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Maurensig Paolo - Canone inverso | Il "canone inverso" è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga molto più complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po' per scherzo, un po' per scherno, gli chiede un pezzo difficilissimo: una ciaccona di Bach. L'ambulante la esegue alla perfezione, stende il cappello e riceve una ricca mancia dallo stupito ascoltatore. Il giorno dopo lo scrittore incontra di nuovo il singolare musicista che gli rivolge una domanda: ha mai raccontato una storia ambientata nel mondo della musica? Lui ne conosce una forte e misteriosa: una storia terribile. In seguito a quali disavventure un artista eccelso si è ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri più celebri del mondo? Qual è la forza terribile che è entrata nella sua vita? Maurensig costruisce un'avventura in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali e la ferocia della storia di questo secolo.
| La recensione de L'Indice |

recensione di Moro, C., L'Indice 1996, n.11
(recensione pubblicata per l'edizione del 1996)
Che la musica non sia passione ormai decantata in pura forma ce lo suggerisce, prima che il romanzo di Maurensig, l'Apollo giovinetto che dalla sovraccoperta del libro si appresta a trarre accordi da un violino (o viola da braccio?); è il particolare di una tarda tela di Tiziano nota come "La punizione di Marsia", e solo i toni bruni, la tensione degli impasti rimandano alla scena efferata che qui non si vede: il satiro Marsia, appeso all'ingiù, viene scorticato vivo, colpevole di aver perduto una sfida musicale con il dio delle muse. Il pittore sostituisce la lira apollinea del mito greco con un più moderno strumento ad arco, rendendolo disponibile a simboleggiare quel legame tra musica e dolore, se non tra musica e crudeltà, che attraversa innumerevoli variazioni tematiche per approdare, un po' consumato dall'usura, al best seller di Maurensig. Quasi in omaggio allo sventurato Marsia, sublime flautista capovolto nel supplizio, anche qui domina l'inversione. Nei suoi sensi più palesi e più criptici: dà il titolo al romanzo, con il ricorso a un'espressione tecnica del contrappunto musicale che si scopre fin da subito chiave di lettura; si nasconde come 'en abŒme' - e snobisticamente al riparo dalle nozioni musicali della maggior parte dei lettori - nel moto ascendente dell'ultimo movimento della "Partita II" per violino solo di Bach, la celebre "Ciaccona", che un personaggio suona con virtuosistica perizia; si accampa nel punto di svolta della vicenda, al di là del quale ci s'approssima al disvelamento del mistero; stinge infine in un suo prevedibile succedaneo, il "doppio", che come sempre fa quadrare ogni cosa.
In un'atmosfera composta da perdurante 'finis Austriae' (agonia di inizio secolo che non è mai stata più vispa di oggi, a giudicare dagli incassi), un violino racchiude un enigma che rimbalza e si dilata da uno all'altro dei tre narratori: un ricco amatore, uno scrittore melomane, un vecchio musicista girovago. All'ultimo, Jeno Varga, appartiene la storia: eccolo negli anni venti bambino di talento, erede del prezioso violino lasciatogli da un padre sconosciuto; eccolo adolescente nel Collegium Musicum, la scuola per violinisti più ambita d'Europa, un lager a due passi da Vienna - non immemore per qualche tratto di altri sadici convitti austroungarici alla "Giovane Törless" - dove "piccoli dèi della mediocrità" in veste di insegnanti mortificano a suon di tecnica lo spirito della musica; eccolo nel castello dell'unico amico, l'aristocratico Kuno Blau, luogo di agnizioni fatali, in attesa che parentele e schizofrenie vengano del tutto alla luce. Tra morti redivivi e vivi che usurpano l'identità dei morti, discussioni sull'immortalità e amicizia che s'incaina, alla musica tocca il ruolo pervasivo di "dolore estatico", impresso fin nella positura del violinista, che ricorda una "deposizione dalla Croce". Anche le metafore più tornite sono uditive, dalla terra che cadendo su una bara ne trae cupe risonanze da "cassa armonica", alla grande Storia che si annuncia con il "marziale clangore" della folla nazificata. Ci si chiede però se tanto dispiego di suoni valga a forare la soglia, pur impercettibile, che separa la liuteria dalla letteratura.
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Recensioni 1 - 20 di 36 recensioni presenti. Media Voto: 4.41 / 5ant lomell@libero.it (26-04-2012) Un testo ricco di pagine di storia e di umanità varia, con una sorprendente componente di mistero.
... Molto ben affrontate da Maurensig tematiche e digressioni relative al valore dell'amicizia e anche ben delineate situazioni storiche/comportamentali a riguardo del periodo precedente la seconda guerra mondiale.
Ho trovato suggestiva anche la variabilità dell'io narrante che all'inizio e alla fine del testo è rappresentato da Gustav(l'alchimista,zio di Kuno) poi dallo scrittore e infine dal musicista Jeno/Kuno.
Da queste pagine prorompe fortissima una enorme passione per la musica e x le composizioni x violino, così come è evidente la volontà dello scrittore di trasmettere al lettore sensazioni ed emozioni delle più svariate per carpire la personalità e la sensibilità dei protagonisti dell'opera.
Brevemente la trama:
Vienna anni '90 un misterioso personaggio si aggiudica un antico violino all'asta, la figura enigmatica di cui sopra viene affiancata da un romanziere che chiede lumi sullo strumento appenna acquistato.
Inizia un flashback di ricordi con racconti che portano il lettore a leggere di due giovani musicisti iscritti in una delle migliori scuole viennesi e di una forte amicizia tra i due.
Il romanzo così va avanti avendo come perno le vicissitudini dei due violinisti e spaziand poi con argomentazioni di carattere storico e personale.
Consigliato Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesca (28-11-2011) Un libro stupendo per chi ama la musica, scorrevole ed intrigante. Il finale non me lo sarei mai aspettato, e non lo vedo ancora chiaramente. Vengono trattati temi importanti, mi è piaciuta moltissimo l'idea della scelta della conoscenza e l'amore per Sophie. Consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ciano (23-01-2011) Scorrevole, intrigante, coinvolgente, appassionante, toccante ed originale anche nel trattare, per buona parte del libro, temi già visti e sentiti. Credo che per chi ama la musica o, ancor meglio, la suona, questo libro possa dare qualcosa in più, di più profondo oltre alla già eccellente trama che ben si muove tra misteri, sentimenti ed ambientazioni. Come per altri, anch'io credo che il film abbia un po' banalizzato temi e "dolori" forse più elevati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Moreno C. (18-02-2010) Il fascino di 'Canone inverso' lascia senza fiato. Da estimatore, quale sono, della letteratura del mistero Otto-Novecentesca, non ho potuto che apprezzare grandemente questo moderno racconto romanticheggiante e denso di atmosfere gotiche e grottesche. Maurensig, con questo libro, riesce a far presa sul lettore non solo per la scrittura molto bella e poetica e per le ambientazioni magiche e lugubri, ma anche grazie alla trovata di moltiplicare gli 'Io narranti', con la conseguenza di portare a vette altissime la curiosità di venire a capo della oscura vicenda. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gabri (23-01-2010) Che storia meravigliosa! Maurensig è uno dei miei scrittori contemporanei preferiti, riesce a trasportarti in mondi senza tempo, leggere diventa evasione ai massimi livelli Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Damiano (28-08-2009) È un libro stupendo, sia per le atmosfere, sia per lo stile di scrittura, così placido e senza tempo. Perfino l'intreccio, ossia ciò che è meno importante per la letteratura e per me lettore, è accattivante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
italo italofanciullacci@yahoo.it (16-06-2009) Una sola parola : GENIALE.......ma lasciate perdere il film, non ha niente a che vedere con questo libro, è proprio tutta un altra storia, ma vi dirò di più, riuscirebbe a rovinarvi questa perla della letteratura contemporanea. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sofia (16-06-2009) Libro sublime con un finale sorprendente...merita di essere letto. In particolare i discorsi sulla musica catturano molto il lettore... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jacopo (26-03-2009) libro molto bello... affascinante, evocativo e onirico. ovviamente deve piacere il genere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nya (11-01-2009) Una storia "particolare" che scivola bene sulle parole di Maurensig. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberta (14-11-2008) Io questo libro non l'ho capito! Non ne ho capito la trama nè il senso.
Noioso. Non lo consiglio Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gianluca (31-10-2008) Ancora meglio de "La Variante di Luneburg" . Un libro che non si può dimenticare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elena (21-05-2008) bellissimo!!!!anche il film è veramente bello!:) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eowyn_peace 4ever (25-04-2007) Un libro che ti permette di spaziare in modo illimitato su quello che può diventare la musica, per chi la ascolta ma sopprattutto per chi la suona, immaginarla come non l'hai mai immaginata: la musica diventa l'anima stessa del musicista, la sua ragione di vita, la sua ossessionante e dolce passione: la musica che infrange ogni limite razionale, che si personifica...sconvolgente, certo, sopprattutto per chi, come me, si professsa musicista, ma al tempo stesso affascinante , ipnotizzante.
Musicalmente imperdibile, lo consiglio a chi, come me, ha passato interi pomeriggi selle invenzioni a due voci originalmente per calavicembalo di Bach, e agli Chopiniani... Eowyn 92 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rainbow tempofranco@inwind.it (25-04-2007) Qui siamo ai livelli più alti di un ottimo scrittore come Maurensig. Grande piglio narrativo, ottima scorrevolezza, la storia piace, la trama fa riflettere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Betta 80 (19-02-2007) Ho letto questo libro e devo dire che la lettura è scorrevole, piacevole, bella e penetrante;a proposito di questa ultima affermazione devo dire che lo scrittore è riuscito a trasformare le parole in musica.Molto toccante anche la pazzia di Kuno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bruna Gallo (12-01-2007) Venexia - 12 Gennaio 2007
Quando hai finito di leggerlo,questo libro, chiudilo delicatamente ma con fermezza: perché i suoni potrebbero uscirne e la melodia racchiusa tra le pagine perdersi per sempre, raggiungere le folle e confondersi con il rumore.
Ma quando vuoi ritrovare la musicalità delle parole e i virtuosismi di una letteratura evocativa come giochi e suoni e luci di mille fontane, ecco allora devi riaprirlo e con gli occhi chiusi ascoltare l’eco che parla al tuo cuore in musica e in prosa.
Inutile dirlo un meritatissimo 5, se conoscete qualcuno che non l’ha ancora letto fategli questo dono, ditegli di sottoporsi ad una carezza per l’anima. Ve ne sarà grato.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emanuela emanuela.susani3@studio.unibo.it (26-02-2006) è un libro che si legge molto velocemente e bene, ma ho preferito la versione cinematografica.
quest'ultima è molto più coinvolgente e ti lascia in un mare di lacrime.... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberto (18-07-2005) Superbo, irresistibilmente originale, un intreccio perfetto di scene, personaggi, battute, ambienti, in armoniosa musicalità, espressione di quel violino intorno al quale tutto ruota. Quel suono sublime, così ben "scritto", mi ha toccato nel profondo permettendomi di fantasticare, di immaginare tutte le situazioni, di farle mie, e mi ha proiettato nel finale in un lampo, senza accorgermene. Un finale pieno di interrogativi irrisolti: dunque spazio ancora alla fantasia. C'è da divertirsi! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo pelle69it@yahoo.it (04-01-2005) Narrazione ben condotta, trama avvincente. Lo preferisco, se possibile, a 'La variante'. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 36
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