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Lobsang Rampa T. - Il terzo occhio |
19 recensioni presenti. Media Voto: 3.68 / 5anna nibba (13-02-2012) Secondo me questo è il libro di formazione per antonomasia. Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio (04-12-2011) Certe favole sono piu' reali di quello che si crede.
"La Verità non è venuta Nuda in questo Mondo ma in Simboli e Immagini"
...ecco perchè molte fiabe, favole per bambini sono Reali ma chi legge alla Lettera ci vedrà solo fantasticherie, in realtà sono molto di piu' cosi' come è questo meraviglioso libro di Rampa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Alfonso (09-09-2010) Gran bel libro... Appena finito di leggere, mi è venuta un innata curiosità per l'immenso mondo dei lama e della filosofia buddhista... Sicuramente leggerò ancora a riguardo.... Consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco adjocat.porvet@yahoo.it (12-11-2007) Un bel romanzo, vivace fin dalla prima pagina. Una lettura piacevole e scorrevole; una storia piena di mistero, di colpi di scena, di allusioni a civiltà scomparse, a luoghi nascosti e a poteri sovrumani. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per intrattenere piacevolemente il lettore, e non è poco! Certo, non bisogna farsi prendere la mano e credere che le conquiste dello spirito si ottengano con la lobotomizzazione, come suggerisce l'autore. Questo libro non è una autobiografia, nè descrive la cultura e il popolo tibetani. Tutto ciò che è questo libro, ancora vivo nella mia mente a distanza di tantissimi anni, è una bellissima favola che fa volare alta la fantasia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
dario (24-12-2006) Ho letto il libro.e là dove altri si sono fermati ad una analisi critica superficiale gratuita.ho approfondito con vaste ricerhe.incrociando i risultati.trovando riscontri e ben piu significative verifiche. cosa x la quale invito coloro che pasano tempo a opinionismi che creano perdita di tempo a serii ricercatori.ad ampliare gli orizzonti al fine di una reale crascita conoscitiva.un saluto cordiale. e un invito. documentatavi ....GRAZI Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico) f.intilla@bluewin.ch (28-07-2006) Quando l'umanità volle sostituirsi agli dèi come punizione il Terzo Occhio venne chiuso. Lobsang Rampa, lama tibetano, sostiene invece di possedere ancora questa eccezionale facoltà che gli uomini dell'Occidente, adoratori dell'oro, del commercio e della scienza, hanno irrimediabilmente perduto.
L'iniziazione di un ragazzo ai misteri della vita in un mondo retto da millenarie credenze e riti plurisecolari nonché pervaso da superstiziosa pietà. Realtà o immaginazione? Il terzo occhio ci trasporta nell'atmosfera incantata del favoloso Tibet, dell'Oriente misterioso così lontano eppure così vicino.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marilde (23-06-2006) ho acquistato molto tempo fa questo libro ma ho iniziato a leggerlo solo adesso ! Per chi non conosce il mondo tibetano non sempre è facile capire dove finisce la "favola" e dove inizia la verità ! Resta comunque certo che l'autore attraverso il suo stile romanzato riesce a suscitare nel lettore curiosità e stupore.
Consiglio a molti di leggerlo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Barbara (19-05-2006) Non male, l'ho letto come un romanzo, perchè tale è lo stile. Quanto poi ci sia di vero in tutte quelle righe, non mi è dato di saperlo. Sicuramente certe cose saranno esagerate, ma rimane sempre un non so che di indefinito che mi ha fatto riflettere su questa filosofia tibetana della vita come una scuola, una preparazione al ciò che verrà dopo... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tore torephuket@yahoo.com (13-05-2006)
Se questo libro, scritto nel 1958, ha avuto il merito di far conoscere
al lettore medio occidentale l’esistenza di un paese chiamato Tibet, ha svolto una sua funzione che a tuttoggi mi pare di poter dire senz’altro esaurita. In realta’ si tratto’, gia’ allora, di un bieco tentativo di sfruttare la notorieta’ cosi’ faticosamente e meritatamente conquistata da Harrer con il suo libro “Sette anni in Tibet”. Presentandolo nei tipi “Nuovi Misteri” senza avvertire il lettore che si tratti di fiction e’ realmente ai limiti della frode; tanto piu’ che e’ zeppo, colmo di inesattezze e spudorate falsita’, che si fa fatica ad enumerle tutte. Non e’ certo permesso ad uno stalliere o un servo di maltrattare un bambino di 4 anni, specie se e’ “un rincarnato”. Ai bambini si insegna l’obbedienza e non si tollera l’impudenza. Non sono ammesse nelle societa’ buddhiste le esternazioni di ira cosi’ consone a noi occidentali, non esiste alcun magico judo tibetano, cosi’ come e’ fuori luogo che si possa aprire il terzo occhio con rozze operazioni chirurgiche o diventare sapienti attraverso la scorciatoia dell’ipnosi. I monaci conoscono certamente la fitoterapia ma non certo il latino e poi questo bambino sempre affamato che non controlla la lingua e gli istinti e’ un carattere assolutamente improbabile, inconcepibile per un’asiatico ed un rincarnato. In pratica del libro non si salva proprio niente, neanche i gatti nel Potala, (Harrer parla di altre creature...).
Se si vuole leggere qualcosa di valido sul Tibet e si trova, come alcuni, Giuseppe Tucci troppo pesante, si puo’ provare con “Nato in Tibet” di Trungpa Chögyam. Non mi pare il caso di dare retta alle frottole di un ilare cartomante inglese, anche per rispetto alle migliaia di tibetani morti per difendere la propria fede ed
il proprio paese, fatto oggetto di una feroce pulizia etnica e di ogni genere di violenze che si protraggono incontrastate da oltre quarant’anni.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gabriele bedexhobby@libero.it (03-04-2006) Consiglio questo libro a chiunque, anche a chi non crede all'esitenza del terzo occhio (come scritto qualche e-mail prima) forse potrebbe aiutarli ad aprire almeno gli altri due. Leggetelo vale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marinella (09-11-2005) L'ho preso di tutta fretta in biblioteca, ed e' stata una piacevole sorpresa. Lo sto leggendo come si legge una favola ed e' cosi' che ne parlo a mio figlio cercando di invogliarlo a leggerlo. Documentandomi sulla cultura Tibetana e sugli altri libri dell'autore potrei facilmente dimostrare che non e' altro che questo..una favola... anche se hanno cercato di "frodare" noi ingenui lettori cercando di far passare come assoluta verita' lo scritto! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
michele (23-03-2005) non ho letto questo libro ma vorrei dire a chi non crede all'esistenza del terzo occhio che si sbaglia! é come il coraggio di don abbondio se non ce l'hai non telo puoi dare! a me si è aperto all'età di 16anni in seguito ad un incidente con la vespa in cui sbattei violentemente la fronte. è come un sole che pulsa al centro della fronte, e lo puoi vedere solo ad occhi chiusi. è veramente uno dei 7chakra poiché premendo con le dita sugli altri lui comincia a pulsare. non sò se dà poteri straordinari come dicono, io sono una persona normale, forse non ci ho lavorato sopra come si dovrebbe. confesso che la cosa mi fà un pò paura, comunque sono passati 20anni e lui è sempre lì a tenermi compagnia ed a manifestarsi quando voglio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
MAURIZIO (11-01-2005) Potrei dare come voto sia 1 che 10
1 perchè è un mistificatore
10 per la fantasia , l'audacia, e la grande conoscenza che dimostra della filosofia e pratiche tibetane
Conosco le opere di Rampa (indovinato è anche lo pseudonimo assunto) da almeno 30/35 anni
In ogni caso la lettura delle sue opere è sempre piacevole( ha sfruttato molto bene il filone e la curiosità di noi lettori)
Ebbi i primi sospetti già molti anni fa, prima della sua confessione e quella della moglie(anche lei provò a scrivere)
Ad ogni modo, vista la robaccia che è pubblicata oggigiorno,vale moltissimo la pena di leggere i suoi libri (17?) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marco hide8200@yahoo.com (13-12-2004) ho letto quasi tutti i suoi libri circa 15 anni fa e in questi giorni ho riletto il terzo occhio e piacevolmente già alle prime righe trovo tutto assolutamente differente al pensiero tibetano,da cio che dice di donne e politica allo stesso modo e pensiero tibetano(proabilmente non aveva l'aiuto di internet in ricerche approfondite sul tibet)e alla relegione lamaista e buddismo tibetano,ora alla portata di tutti con libri in circolazione del dalai stesso,quest uomo comunque ha portato molta gente a interessarsi alla sofferenza ancora attuale del tibet e per quanto siano soltanto romanzetti ci avvicinano a quel popolo,,,un voto alto per un basso lavoro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tony tonydalex@jumpy.it (03-02-2003) Un libro da non perdere, vi darà la certezza che il nostro corpo fisico non è altro che un guscio all'interno del quale vive il nostro vero essere ancestrale ed eterno.
L'anelito all'eternità che è insito in ognuno di noi, trova in questo libro la sua consacrazione più profonda.
Leggetelo !! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Clare clare45@inwindit (02-11-2002) Che il terzo occhio e' una frode e' un falso
lo scrive nel suo romanzo (RITORNO AL TIBET)
HEINRICH HARRER a pag.27 Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco Vasta viaggi@marcovasta.net (31-05-2002) Spazi infiniti, riti esoterici e misteriosi, lama dai poteri occulti: quanti di noi hanno sognato i monasteri della lontana Himalàya leggendo Tuesday Lobtsang Rampa, Il terzo occhio, Oscar Mondadori. Le esperienze paranormali del monaco tibetano rappresentano un vero e proprio corso d’esoterismo lamaista. Purtroppo pochi sanno che questo romanzo è una mistificazione che ha illuso migliaia di lettori con la descrizione di un Tibet inesistente ed ha contribuito a diffondere la leggenda che i lama abbiano poteri magici.
Insospettiti da molte incongruenze diversi viaggiatori che erano vissuti a Lhasa negli ultimi anni '40, dopo aver ripetutamente cercato di incontrare di persona l'autore, assunsero addirittura un investigatore che alla fine ne scoprì la vera identità.
Cyril Henry Hoskin, morto nel 1981, era un cartomante inglese che trovò modo di vivere scrivendo questo romanzo ed i quattro seguenti secondo il motto «dai alla gente ciò che desidera»: ecco quindi Lobsang divenire monaco ed essere poi iniziato a poteri sempre più magici, ma nuove emozioni necessitano al lettore ed ecco il nostro eroe combattere contro i giapponesi e successivamente, con l'inizio della guerra fredda, essere angariato dai comunisti russi e da quelli cinesi, per rifugiarsi alla fine negli Stati Uniti... Vicende che sono in parte plausibili, ma il geniale e fantasioso autore non è mai stato in Tibet! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alex (22-02-2002) Si viene proiettati improvvisamente in un mondo a noi del tutto sconosciuto. Le descrizioni, fatte dall'autore, del suo paese natale (il Tibet), fanno rivivere nel lettore i suoni, i profumi e gli odori di questo popolo a noi lontano. A volte si fatica un po' ad entrare nell'ottica Buddista descritta nelle sue pagine, ma apre la mente verso nuovi orizzonti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Augusta Bichisecchi (15-12-1999) Conosco l'autore per aver letto tutti i suoi libri, almeno quelli pubblicati in Italia.
Mi ha aperto, non il terzo occhio, ma spero una nuova comprensione dell'anima.
Vorrei, se ce ne sono, che si potessero pubblicare altri suoi libri.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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