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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

García Márquez Gabriel - Cent'anni di solitudine

Cent'anni di solitudine TitoloCent'anni di solitudine
AutoreGarcía Márquez Gabriel
Prezzo
Sconto 15%
€ 8,50
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
Prezzi in altre valute
Dati1995
EditoreMondadori  (collana Oscar scrittori moderni)

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207 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
E' la storia centenaria della famiglia Buendia e della città di Macondo. In un intreccio di vicende favolose, secondo il disegno premonitorio tracciato nelle pergamene di un indovino, Melquiades, si compie il destino della città dal momento della sua fondazione alla sua momentanea e disordinata fortuna, quando i nordamericani vi impiantarono una piantagione di banane, fino alla sua rovina e definitiva decadenza. La parabola della famiglia segue la parabola di solitudine e di sconfitta che sta scritta nel destino di Macondo, facendo perno sulle 23 guerre civili promosse e tutte perdute dal colonnello Aureliano, padre di 17 figli illeggittimi e descrivendo in una successione paradossale le vicende e le morti dei vari Buendia.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 207 recensioni presenti.  Media Voto: 4.22 / 5

guglielmo aprile guglielmo.aprile@hotmail.it (01-02-2012)
A proposito del cortocircuito dei nomi: è la vita che si ripete, come una ruota che gira, o come una stella. Perciò i nomi sono gli stessi, ad ogni generazione: c'è questo dato di permanenza, che va oltre il tempo e i rovesci delaa storia; è l'umano che si ripete, eternamente, come un unico istante. Ogni personaggio, e ognuno di noi, nel mondo 'reale', corre verso un punto, che è sempre lo stesso. Questo punto, che ci aspetta, è il destino; e la vita non è che movimento in direzione di quel punto. Per quanto diverse, tutte le vite non fanno che replicare un solo gesto, sempre uguale, ognuna a modo suo. E la vita obbedisce a un dettato, che una mano misteriosa ha scritto, un giorno fuori dal tempo, su un quaderno stracciato come quello scritto dallo zingaro su cui, nel finale, uno degli Aureliano legge la storia sua e della sua stirpe, e poi muore... guglielmo aprile
Voto: 5 / 5
Eliseo (28-12-2011)
Marquez è capace di prenderti per mano e accompagnarti per le strade di Macondo, facendoti conoscere le persone, i luoghi, i profumi...Un sogno!! Sinceramente?! Il libro più bello che abbia mai letto.....
Voto: 5 / 5
Patrizia (27-09-2011)
Sia lodato Gabriel Garcìa Màrquez e questo suo capolavoro, perchè la magia che è rimasta dentro dopo aver letto questo libro, è perenne! è impossibile non affezionarsi ai personaggi di Macondo, è come vivere cento anni assieme a loro! Approfittatene, perchè le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non hanno una seconda opportunità sulla terrà!!
Voto: 5 / 5
mirko (11-07-2011)
Capolavoro intramontabile del XX secolo o mattone illeggibile? Se amate i libri con una trama intensa segnata da continui colpi di scena allora propenderete per la seconda ipotesi. Se invece vi piacciono le descizioni dettagliate stile Joyce o Verga allora il libro in questione fà per voi. Cent'anni di solitudine infatti, non ha una trama vera e propria e non ci sono neanche lunghi e memorabili dialoghi. L'opera è costituita, invece, da un susseguirsi continuo di personaggi, luoghi, piccoli gesti quotidiani, odori, ecc. Insomma un grande e variopinto quadro nel quale immergersi senza cercare troppo la continuità tra una pagina e l'altra. Per chi non ha mai letto Gabro, consiglio altri due libri. Il primo è "Cronaca di una morte annunciata", resoconto asciutto e serrato di un omicidio. Il secondo è "L'amore ai tempi del colera", anch'esso una sterminata galleria di personaggi ed episodi ma decisamente più scorrevole di "Cent'anni di solitudine".
Voto: 3 / 5
Cristina V. (27-06-2011)
Bellissimo libro, la storia della famiglia Buendia è coinvolgente. È nella mia classifica personale dei libri che devono essere assolutamente letti. Consigliato.
Voto: 5 / 5
luca (31-03-2011)
Ho appena finito di leggere il romanzo e la mia impressione è che, per l'assegnazione del Nobel a Marquez e a questo libro, si sia tenuto più conto della "novità" creata dall'apparire sulle scene mondiali una cultura fino ad allora ignorata (quella sudamenricana per intenderci), che all'effettivo valore dell'opera. La stessa infatti, non scende assolutamente in profondità nell'animo di molti di loro e non dice assolutamente nulla di nuovo di quanto non si sappia su quei popoli: che siano stati colonizzati? Lo sapevamo! Che compagnie bananiere si siano impossessate delle loro terre? Lo sapevamo! Che vivono in un mondo pieno di pregiudizi e riti alchemici e/o religiosi? Lo sapevamo! Che si chiamano tutti con lo stesso nome e fisicamente si assomigliano più o meno tutti? Lo sapevamo! Per cui, cosa mi lascia questo romanzo? Una selva di nomi tutti uguali tra cui confondersi, una serie di diavolerie assurde spesso immotivate (una che fa disegni sui muri con le proprie feci ? Un'altro circondato da farfalle gialle? Un altro ancora che appare dopo decine di anni e gli sparano subito in testa? Lutti che colpiscono la casa in continuazione come se fosse di colpo scoppiata la peste?) Insomma, tali vicende astruse e insensate devo confessare mi hanno a volte dato la sensazione di leggere del ghiaccio venduto agli esquimesi, per restare in tema col romanzo. Ho letto di molto, molto meglio.
Voto: 1 / 5
giuseppe (25-03-2011)
No, proprio non mi è piaciuto. L'ho trovato noioso e banale. Con una ironia da fumetto tipo Alan Ford e il gruppo TNT, dove c'erano storie di spettri, vecchi decrepiti in carrozzella che gestivano la casa e il patrimonio e i vari Conte Oliver di turno che approfittavano della situazione. Fernanda poi sembra Geremia, il polveroso dalla faccia verdastra per la vita che fa. Fumetto.
Voto: 1 / 5
Palestrione james_utopia@libero.it (28-02-2011)
Da questo romanzo mi aspettavo di più. Inizialmente affascina per l'ambientazione e per lo stile. Ma procedendo con la lettura diventa monotono. La tecnica è discutibile: pochi eventi sono concentrati in pochissime pagine. I personaggi si confondono ma credo che l'omonimia sia una scelta consapevole, peraltro lo si capisce dal finale. Voto 3 alla mia edizione "Repubblica" della collana "Novecento": intere pagine con un solo paragrafo e rilegatura pessima, con l'apertura del libro limitatissima. Ho letto di meglio.
Voto: 3 / 5
Antonio Manco (17-01-2011)
Senza dubbio il capolavoro di Màrquez. Un libro che, come pochi, riesce a passare dai toni ironici a quelli orinici passando per la satira, l'erotismo e il drammatico. Non posso che dar ragione però anche a chi ha dato un voto basso o bassissimo poiché, sopratutto per chi non ha mai letto nulla dell'autore, può risultare complesso o difficile da leggere, ma non posso che essere in totale disaccordo con chi lo ha etichettato come "noioso": in questo romanzo sono racchiuse decine di storie diverse tra di loro che meriterebbero un romanzo ciascuna! Consiglio però di leggerlo con carta e penna a portata di mano per stilare man mano una sorta di albero genealogico
Voto: 5 / 5
nicole (26-05-2010)
Non è una brutta storia,ma era così necessario scrivere di una saga famigliare dando a tutti i protagonisti lo stesso nome???di sicuro è un libro che avrei apprezzato molto di più se ogni volta che leggevo Jose Arcadio Buendia o Aureliano non avessi dovuto fare mente locale x cercare di capire di quale Jose Arcadio Buendia e di quale Aureliano si stesse parlando in quell occasione...X il resto,storia strana e surreale,ma comunque leggibile.
Voto: 3 / 5
claudio (20-04-2010)
Questo libro non mi piace, ma a molti piace anzi alcuni lo adorano.L'invidia cresce, io lo trovo noioso non riesco a procedere, ogni pagina è un colpo al cuore.Ho trovato!!! la colpa è vostra fanatici lettori vi ho scoperto! vi tenete il gioco l'uno con l'altro...tu dici che il libro è bello tu riferisci pure che io ti ho detto che è stupendo e così via...."commercializzazione"! Non sarebbe più onesto riconoscere che non si è entrati in sintonia con le pagine dell'autore e lasciare in pace coloro i quali invece hanno adorato Macondo e tutti i suoi personaggi? Da umile lettore consiglio a chi vuole leggere questo romanzo di creare man mano che procede con la lettura un piccolo albero genealogico della famiglia Buendia per seguire al meglio gli intrecci familiari.Buona lettura!
Voto: 5 / 5
Alberto (29-03-2010)
Un libro che rientra tra i capolavori della letteratura mondiale. Letteratura intesa come arte e non come servizio o intrattenimento. Indubbiamente è una lettura difficile e forse non godibile appieno se non considerata all’interno dell’intera produzione letteraria dell’autore. Tuttavia lo stile e la capacità di fondere fantastico e reale sono inimitabili, e da soli valgono la pena della lettura comunque. Sono plausibilissimi, e pieni di dignità, i commenti contrari di quei ragazzini che, costretti a leggerlo da professori poco lungimiranti e troppo intellettualoidi, sbottano dicendo che è di una noia mortale. Danno un punto di vista utile a chi giustamente non intende addentrarsi in una lettura indubbiamente impegnativa. Sono quasi del tutto superflui quei commenti che cominciano con “non capisco come…” e poi proseguono, e che potrebbero invece felicemente fermarsi al “non capisco” e avrebbero già esaurito la loro funzione, cioè dire che è una lettura che va seguita con un minimo di impegno oltre che banalmente scorsa, altrimenti si rischia di non capirla affatto. Se volete farvi un'idea sul fatto che questo libro possa o meno fare per voi, ignorate quindi quei commenti che cominciano con "non capisco come..."
Voto: 5 / 5
Michael Deis (25-02-2010)
Non capisco cosa ci sia di bello in questo libro. Ogni pagina è una storia diversa , e ogni storia è più noiosa dell'altra. Se si potesse materializzare la tristezza avrebbe serebbe proprio questo libro, è tristemente ironico. Alla gente piace questo libro perchè piace all'altra gente e l'altra gente è contenta perchè all'altra gente è piaciuto!Commercializzazione!
Voto: 1 / 5
Massimo (13-01-2010)
Uno dei punti più alti della letteratura del XX° secolo, senza alcun dubbio. Si potrebbe scrivere un trattato sui mille aspetti che Marquez mette in luce nel romanzo e sulle numerosissime sensazioni che le parole regalano scorrendo sotto gli occhi, quasi che invece stessero correndo sulla nostra pelle. Paesaggi, personaggi, situazioni: tutto è raccontato come se fossimo noi stessi dei visitatori sognanti all'interno di Macondo e come se riuscissimo ad entrare all'interno dei protagonisti, della loro profonda psicologia e dei loro malinconici sentimenti. Macondo non è solo il centro di gravità dell'azione: è il palcoscenico dell'umanità, non solo del Sudamerica. Ognuno di noi può avvertire un accostamento alla storia e alle emozioni dei Buendia, il tutto in un tempo che è "fuori dal tempo". E' il tempo del ricordo, della fantasia, della storia, della solitudine: un tempo che si dilata e si restringe e poi sembra come ribaltarsi in sè stesso per poi convergere in un solo istante. Peccato che non tutti riescano ad apprezzare fino alla fine questo romanzo, un capolavoro senza alcun dubbio. Peccato, inoltre, che Marquez non sia arrivato mai più a simili livelli. Paradossalmente il suo limite è stato proprio quello di non essere mai riuscito a strapparsi di dosso Macondo e i Buendia, ma questa è un'altra storia.
Voto: 5 / 5
Elio (27-10-2009)
Un grande libro che fa viaggiare con la fantasia,ma allo stesso tempo anche un tantino confusionario nei nomi che si ripetono continuamente. Sinceramente non lo rileggerei volentieri ma leggerlo è stata una bella esperienza anche se faticosa.
Voto: 4 / 5
Martina (12-10-2009)
Dire che questo e' un pessimo libro secondo me e' un'eresia. Ho amato ogni singola parola e ogni personaggio. Adoro poi il modo cosi' natuarale in cui Marquez inserisce i suoi spunti irreali. E' da parecchio tempo che non leggevo un libro di questa consistenza; mi pento solo di non averlo letto prima. L'unica nota dolente, almeno di questa edizione, e' che avrebbero dovuto mettere un albero genealogico considerando che si chiamano tutti allo stesso modo. Cmq lo consiglio a tutti.
Voto: 5 / 5
Luca (07-10-2009)
Non l'ho trovato coinvolgente e ha un umorismo veramente da due lire. E' il libro più sopravvalutato tra quelli incontrati nella mia vita di lettore(ca.500): non sono proprio riuscito a finirlo...
Voto: 1 / 5
Mila (26-09-2009)
romanzo unico,intenso,di quelli che ti porti dentro per tutta la vita;a tratti mi sembrava di sentire gli odori e i sapori di Macondo;da leggere e rileggere fino allo sfinimento.
Voto: 5 / 5
barbara (03-09-2009)
un libro così reale, un profondo capolavoro di sensibilità. indiscutibile.
Voto: 5 / 5
Tonino (18-07-2009)
Un libro assolutamente sopravvalutato. Qualsiasi altro libro di Marquez è superiore, in particolare "Vivere per raccontarla", che narra come fu composto questo libro qui recensito, è decisamente migliore. Raffazzonato, scritto (tradotto?) male, senza logica, noioso da leggere. Purtroppo ha condizionato decenni di scrittori sudamericani, che fino a che non scrivono una copia di questo libro non si sentono a posto (vedere Isabelle Allende, tutto quello che ha scritto dopo l'inutile 'La casa degli spiriti' è nettamente migliore).
Voto: 2 / 5
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