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Brizzi Enrico - Il pellegrino dalle braccia d'inchiostro | Il narratore e un amico, partiti a piedi da Roma e già in viaggio da quaranta giorni, vengono raggiunti in Svizzera da due compagni che cammineranno con loro per una settimana attraverso le Alpi. L'antico Ospitale fondato da San Bernardo sul Passo che oggi porta il suo nome rappresenta per loro la sommità di una salita lunga giorni e la porta d'italia. Ma quella che sembrava un'avventura on the road assume ben presto i toni di una fuga dalla figura sempre più ingombrante di un sedicente pellegrino, intenzionato ad aggregarsi a ogni costo ai protagonisti. Al salire della quota altimetrica sale anche la tensione degli eventi, fino alla misteriosa sparizione di una giovane scout, della quale ovviamente il pellegrino tatuato è il principale sospettato.
Media Voto: 4.2 / 5Claudio S. (26-11-2010) Con questo piazzante tu narrativo, che ti fa vedere le cose da una angolazione diversa, il cammino/racconta si dipana e ti coinvolge. Bern, questo personaggio dalle mille facce, chi è veramente? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paolo (25-05-2008) Passo dopo passo, cadenziata la marcia del "tu" narrante, di Galerio, Elvio e Leo, sembra di camminare insieme a loro.
Sembra di conoscerli da sempre e di stupirsi per quello che gli accade con l'inaspettato Pellegrino dalle braccia d'inchiostro.
Convinzioni, smentite, di nuovo convinzioni, è il lettore stesso a interrogarsi e a capire la fragilità di certi ragionamenti.
Dopo "Nessuno lo saprà" un altro ottimo romanzo di cammino e di viaggio. Ma non solo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
max maxdilly@libero.it (15-04-2008) Mi ero innamorato della scrittura di Brizzi con Jack Frusciante,ma lo avevo perso per strada con quel libro assurdo che era Tre ragazzi immaginari. Ho iniziato quest'ultimo romanzo per curiosità verso il tema della Via Francigena e mi sono ritrovato dentro una trama molto avvincente,con uno stile narrativo interessante (direi che è molto raro trovare un romanzo raccontato alla seconda persona) e personaggi vividi che fanno venir voglia di camminare, ma anche di stare attenti a chi si incontra. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marcello marcav75@interfree.it (11-10-2007) Se "Nessuno lo saprà" aveva mostrato una scrittura curata e piacevole, in questo romanzo l'autore raggiunge una maturità ancor maggiore che mi ha decisamente convinto. Sono contento che Enrico raccontandoci dei suoi viaggi, abbia trovato una nuova dimensione in cui esprimersi al meglio, senza tradirsi . Non posso che complimentarmi con lui per questa nuova prova. Da segnalare la costruzione del personaggio principale avvincente più che mai. Bravo Enrico! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alessandro guardabassi (07-06-2007) Un bel libro davvero. Mi ero re-innamorato di Brizzi dopo aver letto "nessuno lo saprà" e qui confermo il mio amore per lui. Un libro leggero e ben scritto. Brizzi si confronta con un genere poericoloso (il noir? il giallo? il thriller?), ma lo incastona nel suo genere, che non ha nome. I protagonisti del libro come al solito sono simpatici e talmente simili a noi da far quasi paura. I camminatori lo ameranno perché ci entreranno dentro, i non camminatori lo adoreranno perché non capiranno bene quello strano sentimento che sono costretti a provare nei confronti di Bern. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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