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Narrativa straniera  Classica (prima del 1945) 

Miller Henry - Tropico del Cancro

Tropico del Cancro TitoloTropico del Cancro
AutoreMiller Henry
Prezzo
Sconto 15%
€ 8,08
(Prezzo di copertina € 9,50 Risparmio € 1,42)
Prezzi in altre valute
Dati2000, XIV-382 p., 7 ed.
TraduttoreBianciardi L.
EditoreMondadori  (collana Oscar classici moderni)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 2 giorni lavorativi

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34 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Romanzo in prima persona, o meglio vera e propria autobiografia con il ritmo narrativo di un romanzo, l'opera racconta, con linguaggio fluidamente realistico, la vita e le imprese dell'autore e dei suoi amici, aspiranti artisti, nei quartieri poveri della Parigi degli anni '30. Una storia piena di alberghi modesti, di stanze infestate dalle cimici, di risse e di sbornie ricorrenti, di emigrati, di truffe e di postriboli, ma soprattutto un'avventura umana di straordinario spessore, un simbolico viaggio lontano da tutte le convenzioni, alla scoperta della propria identità. Apparso nel 1934 a Parigi, il libro conquistò subito notorietà più per i suoi presunti contenuti pornografici che per il suo straordinario e innovativo valore letterario.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 34 recensioni presenti.  Media Voto: 3.58 / 5

Alex (14-10-2010)
Lasciate perdere i commenti negativi e comprate questo grandissimo romanzo. Un libro stupendo, da leggere ad ogni costo. Consiglio vivamente questo capolavoro.
Voto: 5 / 5
Elisa (07-04-2010)
Ma siete riusciti a leggerlo tutto??? Complimenti ragazzi per la perseveranza!
Voto: 1 / 5
Stefano (22-09-2009)
Come qualce altro utene di ibs ha già scritto, Tropico del Cancro, opera considerata volgare e dissacrante negli anni '30, oggi non sorprende più per i propri contenuti apparentemente scabrosi; si tatta di scene di sesso, spesso con prostitute, descritte in maniera certamente esplicita, ma mai, a mio parere, volgare. Arte e metafore, è ciò che vedo in tali "esplicite" descrizioni. Ciò che affascina è la visione di Miller della vita, il caleidoscopio di situazioni e personaggi che sono attrono alla sua persona, e che, attenzione, non gravitano attorno a lui, ma compognono la scena con la medesima importanza (sempre che ciò sia possibile, narrando in rpima persona)che lui attribuisce a se stesso.La sua concezione dell'arte e della vita, è una concezione primitiva, pre-socratica, sotto certi aspetti un'iconoclastia del mondo occidentale (quando abbandoneremo a base aurea come metro di giudizio? chiede Miller). Il rifiuto della religione, della società americana capitalistica derivano da un esigenza di ritorno alle origini, e non certamente da una volontà di critica sociale: quella è assente, in Tropico del Cancro. Quello di Miller è un mondo caotico, irrazionale, che sfugge ai dettami della scienza o della religione o della società; intende collocarsi prima della nostra civilità. La parigi che descrve, di conseguenza, appare soprattutto una proiezione introspettiva, un magico non-luogo dove l'alchimia di energie vitali che Miller ricercava ha saputo prendere forma. Non do le 5 stelle poiché, ed è un mio difetto, non ho saputo cncentrarmi appieno su alcuni monologhi, scritti in una bellissima prosa poetica, che se letti con scarsa attenzione possono risultare incomprensibili, e di converso molto noiosi. uno die pochi romanzi che merita una rilettura per essere compreso appieno.
Voto: 4 / 5
anarchos (14-04-2009)
Questo libro è semplicemente uno "sballo"! Insieme a "Sulla strada" di Kerouac è riuscito a "deviare" positivamente la mia vita.
Voto: 5 / 5
Matthia mattia.ferraro@fastwebnet.it (07-04-2009)
Alcune parti davvero sublimi, paragrafi da pelle d'oca da leggere rileggere e piangere per la bellezza. Altre parti totalmente insiepagabili e ripetive. Da leggere.
Voto: 3 / 5
Fabio (13-11-2008)
Tra i cinque romanzi che preferisco in assoluto, è il vero capolavoro di Miller. Inconcepibile jazz letterario per una società banale e finta, sicuramente questo libro trova la sua massima collocazioni nelle menti particolarmente aperte e dotate. Se non si è in grado di concepire uno stile di vita del genere, degnamente rappresentato dal delirio surrealista di alcune pagine del libro, allora non si vive, si sopravvive. A molti non piacerà, è vero, perché evidentemente non amano la verità, intesa come verità soggettiva, ovviamente. Capolavoro, in conclusione, da divorare, come il cancro del tempo che brucia ogni cosa.
Voto: 5 / 5
GiuseppeF Olanda@tele2.it (21-10-2008)
Evocativo di una vita dissoluta poco realista e di immagini di una Parigi dei ghetti. Più vicino ad un film esasperato che ad una reale vita vissuta seppur ghettizzata.
Voto: 2 / 5
Alberto (11-05-2007)
Il tropico o piace o fa schifo. Come si vede dalle recensioni. Orwell lo dice nella prefazione, bisogna leggere tra le righe e conoscere l'autore. Non è un "libro" lo dice lo stesso autore: "E’ libello, calunnia, diffamazione. Ma non è un libro, nel senso usuale della parola. No, questo è un insulto prolungato, uno scaracchio in faccia all’Arte, un calcio alla Divinità, all’Uomo, al Destino, al Tempo, all’Amore, alla Bellezza… a quel che vi pare. Canterò per voi, forse stonando un po’, ma canterò. Canterò mentre crepate, danzerò sulla vostra sporca carogna…"
Voto: 5 / 5
Roberto(80) gnsbmi@tin.it (28-01-2007)
Ho letto questo romanzo su una edizione della mondadori con una bella prefazione di Orwell ogni mattina andando a lavoro sul treno. Generalmente io non leggo mai le prefazioni perchè preferisco farmi un'idea personale sul romanzo per poi confrontarla con quella enunciata nella prefatio,niente di più sbagliato in questo caso:forse infatti per capire il valore dell'opera sarebbe utile considerare il panorama letterario anglosassone dell'epoca e valutare se Tropico rappresenti oppure no una soluzione di continuità. Io non amo, almeno sulla pagina scritta, i turpiloqui nè tanto meno frasi e periodi che vogliono apparire geniali solo perchè esprimono "idee" incomprensibili, devo però riconoscere che ci sono alcune pagine che possono risultare veramente simpatiche per un uomo.Il falso machismo che può disturbare quelle donne che si approcciano alla lettura può essere tranquillamente supperato considerando che la moglie di Miller era costretta a prostituirsi per permettergli la sua vacanza parigina. Per quanto riguarda lo stile non mi pare omogeneo, a me è sembrato scostante ma a tratti brillante. Saluti Roberto
Voto: 2 / 5
Pernod (18-09-2006)
tropico del cancro non è un libro, nè derivato, nè lettweratura. tropico del cancro è la strada bianca e l'esperienza, sono le prostitute tisiche e i cadaveri che suonano la fisarmonica sull'orlo della Senna, sono le sbornie di tutta una vita e il cianciar parole che sai non resteranno. è l'orrore romantico della città squallida e buia, puoi spiare Miller mentre scrive su un pezzo di carta ingiallita sorseggiando del Calvados e, avvicinandoti, puoi sentire il suo alito
Voto: 5 / 5
Lara (18-07-2006)
chi vuol cantare un inno al disprezzo della vita compri questo libro. io amo vivere e non perderò il mio tempo a cercare luce in una falsa stella.
Voto: 1 / 5
trippa (23-06-2006)
Il libro è ben scritto ma io odio gli autori che scrivono compiacendosi del proprio degrado e della propria trasgressività e, in questo caso, anche del proprio maschilismo.
Voto: 2 / 5
rita (20-06-2006)
libro volgare e privo di trama. dopo un pò di pagine annoia (non sono riuscita neppure a terminarlo). è stucchevole e irriverente, ma gli aggettivi negativi porebbero essere molti. la considerazione che ha delle donne è infima, sono oggetti da usare solo per compiere atti sessuali in modo osceno ed immorale. solo ora capisco perchè è statolungamente censurato.
Voto: 2 / 5
dino g.trignano@virgilio.it (03-06-2006)
io ed altri miei amici ci abbiamo scrito un brano inedito...talmente presi dalla bellezza di questo libro che ne abbiamo fatto un ode...il brano ha il titolo che ovviamente richiama il libro ed è "Viaggio ai tropici"per chiunque voglia sentirlo suoneremo alla notte bianca a como e durante la serata faremo anche un omaggio ad Henry Miller...chiunque voglia venire sarà il ben venuto
Voto: 5 / 5
marianna mariannaberardi@excite.it (30-01-2006)
Inizio faticoso,poi una esplosione di vita vera;la realta' in ogni angolo,la cruda passione in ogni respiro Il libro piu'schietto che io abbia mai letto, ..non fatevi ingannare dalla difficolta' delle prime pagine,è talmente vero che si vedono le immagini...sembra di camminare per le strade e di conoscere i protagonisti Un capolavoro.
Voto: 5 / 5
Marco1967 marcomaresca1967@yahoo.it (24-01-2006)
Niente di eccezionale. La prima parte è alquanto faticosa, senza nè capo nè coda. Successivamente la trama e lo stile si ricompongono e strappano al lettore qualche suggestione e più di qualche sorriso. Se amate questo genere di romanzo non potete non aver letto VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE di Celine che davvero merita le cinque stelle e che si pone ai vertici della letteratura del Novecento.
Voto: 2 / 5
Loris (02-01-2006)
nel mio caso ha vinto il libro. L'ho piantato a metà. Non ha ne capo ne coda ne un personaggio chiave ne una trama ... un mucchio di ambientazioni del tutto scollegate e surreali..a volte mi chiedo come faccia un libro del genere ad aver successo.! mah.
Voto: 1 / 5
Herzog (06-09-2005)
Difficile non soccombervi.Non indica vie d'uscita,anzi sbarra tutte le porte, vi getta le chiavi in fronte e vi chiede, e adesso? Datemi retta,qui dentro, quasi tutto
Voto: 5 / 5
Mr.Vizzini rapina@alice.it (17-06-2005)
bisognerebbe inserire molti altri pallini per dargli un voto meritato... incredibile come sempre il nostro henry...soprattutto considerando l'anno di pubblicazione...non riesco ancora a capire come si possa alternare pagine di altissima letteratura a pagine hard-core, senza che questo risulti volgare...incredibile!...consigliato per gli stomaci forti e i curiosi di cosa voglia dire una vita all'estremo..
Voto: 5 / 5
ale bedica (18-05-2005)
Vietata la pubblicazione in tutti i paesi anglosassoni (1934-1961) per i contenuti pornografici.Possibile?Non ci credo.Questo sorprendente romanzo fu censurato perchè scritto da un figlio della Prima Nazione del Mondo che autodenunciava lo smarrimento dell'anima nel grande abisso del nulla. Forse il protagonista Henry si ispira un po' a Jake Barnes che ha conosciuto in Fiesta di Hemingway(1926),ma come nessun altro è capace di iniziarci al sesso,rimedio salvifico per tutti i tormentati,gli allucinati,le vittime di un fatalismo terribile e spietato.Come i capitani dei vascelli da guerra che facevano tingere il ponte della nave di rosso affinchè il colore si confondesse col sangue dei marinai perso durante i combattimenti,Miller ci prende per mano (anzi ci spinge) dentro vicoli,bettole,locande e bordelli di Parigi,dove tutti i sensi sono sopraffatti dal sesso,a tal punto che nella nostra vita futura non ci spaventerà più ma ci permetterà di riconoscere la passione vera quando finalmente la incontreremo. Peccato la copertina di Mondadori. L'Editore avrebbe compiuto una scelta appropriata,coerente alla misoginia del testo,ma non si accorge che alla Andromeda della De Lempicka ha tagliato la parte più drammatica:non vediamo le mani che sono legate da una grossa catena. L'Hotel Pretty esiste ancora in rue Amèlie 8:ma non portatevi in camera i Cantos di Ezra Pound.
Voto: 5 / 5
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