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Calvino Italo - Il cavaliere inesistente | "Questo romanzo di Calvino viene ad affiancarsi a 'Il visconte dimezzato' e a 'Il barone rampante', compiendo una trilogia di emblematiche figure, quasi un albero genealogico di antenati dell'uomo contemporaneo. Stavolta Calvino si è spinto più a ritroso nei secoli e il suo romanzo si svolge tra i paladini di Carlomagno, in quel Medioevo fuori d'ogni verosimiglianza storica e geografica che è propria dei romanzi cavallereschi". - Dalla quarta di copertina (anonima) di Calvino alla prima edizione.
Recensioni 1 - 20 di 34 recensioni presenti. Media Voto: 4.14 / 5Gudi Ussuf (14-06-2010) Della trilogia è forse quello che fa piu riflettere, forse il tema principale è la ricerca di se stessi, ma le tematiche son tante.
Lettura divertente (le disavventure di Gurdulù sono esilaranti) edificante nella morale, agrodolce nel finale. Calvino è un fantasioso maestro, Suor Teodora, la narratrice, scrive la storia e le pagine dolcemente si increspano trasformandosi nelle montagne dove galoppano i nostri strambi eroi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
P.G. (07-06-2010) Lo stile del libro è accattivante, divertente pur non volendolo. Il fine primario dell'autore, infatti, seppur "distraendo", mi sembra essere innanzitutto quello di voler far riflettore il lettore. Come? Su che cosa? Mi sembra di poter dire semplicemente sulla natura umana. Il Medioevo, descritto in modo così fantastico ma verosimile, fa da sfondo ai re, ai cavalieri, agli scudieri, alle monache, a tutto quanto sfiora la nostra realtà (e i suoi "abitanti"), spesso così priva di senso. Agilulfo prova a darglielo questo senso, e non solo con il corpo, bensì con un "esserci" consapevole e responsabile, fatto di valori, di impegno, di "trasparenza" (non solo fisica).Gli altri protagonisti, che gli ruotano intorno affascinati o spaventati, stentano però a comprenderlo. In ultimo, il cavaliere inesistente svanisce ma lascia una traccia della sua presenza/assenza: una scia d'amore di cui beneficeranno Rambaldo e Bradamante/Teodora.
Un ultima nota: attenzione al fideismo medievale di ritorno (vedi i Cavalieri del Graal). In questo non siamo cambiati poi così tanto... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (20-10-2009) In questo libro Calvino va a ritroso di molti secoli per approdare all’epoca di Carlo Magno e dei suoi famosi paladini.
In questo contesto la creatività di Italo Calvino raggiunge livelli straordinari, dando luogo a un’opera che mescola sapientemente la fantasia con la satira, proiettando il lettore ad effettuare, quasi inconsapevolmente, dei paragoni fra le vicende narrate e certi fenomeni di costume attuali.
Credo che sia impossibile non pensare di fare un accostamento fra un cavaliere inesistente, rappresentato solo da un’armatura che si muove, che combatte e che parla, con la crescente spersonalizzazione dell’uomo odierno, con quell’ansia continua di omologazione che di fatto lo rende schiavo di un’immagine non sua. Anche ora ci sono armature, automobili che rinserrano le persone e che finiscono per rappresentare solo l’emblema di una società votata all’annullamento dell’identità.
Ci sono poi altri elementi ed episodi che mi inducono a ritenere che Calvino, parlando in quel modo di un’epoca passata, volesse in effetti far comprendere che anche oggi nulla è cambiato.
Per esempio, il raduno mistico dei Cavalieri del Graal, che camminano come sonnambuli, mi ricorda tanto certe cerimonie delle numerose sette religiose tipiche del nostro tempo.
Alla luce di ciò si potrebbe pensare che il romanzo di Calvino risulti di difficile lettura e invece è tutto il contrario, con una serie incredibile di trovate, di personaggi, di vicende che avvincono, spesso dando anche luogo a risate, pur se il suo fine più concreto si raggiunge quando ci accorgiamo di sorridere, perché finiamo con il ritrovarci negli impietosi paragoni, e allora è d’obbligo mostrare verso di noi un velo di pietà per una recuperata misura della nostra esatta dimensione.
Assolutamente da leggere.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ILENIA (10-10-2008) SEMPLICEMENTE MERAVIGLIOSO!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vittorio (21-06-2006) Ho letto la trilogia, comprendente anche Il visconte dimezzato e Il barone rampante; questo, Il cavaliere inesistente, mi è parso il più noioso, non brutto, poichè i contenuti e i temi di quest'opera prendono molto e fanno riflettere, ma l'ho letto con difficoltà perchè quasi privo di movimento, molto statico. La narrazione fatta dalla monaca è molto concentrata su cosa vuol far capire l'autore, e narra i momenti in cui la vicenda è più movimentata troppo velocemente. Bel libro, ma ho preferito gli altri due. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
simona simona332@alice.it (13-06-2006) Anche questo è un libro d'avvero bello! molto avvincente,divertente..e anche sorprendente!Leggetelo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Martina (06-06-2006) Questo libro mi è stato assegnato come libro di narrativa dall'insegnante di lettere ma non mi è piaciuto molto, tranne qualche punto. Concordo, invece, pienamente con il tema che tratta... ma non è decisamente uno tra i miei preferiti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (05-04-2006) Scritto con una leggerezza e una ironia irresistibili, da far subito pensare ad un vero e proprio "piacere nello scrivere" che immediatamente si tramuta in piacere nel leggere. Un medio evo sopra le righe, personaggi molto umani, molto concreti, che si muovono all'interno di una vicenda allo stesso tempo spassosa e malinconica, ricca di simbolismi e metafore che però nulla tolgono al piacere della lettura che di per sé oltre a far riflettere scatena un sano divertimento. Agilulfo, il cavaliere inesistente, Gurdulù, il suo sconclusionato scudiero, Rambaldo e Torrismondo i giovani cavalieri in cerca di uno scopo nella vita, Bradamante la mitica paladina che insegue sogni di gloria e di amore. Un universo di personaggi indimenticabili che mi hanno fatto subito amare questo libro. E' fantastico il modo in cui, alla fine, quasi come in una commedia di Feydau, tutti i nodi vengono al pettine, tutti i personaggi si ritrovano nello stesso luogo grazie alla disinvoltura del narratore, tutte le trame vengono risolte in maniera fulminea, spassosa, ma allo stesso tempo commovente. Agilulfo è l'uomo contemporaneo che si è smarrito all'interno di una società tecnologica-burocratica che lo condiziona in maniera pesante e umiliante. Gurdulù è l'estremo opposto, vive in simbiosi con il creato sentendosene parte integrante e confondendosi addirittura con tutto ciò che lo circonda, libero da condizionamenti e completamente assuefatto all'aspetto sensoriale dell'esistenza... I due giovani guerrieri sono la ricerca dell'uomo. E nel loro peregrinare si imbattono nella esperienza della scelta ideologica che richiede una rinuncia a se stessi ((Torrismondo e la sua ossessione per i cavalieri del Graal) o nel tentativo di integrarsi nelle regole imposte da un modello sociale esistente e collaudato (il tentativo di Rambaldo di seguire le orme di Agilulfo). Alla fine, però, resteranno delusi dalle varie esperienze vissute e riusciranno ad esprimere al meglio la propria umanità solo attraverso l'amore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nandrolone (15-09-2005) è il libro migliore della trilogia e mi è piaciuto molto Voto: 5 / 5 |  |  |  |
siddy (13-09-2005) non mi piace per niente, è noiosissimo e non mi piace lo stile di calvino. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
mjriam (06-09-2005) Non è stato notevolmente coinvolgente,spesso sfuggiva il significato di alcune azioni dei personaggi, di alcune vicende,d'altra parte però ciò che principalmente si percepisce è la bravura che l'autore ha avuto nel farci accorgere che la consistenza di un uomo non risiede soltanto nel suo corpo,ma è proprio senza questo corpo che spesso l'uomo non riesce a trovare quella consistenza di cui tutti avrebbero bisogno. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
foky (05-07-2005) Un libro veramente affascinante, a mio giudizio il migliore della trilogia dei nostri antenati, divertente, con una caratterizzazione dei personaggi eccellente (soprattutto i pensieri del cavaliere inesistente stesso). Grandiosa l'idea di rielaborare le leggende di Carlo Magno e dei suoi paladini. Un libro da leggere se si leggono i Libri con la L maiuscola. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giargo (16-06-2005) Un libro fantastico! Alla seconda volta che lo leggo mantiene il suo indiscusso fascino. Probabilmente al pari solo di "Ultimo viene il corvo" per quanto riguarda gli scritti di calvino. Finalmente non piu' i medioevo perfetto di cavalieri valorosi e pie donne! Calvino e' il migliore scrittore italiano contemporaneo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Isola (31-03-2005) bellissimo libro, stesso giudizio per gli altri 2 libri che completano la trilogia...fa troppo ridere e poi le idee di calvino sono davvero grandiose!ma come si fa a scrivere una storia che ha per personaggio un'armatura?troppo grande! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania (17-12-2004) il cavaliere inesistente è un libro bellissimo!oltre al significato della figura del cavaliere che non c'è e tutto ciò che ne segue,è un libro curioso,molto ironico e comico!lo stile di calvino è unico,il migliore!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo (25-11-2004) La capacità di tracciare l'umanità dei personaggi, è uno dei punti di forza delle opere di Calvino.
Cosimo, Viola, la generalessa e il brigante nel Barone Rampante e qui Bradamante, Gurdulù, Rambaldo e naturalmente Agilulfo sono i migliori esempi, di come si possa in poche righe, raccontare le sfaccettature della natura umana.
Tutti questi personaggi, ruotano intorno ad un racconto, ricco di trovate mai banali e a tratti davvero suggestive, come i pensieri di Rambaldo, Gurdulù e Agilulfo mentre seppelliscono i morti in battaglia o come la notte d'amore (e i commenti del mattino seguente) tra il cavaliere e la principessa o come infine, la scelta della voce narrante.
Da leggere...e rileggere.
"...l'arte del saper scrivere storie, sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s'accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla"
Splendido
Paolo
ps. dello stesso autore vi consiglio "il barone rampante" e "Le cosmicomiche Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ottavia O.S. (21-11-2004) Non so bene con che parole potrei commentare questo libro, ma una cosa la so: non mi è piaciuto.
Esistono libri che, nonostante non siano particolarmente belli o coinvolgenti, risultano comunque piacevoli; questo libro, per me, è stato solo vagamente piacevole.
Certo: ho trovato molto significativo il concetto di un cavaliere che esiste solo in quanto tale, che, mentre tutti gli altri si spogliano delle armi e tornano uomini lui resta immutato, solo un cavaliere perfetto e impeccabile. Può essere eccezionale e profonda la concezione di Agilulfo che esiste solo come un insieme di ideali, tanto che, alla fine, persi quelli perso tutto... ma nulla di più. Il mio parere è, quindi, che nonostante il fulcro particolarmente espressivo del romanzo, la cornice era sia banale, quasi (e perdonatemi il termine) patetica.
Non parliamo di quando, nella grotta, salta fuori tutta le verità su Torrismondo e Sofronia: mi sembrava più a livelli di telenovela! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Nives (16-11-2004) Mi ha fatto emozionare e sorridere... è attualissimo!!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ilaria xx (29-10-2004) Italo Calvino con questo libro ha fatto capire al lettore quanto l'uomo di oggi sia legato al materiale,in questo caso all'aspetto fisico.Agilulfo è un "uomo" con i suoi ideali e riesce a vivere senza il suo corpo.Anche senza corporeità riesce a scoprire l'amore ed è amato da donne che lo stimano e lo desiderano non in quanto corpo ma in quanto mente.Indimenticabile la sua "notte d'amore" trascorsa a parlare e ad osservare il cielo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Danny Boaron (05-10-2004) secondo me lo scrittore non si è impeniato tanto in questa storia perche non è tanto fantasiosa e bella anche se il personaggio fa ridere tanto. non mi è piacuto tanto. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 34
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