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Calvino Italo - Lezioni americane

Lezioni americane TitoloLezioni americane
AutoreCalvino Italo
Prezzo
Sconto 15%
€ 7,65
(Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 1,35)
Prezzi in altre valute
Dati2000, 164 p., brossura, 14 ed.
EditoreMondadori  (collana Oscar opere di Italo Calvino)

Nella promozione Mondadori e Oscar Mondadori fino al 28 maggio

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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Descrizione
Nate come testi per un ciclo di conferenze da tenere ad Harvard queste lezioni costituiscono l'ultimo insegnamento di un grande maestro: una severa disciplina della mente, temperata dall'ironia e dalla consapevolezza di non poter giungere ad una conoscenza assoluta.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti.  Media Voto: 4.32 / 5

Gabriele (07-01-2011)
Su calvino ho ancora molto da scoprire, l'ho preso come esempio per le sue realizzazioni in fatto di iper-romanzo, l'ho amato fin da ragazzino per le cosmicomiche. Queste Lezioni Americane hanno stazionato per almeno un anno nella mia libreria (da quando le ho acquistate), esili ed umili, sepolte da colossi ben più famosi, le avevo praticamenente dimenticate. Tiratele fuori quasi per caso, volevo prendere una boccata d'aria prima di darmi in pasto a dinosauri della fantascienza straniera, sono letteralmente esplose nella mia testa. Sono solo al quarto capitolo ma per una volta mi sento sicuro di non dover aspettare la fine per esprimere un parere e dire pubblicamente che si tratta di una lezione difficilmente eguagliabile in quanto ad efficienza ed importanza. Una breve ma intensa e, ripeto, efficiente lezione di letteratura, o forse potrei dire di scrittura creativa visto che va di moda. Ma soprattutto una lezione di fottuta comunicazione, un how-to che schiarisce parecchio le idee sul come usare le lettere dell'alfabeto, soprattutto se scritte, ma anche pronunciate, perché no. Magari me l'avessero fatto leggere a scuola mi sarei risparmiato qualche anno di "bivaccamento" letterario...
Voto: 5 / 5
Luca Stringara (23-09-2010)
"Io mi sono sempre considerato un partigiano dei cristalli." Estrapolo questa sottolineatura fra tutte, lo faccio pescando a caso da queste pagine tutte rigate di matita, come se la grafite dovesse tener traccia dei miei multipli sposalizi coi pensieri di Calvino. "Lezioni americane" è uno di quei libri rari e densi ed esatti da tenere sempre a portata di mano. Il capitolo sulla leggerezza, in particolare, lo innalzo a stendardo d'intenti.
Voto: 5 / 5
grif (23-09-2009)
5 concetti analizzati in modo ampio ed erudito, citando altri autori in modo opportuno e brillante. Calvino è un grande scrittore, ma soprattutto un acuto pensatore, attualissimo. Ad esempio le pagine riguardanti il peso e il significato delle parole, usate a sproposito e con leggerezza. Un problema attualissimo, che coinvolge tutti, purtroppo anche coloro che ci rappresentano.
Voto: 5 / 5
elisabetta (05-04-2009)
é uno dei libri che porterei con me nella tomba, se mai fosse necessario.
Voto: 5 / 5
Arianna (11-05-2008)
Semplicemente stupendo. Gli esempi che riporta di letteratura rispecchiano perfettamente i concetti che espone. Peccato non abbia potuto tenere queste lezioni... Spero all'università un giorno di sentire parlare di letteratura in questo modo.
Voto: 5 / 5
Carlo (31-03-2008)
Un grande libro mi spiace solo che Calvino setesso non sia riuscito ad andare a quel ciclo di conferenze sarebbe stato l'apice della sua carriera e un 'onore per lui stesso ed il nostro paese
Voto: 5 / 5
Mirko (18-03-2008)
il Calvino teorico lo preferisco al Calvino scrittore. E che teorico: qui dentro c'è tutto, un libro da leggere e rileggere, all'infinito, fino a mandarlo a memoria, come una poesia.
Voto: 5 / 5
lucia (14-01-2008)
se avessi potuto dare come voto 6 su 5 l'avrei fatto!
Voto: 5 / 5
angela (31-07-2006)
una lettura imprescindibile, insegnamenti indimenticabili. non riesco nemmeno ad immaginare la meraviglia che sarebbe stata se calvino avesse potuto tenere quelle conferenze.
Voto: 5 / 5
Gaia Zamburlini silvana29@alice.it (10-05-2006)
(parte I)La razionalizzazione delle proprie teorie, traducendosi nella trattazione di determinati temi sviluppati con rigore scientifico (argomento, tesi, dimostrazione con esempi, confutazioni eventuali, conclusione comunque aperta a ulteriori confronti) non implica, come accusano in molti, un Calvino differente da quello che tutti noi conosciamo, quel Calvino che gioca con la fantasia e l’emozionalità nascoste nel nostro io più istintivo: ci risulta difficile, infatti, far riaffiorare il bambino che c’è in noi senza accettare che la sua impulsività dovrà fare i conti con la coerenza del testo, una coerenza letteraria/filosofica che, in quanto tale, non potrà mai vivere senza un rigore scientifico che la giustifichi pienamente. Questo è Calvino, e questo è sempre stato: l’Italo bambino che legge i fumetti, come ci racconta nel libro, immaginando le storie non scritte nei “baloons”: quale esempio più chiaro dell’incontro tra fantasia nell’inventare e ricerca costante della coerenza storia-immagini?...E poi, l’Italo cresciuto, l’Italo scrittore, dotato di una lucidità scientifica molto più presente di quanto non voglia mostrare, che completa quel suo essere irrazionalmente divertente, fantasioso e certamente innovativo a livello letterario.(segue con parte II e parte III)
Voto: 4 / 5
Gaia Zamburlini irishshamrock@alice.it (10-05-2006)
(segue parte II...)E così, ogni argomento di questo piccolo manuale per scrittori/lettori/curiosi diventa parte integrante di una teoria che espone ciò che per l’autore è raccomandabile salvare in letteratura in vista del Nuovo Millennio; di fondo, avvertiamo una velata -ma non rassegnata- preoccupazione per le sorti di quest’arte che, talmente satura (e tuttavia infinitamente vuota) di temi e di idee, cerca ancora di orientarsi, e perdersi, tra le molteplici soluzioni di scrittura e rappresentazione. Ma non è proprio la molteplicità, concetto che dà il titolo a uno dei temi trattati, una delle chiavi principali che permettono di giocare al linguaggio attingendo a una conoscenza più completa dei fenomeni dalle mille forme? Forse, l’opera letteraria è l’unico mezzo che ci resta per conoscere senza cristallizzare l’universo, unico modo di accettare la finitezza della realtà descritta, proprio come un piccolo pianeta ipotetico possibile, senza escludere l’esistenza delle altre migliaia, anzi infinite, realtà fisiche da descrivere attraverso le molteplicità potenziali del linguaggio (OULIPO…). Calvino si diverte così a creare un vero e proprio abbecedario prezioso per lo scrittore, il lettore, il curioso…Curiosità che esplora i (ancora una volta) molteplici aspetti insiti in ogni titolo di capitolo. Scopriamo per esempio che dal mito di Perseo ai romanzi di Kundera, passando per Lucrezio e le teorie atomiste di Democrito, la leggerezza è destinata a prendere inevitabilmente peso nel momento stesso in cui viviamo, in cui la nostra esistenza fa i conti con la materia circostante…Compito del poeta, dunque, far librare in aria la parola per render attraverso una scultura “pulviscolare”, come dice Calvino, tutto ciò che essa può esprimere solo nel suo essere diafana e leggera.
Voto: 4 / 5
Gaia Zamburlini irishshamrock@aliceposta.it (10-05-2006)
(segue parte III...)Ci viene però naturale domandarci che ruolo abbia in tutto ciò la pesantezza… “Il peso del vivere per Kundera sta in ogni forma di costrizione[…].Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile”(pag.11)…La pesantezza risulta dunque una condanna o semplicemente un aspetto della vita, e di conseguenza della scrittura? E questo è forse il nodo più interessante del libro, che si presenta nel cuore della trattazione di ogni tema affrontato, tra le righe e le citazioni, tra gli autori e i filosofi…ovvero, la lucidità nel dover ammettere che, per quanto “leggerezza”, “rapidità”, “esattezza”, “visibilità” e “molteplicità” costituiscano le linee guida dell’autore, così nella teoria come nei suoi romanzi, risulta impossibile discernere ogni titolo di capitolo dal suo contrario; le coppie di temi che si vengono a formare non solo sono talvolta indistinguibili all’interno di una stessa opera, citazione o autore, ma si rivelano anche inscindibili proprio in qualità della loro complementarietà…“Così come non potremmo ammirare la leggerezza del linguaggio se non sapessimo ammirare anche il linguaggio dotato di peso.”(pag.19) Si spiega allora come quella molteplicità che da il titolo al quinto capitolo sia proprio la manifestazione di come la realtà fenomenale che ci circonda e i mezzi a nostra disposizione per descriverla, legati da un’unità di coerenza rigorosamente scientifica, presentino sempre quella dualità che, in quanto scelta, apre ontologicamente le porte alla scoperta della molteplicità.
Voto: 4 / 5
Erika (16-03-2006)
Mi sono accostata a Calvino per la prima volta proprio con "le lezioni Americane". Non avevo letto nient'altro prima.. ma ci avevo tentato e avevo capito che, Calvino, semplicemente non era il "mio" scrittore. Ma qui in questa mirabolante opera sulla letteratura, sulla poesia, sulla vita (perchè di questo in fondo si tratta!) ho scoperto un vero e proprio capolavoro. Ha descritto in 5 "lezioni", ciò che è la letteratura. Accenando solo alle opere. Come se la manualistica non fosse la prerogativa essenziale per una buona conoscenza dell'opera letteraria italiana e non. Ciò che ho imparato? E' bene leggere i grandi autori e poi, solo in un secondo momento, studiarli sui manuali universitari. Grande Calvino.
Voto: 5 / 5
eros (07-01-2006)
lezioni americane non mi è piaciuto, il linguaggio non è alla portata di tutti e i significati sono difficili da capire, ma a chi piace italo potrebbe piacere.
Voto: 3 / 5
saverio calabretta savemail89@yahoo.it (14-09-2005)
noioso e dice cose senza senso ci vuole una estradizione mentale per poter apprendere appieno il significato e l'insegnamento
Voto: 1 / 5
Giorgio (01-09-2005)
Un capolavoro! Chiunque dovrebbe leggere questo libro, chi almeno pensa di amare la Letteratura e di non poterne fare a meno!
Voto: 5 / 5
allorenzon allorenzon@libero.it (26-07-2005)
AAAAAhhhhhhhhhhhhh che noia meno male che sono solo 156 pagine perche' è pesantissimo;peccato scelta sbagliata(almeno la mia)
Voto: 1 / 5
Giovanni IAVARONE giavarone@tin.it (04-05-2005)
Le"Lezioni americane.Sei proposte per il prossimo millennio"di Calvino,sono un libro-testamento(qua-si una poetica)dello scrittore di Sanremo(così lo io considero,benchè nato addirittura a Cuba,ma pa-dre e madre erano dei botanici, che esercitarono nella città dei fiori),una sorta di 'summa' e qua-si un consuntivo per la fine del millennnio ed una sorta di sfida-programma al prossimo millennio.Una 'lezione'agli scrittori per affrontare forse una incombente ed apocalittica distruzione dell'umani-tà ,perchè tale dovette sembrare la spada di Damo-cle che gli uomini medesimi sembrano aver eretto su loro medesimi a Calvino,secondo le esperienze storiche,i rivolgimenti ed i cataclismi abbattu-tisi lungo tutto l'arco del XX secolo(e a poste-riori,purtroppo,il suo pessimismo e le precauzio-ni stesse insite nelle'Lezioni' non sono state ec-cessive,se nel Settembre 2001 è capitato quel che abbiamo visto'in diretta'a New York e se ,po-liticamente,la conseguente (o antecendente già, che forse ha provocato Al Quaida;ma chi può sape-re esattamente la cronologia di cause ed effet-ti ?)'Global Era' dell'economia e del mondo.Egli voleva,sulla base dell'esperienza accumulata "saggio", prevenire qualche male,che prevedeva forse,e che quasi intendeva scongiurare con una condotta artistica 'esemplare',che si riface-va al 'patrimonio umanistico' e spirituale degli scrittori,artistici,filosfi e pensatori che cita a profluvio lungo tutte le "Lezioni americane" della Harvard(en passant s'informache nate nel 1906 ave-va visto avvicendarsi alle "Lectures": Eliot,Frye, Strawinsky,Borges,Octavio Paz,ecc.Lui era il 1°de-gl'Italiani):da Dante,More,Erasmo,Shakespeare,Mon-taigne,Sterne,Leopardi,Balzac,Baudelaire,Rimbaud, Flaubert,a Proust,Musil,Kafka,Joyce,Svevo,Valéry, Gadda,Borges(che considerava 'suo maestro'),Que-neau,Perec,ecc. Che libro e "che lezione" diretta ai'cattivi-maestri' di questo'stupido secolo' (giudizio di R.Musil nella sua nota conferenza "Sulla stupidità"),tristemente avviato all'auto-distruzione!!
Voto: 5 / 5
Maurizio Falsone mauriziofalsone@hotmail.com (03-01-2005)
Nell’esaltare questi principi, Calvino non vanifica l’importanza degli opposti, sostiene semplicemente che i primi dovrebbero essere coltivati e analizzati più degli opposti per ragioni storiche e per ragioni riconducibili alla personale e quindi relativa esperienza dello scrittore Cubano. Calvino è stato un uomo molto costruttivo ed è mirabile la sua preoccupazione e il suo desiderio di contribuire alla letteratura futura della quale non avrebbe fatto parte. Quello che colpisce di più, pagina dopo pagina, è che i principi descritti per la letteratura potrebbero essere regole di vita, o meglio regole per il nostro approccio alla vita. E’ chiaro che Calvino si impegna a scrivere secondo i principi che esalta e infatti, leggendo il libro, si ritrovano più volte singole frasi che per la loro leggerezza, esattezza, visibilità e fascino rimangono impresse nella mente e hanno un loro valore anche se decontestualizzate. Non voglio sembrare un superficiale citazionista, ma chi non ama a volte ripetere con (infantile) orgoglio una splendida frase di uomo intelligente? Secondo alcuni è un libro ( ma libro in realtà non è, semmai una raccolta) scolastico e tecnico che non fa onore al Calvino “fantastico”. Penso invece sia uno splendido testamento, un testo leggero e attraente. Ma soprattutto penso che sia un educato grido nel deserto; un grido inascoltato e forse inascoltabile ai più perché urlato attraverso una lingua che in Italia non è ancora capita. E’ inoltre un grido, a mio parere, troppo poco polemico, ed anche per questo troppo poco conosciuto (rispetto al necessario) in un sistema di comunicazione come il nostro che ha troppo bisogno di scosse violente perché recepisca qualcosa di nuovo. Leggendo ho più volte avuto la sensazione che sfogliavo un libro importante, dal valore storico assoluto.
Voto: 4 / 5
giovanni crueldevil@gsmbox.it (30-05-2004)
no,preferisco il calvino sognatore, che spinge a riflettere con le sue favole.. mi è sembrato troppo scolastico, non è un'opera, è solo una raccolta di temtatiche (molto interessanti, per carità!) che personalmente non avrei seguito se tenute nella mia università da un prof senza la fama di calvino. penso che in esse non ci sia valore morale o etico, il sapere su cui si fondano sono di un calvino che ha smesso di trasmettere le sue emozioni come fa invece nei nostri antenati.. manca di emotività, il che lo rende a mio avviso, vuoto!
Voto: 2 / 5
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