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Silone Ignazio - L' avventura di un povero cristiano |
Media Voto: 4.75 / 5Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (30-04-2011) Tutte le opere si parlano tra loro. Ecco sintetizzata la teoria dell' intertestualita' di Eco. In, poche, altre parole: nessuna opera e' muta e sola, e quindi i rimandi, le citazioni, i commenti, i plagi, i riferimenti sono continui, costanti e del tutto inevitabili. E, questo non certo perche' tutto e' stato detto, ma poiche' e' del tutto impossibile parlare, scrivere, filmare, dipingere, scolpire e sopratutto fare scienza senza tener conto di tutto cio' che, qualcun altro, da detto, scritto, filmato, dipinto, scolpito o scoperto. Quindi, dopo aver visto il bellissimo film di Nanni Moretti :" Habemus Papam ", ho voluto, subito, rileggere questo libro di Ignazio Silone sull' avventura di Celestino V° che, dal suo eremo di uomo santo lontano dai clamori, dai broccati, dagli ori, dagli smalti e dalle beghe del mondo e del clero si ritrova, suo malgrado, a salire, per pura obbedienza, sul soglio pontificio. E quindi, non credo che al mondo cattolico piaccia il film di Moretti con il loro bisogno di sacaralita', abituati come siamo, come sono, e non vorremmo, ad una sorta di fabbrica dei santi in competizione con ogni altra seriale produzione. Spogliato degli abiti, dell' anello pescatore, della mitra e del bastone pastorale, come il Re nella fiaba dei Grimm, anche il pontefice e' nudo. E' un uomo. Solo. Un essere umano con le sue scelte personali, la sua storia, le sue aspirazioni, le sue frustrazioni, i suoi bisogni e le sue debolezze. Virtu' umane che, proprio per la loro comunione di appartenenza al resto degli umani, ce lo rendono piu' caro, piu' vicino al nostro affetto. E cosi' come il Papa di Moretti, dal balcone proclama la sua scelta di voler essere condotto anzicche' condurre, anche il Papa molisano, Uomo tra gli uomini, rifiuta di continuare il suo percorso di pontefice e fa ritorno nel suo eremo. Spoglio di ogni bellezza, di ogni servitu', di ogni intrigo o grazia, di ogni dovere od obbligo, ma pieno come un uovo del sue essere Un uomo. Intero. E vero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
S.A. (28-06-2009) Uno dei libri più belli di Silone. Leggetelo!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sami (21-04-2009) E' un testo raffinato ma scorrevole che, chi vuole impegnarsi in letture profonde, troverà bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco1970 (14-06-2007) La figura di Celestino V viene sempre identificata con quella del personaggio che nell'Inferno della Divina Commedia Dante definisce come "colui che per viltate fece il gran rifiuto". Infatti Celestino V rimase Papa per pochi mesi e poi decise di lasciare, per il compito forse ritenuto troppo gravoso, in favore di Bonifacio VIII. In realtà opinioni meno conosciute rilevano che Pietro Morrone, futuro Papa Celestino V, fosse un uomo di grande fede che avrebbe voluto far tornare la Chiesa alle sue umili origini dopo decenni di corruzione da parte di un clero scandaloso. In questo romanzo Silone racconta, in forma quasi di copione teatrale, le vicissitudini di Pietro Morrone che fu fatto Papa e poi fu incarcerato in una torre dal cattivissimo Bonifacio VIII il quale prese poi il suo posto. E' un'opera interessante dal punto di vista sia storico che religioso, e che per certi versi rende anche più dubbia l'opinione corrente sul personaggio dantesco facendoci anche ipotizzare che non fosse lui l'uomo del gran rifiuto ma forse Ponzio Pilato. Se, invece, ritenessimo proprio Celestino V l'uomo del gran rifiuto, visto l'andazzo che prese la Chiesa con Bonifacio VIII (che fece esiliare Dante e torturare Fra' Jacopone da Todi), dovremmo comunque ritenerlo non uomo infernale ma uomo che avrebbe potuto rinnovare la Chiesa e che venne quindi biasimato da Dante per non aver colto la grande occasione di migliorare l'Istituzione cristiana. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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