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Grossman David - Che tu sia per me il coltello |
In un gruppo di persone, un uomo nota una donna sconosciuta che sembra volersi isolare dagli altri. Yair, commosso da quella che egli interpreta come un'impercettibile e ostinata difesa, le scrive una lettera, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo. Un mondo privato si crea così fra loro e in questo processo di reciproco avvicinamento Yair e Myriam scoprono l'importanza dell'immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole. Finché Yair si rende conto che le lettere di quella donna stanno aprendo un varco dentro di lui, chiedendogli con imperiosa delicatezza una inaspettata svolta interiore...
Recensioni 1 - 20 di 37 recensioni presenti. Media Voto: 3.64 / 5ALICE (09-02-2010) Tanta presuntuosa enfasi, ma il racconto non gira. Se mi capitasse di proporre un esempio di parole vuote, probabilmente citerei questo testo che non riesce a prendere corpo. Ma il racconto, le parole non sono spirito ineffabile, dicono e sono realtà..allora la letteratura parla al di là del tempo, dei luoghi, e comprende la singolarità delle esperienze dei singoli lettori per raccontare l'universale. Non è questo il caso. Leggerò altro di quest'autore, non posso pensare che sia tutto qui... Voto: 1 / 5 |
maristella (07-10-2009) ...ho finito il libro qualche ora fa...
...e lo riapro e lo riapro all'ultima pagina, all'ultima riga...beh, io sono Myriam.
...questo libro l'ha scelto il mio Yair...aveva letto in libreria la prefazione e aveva pensato subito alla nostra storia.
...e infatti lo è. Purtroppo.
Non è un libro per tutti, e on voglo sminuire nessuno, anzi. Lo consiglio solo a chi sa volare "oltre" e sa riconoscere nelle parole una seduzione che non ha confini...
...e saluto il mio Yair con amore, proprio come Myriam...
il voto che do al libro è il massimo.
Voto: 5 / 5 |
manlio (18-09-2009) E' il libro dove la scrittura è il libro, prende anima cammina e ti fa arrivare al fondo dei desideri e delle emozioni Voto: 5 / 5 |
raffaella (03-08-2009) l'autore scrive benissimo, ma nel corso della lettura ci si aspetta ben presto una "svolta significativa" che però non arriva. La conclusione del libro è deludente. Tuttavia, Grossman è proprio bravo e vale comunque la pena leggerlo Voto: 3 / 5 |
SERGIO (07-07-2009) Decisamente pesante; seppure ci siano momenti di analisi interiore molto felici. il libro è un vero mattone. Interessante la struttura, ma a volte il tessuto narrativo risulta troppo analitico e dispersivo. Insomma, se lo si vuole leggere, preparare scorta di analgesici e considerare la lettura una sorta di opera di misericordia spirituale, i cui benefici coglieremo nell'aldilà.. (posto che ce ne sia uno) Voto: 2 / 5 |
Rosalba (08-06-2009) il titolo è bellissimo, ma il resto non sta nè in cielo nè in terra. non riesco proprio a finirlo. noiosissimo. Voto: 1 / 5 |
rain (21-05-2009) anche io hovissuto un'esperienza simile, per questo il libro (oltre al titolo affascinante) mi ha colpita...
Però devo dire che l'ho trovato lento, ripetitivo e veramente poco realistico...Yair è davvero fuori dal mondo e fuori dal mondo la sua storia. Myriam già più vera.
Non lo consiglerei.
Rain Voto: 2 / 5 |
mg (16-04-2009) Questo è in assoluto il libro più bello, più intenso più profondo che io abbia mai letto.
E' diventato il libro della mia vita, è un racconto che scava dentro e attraverso un incessante e spietata analisi della psiche dei personaggi mette a nudo il lettore accompagnandolo nella parte più profonda e inesplorata di se stesso.
Un libro vero autentico reale, una libro che racconta l'estrema ricerca del proprio sè di sè e il coraggio di spogliarsi di ogni maschera con la persona che si ama e che diventa il coltello con cui scavare dentro se stessi Voto: 5 / 5 |
Silvia shiondgl@interfree.it (15-03-2009) Forse la prosa di Grossman non fa per me, quindi forse il limite e' mio, ma sinceramente questo libro non mi e' piaciuto per niente: dispersivo, monotono, pesante... Davvero, uno dei peggiori che io abbia letto finora. Voto: 2 / 5 |
Alessia (13-12-2007) Con questo libro ho effettuato un' esperimento narrativo, ossia inviavo degli stralci di questo testo ad una ragazza e lei rispondeva in un modo del tutto diverso da com avrebbe potuto rispondere Miriam. Ho cercato di ricostruire la traccia narrativa del testo ed è venuto fuori una storia completamente diversa. Comunque è il libro più bello in assoluto di Grossman.Lo conosco a memoria. Voto: 5 / 5 |
Federico (28-11-2007) uno dei peggiori libri che abbia mai letto, mi sono sforzato, l'ho letto tutto sperando in un riscatto sul finale.
Lento, lentissimo, prolisso, verboso, noioso all'infinito. Un tentativo mal riuscito di approfondimento psicologico dei personaggi e poi tanta, troppa enfasi nel raccontare il nulla.
Brutto accorgersi di aver buttato via così soldi e tempo. Voto: 1 / 5 |
Margy (04-11-2007) I personaggi: Yair è l'esempio di come a volte si possa agire al contrario di ciò che volontà comanda, perchè è quello che la vita ci ha insegnato e non si può fare a meno. Il personaggio può risultare in qualche modo fastidioso (e non nascondo che è l'effetto che ha fatto a me inizialmente), ma in realtà, se ci si esamina più a fondo, si capisce quante volte tutti noi siamo un po'Yair!
Myriam è una donna forte ma tanto debole, segnata, con un'esistenza repressa, piena di una vitalità che non può esprimere, più ''reale'' di Yair.
Tutto ruota intorno alla paura che l'indescrivibile turbine di sentimenti causato dalle parole possa scomparire a causa della ''volgarità'' delle azioni reali e concrete.
Sono d'accordo. Il corpo è un fattore limitante, la mente senza corpo è un po'come l'uomo senza le convenzioni imposte dalla società: libera.
Libera di immaginare, fantasticare, senza preoccuparsi di tutto il contorno troppo reale che sempre comprime la nostra passionalità e reprime il nostro vero ''io''.
Yair lo sa, distorce la realtà, con le parole, ha un suo modo di utilizzarle, una sua teoria del linguaggio (che sia il più lontano possibile da quello che tutti conosciamo per non scadere nella volgarità della realtà) e Myriam anche sa, ma non può fare a meno di voler provare quella realtà che prima o poi ripiomba in qualsiasi status imaginario od onirico.
Detto questo, il punteggio che ho attribuito al libro dipende in gran parte da Yair.
Il linguaggio Grossman/Yair è complesso, troppo ermetico, capisco la ragione di tanta complessità ma non posso comprendere appieno il significato delle parole di Yair, facente parti di un mondo che diviene quasi folle e surreale.
Il linguaggio Grossman/Myriam invece è più vicino alla realtà, più comprensibile e più ''razionale'' per quanto la situazione possa essere razionale.
In definitiva consiglio a tutti di leggere questo libro e di riscoprire l'imporanza dell'immaginazione e la bellezza effimera della realtà. Voto: 3 / 5 |
carlafed (11-10-2007) Non voglio dire che Grossman non sia un grande scrittore. Probabilmente lo è e non sta a me giudicare. Come tante altre persone ho comprato questo libro colpita dal titolo, e poi anche dalla trama. Mi fa piacere sapere che il titolo che mi ha colpito è una frase di Kafka, per me uno dei massimi. Però questo libro mi ha deluso, l'ho dato via (non ho molto spazio in casa e nel cuore, conservo solo i libri che significano veramente qualcosa). Non proprio niente, ma abbastanza vicino a niente. Contorto, presuntuoso, freddo. Ma con Grossman proverò d nuovo, perchè no? Voto: 2 / 5 |
xxx (24-04-2007) Intenso dalla prima all'ultima pagina, forte, anche esagerato... E' un libro di sole emozioni, senza spazio per la realtà del quotidiano, per la ragione, se non trasfigurate ed amplificate dai sentimenti. Per apprezzarlo bisogna lasciarsi naufragare con Y. e M. nei loro rivoli emozionali, nel loro disperato tentativo di svelare la verità dell'anima. Senza sovrastrutture cerebrali, senza resistenze... E' un libro che mi ha fatto capire una cosa anche un po' banale, ma temo vera: tra email e chat, un pezzo crescente delle nostre relazioni passa ormai per la parola scritta. Che questo non le trasfiguri in qualche modo? Non ne modifichi i sentimenti? Che la parola scritta non sia forse più tagliente di qualunque altra forma di comunicazione? Insomma, quanti di voi si sono un po' ritrovati? Voto: 5 / 5 |
Giuliopez (02-04-2007) Unico ed affascinante! Certo non una lettura facilissima, soprattutto per lo stile usato da Grossman, ma per un attimo ogni tanto è bello lasciarsi cullare da una storia dove sono i sentimenti a farla da padrone e dove agli stessi sentimenti è difficile, se non impossibile come ci dimostrano Yair e Myriam, evadere dalla vita reale e dai loro problemi (ma anche dalle gioie)di tutti i giorni. Personalmente lo ritengo un libro da leggere. Voto: 5 / 5 |
Azalea (27-10-2006) Ah...dimenticavo di dirvi una chicca...Per il titolo Grossman si è ispirato a "Lettere a Milena" di Kafka. Il famoso passo(datato Praga, 14.IX.20) fa così :"E forse non è vero amore se dico che tu mi sei la cosa più cara;amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso" Voto: 5 / 5 |
Azalea (27-10-2006) E' un libro che ha segnato la mia vita, regalatomi all'epoca dalla persona che stavo frequentando. L'ho letto un anno dopo.Inizialmente difficile da seguire, a tratti noioso, fino a quando arrivi a un punto che non puoi più fare a meno di divorarne le pagine.Dopo averlo finito l'ho regalato a chi per me è stato il coltello. Ispirata dal libro ho scritto per la stessa persona una specie di diario epistolare. E tante cose che prima non vedevo, ora sono lì, davanti ai miei occhi e mi abbagliano.Come Yair ho cercato il mio Luz e l'ho trovato in me stessa, nell'enorme bisogno di dare e ricevere amore che mi porto appresso da una vita. Una sorta di sblocco emotivo per me vitale. Consiglio a tutti la lettura di questo libro. Voto: 5 / 5 |
Princess (02-10-2006) Il titolo mi ha incuriosita parecchio e anche se non amo i romanzi epistolari, ho deciso di cominciarlo. Che dire? Complesso, introspettivo, forte. Le elucubrazioni di Yair mi sono sembrate deliranti, un po' inverosimili e fine e se stesse. E' un personaggio che non è riuscito a coinvolgermi. Myriam, al contrario, mi ha fatta emozionare, l'ho sentita più vera, autentica. Libro dal grande impatto emotivo, ma tutto sommato di non facile lettura. Voto: 3 / 5 |
gra' (07-09-2006) Premettendo il fatto che non sono un tipo che desiste e che quasi mai lascio un libro a metà- sia per i soldi spesi, sia perchè voglio illudermi di un riscatto- questo LIBRO L'HO POSATO DOPO 30 PAG PERCHè è SNERVANTE, PROLISSO, SURREALE, SENZA UNA TRAMA COINVOLGENTE... LE LETTERE SEMBRANO SOLTANTO UN ELUCUBRAZIONE FINE A SE STESSA! Voto: 1 / 5 |
Federico (31-08-2006) E' un romanzo che cresce leggendolo. Anche se il genere epistolare non è il mio preferito, ha vinto le resitenze strada facendo, anche perchè forse è più fresca la prosa al femminile che quella al maschile.
Non mi è piaciuto come "Qualcuno con cui correre", che consiglio caldamente, però alla fine resta il senso di aver letto un bel libro. Grossman non delude. Voto: 4 / 5 |
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