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Paolo Cordaro (19-04-2004) Dopo aver letto i principali romanzi di Kafka, mi accinsi a leggere i "Diari" nella erronea previsione di una spaventosa noia che avrebbe accompagnato il mio nuovo viaggio nel mondo dello scrittore praghese. Con stupore ho constatato che i Diari, unitamente ai Racconti, vantano una rilevanza maggiore rispetto ai vari romanzi di Kafka, in quanto consentono la penetrazione nella psiche dell'autore, assorbendone gioie(poche), dolori (a volontà) e in generale, tutte le emozioni vissute dall'ingegnoso scrittore del Novecento. In numerosi spezzoni del testo Kafka intenerisce il lettore e lo turba per via delle sofferenze, fisiche e psichiche, che lo hanno tormentato nell'arco della sua esistenza, regalandoci al contempo riflessioni profonde e stilisticamente ineccepibili. Infastidisce non poco quando si riscontrano nell'opera racconti monchi, non completati da Kafka, ma d'altro canto è necessario riprodurre fedelmente il testo originario dei "Diari" per cui su questo aspetto è saggio soprassedere. In conclusione: opera lunga e a tratti noiosa, ma assolutamente da leggere per chi desidera comprendere l'uomo-Kafka. Voto: 5 / 5 |
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