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Calvino Italo - Il sentiero dei nidi di ragno |
La storia di Pin, bambino sbandato, passato, come per caso, dai giochi violenti dell'infanzia alla dura realtà della guerra partigiana. Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 4.69 / 5Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (15-07-2009) Il sentiero dei nidi di ragno è una splendida metafora dei reali moventi che stanno alla base della maggior parte di chi aderì alla resistenza, ma lo è anche per coloro che invece osteggiarono questo straordinario moto popolare.
Il personaggio principale è Pin, un bambino lasciato solo a se stesso, in condizioni di abbrutimento più morale che fisico e che cerca di essere prima del tempo adulto, non per una maturità raggiunta, ma per il desiderio di evadere dal suo squallido mondo.
Cattivo come può essere uno che non appartiene di fatto né all’infanzia, né alla pubertà, si atteggia a grande, rimanendo con l’esperienza di un bimbo.
In un’epoca di furore, di sangue e di rivolta giocherà alla resistenza, rimanendo sempre solo, senza veri amici, tranne uno, un adulto con la mentalità di un bambino, e con lui che assai probabilmente gli ha ucciso la sorella, meretrice collaborazionista dei tedeschi, si allontanerà nella notte, nel buio di una vita di cui nessuno dei due conosce ancora la strada.
E le motivazioni allora quali sono? Le spiega Kim, un giovane commissario politico: i partigiani combattono per un riscatto dal mondo di miseria e di abbrutimento, lo stesso in cui si trovano anche le camicie nere, ma mentre i primi lottano per spezzare le catene, i secondi si oppongono per mantenerle strette.
Sì, perché tutti i personaggi di questo bel romanzo, visti con affettuosa pietà dall’autore, sono dei vinti, tranne forse Kim che, a differenza degli altri, si pone tutti quei perché, le cui risposte daranno coscienza alla sua e alla loro partecipazione.
Scritto in modo scorrevole, dinamico, mai statico, ha già lo straordinario pregio di introdurre gradualmente alla riflessione, che diventa parte e scopo del testo, al punto che, se rimarranno indelebili nella memoria le figure di Pin, di Lupo Rosso, di Cugino e molti altri, finiremo con il porci anche noi le stesse domande e verremo condotti inconsapevolmente per mano a conoscere le risposte.
Voto: 5 / 5 |
Danilo (30-06-2008) Scorrevole e piacevole. Mi ha colpito l'ingenuità e la forza morale di Pin, il suo "voler essere grande" ma senza riuscirci. E poi Calvino tende a descrivere con cosi skietta perizia il quadro storico in cui i vivono i personaggi da farlo apparire di colpo nella mente e renderlo vivi tutt'oggi. Il romanzo nn è, seconde me ,da considerarsi un capolavoro, ma sicuramente un libro da leggere assolutamente nella vita. Voto: 4 / 5 |
checco (11-06-2008) Davvero un bel libro..mi è piaciuto molto e davvero non ha bisogno di molte parole..Una dura realtà che Calvino ci fa vivere in prima persona e poi il finale così vago e senza una chiarezza. Uno sparo..chissà però chi è stato ucciso... Voto: 5 / 5 |
librobello (28-04-2008) bellissimo!!attraverso gli occhi di un bambino calvino ha la capacità di farci vivere uno dei monenti piu importanti della storia nazionale e che immancabilmente entrera a far parte della nostra storia personale Voto: 5 / 5 |
eleonora (25-04-2008) E continuano a camminare, l'omone e il bambino, nella notte,in mezzo alle lucciole,tenendosi per mano.Si conclude cosi,con una scena oserei suggestiva, il romanzo di Calvino.Un romanzo che ci fa capire la diversità ch corre tra il mondo dei bambini ed il mondo dei"grandi"...un mondo cosi diverso!E' la visione di quel periodo di guerra attrraverso gli occhi d un bambino, apparentemente forte,capace di odiare, ma fragile e indifeso in cerca d'affetto e di un amico sincero...il posto dove i ragni fanno il nido, un luogo di fantasia dove Pin può essere se stesso... Voto: 5 / 5 |
ALESSANDRO LAGHEZZA laghezzaalessandro@libero.it (29-02-2008) QUESTO E' IL PRIMO ROMANZO SCRITTO DA CALVINO, E, NONOSTANTE SIA STATO SEGUITO DA UNA LUNGA SERIE DI SUCCESSI, FORSE E' QUELLO MEGLIO RIUSCITO, E DI QUESTO PARE CONVINTO ANCHE LO STESSO AUTORE IN UNA LUNGA PREFAZIONE AL TESTO. MOLTO PROBABILMENTE PERCHE' E' UN ROMANZO FORTEMENTE AUTOBIOGRAFICO, CHE PRENDE COME SFONDO LA RESISTENZA PARTIGIANA, ESPERIENZA GIOVANILE NEL QUALE IL GIOVANE BORGHESE GENOVESE SI BUTTA A CAPOFITTO, PIENO DI SPERANZE. MA IN REALTA' LA GRANDEZZA DEL TESTO E' INSOTA NELL'AVER RESO AL MEGLIO QUESTA PROSPETTIVA DI IMMEDESIMAZIONE CON LA PROPRIA ESISTENZA NON CADENDO NELL'ERRORE DI PORRE IN PRIMO PIANO I PARTIGIANI, CON I LORO COMBATTIMENTI GIORNALIERI E LA VITA DURA PASSATA A COMBATTERE I TEDESCHI. TUTTO CIO' E' POSTO IN SECONDO PIANO, PER PORRE, INVECE, COME PUNTO DO RIFERIMENTO DELL'INTERA VICENDA BELLICA UN BAMBINO, TESTIMONE DIRETTO DELLA RESISTENZA PARTIGIANA. E' LUI IL PERSONAGGIO INTORNO AL QUALE SI SNODA L'INTERA VICENDA ROMANZESCA, IL CHE FA Sì CHE UNA VICENDA COSì FORTE E ASPRA COME LA RESISTENZA PARTIGIANA VENGA DEPOTENZIATA NELL'OTTICA INNOCENTE E INCONSAPEVOLE DI UN BAMBINO, PIN, (IN TAL SENSO EMBLEMATICO E' IL SEPPELLIMENTO DELLA PISTOLA RUBATA NEL LUOGO SEGRETO DOVE FANNO IL NIDO I RAGNI, CHE DA' IL TITOLO AL ROMANZO).
LA VICENDA SI SVOLGE DAPPRIMA IN UN BORGO LIGURE, NEL QUALE VIVE PIN, BIMBO CRESCIUTO TROPPO VELOCEMENTE PER LA SUA ETA', ORMAI ORFANO E CHE PASSA LE SUE GIORNATE IN OSTERIA CON I GRANDI. POI SI SPOSTA LENTAMENTE IN UN ACCAMPAMENTO DI PARTIGIANI DISORGANIZZATI E FORTEMENTE ETEROGENEI, DAI DISERTORI AGLI EMIGRANTI MERIDIONALI, MA CHE TROVANO OGNUNO LA PROPRIA MOTIVAZIONE ESISTENZIALE APPUNTO NELLA RESISTENZA ALL'OCCUPAZIONE STRANIERA.
E' CHIARO COME QUESTA ORIGINALE IMPOSTAZIONE RENDA IL "SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO" UNO DEI TESTI MIGLIORI SULLA RESISTENZA PARTIGIANA. Voto: 5 / 5 |
Alce67 (11-12-2007) La resistenza vista con gli occhi di un bambino e scritta con la strepitosa prosa di Calvino. Contiene una tra le più brillanti descrizioni di cosa la Resistenza abbia rappresentato per coloro che ne hanno preso parte.
Da leggere Voto: 4 / 5 |
francesca arduini 1992 (26-09-2007) Con il Barone Rampante, Il Visconte Dimezzato e il Cavaliere Inesistente, mancava in Calvino il suo essere neorealista.Infatti qui si sente proprio l'odore di dopoguerra, si assapora il sangue, l'essere antifascisti, l'andare contro corrente, credere in un ideale!Pin l'ideale lo aveva ben in mente!
Italo Calvino in questo romanzo descrive e ama il "suo" popolo le sue idee!Bello, forte, emozionante!Basti solamenete pensare che negli anni della stesura di questo romanzo il neorealismo era già affermato dagli altri esponenti letterari, suoi contemporanei e colleghi, Elio Vittorini, Cesare Pavese, Vasco Pratolini e Goffredo Parise etc...,per lui la strada era già stata spianata ma qui Calvino ci ha messo i propri ideali!
Dopo il neorealismo Calvino ritora alla "normalità", con gli altri romanzi, sempre ben scritti ma privi di azioni!Ultimo commento per chi nn avesse ancora letto questo libro o altri libri di Calvino:un libro è per sempre ma i romanzi di Calvino si possono leggere dalle elementari all'università... BUONA LETTURA! Voto: 5 / 5 |
Eleonora (06-06-2007) All'inizio pensavo fosse un libro pesante e devo dire che ci ho messo un pò a leggerlo... Però poi alla fine non è proprio brutto come libro.... Bisogna leggerlo con calma e cercare di comprendere bene tutto quello che passa per la testa di Pin..... Voto: 4 / 5 |
Silvio Cacciatore (05-03-2007) Un libro davvero stupendo, è bellissima il racconto della guerra partigiana vissuta dagli occhi di Pin l'uomo-bambino che, tra battutacce, scherzi, pianti e paura, è maturato molto nel corso del racconto. Bello, bello davvero... me lo sono divorato in due sere. Un libro davvero divertente che il più delle volte fa pensare e riflettere. Voto: 5 / 5 |
Emily (25-11-2006) Mi è piaciuto davvero molto. Come è stato già detto è uno spaccato della Resistenza italiana vista con gli occhi 'crudi', per così dire, di un bambino. I bambini non sono ancora contaminati dai pregiudizi o da che altro e ciò che Pin vede è ciò che 'è'. Lo descrive con una crudezza tipica del mondo infantile...e nel contempo assistiamo ad una lotta interiore del personaggio. Un personaggio che per quello che vive non si sente più bambino, ma neppure adulto (forse è una fase che attraversiamo tutti, ma qui...è un po' diverso), che non riesce a trovare qualcuno di cui fidarsi completamente (a cui, appunto, rivelare il segreto di dove si trovino i nidi di ragno, suo piccolo 'prezioso tesoro'), che non riesce, in tutto quel che sta succedendo, a trovare un posto che sia veramente suo.
Tutto si risolve alla fine, come avevo sperato. Voto: 4 / 5 |
ase82 giampigervasi@libero.it (30-04-2006) spaccato della resistenza italiana. calvino racconta il periodo attraverso gli occhi di un bambino che arriva,quasi senza rendersene conto, alla realtà della guerra. discreto Voto: 4 / 5 |
Federica (22-03-2006) Consiglio questo libro a chi piace immettersi in un'ottica differente e guardare una realtà storica accaduta con la semplicità e l'ingenuità di un bambino. Commovente ed ironico, a volte noioso, stimola la lettura per il suo linguaggio semplice, schietto e gergale. Voto: 4 / 5 |
Denise (22-03-2006) Questo libro e uscito per la prima volta nel 1947. Ha poco meno di 60 anni ma non li dimostra.
E’ molto attuale perché Pin potrebbe essere anche un ragazzo di oggi. Il senso di solitudine, di inadeguatezza e la voglia di essere accettato in un gruppo è uguale oggi come ieri.
Secondo me è un libro molto onesto su come era veramente la guerriglia durante la seconda guerra mondiale. Ragazzi e adulti che si trovavano a imbracciare un fucile senza capirne veramente il motivo, gente che uccideva ma che voleva solo tornare a casa a fare il lavoro (spesso umile) che faceva prima della guerra.
E’ un libro che non parla di ideologie perché queste non appartenevano al popolo (ma solo ad una piccola elite di persone più istruite).
Racconta lo sbando di un ragazzino che si trova per caso da un parte della barricata, ma che con la stessa facilità avrebbe potuto stare dall’altra.
Racconta di persone che fanno i partigiani; racconta l’assenza di regole e di pietà; racconta tradimenti; racconta la stanchezza, la rassegnazione, la paura, la fame e il tormento dei pidocchi in modo obbiettivo e lucido.
Quando l’autore si perde a descrivere i pensieri e la solitudine del piccolo sperduto Pin mette molta tristezza e il finale è struggente.
E’ un libro "vero" e per questo a mio giudizio bellissimo. Voto: 5 / 5 |
simone (13-03-2006) il libro è molto bello e originale...mi è piaciuto molto e per me questo è raro perchè io odio leggere quindi vi cdonsiglio di leggerlo perchè non ne rimarreste delusi
ciao Voto: 5 / 5 |
cristina (10-11-2005) ho letto il libro sull'onda della trasmissione tv per un pugno di libri e devo dire che mi è piaciuto. da leggere Voto: 4 / 5 |
ile (21-09-2005) è uno dei più bei libri ke abbia mai letto in vita mia!!!!!è sensazionale!!da leggere e rileggere mille volte!!!!lo consiglio vivamente!
Voto: 5 / 5 |
dany (11-09-2005) Veramente eccezionale. Avevo letto già qualcosa di Calvino quando avevo tredici anni (titoli come “Il visconte dimezzato” e “Il cavaliere inesistente”) e ne ero già rimasto colpito positivamente. Ma a quell’età oltre che all’impianto favoloso e alla morale della storia non si può comprendere appieno la bellezza e la rarità di una scrittura così limpida, fantasiosa e coinvolgente. Ora ho letto questo romanzo e ne sono rimasto coinvolto in maniera insolita: è singolare come il tutto possa essere filtrato attraverso gli occhi di un bambino innocente, come all’improvviso la guerra possa essere vista come assoluta normalità (il bambino ricorda la guerra fin da quando è piccolo), come il mondo dei “grandi” possa apparire banale, totalmente inconsistente nei contenuti e cattivo. Molto bello l’espediente mediante il quale l’autore riesce a filtrare tutta la storia attraverso gli occhi di una persona che vede tutto secondo un’ottica differente dalla nostra, distorta oseremmo dire, eppure semplice, efficace e veritiera: molti dei fatti che avvengono, il bambino li vede come strani, inconsueti, e li guarda con gli occhi sbarrati, meravigliati. Così egli guarda verso la morte, e così dovremmo guardarci tutti noi, con l’ingenuità propria dei bambini. E fa male quanto egli appaia totalmente disilluso nei confronti della guerra, incomprensibile eppure normale, quotidiana: l’orrore degli uomini può addirittura disinibire un bambino verso la bellezza del mondo circostante. Anche se poi, come tutti, egli si crea un mondo a parte, favoloso, popolato da pistole favolose, uomini dalle mani grandi, soffici e buone come il pane, per poter “tornare a fare ooh”, come dice una canzone in voga proprio ora; tutto questo mondo è esemplificato nel “sentiero dei nidi di ragno”, un luogo forse inesistente, forse esistente solo nella mente del bambino (ma i ragni lo fanno veramente il nido?). Un libro struggente ma che fa anche sorridere, con la stessa rementinità con cui cambino umore i bambini. Voto: 5 / 5 |
Cecilia (05-09-2005) Bellissimo!
E' assolutamente fantastica la maestria con cui Italo Calvino ha saputo rendere la crudeltà della guerra attraverso gli occhi di un bambino. Per chi lo legge appare forse ancora più crudele, perchè ci si rende conto di quanto quel bambino poco sapesse della vita e di quanto fosse perso nel mondo dei "grandi".
Dalla prima all'ultima pagina ciò che si prova è un senso di comprensione e preoccupazione per Pin, e si rimane col fiato sospeso.
Sinceramente la prima volta che l'ho letto ero anche io una bambina e non avevo capito molte delle sottigliezze che vi sono celate, ora col passare del tempo, di tanto in tanto ci ripenso, e mi riaffiorano alla mente i particolare, che in un primo tempo non avevo compreso...
Lo consiglio vivamente a tutti coloro che sono interessati a conoscere una realtà come quella della Resistenza in Italia, e più ampiamente come quella della violenza umana che il più delle volte è priva di qualunque scopo. Voto: 5 / 5 |
Gianluigi (02-09-2005) bello!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
mi è piaciuto già dal titolo, che è fantastico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Voto: 5 / 5 |
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