazzire o ad ammazzarsi: l'innocenza contiene una vena di perdizione... Un romanzo sulla carnalità violenta e obnubilante che prolifera a contatto con la grande natura, sulla sensualità della stessa natura, sulla seduzione della femminilità latina... Questo, e molto altro, è 100 anni de soledad... guglielmo aprile
Voto: 5 / 5
S.A. (30-05-2011)
Ma.. non è che mi abbia fatto impazzire. Libro particolare, sicuramente non è una lettura per tutti, in ogni caso lo trovo estremamente sopravvalutato.
Voto: 2 / 5
luca (31-03-2011)
Ho appena finito di leggere il romanzo e la mia impressione è che, per l'assegnazione del Nobel a Marquez e a questo libro, si sia tenuto più conto della "novità" creata dall'apparire sulle scene mondiali una cultura fino ad allora ignorata (quella sudamenricana per intenderci), che all'effettivo valore dell'opera. La stessa infatti, non scende assolutamente in profondità nell'animo di molti di loro e non dice assolutamente nulla di nuovo di quanto non si sappia su quei popoli: che siano stati colonizzati? Lo sapevamo! Che compagnie bananiere si siano impossessate delle loro terre? Lo sapevamo! Che vivono in un mondo pieno di pregiudizi e riti alchemici e/o religiosi? Lo sapevamo! Che si chiamano tutti con lo stesso nome e fisicamente si assomigliano più o meno tutti? Lo sapevamo! Per cui, cosa mi lascia questo romanzo? Una selva di nomi tutti uguali tra cui confondersi, una serie di diavolerie assurde spesso immotivate (una che fa disegni sui muri con le proprie feci ? Un'altro circondato da farfalle gialle? Un altro ancora che appare dopo decine di anni e gli sparano subito in testa? Lutti che colpiscono la casa in continuazione come se fosse di colpo scoppiata la peste?) Insomma, tali vicende astruse e insensate devo confessare mi hanno a volte dato la sensazione di leggere del ghiaccio venduto agli esquimesi, per restare in tema col romanzo. Ho letto di molto, molto meglio.
Voto: 1 / 5
giuseppe (24-03-2011)
Storia monotona e banale. Troppo primitivismo senza senso per i miei gusti. Preferisco i classici russi.
Voto: 1 / 5
Monica (17-12-2010)
In una narrazione asciutta, intessuta di concreta magia, lontana da inutili sensazionalismi, si svolge l'epopea lunga cent'anni della famiglia Buendìa. Le premonizioni, i fatalismi, l'ineluttabile destino, l'oblio, l'erotismo, la solitudine governano le vite dei personaggi. A partire dai nomi che si ripetono di generazione in generazione, al pari di situazioni e pene dell'animo che presentano meccanismi già visti e destinati a partorire i consueti effetti, così la storia che non ha nè inizio nè fine, ma gira in tondo e semplicemente ad un tratto scompare senza lasciare traccia di sè. Inimitabile.
Voto: 5 / 5
chiara (05-11-2010)
Intenso...da tutti i punti di vista. Impegnativo nella lettura, visto l'infinito albero genealogico. Il romanzo a mio avviso piu' caratterizzante dell'autore. Un libro da leggere con calma, magari d'inverno. Io lo ho amato cosi' :-)
Voto: 5 / 5
Luca Stringara (25-09-2010)
Una narrazione tumultuosa, una favola insonne, una magia del racconto, un fiume di parole che sa di parto prodigioso, una maledizione che sa di fatesco, un dannato ritmo strategico e proletario. Marquez t'incanta, non con la grammatica, ma con il fascino di un enorme racconto da focolare. "Il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine." "La saggezza non vale la pena se non è possibile servirsene per inventare un nuovo modo di cuocere i ceci."
Voto: 5 / 5
Marco (06-06-2010)
Cent'anni di solitudine è un capolavoro assoluto della letteratura mondiale e senz'altro il miglior libro del premio Nobel Gabriel Garcia Marquez. Questo non significa che sia un libro per tutti. Seguire l'intreccio degli Arcadi, e degli Aureliani può essere complicato ma non è neppure indispensabile. Chi conosce un po' la realtà latino americana lo amerà di sicuro. Si puo rileggere molte volte e trovare sempre qualcosa di nuovo.. il termine "realismo magico" è perfetto per definire questo magnifico libro.
Voto: 5 / 5
Martin (30-01-2009)
Il primo quesito che bisognerebbe porsi giudicando un libro forse è: questo libro ESTETICAMENTE è valido? (e lasciare da parte un po' i "pensieri", parola quanto mai abusata o le "riflessioni che ci fa fare"). Senza aprire la immortale questione sul gusto (vi do una notizia però, ci sono libri belli e libri non belli, checchè se ne voglia..) credo si possa rispondere tranquillamente che il libro è esteticamente di ottima qualità. (primo puntoo a vantaggio). Un altra cosa che mi lascia perplesso è chi dice che il libro sia un insieme di assurdità. Ma per Dio, è palesemente una storia che ha anche del favolistico, che vuol raccontare il mondo attraverso immagini e non per forza attraverso ragionamenti. Questa critica, insieme a quella della poca caratterizzazione dei personaggi, potrebbe essere tranquillamente portata al Furioso ariostesco; e sfido chiunque a negare che qulla sia un'opera sublime. Il problem è che forse ciò che conta di più non è il singolo personaggio, ma il suo agire, la parabola che la sua vita prende. Macondo è in fondo il paese dell'anima di ognuno di noi, i personaggi fasi, reazioni, momenti che noi attraversiamo, o siamo tentati di attraversare. A chi non è capitato di intentare imprese "nobili", spinto dal giovanil furore, senza averne chiari i contorni? E quante volte queste si sono manifestate solo come un'esibizione narcisistica di sè stesso. (ecco allora il Generale Aureliano). E questo è solo un esempio. Dal rapporto con gli altri, ai timori di creare a causa di una azione intimamente sbagliata un "bambino con la coda di maiale". E allora nel complesso la caratterizzazione non sarà così banale. ("ma è il mio cuore il paese più straziato.")
Voto: 4 / 5
lorio82 lorio82@yahoo.it (20-10-2008)
Lo sconsiglio vivamente. Fate beneficenza con i soldi destinati al libro, piuttosto che buttarli come ho fatto io. Sono disposto a regararlo! Mi rammarico e vederlo lì infilzato tra gli altri libri,alcuni bellissimi,mi dà urto! Una storia che non ha varamente nulla da insegnare,un libro pieno di fesserie, nessuno spunto, nessuna riflessione. Che confusione!Una successione di eventi ridicoli e nauseanti, gente che nasce e muore di continuo, figlio del figlio del nipote del suocero e così via tutti con lo stesso nome. Difficile da portare a termine,estremamente sopravvalutato! Mi stupisco degli altri commenti positivi! ??? com'è possibile apprezzare una spazzatura del genere???Spiegatemelo. Graie Ciao. PS. Spero con questo post di aver risparmiato a qualche utente questa PESSIMA LETTURA!
Voto: 1 / 5
sara (29-08-2008)
Noioso come pochi...... Non lo consiglio!!!!
Voto: 1 / 5
RikStyle (09-07-2008)
E' il mio libro preferito! Lo rileggo in continuazione e non mi stanco mai! un capolavoro insuperato e insuperabile!
Voto: 5 / 5
GEA (04-02-2008)
Premesso che giudico il libro cn gli occhi di una quattordicenne dico che sn rimasta..letteralmente stupefatta e tuttora nn so esprimemrmi,nn so se dire bello o brutto.Le parti della guerra di Aureliano le ho trovate noiose,le descrizioni d'amore tra i personaggi molto creative,coraggiose,tuttavia sn un po' spinte,ma nn volgari.Il personaggio che + mi ha colpito è stato Melquiades,mi è piaciuta molto la figura del vecchio saggio che dopo la morte vive ancora e che all'inizio dei tempi scrive la storia della famiglia Buendìa.All'inizio volevo affezionarmi al personaggio di Aureliano(primo),ma poi nn ci sn riuscita scoprendo un carattere quanto mai controverso che ho incomiciato quasi ad odiare quando si avvicinava la sua fine.Anche Remedios la bella che sale al cielo mi è piaciuta,la sua incredibile innocenza( o forse no?) mi hanno lasciata senza parole.Cent'anni di solitudine è certamente un libro da ammirare,perchè nn appartiene a nessuno genere,è inclassificabile,ma nn deve per forza piacere a tt anche se è mlt osannato.Ad esempio io alla fine nn ho pianto e ciò nn è un buon segno,nonostante la conclusione col vento forte che spazzia via tutto(soprattutto le famiglie maledette:))sia commovente, e ciò testimonia che nn è un libro che mi ha fatto innamorare,forse perchè parla di troppe cose e in certi punti di getta addosso un'inspiegabile depressione.
Voto: 4 / 5
Dario (18-11-2007)
Fantastico è dir poco.......un bellissimo libro coinvolgente e che non ci si stanca ma di leggere!!!!
Voto: 5 / 5
roberta (05-10-2007)
libro pesantissimo, non sono riuscita a finire di leggerlo, per me non è affatto un capolavoro e detesto lo stile di scrittura dell'autore
Voto: 1 / 5
Paolo moles.paolo@tiscali.it (25-09-2007)
Qui gli orditi della percezione si esprimono con naturalezza, leggendo Cent'anni di solitudine ci assale la certezza che soltanto raccontate con quelle parole, con quei modi e con quel ritmo, questa storia risulta credibile, verosimile anche nelle sue parti che sono effettivamente inverosimili, più affascinante, emozionante; che separate da quelle parole non avrebbe potuto incantarci come fa, perchè questa storia è le parole che la racconta.
Voto: 5 / 5
enrico (18-09-2007)
molto bello. lungo, difficile da finire, un viaggio che però alla fine mi ha lasciato sinceramente gartificato. e forse un po deluso per non essere riuscito a coglierlo del tutto. da leggere e poi rileggere, direi
Voto: 5 / 5
FD (16-05-2007)
No, a me non è piaciuto. Nonostante non contenga lunghe descrizioni, o concetti complicati (o dei concetti e basta...), l'ho trovato molto noioso, proprio per la storia in sè. Cent'anni di solitudine non è altro che il resoconto negli anni delle vicende di una famiglia, i Buendia, e innanzitutto va detto che questo libro presenta come se nulla fosse elementi assurdi e ridicoli: c'è una che sale in cielo, una pioggia che dura per anni senza mai interrompersi, un tizio che ovunque vada gli volano attorno farfalle e altre amenità del genere... in sostanza, la storia è piena di assurdità senza senso (che sono ben diverse dalla fantasia, o dal saper sognare, secondo me), penso per spezzare la monotonia di una storia che altrimenti è sempre uguale a se stessa: stessi nomi, stesse vicende, stessa solfa (se uno è interessato a una saga familiare, sono di gran lunga meglio i Buddenbrook di Thomas Mann, o La famiglia Moskat di Singer). I personaggi, poi, sono approfonditi in modo molto superficiale: Marquez ci racconta della loro vita sessuale e ci informa di qualche particolare insignificante o irrealistico (ad esempio, a uno piace costruire pesciolini d’oro, un’altra cammina sempre col braccio alzato...) ma a parte questo, nient’altro. In altre parole, trascura totalmente l’introspezione psicologica (ciò che secondo me rende i personaggi dei libri davvero umani, grandi e indimenticabili). In sintesi, nonostante sia un libro apprezzato da tantissimi e osannato come capolavoro della letteratura, io non l’ho trovato tale: libri ne ho letti tanti, e per me i capovalori sono ben altri, libri come ad esempio I miserabili di Hugo, I fratelli Karamazov di Dostoevskj, Anna Karenina di Tolstoj, L'amante di Lady Chatterley di Lawrence, Lo scherzo di Kundera, Il maestro e Margherita di Bulgakov, Il fu Mattia Pascal di Pirandello, Gita al Faro di Virginia Woolf e molti altri libri... libri che hanno tantissimo da esprimere, mentre cent’anni no, per me non dice nulla, è proprio vuoto, e a parer mio estremamente sopravvalutato...
Voto: 1 / 5
BuBu90 bubu90@gmail.com (05-03-2007)
un libro eccezionale, dalla forte intensità, di grande spessore. una delle grandi opere del Novecento. la lettura è scorrevole e mai banale, e sullo sfondo c'è sempre dolore e solitudine... tutto alla base di una profezia da decifrare e che delinea le esistenze dei personaggi... e si contrappone la "virilità" delle donne alla debolezza maschile. assolutamente da leggere, consigliato a tutti. oserei dire un romanzo che migliora la concezione della verità e del mondo.
Voto: 5 / 5
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