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Böll Heinrich - Opinioni di un clown |
Recensioni 1 - 20 di 78 recensioni presenti. Media Voto: 4.23 / 5Michael Moretta michael.moretta@libero.it (16-04-2012) Primo libro che leggo di Heinrich Böll e deo ammettere che è stata una piacevole sorpresa. Bella la scrittura e interessanti gli argomenti trattati. La Germania immediatamente post seconda guerra mondiale con le sue contraddizioni e le sue potenzialità, che si intrecciano con la vita spezzata del clown Hans, lasciato dalla sua amata Maria e con la sua carriera distrutta dalle ultime pessime performance. Il tutto inserito nel più generale contesto di una critica complessiva al cattolicesimo, pienamente condivisibile nelle sue ipocrisie portate all'eccesso.
Nota curiosa secondo me è il fatto che il libro racconta tre ore della vita di Hans, tre ore a partire dal ritorno nella sua città natale di Bonn dopo l'ennesimo fallimentare spettacolo fino al momenti in cui decide di scendere in strada armato di chitarra e cappello. In queste tre ore telefonerà a tutte le persone che conosce ed inoltre riceverà pure la visita di suo padre. Tre ore intense, in cui l'autore riesce ad esprimersi a livelli altissimi di stile. Un libro che di sicuro consiglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Daniele Curlante (25-03-2012) Melanconico ma non triste. Un flusso di coscienza che ti rapisce fino alla fine. Un capolavoro, e lo si percepisce sin dalle prime pagine che ti conquistano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimiliano (27-12-2011) L'ho letto a vent'anni, pieno di rabbia e ce l'avevo a morte con gli ipocriti (i cattolici, in primis): un'esperienza memorabile.
A volte, quando si dice, "questo libro è un monumento alla letteratura", "unico", "l'ho divorato", ecc. bisognerebbe anche tenere conto non solo del valore letterario (e qui in pochi, no il sottoscritto sia chiaro, possono dire qualcosa), ma anche dell'epoca in cui si è letto, dell'umore personale, di ciò che uno stava vivendo. Insomma non so se a 40 o a 60 anni continuerebbe ad essere un gran libro. Comunque, almeno provatelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MIKARLO (01-12-2011) Se cerchi storie non fa al caso tuo, gira altrove, ma se vai ricercando il valore intrinseco di letteratura lasciati andare a questo incantamento Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mattia (24-08-2011) Sottoscrivo quanto affermato da Ivano. Non ho trovato molto spessore in queste opinioni. Il libro è comunque bello ma siamo lontani dal capolavoro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
moreno (16-06-2011) Pessimo e molto pesante. L'ho finito ma solo perchè ho voluto punirmi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Piero Suriano dereg@webmail.it (14-01-2011) Il protagonista, Schnier, in tono monocorde imputa tutti i mali della società e, soprattutto, le sue disgrazie personali, prima fra tutte, l'abbandono di Maria sua compagna, alla religione cattolica. Proprio lui, figlio di papà, che in teoria avrebbe avuto la possibilità di avere la strada spianata verso il successo, si trova a finire i suoi giorni derelitto in mezzo ai derelitti. Questo perché, secondo la visione allucinata di Böll, la parola successo nella Germania del dopoguerra fa rima con omologazione e spersonalizzazione dell'individuo. Certo Herr Schnier non è che sia un modello di uomo, un eroe senza macchia e paura, un rivoluzionario dal carattere forte e impetuoso; i doveri e le responsabilità della vita lo atterriscono e il suo più ardente desiderio è di vendere "quaderni e caramelle" e "alla sera" mettersi "a letto con Maria e dormire accanto a lei". Il sospetto è che se la sua bella non l'avesse lasciato per qualcun altro più cattolico e con i piedi in terra, il ribelle borghese Schnier se ne sarebbe stato tranquillamente rintanato in casa benedicendo la buona borghesia cattolica tedesca. Solo i bambini riescono ad estraniarsi dalle regole piatte imposte dai "principi dell'ordine" dell'onorata società; agli adulti non spetta che attendere "il riposo serale", dove tutto si acquieta e uomini (persino medici e preti) ed animali si assomigliano. "L'aria cattolica" diventa per la pecora nera degli Schnier una cappa che pervade e opprime l'intera società tedesca e il solo mezzo per evitarla è porsi fuori da essa. I fautori della Parola di Dio hanno omesso di ricordare l'importanza "delle donne nel Vangelo" e delle ingiustizie perpetrate in nome del denaro. Al fratello Leo che, spazientito, gli chiede che tipo di uomo lui sia, il protagonista risponde: "Sono un clown e faccio raccolta di attimi", come dire, sono e vivo me stesso, unico usbergo per difendersi dalla fatica di vivere, perché se sei spiritoso, sei condannato a recitare quella parte per sempre. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Ianì Valastro (17-12-2010) Ho sempre difficolta' con i grandi capolavori del 900...mi sono, pero', molto affezionato ad Hans! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Massimo (06-12-2010) Libro noioso e ripetitivo.....una trama senza nesso logico Voto: 1 / 5 |  |  |  |
grif (30-06-2010) Un clown irriverente, col cuore spezzato e una idiosincrasia per il cattolicesimo si aggira per la Germania del dopoguerra. Grandi i ritratti delle persone che gravitano attorno alla sua esistenza attanagliata da arrendevolezza e delusione, e un amore sfrenato per il bagno nella vasca, vero luogo di meditazione e afflizione. Durante la lettura si prova pena e rabbia per questa condizione, poi tutto si sublima in un finale di grande letteratura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elio (25-06-2010) Ribadisco in pieno quanto già affermato da Stefano (20-09-2009). Aggiungo questo mio contributo in quanto ritengo la media di giudizi eccessivamente alta. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Amaranta.B (21-11-2009) Un capolavoro... solo chi ha una spiccata sensibilità può avvicinarsi alla lettura di questo libro... non voglio generalizzare, ma per chi trova noioso questo libro in alternativa ci sn i romanzi da 4 soldi di moccia Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gra. graziano.74@virgilio.it (27-10-2009) Disarmante, feroce, onesto. Crudo. Per me, memorabile, tristemente.
Ridurre la figura del protagonista ad un ignavo che scarica sulla società la colpa delle proprie sconfitte mi sembra eccessivo: libera e legittima opinione, ma a mio avviso ben distante dall'intento dell'autore. Chi ne ha frequentata l'opera ritrova qui, in altro modo, il problema della coscienza d'un intero paese, problema che Böll s'è (ed ha) posto per tutta la durata della sua produzione letteraria e della sua vita: nessuno lo faceva, tutti si quietavano in un'ipocrita riconciliazione, salvifica e agevole, e questo a lui sembrava meschino.
Il clima culturale in cui si muove il clown, claudicante, è questo. La nausea che ne prova, a tratti quasi sartriana, viene fermata dall'orgoglio appena prima della disperazione. Combattere vuol dire cercare forze che la fatica ed il disgusto hanno minato, ed espone al rischio (al dovere) di scendere sullo stesso terreno, dovendone usare gli stessi mezzi e rispettare le stesse regole, di quella borghesia ipocrita e di quell'ipocrita mondo accademico e religioso che pretendono d'aver già seppellito, con le vittime, anche le colpe di chi le ha uccise: un'intera cultura, un'intera nazione.
La resa è l'unica scelta, a quel punto. Dilemma e sentimenti, quelli del clown claudicante, che molti hanno provato e provano. Forse, nonostante tutto, proprio e di nuovo in questo periodo: diversa la società ed i suoi moventi, identica la sua ipocrisia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ALICE (22-09-2009) Parole senza scuse, nude, libere da false apparenze, dalla banale distorsione delle solite scuse. Hans: i sentimenti nella famiglia, il suo amore Maria, gli amici, quello che non c'è di vero nel vivere la religione (non la religione in sè), il rapporto degli uomini con i soldi. "Raccogliere gli attimi", come dice Hans, di tutto questo...bhè, non è poco. Gran libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (20-09-2009) Mi aspettavo di meglio, da come ne avevo sentito parlare. Trovo il personaggio di Hans piuttosto scontato, incapace di reagire al fatto che l'amata Maria l'abbia abbandonato, e incapace di mettersi in discussione. Si considera una vittima, della sua famiglia, dei cattolici, del mondo in generale, ma a me sembra che sia vittima solo della sua ignavia.
Non ho amato neanche lo stile né il succedersi sconclusionato delle differenti vicende. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Luca (28-01-2009) Grandioso...questo libro e' una lunga cavalcata fra tristezza, suspence, realismo e colpi di scena letterari. Praticamente ogni pagina e' piena di situazioni nelle quali non si sa come reagiranno i personaggi, lasciando il lettore col fiato sospeso fino alla fine, stile che spinge a voler ricominciare questo capolavoro non appena finito, per gustarne aspetti piu' profondi e non carpiti al primo assaggio... come una scatola di cioccolatini ignota, Bòll ci offre un delizioso surrogato di letteratura da non perdere. Non perdetelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
isabella isabella.1@libero.it (18-11-2008) è un libro stupendo. credo che valga assolutamente la pena leggerlo. oltre alla denuncia che è ben più ampia della "crociata" religiosa, c'è una parte umana di una delicatezza unica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ivano (14-10-2008) Molto probabilmente sono partito, nella lettura di questo libro, con aspettative troppo alte. Il romanzo è sicuramente piacevole da leggere ma manca di spessore, non è un'opera di ampio respiro come, forse, dovrebbe esserlo un classico. Il personaggio di Hans mi ha poco coinvolto e, per certi versi, mi è risultato addirittura antipatico; c'è dell'immaturità in Hans, dettata forse dalla sua giovane età, e le sue opinioni non mi sembrano così alte e folgoranti. In fondo, Hans è solo tanto deluso e triste per aver perso la sua donna. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Davide (28-07-2008) Non so se un nobel sia stato più meri
tato,di quello concesso a Boll,anche se credo che sia stato vinto in corrispondenza di"foto di gruppo con signora"ma tralasciando i premi e gli onori,posso senza nessun indugio dire,che aver avuto la possibilità di leggere"opinioni di un clown"è stata l'esperienza letteraria,che più ha segnato la mia vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 78
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