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Huxley Aldous - Mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo |
Recensioni 1 - 20 di 32 recensioni presenti. Media Voto: 4.12 / 5Marco (09-05-2012) A tutti i geniacci che accusano Huxley di plagio verso Orwell: Brave New World è stato scritto nel 1932.
Il buon vecchio Orwell scriverà invece 1984 sedici anni dopo nel 1948 (le ultime due cifre sono state infatti invertite appositamente dall'autore). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sarh (01-11-2011) Libro decisamente originale, scrive una storia che apparentemente sembra pura fantascienza, ma dove in realtà l'autore nel nuovo mondo riesce a far fronte a problematiche esistenti tutt'oggi come la sovrappopolazione, la felicità, la genetica individuale...Grazie al "ritorno al mondo nuovo" la storia prima viene letta e interpretata a nostro modo e poi viene riesaminata dall'autore. Un libro che dovrebbero leggere tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leonardo (24-10-2011) Una delle più belle letture che si possano fare, per capire dove andremo a finire se lasceremo che il mondo della tecnica abbia il sopravvento sull'individuo. La tecnica dovrebbe essere un mezzo, non un fine. Come è la situazione oggi? Siamo così lontani dal mondo tracciato da Huxley? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
trex (12-09-2011) Contro il fordismo americano e il comunismo sovietico? Sì, ma anche un bel romanzo di fantasocio-psico-antropologia. Il primo dei nostri contemporanei, scritto con intenti seri e non solo di intrattenimento. Senza questo libro non ce ne sarebbero stati altri come 1984 o Fahrenheit. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cybermax83 (10-02-2010) davvero un bel libro......fa riflettere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Wavemotion (10-02-2010) Un precursore dei tempi. Geniale e psichedelico.
Storia diametralmente opposta a 1984 Voto: 4 / 5 |  |  |  |
robiro rapiti.r@libero.it (12-01-2010) Un libro da leggere con la consapevolezza di una forte influenza del periodo in cui è stato scritto, dove il metodo Fordiano aveva rivoluzionato il modo di concepire il lavoro (non vi era più l'artigiano con la sua individualità ma bensì le prime produzioni di massa). Un metdo di lavoro che privava l'uomo del suo intelletto. Romanzo che porta a disprezzare la perfezione e ad amare l'uomo con le sue imperfezioni. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefano benmalaussene@hotmail.com (24-08-2009) Chissà quanti uomini avrebbero volentieri barattato il proprio mondo con la "pneumatica" Lenina! 8)
Questo libro è in realtà composto da 2 volumi: il primo è "Il mondo nuovo" il romanzo, il secondo "Ritorno al mondo nuovo", scritto quasi 25 anni dopo, è un saggio.
La prima parte del libro, quella del romanzo, chi ha già letto 1984 potrà pensare che abbia un po' troppi elementi in comune, ma in fin dei conti la storia regge ed amplia i dettagli di una vita sotto regime totalitario, ed anche la morale di fondo potrebbe avere sfaccettature diverse dal libro di Orwell.
Il romanzo, sullo sfondo di uno stato totalitario immaginario ambientato nel futuro, narra le vicende di alcuni personaggi, Bernardo Marx e Lenina i primi che incontreremo, nati con un procedimento laborioso e complesso che non mancherà di stupire. Si ritroveranno a ragionare e rivedere la propria esistenza confrontandosi con degli imprevisti ed un mondo tutto nuovo.
La seconda parte del libro contiene il seguito, "Ritorno al mondo nuovo", scritto più di 20 anni dopo dallo stesso autore e che è più un saggio su tutto quello che è successo nel mondo (legami tra scienza e politica) dopo la pubblicazione del primo romanzo.
Devo dire che tra i due libri ho trovato molto più interessante il saggio, nonostante i primi capitoli veramente pesanti e tediosi, poi però ha acquistato tutt'altra sostanza diventando molto più scorrevole ed interessante e ricco di spunti, nonchè legami con l'attualità (più o meno "tra le righe").
Molto interessante in particolare i capitoli "La propaganda in una società democratica", "La propaganda sotto la dittatura", "L'arte di vendere" e "Che fare?". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Emiliano Fabbro (24-06-2009) Semplicemente geniale. Lo sfondo amaro rende la lettura terribilmente attuale nonostante sia stato scritto oltre settanta anni orsono. Una di quelle opera da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Filippo santifilippo@libero.it (14-12-2008) Voto 3 come media.Poichè sono due libri in uno direi per IL MONDO NUOVO voto 1 e RITORNO AL MONDO NUOVO 5.Il mondo nuovo non mi è piaciuto per niente.Scritto e sviluppato male,storia pressochè inesistente,piatto,noiso,sopravvalutato.Si potrebbe benissimo farne a meno di leggerlo,visto che i concetti che stanno alla base del libro vengono molto meglio illustrati e spigati nel Ritorno al mondo nuovo.quest'ultimo libro si configura come un insieme di saggi sociologici di grande interesse e spiegati molto bene.Non sembra lo stesso autore.Pare che Huxley se la cavi molto bene a scrivere tranne quando mette le mani nella narrativa.Clamorosamente attuale,le sue "profezie"o già si sono avverate o molto presto è possibile che si avvereranno.
CONSIGLIO:prima di leggere questo lavoro di Huxley leggete e informativi sul pensiero della filosofa francese Simon Weil,ho trovato parecchi parallelismi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (18-11-2008) Bellissimo...illuminante. Non è come "1984", ma è davvero interessante; la parte del "Ritorno al mondo nuovo", poi, rivela come Huxley fosse davvero un ottimo profeta, in particolare sul rapporto tra totalitarismi e controllo dei mezzi di comunicazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
*Sir Psycho Sexy* (11-10-2008) a me invece ha detto tantissimo...una distopia fondamentale che tutti dovrebbero leggere x mettere in moto i neuroni...di sicuro "1984" è più bello (è il mio libro preferito), ma questo è più agghiacciante...lì qualche speranza di cambiamento c'era, qui no, tutto è sacrificato in nome di una felicità artificiale, non esistono nè padre nè madre, tutti sono di tutti e se provi a ragionare e a pensare fuori dalla massa sei un pericolo...interessantissimo e pieno di spunti anche "ritorno al mondo nuovo", anche più del romanzo...insomma leggetelo e poi confrontate questa "favola" con la realtà di oggi...non sarà piacevole... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lidia (11-09-2008) A me non ha detto più di tanto, comunque segnalo che in questa edizione sono presenti dei brevi saggi dell'autore, raccolti con il titolo di "Ritorno a mondo nuovo" Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Michele (12-05-2008) A mio avviso, Huxley non aveva ancora le idee completamente chiare quando scrisse questo romanzo. La società da lui immaginata è un misto di elementi auspicabili (la non violenza, l'assenza di frustrazioni) e orripilanti (meccanicità, disumanizzazione, etc.). Il Nostro non aveva, all'epoca, ben compreso che ciò che disumanizza l'individuo non è l'assenza di un "Io", ma l'asservimento di quest'ultimo a idoli di vario genere, l'identificazione sfrenata e coatta.
Una prova delle idee confuse dell'autore? In questo romanzo, Huxley denuncia l'uso di una droga (il famoso "soma") che produce uno stato di forzata “trascendenza dall’Io” nei cittadini. In un famoso saggio successivo ("Le porte della percezione"), egli arriva invece ad auspicare la scoperta e l'ampia diffusione di una droga di questo tipo (una sorta di mescalina senza gli effetti negativi di questa, come la lunga durata dello stato di stupefazione), in luogo della noia di inutili ed obsoleti rituali religiosi.
Voto: 3, comunque, per l'impegno.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rosella Rapa gwendydd@inwind.it (12-05-2008) In un futuro imprecisato, l’umanità ha finalmente trovato pace e sicurezza, grazie alla manipolazione degli embrioni, e all’uso istituzionale di droghe. L’impatto è agghiacciante. Con freddezza da laboratorio viene descritta la manipolazione degli embrioni. che sono sottoposti ad una serie di bombardamenti radioattivi, per creare individui di tipo ben differenziato: dai dominatori, intelligenti, perfetti, sani; ai più miseri, piccoli, ignoranti, schiavetti destinati a svolgere per sempre le mansioni più umili. Eppure, una volta cresciuti, tutti sono perfettamente a loro agio in questa società artificiale, e questo per merito di una superdroga, che inebria e non da mai effetti collaterali. Improvvisamente interviene un elemento anomalo: in una riserva di “selvaggi”, persone rimaste in condizioni di vita primitive, sono ritrovati due “civilizzati”, dispersi da vent’anni. Due mondi a confronto: ma se il mondo nuovo terrorizza per la sua impersonalità, l’assenza, o la regressione, della civiltà, non ha portato certo al mito del “buon selvaggio”. Al contrario. Vendicativi, oziosi, carichi di malvagità, senza scrupoli e senza morale, accattoni, malevoli verso i “diversi”: i selvaggi non si dimostrano migliori degli sballati drogati ultramoderni. In bilico tra un mondo e l’altro, il più giovane dei dispersi, nato e cresciuto senza condizionamenti, non riuscirà ad adattarsi al mondo nuovo. La conclusione non potrà essere che tragica.
Nel “Mondo Nuovo” ogni personaggio è molto ben delineato, sia nelle caratteristiche fisiche, sia sotto il profilo psicologico. La narrazione scorre piana, coinvolgente, senza bisogno di grandi colpi di scena, poiché l’inventiva senza sosta dell’autore non ne ha bisogno. Un vero peccato il finale, a sorpresa, sì, ma troppo trascinato: sostengo che un finale deludente riesca a rendere mediocre un romanzo che poteva essere un capolavoro. Nemmeno la pesante drammaticità di un futuro tanto infame riesce ad imprimersi definitivamente nel lettore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (26-11-2007) Non mi è piaciuto un gran che..L'idea iniziale è carina ma secondo me è scritto in maniera un pò banale! Non regge assolutamente il confronto con 1984 di Orwell, questo sì,ve lo consiglio! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
BlSabbatH (09-06-2007) ottimo libro, completa la trilogia dei romanzi basati su totalitarismi futuri, assieme a 1984 di orwell e fahrenheit 451 di bradbury.. mantre 1984 disegna una situazione di repressione staliniana, quindi totalitarismo violento, "il nuovo mondo" (assieme a fahrenheit)abbraccia la teoria del regime morbido basato sull' estetica e consumo.. ed è qui che la cosa si fa interessante, visto che ci riguarda da molto vicino! "il ritorno al nuovo mondo" è invece una dettagliata analisi scritta 25 anni + tardi.. le previsioni si sono rivelate azzeccate, e nel complesso offrono molti spunti di riflessione... alcuni giudizi sul comunismo da parte di huxley sono condivisibili, altri peccano un pò di ingenuità, visti i venti non proprio democratici che soffiavano negli usa al tempo del maccartismo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dado (03-02-2007) Non è il mio genere, ma centra poco quando un libro riesce a darti così tanto e a farti ragionare così tanto. Ho particolarmente apprezzato la seconda parte, tutte analisi davvero eccellenti su ogni tema trattato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alberto Tarable (28-08-2006) Nella societa' del futuro, lo stato mondiale garantisce la stabilita' mediante produzione industriale degli esseri umani e condizionamento della volonta' con la tecnologia e con le droghe. In cambio del mero benessere fisico, i cittadini devono rinunciare a ogni emozione e a ogni difesa della propria individualita'.
Pur essendo interessante l'idea di partenza, nella sua esecuzione, Huxley l'ha in parte tradita. Cio' che viene maggiormente stigmatizzato del Mondo Nuovo, pare a me, non e' la mancanza di liberta', ma la perdita di alcuni valori morali tradizionali, quali la famiglia, Dio, la moralita' sessuale, il che evidenzia intenti moralistici da bacchettone vittoriano fuori tempo massimo. In parole povere, Huxley lega disonestamente un orribile incubo su un futuro senza liberta' con la difesa di un mondo in declino all'epoca in cui scrive, senza pero' che ci sia un legame necessario tra le due cose.
Inoltre, lo stile di scrittura patetico e abbondantemente irrorato di lacrime, e i personaggi a una dimensione lo rendono simile a un De Amicis d'Oltremanica.
In attivo la suggestiva scena iniziale della catena di montaggio, e le note di umorismo che piuttosto spesso riportano il romanzo al livello di satira del mondo cosi' come Huxley lo vede nel 1931. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Areknames (20-07-2006) Semplice ma fantastico. Huxley è riuscito a costruire un mondo che sembrerebbe il nostro futuro, il futuro che stiamo rischiando di raggiungere, con uomini in provetta, clonazioni e.. vite programmate. Ho scoperto il libro tramite Battiato, che ha dedicato i suoi primi album a questo fantastico romanzo di Huxley. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 32
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