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Calvino Italo - Il barone rampante | Il narratore ripercorre la lunga vicenda del fratello, Cosimo di Rondò, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo a Ombrosa, in Liguria. Cosimo, per sfuggire a una punizione inflittagli dai suoi educatori, decide di salire su un albero per non ridiscendere mai più. Cosimo si costruisce un mondo aereo dove diversi personaggi della cultura e della politica (Napoleone compreso) lo vanno a trovare, testimoniandogli la loro ammirazione. Vive anche una tormentata storia d'amore con la volubile Viola. Cosimo muore vecchio, senza mai discendere in terra: ammalato, in punto di morte, si aggrappa alla fune di una mongolfiera e scompare mentre attraversa, così appeso, il mare.
Recensioni 1 - 20 di 36 recensioni presenti. Media Voto: 4.08 / 5Gian dei Brughi (14-06-2010) Della trilogia è il libro più avventuroso, ogni capitolo è una sorpresa, una nuova puntata della storia di un eroe leggendario, simbolo di tenacia, testardaggine, di grande umanità. Questo è stato il libro che mi ha avvicinato a Calvino, per me scrittore/narratore impareggiabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Serena (05-02-2010) Bello... ma finisce male Viola che fine ha fatto? Boh...il libro (le vicende, la storia) non sono belle abbastanza da riempire il voto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Francesco Madeo madeo.fran@tiscali.it (05-01-2010) “Il barone rampante” è un libro che necessita di una seconda lettura, consapevole e in età matura, per essere apprezzato a pieno; questo lo accomuna a romanzi-capolavoro quali “I viaggi di Gulliver” e “Robinson Crusoe”. Solo in apparenza “il barone rampante” è un libro per la fanciullezza, sarebbe più corretto dire che esso è un libro della fanciullezza, essendo stato letto da noi tutti in età scolastica. I temi centrali dell’opera sono a mio avviso due. Il primo è la solitudine dell’uomo: Cosimo decide di mettere uno spazio fisico tra sé e gli altri vivendo sugli alberi, questo distacco vuole essere definitivo e parziale allo stesso tempo: definitivo in quanto Cosimo non scenderà mai più; parziale perché il nostro eroe non rinuncerà certo ai rapporti umani, anzi a più riprese è manifesta la volontà/necessità di comunicare e interagire con gli altri. Da questo ultimo aspetto si deduce che l’animo umano difficilmente approva la solitudine nella sua assolutezza, e che l’uomo, resta pur sempre un “animale di gruppo”. Cosimo non è l’unico personaggio che prova una sorta di estraneità nei confronti di chi gli sta più vicino, possiamo anzi asserire che tutti i protagonisti del racconto sono “soli”: lo è il Barone padre, ossessionato dal suo inesistente ducato; lo sono la madre e la sorella di Cosimo; lo è il Cavalier Avvocato Carrega, che ricerca nella natura, e nello specifico nell’apicoltura, quelle soddisfazioni che la vita di tutti i giorni puntualmente gli nega. Un secondo aspetto fondamentale del libro è quello della ribellione: Cosimo si ribella (alle idee della famiglia, o forse più in generale a quelle della società che lo circonda) e con ostinata perseveranza porta avanti il suo progetto di vita sugli alberi. Tonio Cavilla con riferimento a questo tema ha detto: “la disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più rigorosa e ardua di quella a cui si ribella”; e Cosimo infatti è estremamente ligio alle regole che si è imposto, prima fra tutte, quella di non scendere mai. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ladybrett (30-07-2009) voto altissimo ! un vero spasso se si vuol guardare il lato favolistico, una fonte di riflessioni se si vuol guardare il senso esistenzialista, una emozione continua se si vuol infine considerare il lato dei sentimenti.
varie chiavi e tutte eccelse.
forse più facile apprezzarlo in età post-scolare; non una lettura prettamente giovanile come la si fa passare, a mio avviso.
e comunque straconsigliata a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
hermione (29-07-2009) carino!si prolunga un pò troppo nella descrizione della vegetazione,certe volte un pò triste,ma bello. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (16-06-2009) Il barone rampante, opera ambientata in un immaginario paese della riviera ligure, Ombrosa, è connotata dalla vicenda del primogenito del barone Arminio Piovasco di Rondò, Cosimo, che ancora fanciullo, a seguito di un litigio avvenuto il 15 giugno 1767, decide di punto in bianco di andare a vivere sugli alberi. La storia è narrata dal fratello minore Biagio che invece preferisce restarsene nella casa patrizia, pur invidiando la scelta di campo di Cosimo.
Detta così può sembrare la vicenda dello scemo di paese o di un fenomeno da baraccone, ma la figura di questo arboricolo si staglia netta in una serie di personaggi godibilissimi, vere e proprie caricature, e in un intreccio di fatti che gradualmente finiscono per il coinvolgere il lettore, al punto di desiderare di poter godere della stessa immensa libertà.
Cosimo è per alcuni un originale, per altri un pazzo, ma in effetti rappresenta la massima aspirazione per una vita slegata dalle consuetudini, da qualsiasi cerimoniale e scevra da leggi e laccioli, tranne quelli della natura.
Non è improbabile, anzi penso sia più che possibile che l’arboricolo sia l’alter ego di Calvino stesso. Del resto, il personaggio presenta comuni caratteristiche, quali quelle di essere un intellettuale e di battersi in favore della povera gente, che lo capisce infatti, al punto che, divenuto vecchio e malato, lo assiste amorevolmente, sempre senza che lui, da quando salì sugli alberi quella prima volta, debba mettere i piedi per terra.
Questo desiderio di elevarsi dal mondo, di essere solo e unicamente padrone di se stesso, trova poi una geniale conclusione nella sua dipartita, una toccante ascesa in cielo.
Il barone rampante è sicuramente un romanzo di grande valore e ne consiglio vivamente la lettura.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lucia (28-03-2009) geniale, come sempre del resto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco marco.puccio@libero.it (10-02-2009) Vorrei rispondere a Kikka che si è detta annoiata da questo libro al punto tale da non terminarne la lettura.
La prima volta che mi sono accostato a questo capolavoro avevo 12 anni e andavo alle medie; leggevo poco all'epoca e il libro sembrò anche a me noioso, nonostante persino il professore di matematica ne avesse parlato bene.
In un mesetto circa ero riuscito a leggere solo metà dell'opera e alla fine decisi anch'io di interrompere la lettura.
In prima Liceo Scientifico quasi per scommessa ho deciso di riprende in mano il "Barone" e l'intera trilogia dei "Nostri antenati": ne sono rimasto innamorato e questo "noiso" libro di Calvino è diventato il mio libro preferito in assoluto.
Kikka, prova anche tu a riprovare a leggerlo quando sarai con l'animo disposto a farlo e rimarrai stupita. Ora ti lascio perché mi è venuta voglia di rileggero... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dino (18-11-2008) Il protagonista ha deciso di non toccare più il terreno. Vive fra gli alberi, e quando sta per arrivare l'ora fatidica... nel finale si capisce perchè Calvino sia così amato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sandro landonio lasandro@libero.it (10-11-2008) Difficile classificare questo romanzo, che, in certi momenti sembra quasi una raccolta di racconti brevi con un protagonista sempre identico, ma con spirito ed argomenti propri solo del singolo capitolo.
Il livello dello scrivere di Calvino è però quasi sempre fuori dall’ordinario e supera tutto quello che, solo riassunto, può sembrare artificioso. I dettagli (le teste tagliate, i tanti nomi d’uccelli e di alberi, la crudeltà di Battista verso gli animali, le fini tragicomiche del Cavaliere e dell’Abate) hanno suscitato in me tanto interesse da sopravanzare la vicenda principale. Infatti, alla fine, a chi importa perché Cosimo sia salito sugli alberi: è un fatto puro e semplice che la sua vita sia trascorsa lì. E che dire di Viola, sfuggevole, ma, se presente ad Ombrosa, centro delle attenzioni del protagonista: sfugge il motivo per cui anche lei, così vicina al sentire di Cosimo, si impaludi poi nella prosaicità; ma il fatto si registra e niente più.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
otta (24-09-2008) Un libro ben scritoo con una storia molto noiosa.
Pensavo si trattase di un libro migliore visto che tutti dicono che calvino sia 1 dei migliori scrittori mai esistiti Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maurizio .mau. codogno nda-abeb@myamail.com (11-07-2008) Credo di avere letto per la prima volta Il barone rampante trentacinque anni fa, nell'edizione "ridotta per le scuole" che oltre a togliere il nome del torrente Merdanzo deve avere molto glissato sulle avventure amorose del Barone Cosimo Rondò di Piovasco - o forse ero io troppo ingenuo per ricordarmele? Ripresolo adesso dopo che mi è stato regalato non posso che confermare che è un capolavoro. A me personalmente non piace molto lo stile di scrittura soprattutto nei primi capitoli, che non so quanto sia un settecentismo voluto e quanto rispecchi l'italiano scritto di cinquant'anni fa; ma la storia ha una freschezza che regge assolutamente anche oggi, prendendo da un lato in giro il romanzo storico ma soprattutto facendo vedere come le cose, viste da un altro punto di vista, risultano spesso diverse. Non necessariamente migliori o peggiori; ma solo in questo modo possiamo scegliere.
(e poi le scenette all'interno del libro sono davvero gustose!) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo (06-04-2008) un bel libro ma Calvino ha fatto di meglio!!!!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Carlo (20-09-2007) Abbastanza noioso ma ben scritto. Raggiunge cmq la sufficienza per la storia e la struttura della narrazione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
kikka (01-08-2007) la storia è stata ben ideata ma di un noioso interminabile...trpp descrizioni nn sn neanke riuscito a finarlo :se 1 libro nn mi appassiona nn riesco a leggerlo Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lalla93 (20-06-2007) é stato il primo libro di Cavino che ho letto e sono rimasta delusa visto la sua popolarità.
Non mi è piaciuta la storia,anche se il protagonista è molto coraggioso.Poteva esser più "carino" se Viola fosse tornata con lui, ma se n'è andata anche lei...!! ho letto altri libri di Calvino che mi sono piaciuti di più. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Roberto Calcagnile satoriit@yahoo.it (18-06-2007) Italo Calvino in questo romanzo dimostra il sublime estro di cui dispone. Qualità che utilizza per intrattenere i lettori più giovani, non mancando, tuttavia, di dare una connotazione pregna di significato esistenziale anche a chi sa andare oltre lo "spettacolo" evidente. La metafora della capacità di portare avanti le proprie scelte contro tutto e tutti è assolta con magistrale registro simbolico da Cosimo, che decide di passare tutta la sua esistenza sugli alberi. I sogni si possono avverare, ma la loro realizzazione necessita di ferrea volontà e, perchè no, di un pizzico di incoscienza. la razionalità, indispensabile compagna di vita, deve talvolta cedere il passo alla forza fresca ed istintiva della passione. Nascerà così una collaborazione tra intelletto e brama, tra ragione ed esaltazione. Una cooperazione che sarà capace di farci volare in alto, verso mete che non avremmo osato immaginare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sara maodragon91@hotmail.it (26-01-2007) mi è piaciuto davvero tanto! una storia originale, scritta in modo dettagliato e alquanto esauriente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cuore impavido (27-12-2006) Ottimo libro, ma del resto come non aspettarselo da uno che per nome ha Italo e per cognome ha Calvino? Bellissima trama, bellissime descrizioni, bellissimi personaggi, ma soprattutto straordinaria e perfettamente azzeccata la scelta del protagonista, questo ragazzo, Cosimo, che lascia tutto, comprese le agiatezze e il prestigio della vita nobiliare, per un ideale, che è quello della libertà e del libero arbitrio, e che realizzato permette di sviluppare un pensiero proprio e di allontanarsi da quello così usuale ed apatico del mondo che ci circonda. Contrariamente a ciò che molti hanno criticato, tengo a sottolineare l'eleganza ritmica di questo testo che molti hanno definito lento per l'eccessiva quantità di descrizioni. Chissà quali libri hanno letto queste persone per denunciare l'eccessiva descrittività di questo libro? In merito consiglio la lettura de Il Signore degli Anelli, che è (non immagino quante volte) più descrittivo rispetto a questo componimento, ma che reputo, nonostante tutto, il miglior libro che abbia mai letto. Comunque un libro favoloso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MARIKA marica.debene@hotmail.it (14-09-2006) davvero un strepitoso libro, pieno d'avventura.... il migliore della trilogia ringrazio la mia profesoressa di italiano di aver incitato noi alunni a comprarlo!!! davvero bello!! un saluto e vi auguro di leggerlo!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 36
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