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Golding William - Il signore delle mosche | Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Golding nel 1983 ha ottenuto il Nobel per la letteratura.
Recensioni 1 - 20 di 166 recensioni presenti. Media Voto: 3.78 / 5mari grace (08-02-2012) Non lo chiamerei capolavoro, ma un bel libro sicuramente. Una storia d'"avventura" per ragazzi che diventa dura e crudele. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sabry (29-12-2011) La banalità di certi giudizi mi delude, dare 1 è deplorevole. Per me è un libro meraviglioso, da leggere da adolescenti, e poi se possibile, da rileggere da adulti. Sa Voto: 5 / 5 |  |  |  |
col Alto (26-07-2011) Raramente in un libro coesistono poesia e cruda verita' in modo cosi perfetto, stupendo adatto sia per giovani che adulti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ippa (12-04-2011) Ba' al Zebub ovvero Il Signore delle Mosche, nome che è diventato il simbolo del Male. Per comprendere questo romanzo non occorre aver letto "Coral Island" di Ballantyne, ma di certo aiuta a comprenderne il senso, Come l'autore stesso scrive nel breve saggio "Fables", questo romanzo prima delle seconda guerra mondiale sarebbe stato inconcepibile. Il male esiste ma può essere arginato e annullato dal tessuto sociale. La seconda guerra ha smentito questo asserto, persone istruite laureate, medici (che quindi sono venuti meno al giuramento di Ippocrate)si sono dedicati scientemento allo sterminio degli ebrei. Di qui l'inevitabilità del Male, insito e radicato nella natura umana. Questo romanzo si contrappone nettamente a quello di Ballantyne, in cui la religione riesce a convertire e annullare il male rappresentato dagli indigeni cannibali. Un libro bellissimo, profondo che spinge a meditare sulle sorti della storia umana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elanhyer alkatrazo@yahoo.com (21-03-2011) Il libro mi è piaciuto tantissimo. La trama è avvincente e l'ambiente è particolarmente intrigante e misterioso. Mi ha colpito profondamente il rapporto turbolento fra i ragazzi nei quali si rispecchia la crudeltà umana, la ferocia e l'egoismo. Consigliato a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lady Libro (17-02-2011) A me è piaciuto veramente molto. E'una storia molto istruttiva e realistica che rappresenta perfettamente il male e i vizi di oggi. Mi ha veramente appassionata e coinvolta al massimo.
William Golding si è proprio meritato il premio Nobel. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michele (13-02-2011) Una delusione. Eppure la trama e la fama lascierebbero presuporre un romanzo di ben altro spessore. Io l'ho trovato a lungo noioso e ripetitivo,per non parlare delle descrizioni...Recupera alla grande nell'ultima parte ma non basta.Il messaggio è così lampante che non bisogna nemmeno sforzarsi per coglierlo.
Se questo libro è da Nobel...mah... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Piero Suriano dereg@webmail.it (25-01-2011) Il libro nasce da un'esperienza di vita dell'autore che come insegnante voleva veder realizzate sul campo ciò che enunciavano le teorie pedagogiche accademicamente. Non è un caso che abbia eletto dei bambini (tutti maschi) a protagonisti del romanzo. Non c'è solo il pessimismo cosmico sulla natura umana che asfalta una volta per tutte il mito rousseiano della bontà del selvaggio che diventa cattivo a contatto con la civiltà ad aleggiare minaccioso sull'intero libro. Ne esce con le ossa rotte il mito della purezza incontaminata dei bambini che il mondo degli adulti con la sua cieca violenza rende come i loro avi schiavi del male. L'uomo lasciato solo a se stesso diventa lupo dell'altro uomo. Solo il Leviatano hobbesiano può frenarne in modo coatto gli istinti primordiali che lo conducono alla sopraffazione degli altri. Il cacciatore che insegue il maiale per sfamarsi diventa, con il tempo, maiale egli stesso, un essere ritenuto dall'uomo, a torto o a ragione, inferiore e in preda agli appetiti più elementari. Egli può diventare preda in ogni momento e i ruoli si intercambiano facilmente. L'uomo in branco anche se bambino dà sfogo ai suoi conati più orribili e diventa la massa dannata che già S. Agostino paventava. La libertà si trasforma in spietata prevaricazione darwiniana del più forte sul più debole. Il lettore è chiamato ad un esame di coscienza. Certo Ralph è la sicurezza di colui che sta dalla parte del giusto e della ragione e Piggy fa tenerezza nella sua fragilità fisica e la miopia degli occhi cela la lungimiranza dell'intelletto. Ma quanti di noi, posti in circostanze estreme e fuori dal rassicurante, quanto artificiale, tessuto civile, finirebbero per comportarsi come Jack Merridew, anima nera del gruppo e lato oscuro della ragione stessa? Essa può andare in soccorso del male: è necessario tener acceso il fuoco per coltivare la speranza di essere salvati, ma bisogna pur sopravvivere mangiando e non lo si può fare solo e sempre con la frutta di bosco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sally94 (12-09-2010) Non mi è piaciuto molto, forse perchè mi ha dato una perenne sensazione di disagio, non so come spiegarlo altrimenti. certo, voleva rappresentare la natura più buia dell'essere umano, ma non so, c'è senz'altro di meglio da leggere, anche su questo tema.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Silvia silvia__9510@hotmail.it (29-07-2010) Devo ammettere che non è male! Bè, alle prime pagine la noia era totale, non volevo proprio continuare. Non sopportavo tutte quelle lunghe descrizioni, non riuscivo a immaginarmi quel luogo, l'isola. Ed ero proprio scoraggiata quando ho letto che i protagonisti erano bambini, in particolare quando descrive Ralph, dicendo "non ha la pancia sporgente come tutti gli altri bambini" (qualcosa del genere...). Ma ero costretta, visto che dovevo leggerlo come compito delle vacanze. Così sono andata avanti. Le prima metà, ho impegato giorni a leggerla, ma quando l'avventura iniziava, l'ho letto tutto d'un fiato! Molto emozionante, e fortunatamente con un finale, anche se non mi è chiaro cosa centri il titolo. Insomma, perchè la testa del maiale era così importante da ispirarlo? Infuisce molto sulla vicenda? A me non sembra...
Non so, comunque molto carino come libro, non rinunciate alle prime pagine! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alex (01-06-2010) Un libro che m'ha ricordato quelli che fanno leggere a scuola.. con una morale lampante come il sole d'estate! Un libro per ragazzi.. condito da un pessimismo alla Leopardi! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lucia 1978 (01-06-2010) La frase preferita di Golding "L'uomo produce il male come le api producono il miele" riassume l'anima di questo libro. Si parte apparentemente da una situazione idilliaca (un gruppo di bambini su di un'isola deserta che si divertono ad organizzare la propria vita senza il controllo dei grandi) ma presto malumori, paure ed istinti primordiali inizieranno ad avere il sopravvento. Un libro per certi versi angosciante ma per me un gran libro...da leggere e rileggere in alcuni momenti della vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nicole (26-04-2010) Questo libro mi ha messo addosso una grande sensazione di disagio,non vedevo l ora di finirlo x chiuderlo e metterlo via x sempre.So che l autore ha voluto descrivere il lato oscuro dell essere umano che in situazioni estreme diventa incontrollabile,ma non mi è comunque piaciuto leggere di ragazzini che si uccidono tra loro.Che poi è l unica cosa che dà un minimo di trama al libro,ma se non fosse mai stato scritto,credo che non sarebbe stata una grossa perdita... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Paolo (06-03-2010) Idea originale con finale a sorpresa; bellissime le descrizioni sia dei luoghi sia delle situazioni in cui si trovano dei ragazzi/bambini alle prese con qualcosa più grande di loro, soli, in un'isola sperduta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara (14-02-2010) non capisco chi dici che è noioso...per niente!...le descrizioni sono molto piacevoli da leggere.....l'idea dell'isola con la società primitiva fatta dai ragazzi è geniale,l'unica pecca è che la vicenda rivela i suoi risvolti negativi,il senso del libro, solo a 2/3 del racconto...comunque è facile da leggere,corto,interessante e scritto bene,lo consiglierei....Golding avrà vinto il nobel per qualcosa ^^ Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Steppewolf steppewolf84@yahoo.it (31-01-2010) Una lettura piacevole ma molto al di sotto delle aspettative, non capisco il perché di tanto clamore intorno a questo libro.
Se vogliamo dirla tutta l'inizio è anche piuttosto lento e ripetitivo e solo a 2/3 della lettura la vicenda diventa realmente coinvolgente.
Un discreto romanzo d'avventura e nulla più, di certo non un capolavoro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Salvatore Servodio viaggioxsempre@yahoo.it (08-11-2009) Un romanzo davvero divertente. Molto intrigante è l'idea di paragonare l'umanita con un gruppo di ragazzini che nulla possono di fronte all'incapacita di comprendere ciò che è giusto. Di conseguenza dall'ordine si sprofonda nel caos e regna la legge del più forte su tutti, senza distinzione di razza. Solo quando ogni speranza è perduta, e l'ultima lacrima viene finalmente versata, arriverà la giustizia provvidenziale, che nessun ragazzino (essere umano) potrà mai garantire. Il perchè lo si capisce leggendo, osservando le imprese che accompagnano le motivazioni di tanti ragazzini, ognuno dei quali rappresenta un determinato valore umano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simis (07-10-2009) Grossa delusione, rispetto a quanto mi aspettavo dopo aver letto la trama. L'ho trovato eccessivamente ripetitivo, gli spunti interessanti non sono così tanti come avrei immaginato, la scrittura non mi pare neppure troppo efficace. Si salvano le ultime 30 pagine, che almeno hanno un ritmo più incalzante e si fanno leggere più volentieri. I personaggi veri e propri sono pochi e neanche troppo caratterizzati, in fin dei conti. Insomma, mi aspettavo di meglio. Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 100 Recensioni 101 - 120 Recensioni 121 - 140 Recensioni 141 - 160 Recensioni 161 - 166
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