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La storia di un prestigiosa società legale americana governata dalla mafia.
| La recensione de L'Indice |
 SIMENON, GEORGES, Pietr il Lettone
GRISHAM, JOHN, Il socio
(recensione pubblicata per l'edizione del 1991)
recensione Papuzzi, A., L'Indice 1994, n. 2
Quando il più celebre poliziotto della letteratura mondiale, il commissario Maigret, fa la sua prima apparizione, sessant'anni fa, nel romanzo "Pietr-le-Letton*, esso si scolpisce subito nell'immaginazione e nella memoria del lettore, in carne e ossa, con una corporeità che trapassa la pagina e con una psicologia che sfida il tempo. Lui è Maigret, semplicemente Maigret, senza un nome, senza un'età, senza un passato, e in fondo, a ben guardare, senza un futuro. Sta nella letteratura poliziesca, ma forse nella letteratura tout court, così come sta nel suo ufficio alla Sureté, nelle prime righe del primo romanzo: "imponente e massiccio, con le mani in tasca e la pipa a un angolo della bocca"; o come si piazza alla Gare du Nord, qualche pagina più avanti: "Lui stava lì, enorme, con quelle spalle impressionanti che disegnavano una grande ombra"; o come piomba nell'Hotel Majestic: "un blocco di granito che l'ambiente rifiutava di assimilare''. Quell'immobilità paziente e incombente è la gabbia di un implacabile e affascinante meccanismo: la "teoria della crepa", annunciata anch'essa già nel primo romanzo. Ogni criminale è un giocatore dell'infinita partita che si combatte fra la legge e il disordine, ma è anche un uomo: "Lui cercava, aspettava, spiava soprattutto la 'crepa'. Il momento in cui, in altri termini, dietro il giocatore appare l'uomo".
La riedizione presso Adelphi di tutte le inchieste di Maigret offre la possibilità di un istruttivo confronto con i nuovi campioni della letteratura poliziesca. Prendiamo John Grisham, l'autore americano che furoreggia, dopo la pubblicazione, in rapida serie fra il 1991 e il 1993, del "Socio", del "Rapporto Pelican* e del "Cliente". Farò riferimento al primo di questi bestsellers, perché è stato oggetto di una trasposizione cinematografica di successo, di Sidney Pollack, con Tom Cruise, arrivata sugli schermi italiani soltanto pochi mesi fa. Di Mitchell Y. McDeere, il giovanissimo avvocato protagonista della storia, noi sappiamo apparentemente tutto: come si chiamano lui, la moglie, il cane, i suoceri, quanti anni hanno esattamente, dove ha studiato, che voti ha avuto, e così via. Ma non sapremo mai che faccia ha: solo che è di "bell'aspetto". E anche atletico, perché era un asso nel football e perché una ragazza caraibica gli dice: "Sembri un atleta. Così muscoloso e solido". In realtà il socio è una forma vuota, pronta per accogliere la faccia da marine del divo hollywoodiano più pagato. Il socio non ha una faccia, finché non gliela dà il cinema, così come non ha una psicologia: egli agisce obbedendo ai meccanismi del thriller d'azione, sono questi a dettare la psicologia, piuttosto che il contrario. Non a caso tutta la macchina romanzesca si svuota nelle cento pagine finali, come un corpo senz'anima, tanto che Pollack ha inventato per "Il socio" cinematografico un finale completamente diverso e molto più efficace.
Anche Maigret ha avuto naturalmente le sue edizioni cinematografiche e televisive. Ma Maigret non è Jean Gabin n‚ Gino Cervi. Semmai è il contrario: essi sono possibili personificazioni di un'identità letteraria così prepotente da non poter essere realmente intaccata da rappresentazioni visive. Ciò vale anche per gli ambienti in cui si muovono Maigret o il socio: là una Parigi divisa fra l'esotismo della mondanità e la disperazione dei bassifondi, qui un'America che sembra ricalcata dai depliant patinati delle agenzie turistiche. Se l'alloggio di Maigret odora dello spezzatino "che sfrigolava nella pentola", in quella di McDeere "la tappezzeria s'intonava a meraviglia con le tende ed il tappeto". Il che non ha nulla a che vedere con la verosimiglianza. Anzi. Il mondo di Maigret dove un poliziotto può essere complice del suicidio del suo perseguito, fra bottiglie di rum e letti che cigolano, e stupendamente irreale, mentre l'America senza faccia di John Grisham, dove "il denaro compensa tutto" e dove mafia, avvocati o Fbi sono tutti della stessa pasta, rischia di essere spaventosamente vera.
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Recensioni 1 - 20 di 24 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5giovanni (18-11-2011) Assolutamente Magnifico,non puoi staccarti un minuto da questo libro una volta iniziato.Storia pazzesca lo consiglio a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico (30-01-2009) Storia avvincente e lettura scorrevole: ottimo libro per rilassarsi dopo una dura giornata di lavoro mentale. Grisham non si smentisce e ancora una volta riesce a tirar su una storia appassionante, dai mille colpi di scena e mai noiosa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mattia (30-11-2008) Le premesse per fare un grande libro c'erano, purtroppo la trama non è stata sfruttata a pieno. Come al solito Grisham è stato capace di creare situazioni probemlatiche incredibili (un pò come in rapporto pelican), ma il finale un pò banalino, senza un vero scontro finale...le prime 100 pagine abbastanza soporifere Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mirko tarmat2@yahoo.it (09-04-2008) Un capolavoro!
A volte essere i migliori non aiuta cetto a trascorrere una vita tranquilla. Da leggere e rileggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cia (06-03-2008) Dalla prima pagina mi è piaciuto molto questo libro. Il finale lascia un po' l'amaro in bocca (e vissero tutti felici e contenti)...E' una lettura che merita per distrarsi un po' (ora sono curiosa di vedere il film Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gionata (25-02-2008) Questo libro ha dato la svolta nella carriera a un scrittore come Grisham e si capisce il perchè..lo consiglio vivamente!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elvis (08-01-2007) E’ il primo libro di grisham che leggo e l’ho trovato tiepidamente carino, nel senso che da un lato l’ho letto volentieri, ma che non mi ha appassionato più di tanto, né incuriosito a tal punto da leggere qualcos’altro dell’autore. ciao! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cristian (25-09-2006) Probabilmente il miglior libro di Grisham. Appassionante, coinvolgente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
devel81 develdevel@hotmail.it (28-08-2006) bellissimo.un thriller superbo,un ritmo incalzante
e una storia molto bella.grande grisham! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alecs (20-05-2006) "Il padre di tutti i legal thriller". Trama avvincente, scrittura scorrevole e poco impegnativa... ideale per il relax. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ugo iugh79@hotmail.com (25-10-2005) Leggendolo si capisce perchè sia stato ub best-seller, è semplicemente un CAPOLAVORO.
In questo libro è racchiuso il meglio di Grisham: dallo stile semplice ma efficace, alla vicenda che è avvincente ed entusiasmante in ogni sua sfumatura, ai personaggi che sono descritti in modo efficace e non sono mai banali.
Credo che sia difficile rimanere delusi da un libro simile, da leggere tutto d'un fiato perchè il ritmo è molto veloce e gli imprevisti non mancano fino alla fine. Bravo Grisham, il padre dei legal-thriller! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
riky (03-08-2005) ho appena iniziato a leggere questo libro e lo trovo interessantissimo, coinvolgente, ti porta a volerlo leggere tutto d'un fiato. Trovo Grisham un autore fantastico, è il secondo libro suo che leggo ( prima l'ultimo giurato), ma già li voglio leggere tutti. Lo consiglio.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Angela paige@jumpy.it (25-07-2005) Che dire di quest'avventura di Grisham? davvero uno sballo oltre ogni limite...avvincente entusiasmante...queste parole nn bastano per descrivere questo grande CAPOLAVORO. Bravo Grisham, anche stavolta hai brillato...
fra poco inizierò a leggere LA CONVOCAZIONE
baci
angela
chi volesse scrivermi lo può fare all'indirizzo paige@jumpy.it io sarò pronta a rispondere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angela paige@jumpy.it (18-07-2005) Ciao,
in questi giorni ho appena cominciato questo libro. E' veramente bello, stupendo e intrigante. Non vedo l'ora di finire di leggerlo così saprò come si conclude la storia del bellissimo Mitch.
un bacio a tutti i lettori Voto: 4 / 5 |  |  |  |
PROT (10-05-2005) i libri di grisham li ho letti tutti, e devo dire che come letture ricreative sono validi... questo probabilmente il migliore (bello anche il film) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio giuffrida (04-11-2004) il libro è stupendo!!!!!!!!!!!!!!!!! è il secondo che leggo di grisham dopo l'ultimo giurato (che in confronto è molto meno intrigante)e ne sono rimasto esterrefatto tanto da finirlo in meno di cinque giorni. leggetelo e non ve ne pentirete!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Melinda melinda7511@libero.it (11-10-2004) Un libro che tiene vivo l'interesse fino all'ultima pagina, un susseguirsi di eventi che rendono il nostro protagonista un eroe. Malgrado tutti gli eventi volgono a suo sfavore, lui, aiutato da molta ironia, coraggio, intelligenza e anche ...diciamolo... molta fortuna, riesce ad averla vinta!!! E' il libro di Grisham che finora mi è piaciuto di più!! Ciao ciao e buona lettura! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
berto (24-08-2004) il solito grisham che sa mescolare gli aspetti legali di una giurisdizione complicato come quella fiscale, ad un'intrigo che coinvolge il protagonista in una morsa fra incudine e martello, cioè fbi e mafia americana. Buono il crescendo di avvenimenti e il susseguirsi di emozioni. non il miglior grisham a mio avviso...in ultimo; non si capisce perchè effettivamente da validi libri del bravo john debbano uscire film tanto penosi come quello interpretato da tom cruise... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maya-27 (14-08-2003) Bellissimo!!!! Una storia un pò inverosimile ma molto intrigante... Da leggere assolutamente.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vic crazy73@virgilio.it (19-06-2002) Un libro perfetto, lo leggevo persino di nascosto nei momenti più impensati perché non ce la facevo a resistere! A volte vorrei non averlo già letto per potermi godere ancora una volta tutta la suspence.
Nessuno degli altri libri di Grisham che ho letto è lontanamente confrontabile.
Figuramoci poi il film de "Il socio": evitatelo e leggete il libro! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 24
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