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Ellroy James - American tabloid

American tabloid TitoloAmerican tabloid
AutoreEllroy James
Prezzo
Sconto 25%
€ 7,88
(Prezzo di copertina € 10,50 Risparmio € 2,62)
Prezzi in altre valute
Dati1997
EditoreMondadori  (collana Oscar bestsellers)

Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo

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Descrizione
"L'America non è mai stata innocente". Queste le prime parole del romanzo con cui James Ellroy è passato dagli ambienti di Los Angeles a una prospettiva più ampia. La vicenda di John Fitzgerald Kennedy, della sua ascesa al potere e della sua morte viene raccontata dall'interno, in modo spietato, senza compromessi.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 33 recensioni presenti.  Media Voto: 4.24 / 5

Marcello (06-03-2010)
La candidatura di J.F. Kennedy alla presidenza degli Stati Uniti, la campagna elettorale e l'elezione a Presidente, la guerra del fratello Bobby alla mafia, l'invasione della Baia dei Porci a Cuba, gli esuli cubani, il Ku Kux Klan, la CIA, l'FBI e J. Edgar Hoover, Howard Hughes, miliardario con la fobia dei germi, del sangue e dell'eroina. Ellroy ci racconta tutto questo e molto altro in un romanzo dai toni hard-boiled e dalle atmosfere noir. Partendo da un'accuratissima documentazione e ricostruzione storica si snoda una vicenda intricatissima che racconta la (presunta) storia nascosta degli Stati Uniti dal '59 alla morte di Kennedy nel '63. Elloroy crea un intricatissimo dedalo di doppi, tripli e quadrupli giochi, ci regala personaggi indimenticabili come Pete Bondurant, Kemper Boyd e Ward J. Littel, ci mostra il "vero volto" di uno degli uomini più amati della storia, JFK, e lo fa con una crudezza esasperante. American Tabloid non è un libro facile, i nomi da ricordare sono molti, i nomignoli e i soprannomi sono ancora più numerosi e per le prime cento pagine ci si orienta a fatica. Ma nonostante questo quando la storia prende piede diventa impossibile fermarsi nella lettura, le oltre seicento pagine volano via, le storie si intersecano una, cento, mille volte in modo imprevedibile e alla fine viene da chiedersi se poteva andare in modo diverso oppure se la fine di Kennedy era davvero inevitabile. Non sono un appassionato del genere, ma AT è davvero un gran bel libro e il consiglio che posso dare a chi ne è incuriosito è di non fermarsi alle prime cento/centocinquanta pagine, superate le quali i nomi inizieranno a esservi familiari, le mosse dei protagonisti avranno sempre più senso e a quel punto, quando sarete contenti di non esservi fermati, verrete catturati nel micidiale meccanismo di eventi e intrighi che è "American Tabloid".
Voto: 5 / 5

Il Lettore Oscuro (21-11-2009)
Un'opera che definire capolavoro sarebbe limitativo della sua portata. Ellroy ci trascina con veemenza in un meccanismo tortuoso, macchiavellico, cinico. La sua non è mera dietrologia, ma una presa di coscienza di un'America corrotta e malata. E lo fa in maniera impeccabile. I personaggi su cui ruota la vicenda, siano essi reali e fittizi, sono caratterizzati a 360°. Emergono con forza le loro debolezze e le loro passioni. In una pagina nuotano nel fango, nell'altra si riprendono il mondo! Nulla è lasciato al caso, ma tutti i pezzi del mosaico si incastrano perfettamente. E i colpi di scena non mancano mai! CONSIGLIATISSIMO!
Voto: 5 / 5

erica (29-05-2008)
Ellroy sei un mito.
Voto: 5 / 5

paolo cammilli pochinotr@yahoo.it (15-05-2008)
Istruzioni per la lettura: come prima cosa, nel caso non siate ancora stati catalogati come individui autistici o non possediate di per certo una memoria davvero formidabile, armatevi da subito di un'agenda molto capiente; ivi annotate i migliaia di nomi, cognomi, soprannomi, vezzeggiativi che via via compariranno di fronte ai vostri occhi (fate conto che ogni personaggio è denominato in almeno cinque modi differenti); portate la massima attenzione ad ogni parola impressa nella carta, perchè, nella sciagurata ipotesi in cui doveste perdervi anche solo un mozzicone di avverbio, non capirete più nulla per i restanti 4 Kg del tomo in questione; procedete ad una prima lettura pittosto rapida ma attenta; memorizzate; rileggete con calma alla luce delle nozioni apprese. Riporre nella libreria. Lasciare decantare l'opera per un periodo imprecisato. Se avrete seguito scrupolosamente queste istruzioni, sarete allora in grado di capire ciò che è, anzi ciò che quest'opera senz'altro non è: un capolavoro. Consigliato a soggetti particolarmente pazienti, ai maniaci dell'intreccio e ai giocatori di shangai. Astenersi lettori per svago, deboli di memoria e arteriosclerotici.
Voto: 2 / 5

NeroPioggia (13-03-2008)
Coincide perfettamente con i libri che preferisco. Forse, è l'esempio principe dei libri che preferisco. Vale a dire, libri che ti appassionano e che insieme ti insegnano molto. Poco sapevo dei Kennedy, ora ne so molto. Ricerche in internet confermano le idee che mi sono fatto dopo aver letto il libro. Stilisticamente Ellroy ha scritto di meglio, ma la prosa telegrafica è qui una scelta obbligata vista la complessità della trama. In effetti le pagine migliori sono proprio quelle caratterizzate dall'enfatizzazione di questa telegraficità: le pagine dove vengono riportate le intercettazioni telefoniche e gli stralci di giornali. Insomma, non è certo una lettura facile, si deve essere sempre attenti e concentrati per non perdersi nulla, ma alla fine ne vale la pena. A proposito, può essere che io stesso mi sia deconcentrato, ma qualcuno può spiegarmi perchè WJL uccide il suo amico(non svelo il nome per nn bruciare la sorpresa a chi non ha ancora letto il libro...)?
Voto: 5 / 5

Lucia78 (22-01-2008)
Non è certo un capolavoro ma è un buon libro in generale ed ottimo come crime story! L'ambientazione storica che fa da sfondo ai protagonisti (Boyd, Ward e Pete)è affascinante: l'ascesa politica di JFK, l'inizio della dittatura castrista, il fallimento dell'operazione "Baia dei porci", l'assassinio del presidente. Solo questo basta per incuriosire e trascinare il lettore.
Voto: 3 / 5

teo (29-10-2007)
Beh, non esageriamo. Stiamo parlando di un romanzo di "genere", senza aprire tavole rotonde sulla questione, è un polizziottesco alla fine (con molte zeta). Stomaci forti? Mica è Easton Ellis, o Petrella, o Welsh o Palahniuk. E' intrattenimento, lo si legge pure sulle scale mobili per dire.. Carino, fa sorridere, 200pg in meno andavano bene uguale. Tutti questi 5... e allora a Roth cosa diamo? t
Voto: 2 / 5

Nespeca Armando (30-05-2007)
Libro interessante sopratutto per quanto riguarda la storia che ripercorre per quanto riguarda la forma non mi è piaciuto come è stato scritto e alla fine diventa un po noioso questo turbinio di fatti che si rincorrono. Discreto
Voto: 3 / 5

Federico Balestra (29-03-2007)
Veramente bello. E' crudo e violento, non certo adatto per i deboli di cuore. Ma la storia ha un fascino molto particolare.
Voto: 5 / 5

paolo c. (28-03-2007)
E' vero. Si tratta di un opera potente e incisiva, cruentemente capace di colpire e rimuovere le ingenue bugie dietro cui ci facciamo schermo quando incontriamo qualcosa che sembra troppo più grande di noi. Ma. Nell'epicità del tema, nella colossale e antieroica compulsione dei protagonisti verso il potere deviato, nell'epilogo di una guerra inutile e senza pietà, non trova però opportuno spazio quella meschina e irrinunciabile attenzione per le piccole e insignificanti cose dell'esistenza che rendono umano qualsiasi uomo. Sempre simile a se stesso, al di là di ogni storica grandezza.
Voto: 4 / 5

Mr Blue (10-03-2007)
dinamismo puro che distrugge tutti i sogni confezionati ad arte per la massa.non esistono buoni o cattivi ma soltanto persone che vogliono qualcosa a tutti i costi...il potere!
Voto: 5 / 5

giovanni brusca.gm@tiscali.it (13-11-2006)
l'arte è fatta per essere ammirata e contemplata, specie quando l'arte racconta la verità
Voto: 5 / 5

Trixter (06-11-2006)
Libro in pieno stile Ellroy: duro, sfacciato, nerissimo, violento, diretto. Un pugno in pieno volto. Una volta terminata la lettura si resta esterrefatti, sconcertati, e si ha tanto l'impressione che l'autore abbia voluto descrivere solo una parte della verità. Non mi sento, però, di dare il massimo dei voti in quanto, stavolta, Ellroy, a mio modesto avviso, pecca nello stile: più di 700 pagine composte da frasi lunghe si e no una riga. Avrei preferito un linguaggio altrettanto diretto ma decisamente di maggior respiro.
Voto: 4 / 5

Mario (30-09-2006)
Magnifico e fluviale affresco di rara efficacia narrativa, con il suo stile secco e inimitabile Ellroy ci trascina nei "luoghi oscuri" della storia americana. Il ritmo lascia senza fiato, l'incipit è folgorante: "...soltanto una verosimiglianza senza scrupoli è in grado di rimettere tutto in discussione...è tempo di demitizzare un'era e costruire un nuovo mito...". Capolavoro, capolavoro, capolavoro!
Voto: 5 / 5

rainbow (24-09-2006)
Che grande libro! Assai pretenzioso, ma capace di mantenere ciò che promette. Fa conoscere l’America e il mondo, l’animo umano, le trame dentro cui ciascuno di noi può trovarsi inserito. Scritto in maniera sublime, ha il solo difetto, se difetto può chiamarsi, di volere tantissimo da se stesso e avolte disorientare il lettore; ma, ripeto, riesce a mantenere quasi tutto. E poi è lodevole che un conservatore come Ellroy riesca a vedere il marcio che a volte sta nella conservazione americana. Sarebbe bello che anche molti progressisti vedessero il marcio che a volte c’è nel progressismo.
Voto: 5 / 5

matteo casali matteo_casali@fastwebnet.it (19-05-2006)
Prima pagina, decine di nomi. Seconda pagina, decine di soprannomi. Memoria, concentrazione, abnegazione totale per un libro che, può sembrare un parallelo anacronistico e pretenzioso, io considero come l'inizio di una nuova comédie humaine. Ellroy come Balzac. Storia, avventura, politica e affari attraverso personaggi realmente esistiti trasfigurati dalla geniale penna di un scrittore che ha innovato come nessun altro, forse, la letteratura moderna. Politici, gangsters, affaristi, spie, iniziano qui un percorso, una vita che continuerà nei romanzi successivi. Frasi e periodi limati all'osso, i linguisti userebbero il termine paratassi per spiegare la forma di questa scrittura; dialoghi caustici e definitivi, icasticità e lirismo di indubbio valore. L'apologia e la decadenza degli anni 50/60, la presidenza Kennedy, J. Edgar Hoover, Jimmy Hoffa, Howard Hughes, uomini che hanno plasmato il potere a proprio uso e consumo. Non è un noir, non è un giallo, non è un thriller, è una commistione di generi e stili a generare la storia del romanzo. L'incontro o scontro tra l'oggettività di episodi realmente accaduti e la soggettività prosastica dell'autore diffonde nel lettore, pagina dopo pagina, un senso di estraniamento da una realtà che non è mai ciò che appare essere. Finito il libro, affascinati e quasi storditi da tanta potente prosa, si è tentati di credere che tutto quello che si è appena letto sia realmente accaduto. Non esiste in assoluto un romanzo che, come American Tabloid, sia riuscito ad elevarsi così in alto nel decifrare la ridondante epoca del sogno americano. No, mi sbaglio, in verità esiste: "Sei pezzi da mille", secondo capitolo ellroyano di American Tabloid. Dopo aver letto questi romanzi capirete quanti proseliti e discepoli siano nati dalla costola di James ad iniziare o a finire, dal magistrato De Cataldo e dal suo Romanzo criminale, sopravvalutato e incensato da critici e lettori ignari dell'esistenza del maestro americano. American Tabloid, la bibbia da tenere sul comodino.
Voto: 5 / 5

andrea (03-11-2005)
A mio avviso il miglior libro di Ellroy, mi ha affascinato subito dalle prime righe. Un libro che è un pugno sul muso a tutti queli che credono nel "sogno americano". Un'accozzaglia di gangster mafiosi, politici corrotti, puttane; i buoni sentimenti non esistono, esistono solo: sesso, denaro, potere e sangue. Una rivisitazione sull'ascesa e sulla caduta di Camelot (J.F.K.) che lascia sbalorditi. Un capolavoro.
Voto: 5 / 5

davide spinosi (05-10-2005)
Chiunque voglia intraprendere la carriera di scrittore non legga questo libro: capirà che non potrà mai essere così grande! Il migliore in assoluto. L'unico rimpianto è che nel panorama nazionale, cosi inflazionato da scribacchini, non esisterà mai nessuno come lui.
Voto: 5 / 5

Greta gretel68@virgilio.it (09-07-2005)
questo libro ci sono 5 anni di storia Americana, un periodo che va dal 1958 al 1963. Descritti in modo da cancellare per sempre dalle nostre menti quello che avevamo imparato in precedenza. American Tabloid è un libro violento, dissacrante, cinico, realista , spietato, dove il vero protagonista è il mito del denaro. L’America non è mai stata innocente Queste sono le prime parole del libro di Ellroy, per più di 700 pagine ci spiega anche le motivazioni, i tempi e i luoghi, in un ‘analisi minuziosa dei fatti accaduti. Con personaggi reali che hanno fatto la storia; I Kennedy, Hoffa, Hughes, Hoover, uomini potenti votati al potere e al piacere, uomini di cui abbiamo letto e sentito parlare, qualche volta con ammirazione e rispetto e qualche altra con disprezzo. I fatti del libro sono la STORIA: l’ascesa al potere di John Kennedy , l’FBI di Hoover e la sua caccia alle streghe ,quelle comode da trovare (famoso anche per la frase: Just facts please), la paranoia di Hughes, il sindacato di Hoffa. Prendete tutti questi grandi e toglietevi tutte le illusioni. Non ci sono più eroi, si sono persi per strada. Poi aggiungete i” veri”(anche se immaginari) protagonisti del libro: Kemper Boyd Ward Littell Pete Bondurant E vi troverete davanti uomini disposti a tutto e anche di più. Non esiste niente di irraggiungibile per persone che non hanno nulla da perdere. E in certi momenti li amerete perfino, nonostante tutto. American Tabloid ha sicuramente ridimensionato i miei ideali, mi ha veramente “preso” come non succedeva da tempo con un libro. Ellroy, con la sua solita scrittura cinica , violenta e anche ironica mi ha trasportato negli anni sessanta, mi ha fatto vivere i problemi Americani, mi ha istruita, sono persino andata a rileggermi lo sbarco della Baia dei Porci. Ellroy ha sapientemente ricostruito le vicende, con una documentazione minuziosa e provocatoria
Voto: 5 / 5

Lusianna (03-05-2005)
Non mi è piaciuto per niente:troppo crudo e volgare.Che schifo!!!Sembra ci prenda gusto a smitizzare!!A me l' America nn piace per niente,ma credo lui esageri!!Ha troppa voglia di vendere i suoi libri?
Voto: 1 / 5

Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 33

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