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Hesse Hermann - Il lupo della steppa |
Recensioni 1 - 20 di 29 recensioni presenti. Media Voto: 4.34 / 5Placido Pleroma (26-11-2011) Sei un viaggiatore, abituato a stare chino sui libri per conto tuo. Però in quanto viaggiatore hai sempre voglia di esplorare e quando ti si presenta l'occasione di cambiare strada - mescolando la malinconia con alcol e donne - allora sei disposto a rinascere.
A chi piacesse questo genere di libri consiglio un romanzo che ho letto di recente: "A volte un bacio". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Pizzi paolopizzi@hotmail.com (04-03-2011) E' sempre difficile condensare in così poche parole quello che si pensa di un romanzo che per fama, stile, bravura dell'autore e temi trattati non si può definire in altro modo che "immortale", rubando così un termine caro all'autore stesso e a Goethe prima di lui.
E' sempre difficile ...specialmente quando si consumano caratteri preziosi con inutili preamboli.
Per sintetizzare Il lupo della steppa è un romanzo che si sviluppa su diversi piani narrativi nettamente delineati da altrettanti diversi stili di scrittura sempre e comunque adeguati al ritmo della narrazione. E' esclusivamente grazie al ritmo infatti che il testo non appare slegato, che il confine tra un ambiente e l'altro, che il passaggio da uno stile all'altro, non appaiono eccessivi e discordanti. Questi ambienti, queste sfere di competenza, o piani narrativi che dir si voglia, sono oggettivamente slegati e riordinati uno dentro l'altro quasi l'autore avesse voluto scrivere quattro o più libri distinti, tuttavia questo netto distacco non stona anzi a suo modo dona al testo una sorta di peculiare appeal, una sensazione di ordine, di lucidità mentale. Questi differenti piani pur slegati sono accomunati dalla volonta di Hesse di far confrontare il suo protagonista con il dualismo faustiano, di riproporre quell'eterno conflitto interiore in chiave moderna (per l'epoca) e tentare di risolverlo trovando una soluzione a suo modo deinitiva ancorchè temporanea e aperta a molteplici interpretazioni. La logica conseguenza dell'evoluzione della scissione dell'io, l'estremizzazione dei propri opposti porterà il protagonista all'autodistruzione o alla redenzione? E' in questa domanda che sta il perno della vicenda, è nell'incertezza che si esplica la genialità dell'autore. Mi rendo conto di sembrare astruso e sibillino, invito dunque chiunque fosse interessato alla mia recensione completa (vana speranza condita da borioso orgoglio) a contattarmi direttamente o a consultare il mio profilo su anobii.com Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (27-07-2009) Un libro eccezionale, è uno di quei libri che te ne ricordi per anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MASSIMO (16-06-2009) un libro noioso e depressivo......lo sconsiglio soprattutto per chi ha già una visione pessima della vita Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lestat s_sam@email.it (20-07-2008) Coinvolgente al punto da lasciarmi per alcuni istanti in uno stato di incoscienza rispetto a ciò che mi circondava nel momento della lettura. Un percorso di pensieri che si sovrappone, seppur in modo più ampio, al mio modo di vedere le cose. Un libro da tenere con se e rileggere più e più volte, cosa che farò in futuro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Kikogeno (30-11-2007) Immergersi nelle pagine di questo grande capolavoro significa annegare coscientemente in quel turbinio di contraddizioni e di insensatezza che è la nostra esistenza moderna.
Siamo effettivamente tutti un po' "suicidi" alla maniera di Haller...ma allora non ci resta che "imparare a ridere".
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianluca Gualano miwgu@libero.it (17-10-2007) Noto che molti si affaticano a dire "il migliore" o "il peggiore" o a stilar classifiche.E' ovvio che lo stesso libro puo' dare tanto o puo dare nulla a seconda di chi lo legge.ogni libro e' scritto per alcune persone.la grandezza di un autore,secondo me, sta nel mettere dentro un libro piu persone possibile e uno scandagliatore dell'animo umano quale e' Hesse ha messo qua dentro tutto se stesso e tutti noi.psicologico psichedelico grandioso!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
minaobodo (11-12-2006) Capolavoro assoluto di un maestro dell'anima Voto: 5 / 5 |  |  |  |
branford oscar.pezzoli@tiscali.it (02-06-2006) una personalià instabile ma non forzatamente
quello di cui ci si pùo lamentare
poi si legge steppenwolf e............ Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (01-03-2006) Bello!Un libro che lascia il segno.Adatto ai tempi che si stanno vivendo:chissà quanti lupi della steppa (o quanti si credono tali)percorrono le strade d'italia.Eppure ti lascia un senso di "speranza", ti da uno spunto, una visuale diversa che arricchisce il personale modo di vedere la vita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca (13-12-2005) A distanza di anni ricordo ancora sensazioni e alcuni dialoghi che, non esagero, mi hanno fatto cambiare visione della realtà o semplicemente hanno esplicitato ciò che già avevo in me. Ossia: quando un libro aiuta a vivere,magari più consapevoli e quindi più tristi di prima.
Da leggere insieme a Siddharta e Narciso e Boccadoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Arianna (02-08-2005) Bello, anzi più che bello affascinante...e anche un po' inquietante! Un libro molto particolare Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesco france78@excite.it (15-07-2005) E' uno dei libri migliori che ho letto. Hary riesce tramite Erminia a scoprire parti di sé che pensava non esistessero, riesce a capire che la vita è un gioco di maschere, basta indossare quella che ci piace di più per cambiare il corso degli eventi. In realtà non sembra tutto così facile. In termini psichiatrici Hary così come Erminia sembrano affetti da sindrome bipolare, reagire con un'esasperata voglia di vivere al grosso vuoto che hanno nel cuore. Quest'ultima riflessione mi rattrista un po', forse perchè mi sento un po' proprio come loro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dani (09-07-2005) Un libro che continua l'ideale percorso, il viaggio, dopo Demian e Siddharta, rappresentando la situazione di un artista, di un individuo che si sente oppresso, che si rifugia nella sua psiche, creando quasi un altro mondo.E' aperto a diverse interpretazioni e ogni volta che lo rileggo scopro qualcosa di nuovo, qualche nuova sensazione.Sicuramente uno dei migliori di Hesse. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emanuela emanudom1@virgilio.it (08-07-2005) L'ho letto per la prima volta quando ero ragazzina. Uno sconvolgimento emotivo che più nessun libro è riuscito a darmi. Non avevo idea chi fosse l'autore. Quindi lo lessi con una vena di incoscienza che me lo rese magico... Fu una scoperta. Niente contesto storico, niente situazione politica sociale. Dopo quella volta l'ho ripreso 3 o 4 volte rileggendolo per intero, dopo aver studiato a perfezione l'autore e il contesto. Ogni volta era una sensazione diversa. Daccordo, il contesto è forte, è pregnante la vena politico sociale. Ma continuo a credere non sia questo il motivo che lo ha spinto a creare questo suo capolavoro, il migliore dei suoi testi, a mio dire, ed il più bel libro che io abbia mai letto. Il suo modo di descrivere il 'lupo', quest'essere che reprime ogni forma di gioia, quest'uomo che non sa cosa vuol dire amare e lo scopre nel teatro più strano e paradossale del mondo. Li dove tutto è tecnicamente possibile. Morire... Vivere... Tutto diviene profondamente relativo... Erminia impartisce gli ordini e lui, che non è certo uno stolto, anzi, è un lupo e sa il fatto suo, obbedisce... Pazzesco... Ho letto tanto dopo quel libro, ma nulla è riuscito a sconvolgermi a tal punto. Talvolta lo leggo ancora, qualche spezzone qua e la. Ed è incredibile... Continuo a reinterpretarlo da capo... Ogni volta è come se fosse un altro libro... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio (03-07-2005) comincia bene però perde tutto il fascino nelle ultime cento pagine Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gianluca gualano miwgu@libero.it (12-06-2005) Oserei quasi dividerlo in 2 parti: la prima una sincera e precisa critica alla spregevole borghesia e al suo rapporto di odio e amore con essa. Inoltre ottima descrizione della sua personalità "lupina". La seconda parte, mostra il livello di coscienza superiore di Hesse: un viaggio psichedelico nel teatro magico del nostro più profondo Io. a dir poco geniale e da brividi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Arianna a_armonia@hotmail.com (21-04-2005) Stranissimo...e concordo con il trovare in Linch (Mulholland drive) svariati parallelismi Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Samuele (20-02-2005) Ormai è passato molto tempo da quando l'ho letto e in parte non ricordo neanche più la storia. Rimane pero la fprza delle emozioni che suscita la storia, probabilmente perchè mi hanno toccato da vicino.
P.S.: invidio coloro che hanno scritto di aver letto il giuoco delle perle di vetro, io ancora non ci sono riuscito, forse per pigrizia o forse perche ancora non sono pronto mentalmente. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 29
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