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Buzzati Dino - Poema a fumetti | "Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve, cose che vengono su dai visceri. Poema a fumetti è per me una di queste, come Il deserto dei Tartari, come Un amore." Così Dino Buzzati presentava ai suoi lettori questo libro, troppo a lungo sottovalutato, se non dimenticato. Uscito con grande scalpore nel settembre 1969, è infatti rimasto per decenni irreperibile nelle librerie. In questa rilettura in chiave moderna del mito di Orfeo ed Euridice, Buzzati ci parla di se stesso, concentrando in 208 tavole a colori tutti i temi a lui più cari, a partire dall'eterno dialogo tra la vita e la morte. Attraverso un raffinato gioco di citazioni e autocitazioni, l'omaggio ad artisti di ogni epoca, la contaminazione di generi, queste pagine svelano l'intero universo creativo di Dino Buzzati, i suoi riferimenti culturali, le fonti di ispirazione, le suggestioni infantili, gli interessi di adulto, il metodo di lavoro. Facendo di "Poema a fumetti" un libro che ne racchiude in sé molti altri, come solo i capolavori possono fare.
Media Voto: 5 / 5Dario Rivarossa dario.rivarossa@gmail.com (01-04-2009) La sintesi della vita, delle idee e delle immagini di Buzzati. Se le canzoni di Orfi contengono un portoflio completo dell'arte di Buzzati, il plot scava nella psiche dell'autore, facendone riemergere - tra le righe - tutti i complessi psicologici. Anzitutto i sensi di colpa per il primo amore, Bibi, una ragazza che non era approvata dalla famiglia Buzzati, e per di più morta all'improvviso nel 1932 senza che lui ne sapesse niente. La giovane moglie di Dino, Almerina (che presta il volto a Eura) è chiaramente una sostituta di Bibi... ma invano, come lascia intendere il finale del Poema. E poi il padre scomparso (la giacca vuota), la madre amatissima (freudianamente trasformata in una "valletta", per usare un termine gentile)... Dal punto di vista delle immagini e della struttura narrativa, sono cruciali i parallelismi con il romanzo, ingiustamente, meno noto di Buzzati, "Il grande ritratto" del 1960. Infine, un personaggio straordinario del Poema a fumetti è quello che non si vede: il Capo, l'autorità suprema dell'Averno. Viene descritto come un gigantesco computer, e non compare mai... tranne alla fine, una volta sola, per mandare in fumo il piano di Orfi. E' il Destino ineluttabile. Ma l'ultima parola, come sempre, ce l'avrà il dubbio (l'anello di Eura che Orfi si ritrova tra le dita). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pimipilady pimpilady@levele.hu (29-09-2003) ciao a tutti!
io sono una ragazza ungherese e devo dire che quest'opera é una delle migliori che abbia mai letto.talmente tanto che ho deciso anche di scrivere la mia tesi d'italianistica appunto su di essa(infatti frequento la universitá di italianistica di budapest).peccato secondo me solo che buzzati non abbia mai ricevuto il prem io nobel per la letteratura(e non soltanto a proposito del poema...)va be', volevo dire solo questo, ciao ciao Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianfranco Goria gianfranco.goria@fumetti.org (31-01-2001) L'incursione del grande Buzzati nel mondo del fumetto non fu assolutamente casuale (ed è paragonabile a quelle di Italo Calvino): sapeva bene di cosa si parlava! Da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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