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Böll Heinrich - E non disse nemmeno una parola | "E non disse nemmeno una parola" è la cronaca di un fuggevole incontro, dopo quindici anni di matrimonio, tra Fred, che ha abbandonato la casa non sopportandone la soffocante atmosfera di miseria, e sua moglie Käte, che è rimasta tenacemente al suo posto, accanto ai bambini. Il romanzo, considerato da molti il capolavoro di Heinrich Böll, descrive le poche indimenticabili ore che i due trascorrono insieme e che culminano con il tentativo di Fred di riconquistare l'amore della moglie. La vicenda, pura ed essenziale, si svolge entro lo squallido scenario di una città tedesca dell'immediato dopoguerra, tra le torri di una cattedrale gotica, le baracche di una fiera e le tristi stanze di un modesto albergo, dove, in mezzo a discorsi e ripensamenti, Fred e Käte riscoprono un duplice passato di tenerezza e di lotte, di incontri e di separazioni, facendo maturare il destino di una nuova convivenza.
19 recensioni presenti. Media Voto: 4.63 / 5Michael Moretta michael.moretta@libero.it (14-05-2012) Secondo libro che leggo di Böll dopo " Opinioni di un clown ". Anche questo mi è piaciuto molto pur trovandolo tristissimo anche se molto profondo. Nel libro precedente tutta la storia si svolgeva in tre ore, qui invece si snoda in due giorni. L'ambientazione è una Colonia immediatamente successiva alla fine della seconda guerra mondiale, e quindi in bilico tra la ripresa economica e le ferite ancora evidenti dovute alla guerra. Ma la costante in cui si muovono i due personaggi, Fred e sua moglie Käte, è la miseria, la povertà e la tristezza. Lui è centralinista nella diocesi ma ha abbandonato la moglie perché non poteva più sopportare la miseria in cui vivevano. Tutto il suo stipendio lo dà alla moglie tenendosi qualcosa che spende in alcool. Per il resto del mese vive di espedienti e si fa prestare soldi da chiunque è disponibile ad offrirglieli. La moglie vive in una squallida stanza con i suoi tre figli, accerchiata da vicini perfidi che non fanno che giudicarla. Il libro descrive l'incontro che marito e moglie hanno in uno squallido albergo. I dialoghi tra di loro sono molto intensi e profondi, ma la tristezza è dominante. Entrambi sono disperati per la povertà in cui vivono, ed entrambi sono rassegnati ad essa, si arrendono alla loro condizione di miseria.
Libro che lascia con l'amaro in bocca, che fotografa benissimo la situazione in cui molte persone si trovavano a quei tempi e che non tralascia qualche frecciatina alla classe ecclesiastica ed alla Chiesa in genere, pur se in misura minore rispetto a quanto fatto in " Opinioni di un clown ".
Sicuramente un bel libro, con tante cose da dire e molto intenso. Un piacere leggere Böll. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
tommaso (03-10-2011) Sono d'accordo con GL, in quest'opera l'Autore offre il meglio di sè. Una vicenda comune, senza sbavature, con personaggi che ti sembra di aver incontrato per la strada, in un bar. Una storia d'amore che sa parlare al cuore senza avere nulla di melenso, nulla di scontato. Merita senz'altro la lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GL (01-05-2011) Scrittore di grandissima chiarezza e di stile indiscutibile, ha in questo romanzo lasciato probabilmente il meglio sè. Lo consiglio a tutti, è una grande storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (15-12-2010) Mi è risultato un romanzo molto triste e malinconico,in alcuni punti fin troppo noioso con flashback e descrizioni inutili. Di questo romanzo ho preferito la scrittura (semplice e lineare) e la descrizione della condizione economico/sociale dei protagonisti, la quale fa molto riflettere nella nostra realtà. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
LaMelaMarcia (05-10-2010) a polvere, il profumo del caffè, la fragranza di dolciumi appena sfornati, il freddo mattutino..
..le parole che scorrono accompagnate da odori, sensazioni ed emozioni.
Come nello sport, anche nella letteratura esistono i fuoriclasse. Heinrich Böll appartiene, senz'ombra di dubbio, a questa categoria.
Con stile elegante e attraverso descrizioni accurate, lo scrittore tedesco, ci guida in un mondo di povertà e miseria.
La guerra ha aperto uno squarcio disorientante nella serenità di Fred privandolo della capacità di reagire e di recuperare il senso della vita.
Ma l'amore tra lui e Käte, i due protagonisti, è fuoco che continua ad ardere sotto le braci lasciate dal conflitto mondiale... ... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nimedex (18-05-2008) Un libro meraviglioso, una grande storia d'amore in una Germania devastata dalla guerra e dalla poverta'. I due personaggi, pur nelle avversita' riescono infine a tenere saldo il loro amore e anzi a trarne da esso una immensa forza per andare avanti.
L'autore è secondo me un inguaribile romantico, che pur criticando una certa societa' Tedesca del dopoguerra e la Chiesa, non perde comunque la fiducia nel genere umano e in Dio. Non è un caso infatti che nel libro compaiano personaggi positivi, che sanno regalare un sorriso e gesti di generosita' ai due protagonisti ( Vedi la ragazza del chiosco ).
Bello...bellissimo.....forse anche piu' bello di Opinioni di un clown. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ZOYI (26-01-2008) Un libro di un realismo feroce , raccontato con estrema poesia. Come sfondo un crudele dopoguerra tedesco, due protagonisti, una storia d' amore che combatte contro la miseria umana di tutti i giorni.Due voci, una sola anima narrono come l' amore debba fare i conti con un esistenza difficile in un periodo agghiacciante. Il libro mi colpisce per la voglia d' amore rassegnato, ma ancora vivo nei due protagonisti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gian Paolo Grattarola giampaolo.grattarola@fastwebnet.it (03-11-2007) In questo clima di celebrazione dell’effimero, in cui il pensiero è stato messo al bando nell’illusione di aver ormai colmato tutti i vuoti della vita, ci vorrebbe la rilettura di questo libro per ristabilire un contatto con il senso più profondo della vita. La vicenda di Fred e Kate ci avvicina al ruvido disincanto di una quotidianità segnata dagli stenti provocati dai rovesci della guerra. Marito e moglie hanno conservato immutato l’amore reciproco ma le conseguenze psicologiche della guerra hanno reso impossibile la loro convivenza, il mantenimento dell’unità famigliare sotto un tetto comune come se nulla fosse accaduto. La guerra ha aperto uno squarcio disorientante nella serenità di Fred privandolo della capacità di reagire e di recuperare il senso della vita. Kate invece, grazie a quella forma di resistenza al dolore che solo le donne riescono a conservare nei passaggi più dolorosi dell’esistenza, conserva la propria funzione materna accudendo i figli. Apprezzabile la strategia di affidare il racconto ai due protagonisti in un alternarsi di punti di vista e di sentimenti che attraverso un solo io narrante sarebbero andati smarriti. Boll si fronteggia con temi ardui pervenendo ad una sostanza di indubbio spessore che preme sotto la superficie seduttiva di un linguaggio semplice e lineare. Tra le macerie morali e materiali di una Colonia devastata dai bombardamenti essi sopravvivono in un clima di angosciante attesa nella speranza che dai loro contatti furtivi possa scoccare la scintilla capace di alimentare nuovamente il focolare domestico. Pur gravati dal fardello della miseria entrambi conservano un profondo senso di umanità che li sottrae all’enfasi rancorosa della ribellione, rendendoli al contrario testimoni dolenti di una pietas giansenistica. Nel fine settimana, che vorrebbe segnare il ricongiungimento della loro convivenza, pur privi di confortanti certezze ed avvolti solamente in un manto di tenera speranza, accettano l’ombra mutevole del destino che si portano alle spalle come una croce senza dire Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesca (16-10-2007) Una storia molto forte e dai toni cupi e drammatici. Molto bello il parallellismo tra lo stato d'animo dei due protagonisti e la città sconvolta dalla guerra dove la storia si svolge. Un bellissimo scritto che mi ha emozionato molto....ma forse da evitate quando il morale non è proprio alle stelle. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giovanni (30-03-2007) Questo libro, la bellezza e l'aria che si respira in questo libro sono sconvolgenti. E le ultime pagine riescono ad esserlo ancora di più. Ha pochi eguali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giacomo (22-03-2007) Poesia pura, bellissimo l'idea di scrivere il romanzo non solo dalla parte di un protagonista ma alternando un capitolo al marito e uno alla moglie, facendo riflettere sulle ragioni di ambo le parti. Non c'è mai una sola ragione.
Sempre attuale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giacomo giacomo76@superdada.com (21-09-2005) Piccolo romanzo capolavoro che tocca le corde piu' profonde della sensibilità e dell'animo umano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Gatti antonio.gatti@gs.com (14-07-2005) Ancora a distanza di ore dall'ultima pagina, non riesco a staccarmi dall'atmosfera di questo libro meraviglioso che ha rapito i miei sensi e la mia anima per giorni... un amore, un amore povero ma mai disperato, la dignita' di fronte alla miseria, le mille facce dell'amore, la carrellata di personaggi, la genialita' dello scrivere... tutto contribuisce a fare di questo che chiamerei "racconto lungo" piu' che romanzo, un capolavoro. IL capolavoro? non so, ogni volta che leggo un libro di Boll finisco per dire cosi'! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (23-02-2005) Mi è piaciuto fin da subito l'alternarsi del punto di vista: un capitolo ciascuno, uno lui l'altro lei. Grazie a questo sembra di osservare due sfere di un bigliardino unite da un elastico, che si avvicinano e si allontanano, si sente l'attrazione tra i due protagonisti, si conoscono i pensieri di entrambi, e questo lo trovo molto dolce. L'ho trovato molto molto bello, questo libro, anche se preferisco ancora "Opinioni di un clown"... è riduttivo dire che parla di una storia d'amore, ma in effetti questo è. E' triste, sarcastico e polemico, inoltre Böll sa rendere molto bene la sensazione di ansia, povertà e distruzione post bellica (la sento ancora addosso) ed è anche molto scorrevole, si divora. E si rimane un po' angosciati. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pino (30-09-2004) Sicuramente uno dei più bei libri in assoluto. La descrizione di una povertà senza speranza per il futuro mi fa rabbrividire ancora adesso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano (26-08-2004) La storia di per se e' una piccola vicenda di umane tristezze; niente di originale, niente di avvincente, niente di niente. Eppure poche storie mi sono rimaste inmpresse come questa; fa piangere il cuore. Mi ha fatto venire compassione per il genere umano e mi ha lasciato l'impressione che Dio deve vederci un po' cosi'.
Comunque bellissimo. Mi ha fatto conoscere un grande scrittore, spero che gli altri titoli siano a questo livello anche se mi sembra difficile che un autore possa mantenere un livello cosi' alto su tutte le opere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico Carbonelli enrico.carbonelli@gottardo.com (25-11-2003) Non torvo difficoltà, anche a distanza di anni, nel ripercorrere la traccia che questa lettura mi ha lasciato dentro. Non sono solito scrivere brevi o lunghe recensioni sulle mie letture ma avendo trovato cosi’ pochi interventi su questo libro, ho ritenuto fosse arrivato il momento di iniziare. La realta’ descritta dall’autore sembra poter esplodere, implodere o sgretolarsi in un qualsiasi istante, continuando invece inesorabilmente a tremare. Un libro che si puo’ solo consigliare, in pieno accordo con chi lo ritiene superiore ad Opinioni di un clown. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Francesca (25-07-2003) A mio parere questo è il capolavoro di H. Boll; ineguagliabile la minuziosa descrizione della "finta" religione, fatta solo di ipocrisia e perbenismo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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