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I più "bei delitti" al femminile dal Seicento: gelosia, vendetta, avidità, passione, follia, perversione erotica. Trentacinque storie che rivelano il cambiamento della condizione femminile.
Media Voto: 4 / 5zombie49 (01-11-2011) 35 delitti al femminile nell'arco di tre secoli e mezzo, dal 1604 al 1955. Impossibile ricordarli tutti, ma se ne traggono conclusioni generali: spesso le donne uccidono col veleno, quasi sempre x passione o interesse, raramente x vendetta o ira. Alcuni casi sono particolarmente efferati: la contessa ungherese che uccideva x fare bagni di bellezza nel sangue delle vittime, la donna francese che soffocava bambini affidati alle sue cure, la saponificatrice di Correggio, che con i corpi delle vittime confezionava saponette e dolci da offrire alle amiche. Non tutte le assassine sono state punite dalla legge, alcune scontata la pena hanno avuto una vita anonima e normale, altre erano affette da gravi disturbi psichici e hanno concluso la vita in manicomio. Una cosa colpisce in particolare: nel corso degli anni le pene sono diminuite, ma non è diminuita la ferocia dei delitti. Come sempre, C. Tani prende le distanze dai fatti, li racconta senza dare giudizi morali lasciando le conclusioni al lettore. Una panoramica interessante di cronaca nera documentata da testimonianze e scritti d'epoca, anche se un po' asettica. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
)0( HarPy )0( reginadipicche1981@hotmail.it (07-11-2009) Mi è piaciuto abbastanza come libro.... la cosa che mi è piaciuta è che le storie sono romanzate.. e poi in realtà ti accorgi che sono storie vere... il racconto della Bathory è quello che mi è piaciuto di più... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
roberto cocchis roberto.cocchis@tin.it (14-12-2007) Il primo e il migliore degli almanacchi del delitto della Tani. Qui si parla di delitti al femminile: che, rispetto ai delitti in generale, non sembrano differire di molto, tranne il fatto che spesso si prova un moto di pietà per le assassine oltre che per le vittime. Alcune erano certamente discriminate dalla società, altre semplicemente pazze, altre manipolate da figure molto più losche di loro. Non mi sembra casuale che l'autrice del crimine più efferato (l'Orchessa che ammazza un bambino di tre anni a morsi in faccia)sia anche la figura umana più patetica (giudicata giustamente folle e chiusa in un manicomio, non riesce a sopravvivere al rimorso e tanto tenta di uccidersi finché non ci riesce). Magari è soprattutto l'abilità della Tani a renderle così umane: però trovo che leggere storie simili possa servire a smitizzare l'idea dell'assassino come personaggio potente (perché toglie la vita) o affascinante; e, contemporaneamente a far riflettere, se ce n'è ancora bisogno, sull'insulsaggine della legge del taglione in una società che si dice civile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Monica Jay (04-11-2007) Brevi storie vere dal 1600 ad oggi. Storie in cui le donne sono le protagoniste malvage indiscusse. In un periodo, il nostro, in cui la totalità degli assassinii famigliari sono ad opera di maschi violenti ai danni della donna-compagna (moglie, sorella, fidanzata, figlia o madre che sia), questo libro suona quasi stonato nel coro dell'orrore. Seppur pochissimi, esistono casi in cui la femmina vendicatrice riscuote il debito a nome di tutte le donne maltrattate e seviziate nel mondo e nella storia; come se una coscienza collettiva fosse il motore di tale stranezza. Una sete di sangue decisamente non consona al modus operandi femminile - in genere più portata all'arma bianca o al veleno - ma testimone di quella macchinazione perversa sempre presente nell'intimo inconscio della donna.
Bellissimo libro, in cui l'autrice condisce con lucide argomentazioni, che chiunque dovrebbe leggere almeno una volta e poi riflettere... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Veronica L. (01-04-2002) Il libro è composto da tante piccole storie di donne assassine, storie che spesso sono ambientate in secoli diversi dal nostro, il che conferisce un certo fascino alle vicende. Con questo libro si riesce a capire un meglio la psiche di queste donne assassine, mosse da sentimenti contrastanti ma sempre e comunque molto forti.
Una piacevole lettura, ve lo consiglio ;-) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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