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Böll Heinrich - Opinioni di un clown |
Recensioni 1 - 20 di 67 recensioni presenti. Media Voto: 4.38 / 5Amaranta.B (21-11-2009) Un capolavoro... solo chi ha una spiccata sensibilità può avvicinarsi alla lettura di questo libro... non voglio generalizzare, ma per chi trova noioso questo libro in alternativa ci sn i romanzi da 4 soldi di moccia Voto: 5 / 5 |
Gra. graziano.74@virgilio.it (27-10-2009) Disarmante, feroce, onesto. Crudo. Per me, memorabile, tristemente.
Ridurre la figura del protagonista ad un ignavo che scarica sulla società la colpa delle proprie sconfitte mi sembra eccessivo: libera e legittima opinione, ma a mio avviso ben distante dall'intento dell'autore. Chi ne ha frequentata l'opera ritrova qui, in altro modo, il problema della coscienza d'un intero paese, problema che Böll s'è (ed ha) posto per tutta la durata della sua produzione letteraria e della sua vita: nessuno lo faceva, tutti si quietavano in un'ipocrita riconciliazione, salvifica e agevole, e questo a lui sembrava meschino.
Il clima culturale in cui si muove il clown, claudicante, è questo. La nausea che ne prova, a tratti quasi sartriana, viene fermata dall'orgoglio appena prima della disperazione. Combattere vuol dire cercare forze che la fatica ed il disgusto hanno minato, ed espone al rischio (al dovere) di scendere sullo stesso terreno, dovendone usare gli stessi mezzi e rispettare le stesse regole, di quella borghesia ipocrita e di quell'ipocrita mondo accademico e religioso che pretendono d'aver già seppellito, con le vittime, anche le colpe di chi le ha uccise: un'intera cultura, un'intera nazione.
La resa è l'unica scelta, a quel punto. Dilemma e sentimenti, quelli del clown claudicante, che molti hanno provato e provano. Forse, nonostante tutto, proprio e di nuovo in questo periodo: diversa la società ed i suoi moventi, identica la sua ipocrisia. Voto: 5 / 5 |
ALICE (22-09-2009) Parole senza scuse, nude, libere da false apparenze, dalla banale distorsione delle solite scuse. Hans: i sentimenti nella famiglia, il suo amore Maria, gli amici, quello che non c'è di vero nel vivere la religione (non la religione in sè), il rapporto degli uomini con i soldi. "Raccogliere gli attimi", come dice Hans, di tutto questo...bhè, non è poco. Gran libro. Voto: 5 / 5 |
Stefano (20-09-2009) Mi aspettavo di meglio, da come ne avevo sentito parlare. Trovo il personaggio di Hans piuttosto scontato, incapace di reagire al fatto che l'amata Maria l'abbia abbandonato, e incapace di mettersi in discussione. Si considera una vittima, della sua famiglia, dei cattolici, del mondo in generale, ma a me sembra che sia vittima solo della sua ignavia.
Non ho amato neanche lo stile né il succedersi sconclusionato delle differenti vicende. Voto: 2 / 5 |
Luca (28-01-2009) Grandioso...questo libro e' una lunga cavalcata fra tristezza, suspence, realismo e colpi di scena letterari. Praticamente ogni pagina e' piena di situazioni nelle quali non si sa come reagiranno i personaggi, lasciando il lettore col fiato sospeso fino alla fine, stile che spinge a voler ricominciare questo capolavoro non appena finito, per gustarne aspetti piu' profondi e non carpiti al primo assaggio... come una scatola di cioccolatini ignota, Bòll ci offre un delizioso surrogato di letteratura da non perdere. Non perdetelo. Voto: 5 / 5 |
isabella isabella.1@libero.it (18-11-2008) è un libro stupendo. credo che valga assolutamente la pena leggerlo. oltre alla denuncia che è ben più ampia della "crociata" religiosa, c'è una parte umana di una delicatezza unica. Voto: 5 / 5 |
Tony Cats (28-10-2008) Imperdibile Voto: 5 / 5 |
Ivano (14-10-2008) Molto probabilmente sono partito, nella lettura di questo libro, con aspettative troppo alte. Il romanzo è sicuramente piacevole da leggere ma manca di spessore, non è un'opera di ampio respiro come, forse, dovrebbe esserlo un classico. Il personaggio di Hans mi ha poco coinvolto e, per certi versi, mi è risultato addirittura antipatico; c'è dell'immaturità in Hans, dettata forse dalla sua giovane età, e le sue opinioni non mi sembrano così alte e folgoranti. In fondo, Hans è solo tanto deluso e triste per aver perso la sua donna. Voto: 3 / 5 |
Davide (28-07-2008) Non so se un nobel sia stato più meri
tato,di quello concesso a Boll,anche se credo che sia stato vinto in corrispondenza di"foto di gruppo con signora"ma tralasciando i premi e gli onori,posso senza nessun indugio dire,che aver avuto la possibilità di leggere"opinioni di un clown"è stata l'esperienza letteraria,che più ha segnato la mia vita. Voto: 5 / 5 |
Giorgio (03-07-2008) Premetto di non essere cattolico e di avere ben più di un motivo per pensarla diametralmente all'opposto, però più che essere una denuncia contro il sistema cattolico-governativo-borghese tedesco questo romanzo mi è sembrato la continua e patetica lamentela di chi scarica le proprie frustrazioni contro un certo tipo di ambiente solo perché alcuni suoi esponenti gli hanno "portato via" la ragazza (con il classico lavaggio di cervello). Ovviamente il borioso protagonista, sempre pronto a criticare tutto e tutti, non vede o non vuole vedere il cuore della questione, perché non si rende conto che forse la causa di tutti i suoi mali è anche e soprattutto se stesso... Voto: 2 / 5 |
giovanni (01-07-2008) un libro di una sensibilità unica; mentre lo si legge si prova sulla propria pelle le emozioni di hans. Il finale è uno di quelli da ricordare. commovente. Voto: 5 / 5 |
Angelo 48 (21-04-2008) Confesso che la storia di Hans non mi ha coinvolto più di tanto. C'è sempre qualcosa che non torna; il suo risentimento verso il mondo e le persone ha spesso un risvolto artificioso; i suoi comportamenti appaiono a volte contradditori, chiede aiuto, ma poi trova sempre il modo per rifiutarlo (emblematico al proposito il colloquio con il padre). Hans appare un personaggio comunque negativo: incapace di pensare ad un'alternativa concreta al rifiuto della società ipocrita e consumistica che lo circonda. Mi sembra tutto un grande processo di autocommiserazione, capace di suscitare un senso di pena nel lettore, ma non di reale "empatia" con il protagonista. E' come se mancasse qualcosa per dare un autentico spessore drammatico e letterario a questa opera di Heinrich Boll. Voto: 3 / 5 |
Franco (13-01-2008) Riesce a mostrare con leggerezza e facendoci persino divertire il volto di una Germania in una difficilissima e contraddittoria epoca di transizione.
Il personaggio è uno di quelli che prendono subito il lettore e che alla fini li si lascia con rammarico.
Secondo me uno dei migliori libri del secondo Novecento. Voto: 5 / 5 |
rainbow tempofranco@inwind.it (04-12-2007) E' un bel libro, senza dubbio, ma coinvolge fino a un certo punto, e ciò fa specie parlando di Boll; è molto triste, il protagonista fa tenerezza, la lotta fra ipocrisia e perbenismo da un lato, ingenuità e genuinità dall'altro sembra inevitabilmente destinata a un unico esito, quello che il lettore non vorrebbe. Poca trama, ma forse non era la trama ciò che Boll cercava in quest'opera. Voto: 3 / 5 |
*Sir Psycho Sexy* (05-11-2007) un bel libro si, ma mi ha coinvolto molto poco... Voto: 3 / 5 |
diego fontana (20-07-2007) da premio nobel..cm infatti è stato...BELLISSIMO LEGGETELO TUTTI Voto: 5 / 5 |
love (28-06-2007) un libro bellissimo e profondo..da tenere in libreria come gioiello! Voto: 5 / 5 |
Luigi mr_bluebox@hotmail.com (20-04-2007) Questo libro è come un flusso di coscienza, quindi con le sue caratteristiche di frammentarietà e divagazione. E' un libro che potrebbe anche non finire mai, sarebbe potuto continuare anche altre 300 pagine senza sicuramente risultare nè più pesante nè più coinvolgente.
Un libro ancora molto attuale, rende giustizia alle anime ribelli solitamente sottovalutate e considerate, a prescindere, ininfluenti.
Un libro che cela una rabbia contro una società sbagliata di cui nessuno pare accorgersi.
Come detto sopra, rende giustizia alle anime ribelli non perchè il protagonista da "ribelle" interpreta una parte vincente, ma appunto perchè subisce certi ruoli e certi pregiudizi... rende giustiza un po' per immedesimazione, che è già qualcosa. Voto massimo, consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |
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