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Silone Ignazio - Fontamara |
20 recensioni presenti. Media Voto: 4.15 / 5Ryan (12-12-2011) Lo lessi qualche anno fa e lo trovai di una noia devastante tanto che fu difficile proseguire la lettura. Pesante e sopravvalutato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Trixter (30-09-2011) Che bel romanzo! scritto benissimo, con prosa fluida ed elegante, 'Fontamara' è un racconto ancora oggi drammaticamente attuale. Una lettura davvero istruttiva. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni Miano giovanni@miano.net (15-09-2011) Grande libro. Silone racconta col cuore le vicende dei "cafoni", ovvero dei contadini abruzzesi.
Testo di grande attualità in Italia visto il progressivo venir meno delle classi medie.
Lettura utile per la formazione di una propria coscienza politica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca fra_tomassetti@hotmail.com (27-07-2010) Decisamente fra i miei preferiti... Riporta indietro nel tempo analizzando la triste realta'passata con gli occhi ingenui degli abitanti di Fontamara. Lo consiglio vivamente a chi ha avuto la fortuna di crescere in paese, e a chi come me non rinuncia mai ad ascoltare il racconto di un anziano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (19-07-2010) Dopo aver letto questo libro la prima impressione è che ci troviamo di fronte a una delle tante testimonianze dello scontro che oppone da una parte il potere centrale, arrogante e prepotente e dall'altra le periferie dimenticate. Scritto durante l'esilio in Svizzera Silone ci consegna la dura realtà del fascismo, svuotata da tanta retorica, con un efficacia da risultare più azzeccata rispetto alle panglosse di storici e revisionisti.
E' la storia, quasi dal sapore epico, dei cosiddetti "cafoni" il popolo dei monti d'Abruzzo che alla prima impressione di chi giunge da fuori appaiono rozzi ma che invece rivelano una scala di valori consolidata. E verso il potere tutti meschinamente si inginocchiano, per proprio tornaconto, dai legulei ai preti. Un'opera scritta con crudo reaalismo, una prosa semplice e scorrevole, un testo che potrebbe essere tranquillammente dei giorni nostri perchè i cosiddetti "cafoni", le genti di periferia dimenticate dal potere, tranne che per esercitare la sua prepotenza o con la forza o con l'inganno, esistono tuttora, magari aggiornati ai nostri tempi, e non concoscono differenza fra nord e sud. Basta recarsi in una delle tante nostre valli alpine - un esempio che valga per tutti: i recentri scontri della Val di Susa per la TAV - oppure sull'Appennino profondo, dalla Lunigiana ai monti calabro-lucani.
E' significativo come l'autore ci rende le emozioni dei nostri quando costoro si recano a Roma, luogo del potere. Egli ha saputo rendere io senso di lontananza che esiste fra i montanari dì'Abruzzo e la capitale, realizzazione del concetto di distanza fra potere centrale e periferie del mondo. Le sedi delle banche hanno le cupole come le chiese, sono i templi del vero Dio che comanda il mondo: il denaro.
Questo, libro, nato come polemica antifascista, è un'opera cha vale per tutti i tempi e tutti i luoghi. Chi sono i "cafoni"? E' il volgo oppresso, volontariamente tenuto nell'ignoranza, un tempo con l'analfabetismo oggi con la televisione, e non conosce latitudine nè longitudine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elisabetta (14-06-2010) l'ho mollato a pagina a 64.
non riuscivo ad andare avanti!!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fortunato Rotella (25-08-2009) Capolavoro indiscusso del novecento italiano, Fontamara è uno di quei testi la cui lettura andrebbe resa obbligatoria nelle scuole. Attraverso la descrizione di una realtà arcaica e quasi surreale, quest'opera denuncia, con un quarto di secolo d'anticipo, i mali che affliggono alcune delle società cosiddette "moderne": l'arroganza di chi detiene il potere, unitamente alla prepotenza con cui lo si esercita, e l'ignoranza dei più, che funge da terreno fertile per ogni forma di sopruso. Ciò fa del testo di Silone, uno strumento formativo imprescindibile per il raggiungimento di ogni forma di emancipazione.
Fortunato Rotella. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roalndo (06-02-2009) Mah...l'ho trovato di una noia mortale... Penso sia sopravvalutato. Tra i libri che assolutamente non rileggerei mai. Non ve lo consiglio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Philip (12-04-2008) Un senso di profonda rabbia e indignazione mi pervade al termine della lettura,e non mi abbandona.Nel descrivere le ingiustizie,le prepotenze e le iniquità della dittatura fascista(troppo spesso dimenticate)nel ventennio più buio della nostra Storia,Silone traccia un affresco accorato di un'umanità rassegnata prostrata da secoli di nequizie,tra la quale spicca indimenticabilmente la figura di Berardo Viola,il primo "cafone" a morire per una causa superiore,uomo schietto,forte,leale fino alla morte.Per non dimenticare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
FlAvIeTtA (10-03-2007) un libro davvero molto bello.molto semplice ma che riesce a colpire e a stupire il lettore..
un libro da cui prendere spunto come una lezione di vita...
pur avendolo letto a 13 anni e per motivi scolastici è riuscito ad affascinarmi,anche se in alcuni pezzi l'ho trovato alquanto ripetitivo e troppo descrittivo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gemi quantodazione@yahoo.it (18-11-2006) Chiedere un giudizio su quest' opera è una violenza psicologica. L' ombra di Berardo Viola stende impietosa su ogni tentativo di mettere in luce un qualche difetto stilistico.
Non si può fare a meno di chiedersi da quale parte si sarebbe stati in qualità di personaggi di quelle pagine. Non si può fare a meno di pensare da parte si sta nelle pagine della nostra quotidianità. Un libro sull' epoca fascista o sulla prepotenza e l' ignavia di ogni tempo? Mi spiace ma giunto alla fine,io, avevo il fegato gonfio di rabbia e una gran voglia di andermelo a cercare il "mio amico" Berardo: forte, fedele, istintivo e tanto uomo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sasso (08-10-2006) Denuncia dell'ingiustizia perenne tra ricchi e poveri, ma anche denuncia della politica conservatrice e doppiogiochista della dittatura fascista (Silone scrisse il romanzo durante l'esilio in Svizzera), che, come tutti i regimi prima di lei, appoggia i potenti in danno dei poveracci, con un sovrappiù di arrogante violenza, "Fontamara" è, per certi versi un romanzo didascalico, con il suo invito, secondo me abbastanza esplicito, ai cafoni (di tutto il mondo?) a restare uniti (non è un caso che Silone avesse partecipato, nel 1921 alla fondazione del P.C.I.), ad istruirsi (i cafoni si sentono colpevoli della propria ignoranza) e almeno a domandarsi, come già fece Lenin: che fare?
Quel po' di programmatico e schematico (il prete del paese si chiama Don Abbacchio), che pure c'è nel romanzo, deve in ogni caso essere perdonato in virtù di una narrazione quasi brechtiana, che attenua il tragico quotidiano della vicenda con una buona dose di rassegnata ironia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roberto72 (20-09-2006) capolavoro assoluto, libro ancora attualissimo nonostante la sua ambientazione nell'Italia del Fascismo. Emozionante, vero, umano, un grandissimo Silone in grado di suscitare nel lettore anche un sorriso.....amaro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico Caporaletti (14-09-2006) In assoluto uno dei migliori libri di narrativa italiana. Mescola sapientemente la condizione sociale dei contadini analfabeti con un'ironia tagliente e deliziosa. Non leggerlo sarebbe un vero peccato, privarsi di una perla letteraria difficilmente eguagliabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio (26-10-2005) Uno dei migliori libri che esistono; la storia di un villaggio che diventa la storia del mondo. "Fontamara" ci insegna come i soprusi possano essere fronteggiati anche da gente semplice, come onestà e dignità a volte riescano a scalfire disonestà, superbia e violenza. Da leggere e rileggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mao (31-08-2005) L'ho conosciuto grazie a mia madre.Meraviglioso.Mettere in evidenza le ingiustizie subite dai contadini poveri è stato un atto molto coraggioso ma anche denunciare i soprusi del regime fascista.Ottimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (10-05-2005) Coraggiosa denuncia sociale delle angherie subite da contadini "ignoranti" ,ma capaci di generare personaggi dignitosi e battaglieri come Bernardo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paolo basso basso@tiscali.it (19-11-2002) ricordo ancora quando mio padre mi ha messo tra le mani questo libro, una vecchia edizione degli Oscar. Gli chiedevo qualcosa da leggere, per la scuola, allora non avevo soldi per andare in libreria. Mi ha 'passato' questo libro, non l'ho mai ringraziato abbastanza di quel gesto.
Un libro bellissimo, pregno di dignità e amore. Amore per la libertà, per la giustizia, in lotta contro ogni fascismo. Gli stessi sentimenti che ho ritrovato in tutta l'opera di Silone. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simone simo.ricciardi@genie.it (03-08-2002) questo libro l'ho conosciuto grazie alla scuola e devo dire è 1 delle migliori cose che mi ha lasciato!!E' un libro che serve per capire la storia d'italia e a capire le assurdità del regime fascista dell'epoca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristiano (12-07-2001) Un libro di coscienza, una denuncia sottile e allo stesso tempo drammatica della realtà contadina e bracciante dell'Italia meridionale sotto il fascismo. Si comprende cosa sia stata realmente quella dittatura, cosa abbia significato per chi non possedeva altro che le proprie mani per lavorare la terra.
Da cosnsigliare a quei ragazzi che in tutte le scuole si divertono a discriminare chi è in minoranza.
Cristiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20
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