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Harris Robert - Fatherland | E se Hitler avesse vinto la guerra? Robert Harris ipotizza un diverso andamento degli eventi storici in un fantathriller improntato su un'indagine per un delitto eccellente nella Berlino capitale dell'impero nazista.
| La recensione de L'Indice |

recensione di Cases, C., L'Indice 1992, n.10
(recensione pubblicata per l'edizione del 1992)
In base all'ipotesi che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai tedeschi e dai giapponesi (ipotesi assai vicina alla realtà economica del dopoguerra) sono già stati scritti molti libri tra cui un classico della fs, "La svastica sul sole" ("The Man in the High Castle)" di Philip K. Dick. Ma quello era un libro del 1962 e la sua era una libera invenzione. Dopo il crollo del muro l'invenzione corrisponde invece a una finzione ben precisa. I romanzi di spionaggio sono in crisi perchè lo spionaggio non ha più ragion d'essere quando non c'è più l'Impero del male ma solo l'Impero del bene, che non serve a nulla per spiegare come mai il mondo è dominato dal male. Di qui la necessità di prolungare nella fantasia l'esistenza dei poteri totalitari. È troppo presto per inventare una seconda vita di Stalin ma Harris ha immaginato il trionfo del nazismo e le celebrazioni per il settantacinquesimo compleanno di Hitler nel 1964. A parte questo, tutto funziona come se ci fosse ancora il vecchio Impero sovietico, ribattezzato in nazista. Del resto, nonostante la vittoria nazista, nel libro la resistenza sovietica continua da qualche parte nell'estremo oriente.
Come in "1984" o nel "Mondo nuovo" di Huxley l'eroe è un integrato che grazie alla sua intelligenza e alla sua tenacia riesce a capire o almeno a intuire la verità, quindi si ribella ma naturalmente viene sconfitto. Sempre secondo la ricetta, è aiutato da una donna che qui è addirittura una giornalista americana poichè si sta preparando la distensione nazi-americana (era ora!) ed il presidente statunitense Joseph Kennedy sta per arrivare a Berlino in visita ufficiale.
Xavier March (il nome è già più anglosassone che tedesco) è un investigatore della squadra omicidi della Kriminalpolizei di Berlino che si imbatte in alcuni cadaveri eccellenti di alti papaveri nazisti del tempo di guerra. Costoro vengono eliminati d'ufficio perchè in atmosfera di distensione si vuole mettere del tutto a tacere lo sterminio degli ebrei. March si chiede come mai proprio questi tre eroi del Partito siano stati soppressi ad onta delle loro passate benemerenze, e così dalla routine dell'ispettore Derrick o Kress si vede proiettato nell'alta politica. Con qualche aiuto dell'americana scopre che i tre erano gli unici superstiti degli undici partecipanti al famoso convegno del Wannsee in cui si era decisa la "soluzione finale" della questione ebraica. Sentendosi minacciati, i tre avevano depositato i protocolli del convegno e altri documenti in una banca svizzera dove tenevano anche le opere d'arte rapinate durante la guerra, tra cui primeggia la "Dama con l'ermellino" di Leonardo (e viene il sospetto che questo sia un omaggio dell'autore al prototipo dei micidiali malloppi spionistici e cioè "Gorky Park", in cui svolge un grande ruolo il contrabbando di ermellini, veri e non dipinti). Alla fine in un crescendo di inseguimenti il fedifrago March, che ha fatto un salto in Svizzera per avere le prove verrà raggiunto e si suiciderà per sottrarsi alla cattura mentre la giornalista, che nel frattempo sempre secondo la ricetta è diventata la sua amante torna in libertà con i documenti dell'olocausto di cui il mondo libero avrà così contezza. Ma come andrà a finire la faccenda della distensione? Avrà luogo lo stesso o la pubblicità dell'olocausto la renderà impossibile? L'autore ci lascia nel dubbio.
Come volevasi dimostrare, il genere sopravvive alla "fine del socialismo" mantenendo intatti i suoi caratteri essenziali, con gioia dei critici strutturali che possono verificare l'invarianza degli schemi nonostante i rivolgimenti mondiali. Il mondo perisce, i bestseller restano. Le intenzioni di questo sono certo buone.
La supposta sopravvivenza del nazismo al di là dei termini reali permette di trattare un passato notissimo anche se rimosso come una riesumazione dovuta all'ingegno di un detective. E in questo mondo che crede solo alle simulazioni trasformare la verità in simulazione può forse giovarle. Harris cita una frase di una SS riportata da Primo Levi per cui i nazisti avrebbero comunque vinto la guerra contro gli ebrei perchè nessuno avrebbe creduto all'enormità dei loro delitti. È ciò che ora effettivamente avviene grazie a malfattori come Robert Faurisson & Co. Supponendo che abbiano vinto, il romanzo li smaschera. Ma fino a che punto? Per convincersene bisogna leggere l'appendice, dove si certifica la realtà di molti documenti citati. E chi legge le appendici dei romanzi?
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Recensioni 1 - 20 di 49 recensioni presenti. Media Voto: 4.24 / 5ferdi ferdinando_barcellona@fastwebnet.it (29-11-2011) deludente e scontato noir (!?) in salsa ucronica, molto diluita...uno spunto che avrebbe potuto (e dovuto) sortire altri effetti. I paragoni con la "Svastica sul sole" di P.K.Dick sono quantomai blasfemi...romanzo assolutamente sopravvalutato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
stefano algenor@libero.it (26-07-2011) buona l'idea la trama ed il ritmo. Un romanzo che si legge molto volentieri . Un po' confuso il finale. Un noir nella media, secondo me harris dà il meglio nel romanzo storico. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
abc (02-04-2011) Lettura originale e interessante. Colpi di scena frequenti, ma sempre ben ponderati e credibili. Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Filippo (08-11-2010) Buono, forse però un po' sopravvalutato. Voto 3,5. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ricki (11-05-2010) noir angosciante e intrigante ambientato in uno scenario fantapolitico davvero accattivante. tensione continua dalla prima all'ultima pagina Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mastrotitta (05-04-2010) Che dire, a me è piaciuto molto..l'idea di un triller ambientato in un epoca -fortunatamente- immagginaria che sarebbe potuta esistere se la II guerra mondiale non fosse finita come sappiamo tutti mi ha molto incuriosito.
Interessante la descrizione della Berlino del dopo guerra e dell vita in un europa diversa da come la conosciamo tutti, in cui la "guerra fredda" era fra usa e germania..
Al di la di questo anche la storia narrata -per quanto "comune" (il solito poliziotto "scomodo" e la bella di turno che si trovano invischiati "per caso" ad investigare su di un crimine solo apparantemente casuale)è avvincente e ben sviluppata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Emiliano (11-11-2009) Un'ucronia di grande effetto, sorretta da un ottimo ritmo ed un affresco scenografico efficace. Consigliatissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giovane_titano (09-07-2009) Ho visto il film e davvero non si capisce nulla: non si parla di guerra, non si parla di una storia alternativa. tutto ambientato in degli uffici dove si indaga e nn si arriva a nulla. più entusiasmante "rex, il cane poliziotto" (detto francamente).
per quanto riguarda il libro, di bello ha solo l'idea, il punto da dove parte. la storia nn regge le aspettative; tutto è solo un'accozaglia di indagini, di poliziesco sciapito , vecchio, visto e rivisto chissà quante volte ... a tratti noioso, a tratti banale. immagine un pò su cosa di parlarà alla fine? sull'olocausto ... tema già rimescolato più volte fino allo sfinimento ... invece di parlare di una storia alternativa, di un possibile sviluppo, è una condatta, un pò (ma nn tanto) velata all'olocausto. insomma. in 50 pagine poteva finire tutto ... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Tiziana (30-04-2009) Molto avvincente questo romanzo ambientato nel 1964 in una Germania e in un mondo completamente capovolti dal punto di vista storico e politico: la Germania ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e Hitler, ormai 75enne, è ancora al potere. Il Reich si estende dal Belgio alla Russia con una serie di protettorati. Gli USA, rappresentati da Kennedy (ma non è il noto John, bensi' il fratello maggiore Joseph, in realtà morto durante la guerra), tendono la mano alla nuova superpotenza, mentre in Gran Bretagna regna il Re Edoardo con la regina Wallis Simpson.
In questo scenario si sviluppa la storia di Xavier March, funzionario della Kriminalpolizei, chiamato ad indagare sull'omicidio di un gerarca nazista. Aiutato da una spigliata e vivace giornalista americana, March ben presto scoprirà un intrigo piu' grande di lui e soprattutto si renderà conto di cosa il regime stia nascondendo ai propri cittadini e al mondo: l'olocausto.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sebastiano (18-03-2009) Un buon libro, si fa apprezzare più per l'ambientazione e per la descrizione dei luoghi e delle persone che per la trama in sè. Interessante la ricostruzione "storica" dell'Europa post-seconda guerra mondiale vinta dai nazisti. Lascia un dubbio di fondo che giustifica il voto abbastanza alto: come sarebbe stata scritta la storia se davvero avesse vinto Hitler? L'autore fornisce una risposta plausibile, convincente ed allo stesso tempo inquietante. Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
massi (13-12-2008) Uno di quei libri che fanno la letteratura. Straordinario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (05-11-2008) Gran bel libro, storia appassionante in uno sfondo politico reinventato ma plausibile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovaneprofessore (28-10-2008) E' un gran bel romanzo! Avvicente l'ipotesi storica alternativa, ma soprattutto l'autore ha il coraggio di un finale decisamente inusuale per tutti i romanzieri contemporanei. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marek (31-08-2008) Prime 200 pagine scialbe!Da li in poi la storia diviene più avvincente!!Si poteva fare di più!Idea Stupenda!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessio (13-03-2008) L'idea era buona, mi aspettavo un buon libro di fantageopolitica. Invece si tratta della solita descrizione della vita in uno stato totalitario, probabilmente molto vicina alla realtà della DDR prima della caduta del muro di Berlino, nessun intrigo internazionale, solo un'indagine su alcuni omicidi nemmeno troppo avvincente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
andrea (02-02-2008) Dopo averne tanto sentito parlare ho preso fiducia e letto, partito con tanta volgia di farmi prendere ma pagina dopo pagina è diventato un normale thriller con tratti di poca accuratezza e noia, per i miei gusti personali.
Non così imprescindibile com me l'han fatto sembrare... è corto si legge in poco tempo ma non lo consiglieri nemeno per quesi due giorni di lettura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alex (28-12-2007) Un gran bel libro. Chi è appassionato, come me, di letture sulla WWII troverà pane per i suoi denti. Per completare il tutto guardatevi anche il film Conspiracy - Soluzione finale... vi assicuro che non rimarrete delusi.
Ciao e buone feste!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dolan (11-12-2007) che meraviglia sto libro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (27-06-2007) Non conoscevo Robert Harris. Sono stato attratto dalla trama del libro. L'ipotetica vittoria nazista mi ha spinto a leggerlo solo per vedere come l'autore poteva descrivere un mondo molto diverso da quello che tutti conosciamo.
Libro molto scorrevole e molto bello. Lo consiglio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara (06-06-2007) bellissimo e avvincente dalla prima all'ultima pagina! è un libro che non si legge, ma... si divora! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 49
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