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Calvino Italo - Le città invisibili | Città reali scomposte e trasformate in chiave onirica, e città simboliche e surreali che diventano archetipi moderni in un testo narrativo che raggiunge i vertici della poeticità.
Recensioni 1 - 20 di 33 recensioni presenti. Media Voto: 4.21 / 5walter ruffix3.9@gmail.com (01-03-2012) Per mè è un libro di una tale fantasia da diventare CERVELLOTICO................và a braccetto con l'altro suo libro "Se una notte d'inverno un viaggiatore" che ho interrotto al 2 capitolo mentre questo l'ho letto tutto e sicuramente a tanti altri lettori fantasiosi è piaciuto ma a mè,che amo i classici della letteratura,no! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Chiara kppa89@yahoo.it (27-02-2012) Ogni essere umano è portatore di una particolare visione delle cose. La comunicazione è veicolata dal linguaggio, il quale, come evocatore di immagini, non permette pienamente la condivisione delle proprie interpretazioni.
Punti isolati.
Comprendere il gioco delle relazioni umane. E giocare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giuseppe 83 (17-05-2011) ogni tanto si trova un passo poetico e toccante ma al 90% è incomprensibile. sono arrivato alla metà e mi sono arreso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Maria (29-04-2011) Leggere questo libro è come bere del vin santo: ogni sorso va assaporato con lentezza, lasciando che scavi nell'intimo rigagnoli meditativi.
Ogni città ha il nome di una donna e qualche particolarità che la contraddistingue da tutte le altre, ma al di là dei dettagli, a incuriosire o a stupire è la sensazione che scaturisce nel viaggiatore alla vista delle città. Il viaggio immaginario diventa quasi subito un cammino di riflessione sulla vita, sulla morte, sulla miriade di alternative che non siamo stati in grado di scegliere, sul tempo che scorre, sulla necessità che i sogni rimangano tali.
Una città su tutte si staglia nella mia mente: Isidora, la città da sempre sognata, dove il viaggiatore arriva solo in tarda età, quasi a volerci sussurrare che solo vivendo si impara a vivere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco (26-04-2011) Forse il miglior libro di Calvino. E' strabiliante come lui, con la sua immensa immaginazione, attraverso i racconti di Polo al Gran Kan, riesca a descrivere nei minimi dettagli le città odierne, con i loro aspetti positivi e negativi. Bellissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tatore (17-02-2011) leggero, intenso e ricco di suggestioni. credo questo libro abbia tutte le qualità delle opere riuscite. probabilmente dopo averlo letto andrete in giro per la vostra città con un nuovo sguardo, più consapevole della ricchezza e complessità che essa esprime. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sandor Krasna (26-10-2010) Certo, capita di fare una "fatica enorme" (sic) a finire un libro. E' uno dei tanti mali delle generazioni di oggi. E mi si perdoni lo sfogo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
baghy (16-09-2010) Mi dispiace veramente tanto ma non ho proprio capito il libro. Totalmente senza capo ne coda non ho proprio compreso il suo messaggio. Mi rendo conto che sia un mio limite e non dell'autore ma non posso dare un voto alto ne' tanto meno consigliare di leggerlo. Giustamente chi mi ha preceduto lo ha definito "visionario". Commento azzeccatissimo. Ho finito il libro facendo una fatica enorme solo perche' non riesco a lascarlo a meta'. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
tatiana (10-09-2010) avevo trovato una citazione nel libro "Ecoballe" di Rabitti e ho voluto leggerlo.
Ma che fatica... visionario in alcuni, pochi, tratti, per il resto senza un filo. E io non amo i libri che non hanno un filo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
sandro landonio lasandro@libero.it (03-06-2010) E’ un libro non facile e quando ne hai terminato la lettura pensi di doverlo ricominciare da capo, perché sei consapevole che hai perso tanto di quello che avresti potuto ritenere. Personalmente l’ho portato a compimento con fatica, nonostante la profondità innegabile di alcune immagini, il linguaggio impeccabile e la fantasia ammirevole dell’autore.
A differenza quindi della maggioranza delle recensioni precedenti non mi sento di consigliarne la lettura.
Fra le varie città invisibili, profetica la visione di Leonia, città che crea rifiuti sempre più indistinguibili, anticipazione della nostra realtà quotidiana e del nostro futuro incerto, bella l’immagine della zuppa di città di Pentesilea, che si allarga senza limiti e l’ubiquità di Cecilia: tutti mondi immaginari che si riflettono cento volte senza che tu capisca se sono città eventualmente realizzabili, salvo poi, leggendo l’introduzione del capitolo IX, assumere che certe città reali sembrano anch’esse, se solo raccontate, di fantasia.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
corra (17-02-2010) Bello. Da gustarsi racconto dopo racconto e poi, con calma rileggere in un secondo momento e cogliere ciò che era passato inosservato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (23-01-2010) Il vivere comune non deve essere motivo di un isolamento individuale, perché in caso contrario la città muore e i suoi abitanti, già morti dentro, l’abbandonano. Ritorna quindi un tema caro a molti letterati, cioè quell’incomunicabilità a cui sembra destinata sempre di più l’umanità.
Il grande insegnamento di Calvino è però che è sempre possibile intraprendere o riallacciare un dialogo, lo stesso che Marco Polo e Kublai Kan intrecciano nel corso delle pagine, pur essendo due esseri del tutto isolati e prigionieri dei loro ruoli, il primo reduce da un deserto che non è solo quello che ha attraversato, ma che l’animo umano tende a costruire quando cozza contro la chiusura altrui, e il secondo, per la sua natura d’imperatore, ristretto nella gabbia d’oro della sua funzione.
Per quanto possa sembrar strano, Calvino, con la sua grandiosa fantasia, non avrebbe potuto descrivere meglio il tema della città in funzione degli uomini in contrapposizione di quella che, giorno dopo giorno, nonostante i proclami di politici ed architetti, diventa un luogo di dissociazione.
Le città invisibili finisce con l’essere, con il suo alone poetico, un atto d’amore, forse l’ultimo, per quell’agglomerato di case, di persone che vogliono vivere e non vegetare, e che noi chiamiamo genericamente città.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni (24-09-2009) Molto molto molto bello. Sono stati versati fiumi di inchiostro su questo libro, un'ennesima recensione mi pare superflua. La cosa più divertente è trovare la chiave, scoprire il significato profondo di ogni racconto. E' un libro che può essere letto ingenuamente, anche da un bambino, che si limita a gustare la straordinaria capacità di racconto di Calvino e la sua fantasia. Ma sicuramente lo scrittore vuole comunicare qualcosa in più. Ogni parola è scelta, meditata, nulla è casuale. Ogni singola città nasconde dietro la sua simpatica (ed ingannevole) descrizione, innumerevoli doppi sensi, ambiguità. Ogni racconto, se ci si sforza a leggerlo da un altro punto di vista nasconde un significato, un messaggio molto significativo. Uno spunto di riflessione ottimo.
Consigliato soprattutto a chi la città la vive. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tinama (24-01-2009) La fantasia, la poesia, l’ironia, e, oserei dire, la profezia di Calvino sono indiscutibili. Che il libro mi sia piaciuto non posso asserirlo perché non risponde ai miei gusti. Forse interessante lo è, direi anche stimolante. Se l’avessi letto anni fa, lo avrei abbandonato dopo le prime pagine. Tra l’altro non è di immediata comprensione sotto un certo profilo. Oggi l’ho letto tutto, stimolata proprio dal modo con cui l’autore racconta, che non è diretto ma sempre filtrato dalla sua immaginazione e dall’ironia, che spesso costringe il lettore a riprendere il già letto per scoprire che cosa celano le sue narrazioni fantasiose. E’ stata una lettura intrigante di testa più che un godimento. Chissà! Se lo riprendessi fra qualche anno potrei avere delle sorprese e gustarlo in toto. Non mi dispiacerebbe affatto. Noi col tempo cambiamo e i libri con noi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberta Battiston (31-10-2008) Marco Polo passa in rassegna al Khan le città da lui visitate (nella sua mente e pertanto invisibili).
Le prime città incontrate non sono molto diverse da quelle conosciute nei viaggi di un qualsiasi visitatore...le utlime, invece, si fanno via, via più irrazionali.
Il filo conduttore del reseconto al Khan è costituito da una rete di fitti rapporti tra gli abitanti della città senza i quali la sua esistenza non avrebbe alcun significato. La città, quindi, è percepita non solo da un punto di vista meramente architettonico che si concretizza con dei "segni" e delle "forme architettoniche" riconoscibili e presenti sul territorio, ma anche dalla struttura invisibile di rapporti che legano con reciprocità gli abitanti stessi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
manvela (21-07-2008) Un libro veramente unico: astrazione, eleganza, poeticità... in una parola ARTE! E proprio come un'opera d'arte si presta ad essere fruibile ad innumerevoli livelli, in moltemplici e differenti momenti con esiti sempre nuovi. Mai trovato tanto spessore in un libro di così poche pagine. Straordinario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
amalia amaoasis@libero.it (09-04-2008) Questo libro di Calvino, per me, non è il migliore. Forse la cosa più unica che c'è è data dal fatto che la fantasia supera ogni limite; la difficoltà e' stare dietro a tutti i ghirigori argentei che riflettono la sua scrittura - come già detto da altri magistrale.
Sicuramente la frase sui cui riflettere è: " Non c'è linguaggio senza inganno" e non credo che valga solo per un discorso architettonico, ma piuttosto oltreppassa qualsiasi concezione propagandistica di tutti i tempi e dei governi a loro seguito.
Quindi la domanda da porsi alla fine di tutto questo è come l'uomo modella la città attraverso la costruzione del senso?
Consigliatissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Biccio goodfella677@libero.it (31-03-2008) Prima di leggerlo, uno può pensare: è una raccolta di descrizioni di città immaginarie? Come fa ad essere piacevole, interessante, entusiasmante? E invece è uno dei libri più incredibili che abbia mai letto. Qualcosa di veramente strepitoso. Indimenticabile, da leggere e rileggere chiedendosi come sia possibile scrivere così magistralmente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manuel (27-11-2007) Etereo, onirico e, usando la parola che classifica una delle serie di città del libro, "sottile". Il piacere della lettura poetica e sognante... Calvino e i suoi asindeti l'assicurano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alce67 (01-10-2007) E' un libro incredibile; non nascondo di aver fatto qualche volta fatica a seguire i voli di Calvino, ma questo libro è pura creatività espressa in un italiano strepitoso (ricordo raramente di aver letto una prosa così elegante, ricca e sintetica allo stesso tempo). Più vicino alla poesia che alla prosa. Alla fine vorrei tenermelo lì sul comodino, per riprenderlo, di tanto in tanto... Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 33
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