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Eugenides Jeffrey - Le vergini suicide | Un narratore "collettivo", voce di un gruppo di coetanei maschi, rievoca a vent'anni di distanza la vicenda delle cinque sorelle Lisbon, oggetto proibito della loro adolescenza, avvolte in un'aura di mistero che la tragica fine comune - si sono tutte tolte la vita nel breve spazio di un anno - ha fissato per sempre. Nella memoria di questi antichi, tenacissimi spasimanti, esse divengono il simbolo di una possibilità remota e perduta: l'irruzione di un fremito ignoto nel mondo tranquillo, ordinario, opprimente dell'America suburbana degli anni Settanta. Il libro segna l'esordio folgorante di uno scrittore poco più che trentenne, ma già padrone di uno stile e di un universo letterario affatto personali.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Thomson, G., L'Indice 1995, n. 1
scheda pubblicata per l'edizione del 1994
Il suicidio, afferma Kant, è l'unica azione completa, l'atto 'stricto sensu' svuotato di ogni possibile contenuto patologico. Le sue conseguenze invece, come il seducente primo romanzo di Jeffrey Eugenides "Le vergini suicide" dimostra brillantemente, non sono che contenuti patologici. Dopo l'ultimo dei suicidi delle misteriose ragazze Lisbon a cui fa accenno la prima pagina, si ode un coro di uomini in lutto, senza nome, setacciare l'affollata soffitta della memoria. Una infinita lista di "reperti" svela la natura del solaio rievocativo: è un sito troppo imperfetto per reggere gli ideali fragili ed esigenti delle sorelle Lisbon che, durante le loro brevi vite, sembrano fluttuare come fantasmi mitici di donne greche impiccate. L'astuzia di Eugenides sta nel collocare i suicidi all'inizio del romanzo trasformando così ogni particolare della vita delle sorelle, anche quelli più banali, in un sinistro presagio della tragedia a venire. In questo modo il suicidio non è l'effetto ma, retroattivamente, la causa di tutto. "Le vergini suicide" è un testo saturo di meticolosità in cui i narratori elencano in modo maniacale tutti gli oggetti che li legano alle sorelle: il loro lutto diviene una forma di raccolta e consumo di prodotti seriali che, immersi nel nero di seppia del loro dolore solitario, assumono un'aura di sacralità e importanza. Paradossalmente è proprio attraverso questo tentativo di spiegare e integrare simbolicamente i suicidi che emerge la chiarezza kantiana dell'atto. Col susseguirsi di goffe teorie e generalizzazioni volte a spiegare "qual è il problema dell'America" le sorelle spente si fanno sempre più distanti, eteree, cristalline, come una stella morta che continua a brillare in un'area che è mera differenza, pura virtualità. Il finale è una coda mozzafiato di reminiscenze nabokoviane in cui i narratori chiamano ossessivamente le sorelle "perché escano dalle stanze in cui sono entrate per trovare la solitudine eterna".
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Recensioni 1 - 20 di 31 recensioni presenti. Media Voto: 3.93 / 5Luca (11-03-2011) Bellissimo romanzo. Tema delicatissimo affrontato in maniera impeccabile. Il libro è scritto davvero bene (impressionante che sia un'opera prima) e scorre velocemente. Consigliatissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Guia (06-09-2010) E'una storia strana, bizzarra, ma magnetica e ben scritta. Mi è piaciuto, e lo consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessia (09-11-2009) L' occhio infantile segue le brevi esistenze delle sorelle Lisbon: raccoglie reperti apparentemente inutili, penetra nell'intimità troppo spesso violata di una famiglia, scopre le falde di un'intera società che con essa si scontra ed inevitabilmente in essa si riflette. Il malessere che ne traspare non è un'esclusiva delle cinque ragazze. Scorrevole, ricco nelle descrizioni, poetico. Da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni (14-09-2009) Io invece parlerò un po’ fuori dal coro. A me questo libro è piaciuto molto. Si legge benissimo, è scorrevolissimo. Certo, è un libro pieno di descrizioni, ma se le volessimo togliere del libro non rimarrebbe niente, e del resto il libro secondo me è notevole proprio grazie a queste preziosissime descrizioni. La storia è molto bella, certo triste (visto l’argomento) ma anche molto poetica. Della storia sappiamo tutto fino dalla prima pagina, la tensione e l’emozione è quindi tutta riposta nel come e quando e perché avvengano i suicidi. Sul perché rimangono dei dubbi, come del resto sempre in questi casi, anche se il clima familiare delle ragazze sembrerebbe una buona spinta all’azione. Il libro mi è piaciuto talmente tanto che io lo considero alla pari con l’altro romanzo di questo autore (Middlesex). Non ho visto il film che ne ha tratto la Coppola e quindi non posso parlarne, ma credo che sia sempre sbagliato fare confronti tra libro e film, sono due opere diverse che, se sono valide, devono essere in grado di reggersi sulle proprie gambe, e questo libro ci riesce benissimo. Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
blondambition (06-09-2009) Conoscere la fine del romanzo sin dal suo inizio non toglie nulla al mistero che lo avvolge fino alla sua conclusione.
Originale la narrazione collettiva di un gruppo di ragazzini del vicinato non meglio identificati ma, perciò stesso, vaga e impersonale.
Le descrizioni infinite di luoghi e persone sono decisamente superflue ai fini della storia oltre ad allentarne iireparabilmente la tensione.
Romanzo inquietante, a tratti anche crudo, che si snoda in bilico tra il reale e l'immaginato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Irene (10-04-2009) Non dò il massimo perchè in certi punti è troppo descrittivo, pagine intere dedicate a persone/luoghi su cui si poteva anche sorvolare. Però è molto tenero, così come viene descritto sul retro copertina. L'autore scrive con facilità e chi legge apprezza anche particolari termini "complicati" che servono a rendere in questo caso, sacra, la lettura di vergini suicide. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio (01-12-2008) un racconto di cui già si conosce la fine e che, nonostante ciò, ha un incedere misterioso e seduttivo. Una scrittura bellissima, limpida e senza sbavature. Un protagonista assoluto che è il racconto stesso. Splendide le descrizioni. Degli ambienti, dei gesti, delle emozioni. Applausi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Monica (16-10-2008) Non è il suicidio delle sorelle Lisbon a colpire in negativo: tutto sommato, loro sono eroine sospese tra la tragedia e la magia.
No, è il clima del romanzo, la coralità malata, la città che esaspera in maniera paranoica (a volte quasi horror) tutti gli stereotipi dell'american way of life.
Un libro pesante, difficile da leggere, improbabile. Lo sconsiglio assolutamente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
vale90 (13-10-2008) La trama di questo libro mi aveva molto attirata(infatti nn do 1 solo x quello), ma sono riuscita a finire il libro molto duramente. I dialoghi sono scarsi e mal costruiti, le descrizioni interminabili e molte volte superflue, e la narrazione da parte di ragazzi imprecisati mal funzionante. In definitiva nn consiglio questo libro, ma piuttosto il film della Coppola. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maria (27-05-2008) le vergine suicide è sicuramnte un libro bellissimo ma la perfezione è solo di MIDDLESEX!non credo di aver mai letto (e ne ho letti tantissimi di libri)qualcosa di più bello. creativo immaginabile delicato ,una scrittura coinvolgente e mai ripetitiva!
quindi a tutti coloro che amano leggere consiglio di avvicinarsi a questo splendido scrittore partendo proprio da Middlesex...per poterne scoprire la grandezza!
il film le vergine suicide è di una noia mortale...non rende la "giusta" giustizia al libro! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lalli (12-09-2007) LIBRO MOLTO POETICO ED EVOCATIVO...NON RAGGIUNGE LE VETTE DI MIDDLESEX PERO' E' UN PIACERE DA LEGGERE! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elisa (01-06-2007) Se del film, che a me non è piaciuto, si può solo salvare la colonna sonora e l'atmosfera opprimente che aleggia durante tutta la storia, per quanto riguarda il libro, bè è un altro discorso. Tolto il "difetto", se difetto lo vogliamo chiamare, di descrizioni che mi sono sembrate eccessive per la loro lunghezza, il resto, non dico che sia un capolavoro, ma ci è parecchio vicino. E' un libro molto facile da immaginare, il che secondo me è un gran pregio, inoltre i personaggi sono presentati con una delicatezza unica. In conclusione: film superficiale(basti pensare al finale a mio parere *terribilmente* tagliato), ma libro decisamente interessante e ben scritto. Da leggere assolutamente! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Isabella isabella.1@libero.it (28-05-2007) è carino, si legge con piicere. Middlesex però mi è piaciuto maggiormente. Per conoscere questo autore consiglio di partire da quel romanzo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Daniele (30-04-2007) Non ho letto "Middlesex" ma molto probabilmente non lo leggerò perche sarò troppo influenzato da questo libro. Mi dispiace dire che sia stata una vera delusione anche perchè mi era stato consigliato e il film che ne è stato tratto è stato diretto da Sofia Coppola,della quale ho apprezzato molto "Lost in translation". Ma la trama mi sembra un po' assurda come d'altronde la narrazione. Poi il soggetto è così macabro,un po' troppo inquietante Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giulia89 (19-03-2007) Molto bello... al pari del film... é incredibile come riesca a catapultarti in questo mondo di queste cinque ragazze che piano piano affievoliscono come fantasmi... la storia è molto scorrevole e in due giorni l'ho subito finito! Davvero avvincente... Ora lo ricomincio da capo per coglierne tutte le sfumature, e per studiare a fondo le caratteristiche dei personaggi, per poterne comprendere i suicidi... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara (07-02-2007) Ottima scrittura, mai banale o crudo, ma poetico e ironico in ogni sua descrizione. Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carolina (18-12-2006) Stupendo e destabilizzante. Non puoi mai immaginare cosa succede in una bella casa in una periferia di una tranquilla cittadina del Michigan, e invece: cinque sorelle che si suicidano, due genitori o assenti o insopportabili, il vicinato maschile che ammira queste ragazze e ne è ossessionato. Eugenides crea un mondo sospeso fra sogno e realtà, popolato da personaggi davvero indimenticabili come Cecilia, la prima che si suicida, strana e amante di magie ed esoterismi vari; sua sorella Lux, affamata d'amore e di sesso; il padre, un tipo passivo e troppo tranquillo; Trip Fontaine, il fighetto drogato amato da tutta la scuola; la vecchia Karafilis, un'immigrata greca che ha visto gente trucidata dai turchi e che probabilmente è in contatto silenzioso con le sorelle. Sconvolgente e troppo poco conosciuto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
summer81 (06-12-2006) bello!inquietante, triste, oscuro... dopo aver trovato middlesex per sbaglio non mollerò più Eugenides........ Voto: 5 / 5 |  |  |  |
eli elisabettapriano@libero.it (23-11-2006) Dopo "Middlesex", forse il miglior libro che abbia letto negli ultimi anni, questo primo lavoro di eugenides non è stato all'altezza delle mie aspettative. Ho faticato ad arrivare alla fine. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Barbara (30-06-2006) Affascinante questa storia delle sorelle Lisbon. Eugenides è un grande scrittore e mi spiace che pubblichi così poco. Questo libro ci offre un'ambiguità incredibile, con le sorelle che sembrano così irreali eppur terrene. Stupendo! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 31
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