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Woolf Virginia - Una stanza tutta per sé |
6 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Maria Grazia manami@tiscali.it (21-04-2011) Leggendo questo saggio mi sono resa conta che la situazione della donna non è poi cambiata tanto dal 1929 (anno in cui è stato scritto dalla Wolf).
Adesso ci sono donne che sono scienzate, saggiste,.. quello che la Wolf si auspicava ma molto a caro prezzo rispetto agli uomini perchè le donne la vera indipendenza lavorativa non l'hanno ancora ottenuta, soprattutto in Italia.
E' inoltre molto interssante ed esauriente l'analisi della donna scrittrice dall'antichità ai giorni nostri.
Da consigliare a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lory (20-02-2008) Un'opera importante e aggiungerei imperdibile. A chi ha faticato a leggere i suoi romanzi dico: tranquilli, è molto più scorrevole e merita davvero la lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandra Borella (06-04-2005) La prima volta che ho "incontrato" Virginia è stata ai tempi del liceo e l'esito non è stato dei più felici: leggere "Mrs Dalloway" in lingua originale, senza un'opportuna preparazione, può risultare un'esperienza piuttosto traumatica. Quindi ho pensato di avvicinarmi alla donna scrittrice per tentare un approccio diverso alle sue opere. E così mi sono imbattuta in questo piccolo, ma assai illuminante, saggio che ha la capacità di mettere a disagio il lettore con le sue argomentazioni semplici ma non banali che nessuno pensa di dover ribadire ancor oggi. Eppure leggendolo si percepisce quanto poco in fondo è cambiato nella società se le convenzioni ancora negano alla donna il diritto ad uno spazio in cui esprimere la propria creatività. Essa è infatti sopraffatta da una serie di doveri che la inducono ad odiare la propria condizione con il rischio che la "rabbia repressa" sfoci nei suoi scritti. Ora, a parità di condizioni economiche, per gli uomini scegliere di scrivere per professione è assai più facile: meno preoccupazioni e occupazioni lo distraggono permettendogli di fare più esperienze, di vivere più intensamente,di avere una maggior varietà di cose da raccontare. Di contro, fin da ragazzina, la donna si trova inserita - suo malgrado - in un "ruolo" che ne condiziona inesorabilmente le scelte. Nonostante i progressi fatti, scorrendo le pagine di un libro di quasi ottant'anni prima, si prova la triste sensazione di essere ancora lontane dalla vera libertà se non ci viene riconosciuto il diritto di avere una stanza tutta nostra dalla quale lasciare, qualche volta, fuori il resto del mondo, di abbandonarci ai nostri pensieri,alla nostra fantasia e alle sue creature.
Non solo ho apprezzato il punto di vista dell'autrice ma ho provato una sorta di sollievo nell'incontrare qualcuno che condivideva il mio pensiero. E un'impressione tanto positiva non poteva non indurmi ad affrontare con nuovo spirito e rinnovato impegno la lettura di "Mrs Dalloway" in lingua originale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ermanno ermannosettequattro@interfree.it (04-11-2004) Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Un classico del pensiero femminista che non smette mai di essere attuale. L'autrice, senza cadere nell'autocompiangimento, riassume secoli di oppressione e di discriminazione subiti dalla donna che ne hanno impedito una piena partecipazione alla storia, non solo letteraria, dell'umanita. Un libro che tutti/e dovrebbero leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola G. (27-01-2004) E' un libro impegnativo, ma bellissimo. L'ho letto in inglese ed ora voglio rileggerlo in italiano. Lo consiglio a tutti coloro a cui piace leggere un buon libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia biby3@libero.it (26-05-2002) Ho studiato a scuola solo un capitolo e sinceramente mi ha colpito molto...voglio comprarlo al più presto!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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