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Calvino Italo - Il visconte dimezzato | Il narratore rievoca la storia dello zio, Medardo di Torralba, che, combattendo in Boemia contro i Turchi, è tagliato a metà da un colpo di cannone. Le due parti del corpo, perfettamente conservate, mostrano diversi caratteri: la prima metà mostra un'indole crudele, infierisce sui sudditi e insidia la bella Pamela, mentre l'altra metà, quella buona, si prodiga per riparare ai misfatti dell'altra e chiede in sposa Pamela. I due viscconti dimezzati si sfidano a duello e nello scontro cominciano a sanguinare nelle rispettive parti monche. Un medico ne approfitta per riunire le due metà del corpo e restituire alla vita un visconte intero, in cui si mescolano male e bene.
Recensioni 1 - 20 di 45 recensioni presenti. Media Voto: 4.11 / 5Simone sim091@msn.com (17-09-2011) Bella storia, sovrannaturale e delle volte un po' cruda. Altamente consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alessandro (24-08-2011) Sarà che non amo Calvino e i suoi romanzi,che trovo esageratamente surreali,ma poche volte mi è capitato di annoiarmi così tanto leggendo un libro.L'ho trovato noioso,assai prevedibile e alquanto banale nel contenuto.Una delle opere secondo me più sopravvalutate all'interno della letteratura italiana. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Luigi (16-11-2010) Come quasi tutti i libri di Calvino anche questo risulta molto piacevole. La scrittura è semplice e il libro scorre velocemente. Dietro la semplicità narrativa si nasconde una riflessione molto profonda sulla personalità umana che rende il libro molto interessante. Non do il massimo solo perchè, a mio parere, non raggiunge i livelli del "Sentiero dei nidi di ragno". Consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
pg88 (25-06-2010) Semplicemente meraviglioso. Ironico, surrealista e a tratti crudo e graffiante. Straordinario Calvino! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Galateo di Pratofungo (14-06-2010) Della trilogia è forse il più grottesco, per colpa della Malvagia Metà di Medardo, questo almeno fino alla metà del libro.. finchè non appare l'altrettanto insopportabile metà buona.. insomma ci vuole il giusto equilibrio.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Madeo madeo.fran@tiscali.it (16-02-2010) Come giustamente sottolineato da Renzo prima di me, “Il visconte dimezzato” è un libro che primo fra tutti ha l’obiettivo di divertire, di far sorridere. E’ evidente però che non sarebbe corretto esimersi dall’analizzare anche il messaggio più profondo che tra le righe emerge: quello dell’incompletezza, quale condizione umana tanto ineluttabile quanto sgradita. E’ incompleto il visconte Medardo sia quando è tutto intero, sia quando si trova a vivere dimidiato nel Gramo e nel Buono. La parte perfida e malvagia del visconte compie ogni genere di efferatezza ma non riesce nel suo fine ultimo: conquistare la pastorella Pamela; il Buona dalla sua, caritatevole nei confronti di tutti, viene preso a uggia per la sua misericordia incondizionata, che a volte sembra trasformarsi in semplice ingenuità. Una frase del libro descrive bene questo aspetto: “[…] ci sentivamo come perduti tra malvagità e virtù ugualmente disumane”. Gli altri personaggi che animano il racconto sono a loro modo simbolo di incompletezza e contraddizione: l’etica religiosa senza religione degli ugonotti è l’esempio paradigmatico. E' un libro da leggere, magari anche solo per perdersi tra le magiche fantasie di Italo Calvino. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dì (06-02-2010) Storia semplice quasi scherzosa,scorrevole da leggere con una bella morale:tutti noi abbiamo un lato oscuro e grazie a quel lato ci identifichiamo alle persone. Finale poco avvincente e scontato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
diego (20-11-2009) Una bella favola per ragazzi e adulti, un grande tema affrontato da Calvino il perenne confronto-scontro fra bene-male. Chi vincerà? Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (24-08-2009) Per quanto questo romanzo possa essere soggetto a diverse interpretazioni, stante il senso metaforico di non poche parti della trama, sembrerebbe, di primo acchito, che il puro divertimento sia stato il motivo principale per scriverlo e del resto, nel prosieguo della lettera di cui sopra, alcune righe dopo si può leggere “Non sono solo io a pensarla così, ad esempio anche uno scrittore molto attento ai contenuti come Bertolt Brecht diceva che la prima funzione di un’opera teatrale era il divertimento. Io penso che il divertimento sia una cosa seria.”.
La vicenda, oltre a essere paradossale, ha in una credibile incredibilità il pregio di assicurare un sorriso non fine a se stesso, ma che si smorza con una riflessione sul nostro stato. In ognuno di noi vivono due anime, o meglio due parti, una buona e una cattiva, che si mescolano, che a volte vedono prevalere l’una piuttosto che l’altra, in una sorta di eterno dissidio fra l’aspirazione al bene e la tentazione del male.
Questa storia del visconte Medardo di Torralba, diviso perfettamente in due parti (la destra e la sinistra) da una cannonata turca ha quasi un sapore goliardico, una vena di fresca e incosciente gioventù che permea le righe e che in sordina finisce con il coinvolgere e addirittura travolgere il lettore.
Eppure, se ci si sofferma ogni tanto a riflettere, non è difficile vedere nell’esasperazione non solo anatomica, ma anche psicologica dei due visconti, l’uomo moderno, ancor più schiavo che in passato della sua illusione di completezza, con una coesistenza in ognuno di bene e di male che sfumano fra di loro, in quell’eterno conflitto che spesso inconsapevolmente sosteniamo ogni giorno.
Il visconte dimezzato è il primo dei tre romanzi della Trilogia degli antenati, quasi un’introduzione, uno stuzzicante antipasto di qualcosa di molto più corposo come Il barone rampante e Il cavaliere inesistente.
Ne raccomando, per quanto ovvio, la lettura.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
martino (05-05-2009) Un libro interessante ma con una fine molto prevedibile. Non mi è piaciuto tanto. E stata una lettura che mi ha obbligato la prof !!!!!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Andrea (23-04-2009) secondo me è uno dei migliori libri di calvino, che in questo libro vuole fare ragionare sul fatto che senza il bene il male non può esistere e ¨viceversa. Leggeteloooo!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Deb (11-03-2009) Il Buono e il Gramo, due metà di uno stesso individuo...geniale, divertente, surreale. Da leggere assolutamente, i tre antenati di Calvino anticipano e descrivono gli uomini del nostro tempo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
DODO (27-02-2009) ho letto di recente questo libro e l'ho trovato divertente. soprattutto il finale. lo consiglio perchè è scorrevole, si legge in poche ore e non è pesante Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sandro landonio lasandro@libero.it (28-10-2008) Una breve introduzione ed una rapida conclusione lasciano la vicenda centrale un po’ scoperta al rischio di ripetersi.
Ognuno di noi poi può trovare delle interpretazioni morali cercando di collegare l’assurdità del malvagio che involontariamente fa del bene ed del buono che altrettanto involontariamente si trova a fare del male a chi di bene e di male è già ripieno senza bisogno degli interventi del Dr. Trelawney, ma il tutto a me è risultato un po’ trito e ritrito.
Considero comunque Calvino un ottimo scrittore, ma questo non è uno dei suoi libri più riusciti. Grazie alla mia docente che alle scuole medie mi ha avvicinato al Barone Rampante e non a Medardo di Terralba.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
amelia amelia80@katamail.com (27-03-2008) Certo lasciare un commento ad un classico come Calvino non è facile.
Un libro sicuramente piacevole da leggere, ricco di spunti, dà adito a molte riflessioni su quelle che forse sono le domande che ognuno di noi si pone quotidianamente.
Io l'ho letto a 15 anni e lo rileggo ora da insegnante, in entrambi i casi ha saputo adeguarsi alle aspettative riposte in esso da parte della "me" lettrice. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto92 (08-07-2007) Molto noioso, poco divertente e di un surrealismo scontato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Daniele (V Ginnasio) danielegitto@libero.it (25-06-2007) Premesso che è un capolavoro della letteratura italiana novecentesca. Il modo di scrivere di Calvino è semplice, ma molto interessante. Questo è uno dei suoi migliori libri; l'autore narrando una semplice storia ha saputo evidenziare il fatto che noi alcune volte ci sentiamo incompleti e che solo una parte di noi stessi riusciamo a realizzare; ciò lo disse anche Calvino in una celebre intervista del 1983.
Non conivido, dunque, tutte quelle persone che dicono che questa storia è da bambini e che è scandalizzante; tuttavia questi mi hanno portato a pensare che non hanno colto il vero significato interno, ma che si siano solo dedicati a leggere la "storiella", come la definiscono loro, senza analizzare il contenuto.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
chiara (23-07-2006) Mi dispiace contraddire coloro che pensano che sia un bel libro per bambini perchè essi nn potrebbero mai capire il vero significato che si cela dietro questa banale storiella. una persona spesso è in conflitto cn se stessa per idee tra ciu nn sa decidere, per fatti a cui nn si può schierare per un conflitto che dentro di noi nn ci fa decidere. una persona dimezzata invece ha le idee chiare e sa bene cosa pensare e cosa meno senza doversi interrogare + volte, la soluzione all' indecisione insomma. per questo si può affermare che una persona è più completa quando è dimezzata. una frase molto ironica ma che calvino ci ha sicuramente invogliato a percepire. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simona simona332@alice.it (13-06-2006) Tralasciando che Calvino è uno dei miei autori preferiti per quel suo scrivere in modo comico e pungente..è veramente un bel libro ! da leggere assolutamente! é bello il tema di quest'uomo dimezzato che poi è il classico tema del bene e del male e ci rappresenta un pò tutti nella nostra parte incompleta, contraddittoria,diversa.Ottimo lavoro molto significativo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio (10-02-2006) "A me importava il problema dell'uomo contemporaneo (dell'intellettuale, per essere precisi) dimezzato, cioè incompleto, alienato. Se ho scelto di dimezzare il mio personaggio secondo la linea di frattura bene-male, l'ho fatto perchè ciò mi permetteva una maggior evidenza di immagini contrapposte e si legava ad una tradizione letteraria già classica (Stevenson)cosicchè potevo giocarci senza preoccupazioni. Mentre i miei ammicchi moralistici, chiamiamoli così, erano indirizzati non tanto al visconte quando ai personaggi di cornice, che solo le vere esemplificazioni del mio assunto: i lebbrosi (artisti decadenti), il dottore e il carpentiere (la scienza e la tecnica staccate dall'umanità), quegli ugonotti, visti un pò con simpatia e un pò con ironia (che sono un pò allegoria autobiografico-familiare, una specie di epopea genialogica immaginaria della famiglia) e anche un'immagine di tutta la linea del moralismo idealista della borghesia". Italo Calvino Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 45
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