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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Golding William - Il signore delle mosche

Il signore delle mosche TitoloIl signore delle mosche
AutoreGolding William
Prezzo
Sconto 15%
€ 8,08
(Prezzo di copertina € 9,50 Risparmio € 1,42)
Dati2001, 250 p., brossura, 14 ed.
TraduttoreDonini F.
EditoreMondadori  (collana Oscar classici moderni)
 
Disponibile anche usato a € 5,89 su Libraccio.it

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181 recensioni|Invia recensione
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Descrizione
Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Golding nel 1983 ha ottenuto il Nobel per la letteratura.

http://giotto.ibs.it/cop/copt13.asp?f=9788804492467 Il signore delle mosche Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Golding nel 1983 ha ottenuto il Nobel per la letteratura. 8,08 new EUR in_stock
I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 181 recensioni presenti.  Media Voto: 3.76 / 5 | Invia recensione

Claudia (16-02-2014)
Mi è rimasta impressa una frase dell'autore " l'uomo produce il male come le api producono il miele": in questo caso però, ciò che rende cosi sconcertante questo libro è che il male viene da dei bambini quasi adolescenti. Un libro che fa riflettere sulla natura umana, ma anche sulla storia dei totalitarismi e del controllo delle masse. Da non perdere! Consiglierei solo di leggere un commento all'opera prima di leggerlo, aiuta a capirlo meglio!
Voto: 5 / 5
Anna (30-12-2013)
Non so esattamente dire il perché, ma trovo questo libro molto irritante.
Voto: 2 / 5
Sara87 (14-11-2013)
abituati ai libri scontati e trame copia e incolla dei giorni nostri, non è da tutti riuscire ad apprezzare questo racconto. Primo commento rivolto ad una mia amica lettrice come me a fine lettura è stato : diverso. Diverso da ció che ci aspettiamo, diverso dagli altri.. Per questo motivo non puó piacere universalmente. Storia di ragazzi catapultati in un isola deserta, personalità a confronto, la sopravvivenza, i litigi, la natura che li divora e ne consuma l'umanità. L'uomo scopre se stesso, a qualsiasi etá, se messo alle strette si rivela per quello che è: un animale senza pietá.
Voto: 4 / 5
mirtilla (05-09-2013)
Da molto tempo mi ero ripromessa di leggere questo libro di cui tanto avevo sentito parlare. Devo dire che forse le mie aspettative erano molto alte ma la lettura non mi convinto del tutto. Si parte da un naufragio (non si sa come forse per un disastro aereo) di un gruppo di bambini\adolescenti su un'isola, fin qui nulla di strano. Quindi le dinamiche del gruppo cominciano a frantumarsi sulla base della scelta dei leader - i due potenziali capi gruppo sono molto diversi tra loro. La violenza per sopraffare la fazione avversaria esplode complice anche la paura che vi sia sull'isola qualcosa\qualcuno di spaventoso da cui essere protetti e da rifuggire. Sicuramente se consideriamo l'anno di pubblicazione (1954), il libro può essere considerato molto provocatorio. Si parte dal concetto pessimistico di malvagità e violenza insita nell'uomo (sin dalla più tenera età) e dal fatto che i gruppi di persone si lascino influenzare negativamente da chi si presenta come il più "forte" indipendentemente dai contenuti del messaggio portato. Forse sono troppo abituata ai libri pubblicati di recente ma la suspense delle prime 50 pagine non si concretizza mai, quindi il finale ne risente. Buona lettura per ragazzi ma nulla di più.
Voto: 2 / 5
barbonway (10-03-2013)
non rivelerò la trama. se non lo si legge come una metafora della natura umana può risultare un libro forzato, a volte scontato. una isola inesistente, delle casualità irreali. ma è voluto, un'opera morale per farci vedere la bestia che è in noi, che è più forte del nostro buonsenso. un libro che dice l'essenziale, si fa leggere se si tiene in conto l'epoca in cui è stato scritto. non è del tutto pessimista, uno spiraglio di salvezza rimane..
Voto: 4 / 5
fix62 (06-02-2013)
Curioso constatare che i lettori si sono divisi in due parti opposte : totalmente contrari o totalmente a favore. Io l'ho letto di un fiato e lo considero straordinario per come l'autore delinea in modo sottile e implacabile , il malvagio che (purtroppo)può sonnecchiare in ognuno di noi, ragazzini compresi! E' proprio descrivendo un gruppo di collegiali, apparentemente solidali e collaborativi per far fronte alla disgrazia comune(l'incidente aereo), che l'autore simboleggia in realtà, uno spaccato di una qualunque società perbenista, che di fronte al più debole si scatena e arriva ad uccidere....come si spiegherebbe la totale indifferenza di troppe persone che sapevano dell'olocausto e non fecero nulla ?......CAPOLAVORO, mi dispiace per chi ha dato 1, continuate a leggere Dan Brown........
Voto: 5 / 5
Francesco (04-12-2012)
Quando mi accingo a leggere un libro scritto da un autore premio Nobel, inevitabilmente ripongo in esso buone aspettative. E quando, finitolo, non gli attribuisco un giudizio positivo il mio primo pensiero va a me e alla mia possibile incapacità di trarne gli spunti che lo hanno reso meritevole di una riconoscenza così alta e universalmente riconosciuta. Così ho fatto per "Il vecchio e il mare", che sostanzialmente mi è piaciuto ma che mi ha lasciato un po' perplesso, e così faccio con "Il signore delle mosche". Anche in questo caso mi sono chiesto che cosa potessi non aver capito, non aver colto di così fondamentale per non capacitarmi del Nobel attribuito al suo autore. Il punto è che il messaggio da capire mi sembra così semplice da ricavare che non mi sento di imputare ad una mia mancanza il giudizio negativo che ne scaturisce. L'ho trovato definitivamente e senza ombra di dubbio un libro brutto. Brutto in quasi tutte le sue componenti, a partire dal lessico utilizzato, passando per i personaggi, caricature veramente poco credibili di bambini, arrivando alle descrizioni, sommarie e veramente poco utili all'immedesimazione nei luoghi delle vicende. Allora mi chiedo, forse con un po' di cinismo, e me ne scuso: se ci scordassimo per un momento di leggere un romanzo tanto blasonato e tanto discusso, se lo leggessimo ora, senza sapere nulla, lo troveremmo veramente così bello? Poi, per carità, massimo rispetto. Però resta il fatto che con una miriade di altri classici insuperabili, a parer mio, questo dovrebbe essere l'ultimo a cui arrivare.
Voto: 1 / 5
filippo nox (06-07-2012)
Un libro un pò fuori dagli schemi. O si odia o si ama. A me è piaciuto
Voto: 4 / 5
Thinner5 (23-05-2012)
Libro piuttosto celebre; le mie aspettative erano alte e sono state ampiamente compensate. Nel disastro i bambini sono fortunati, finiscono su un isola che è praticamente un Paradiso, ma che loro trasformeranno in un Inferno! Fin dall'inizio si percepisce la fragilità del gruppo, poi qualcosa non funziona e il risultato è terribile! Da leggere assolutamente! Capolavoro!
Voto: 5 / 5
giorgio g (22-05-2012)
Il libro è stato consigliato a mio nipote (prima liceo scientifico) dal professore di italiano e così mi è caduto fra le mani. Approfittando delle ultime giornate di pioggia, l'ho letto fino alla fine: è stata una fatica improba, perché l'ho trovato lento, noioso, infarcito di scene repellenti che distolgono da quella che sembra essere la tesi del racconto e cioè l'impossibilità di coesistenza pacifica tra gli uomini, qui rappresentati dai ragazzi costretti a convivere su un'isola deserta a causa di un incidente aereo. Mi auguro che a Golding sia stato attribuito il Premio Nobel per opere diverse da "Il signore delle mosche" perché lo considererei del tutto immeritato. Trovo anche non del tutto opportuna la scelta dell'insegnante di consigliare il libro ad un giovane studente: c'è abbondanza di classici nella letteratura mondiale.
Voto: 1 / 5
stefano (16-05-2012)
Bello, avvincente..alcuni ragazzi si ritrovano, dopo un incidente aereo, dispersi su di un'isola disabitata,qui passeranno da una pacifica convivenza iniziale ad una escalation di violenza ed imbarbarimento. Giovani uomini,in condizioni estreme, regrediscono allo stato primitivo e selvatico...
Voto: 4 / 5
Lomax (09-05-2012)
Sembra l'apologia del male (i buoni muoiono o rimangono soli), è invece lo specchio fedele della natura umana, un breviario indispensabile per capire i troppi flagelli sociali che hanno segnato (e segnano) l'umanità. Bellissimo.
Voto: 5 / 5
Dr Andrea Di Carlo (09-04-2012)
La caduta e l'insita malvagità presente nell'uomo: sono questi i temi principali dell'opera di William Golding, uno dei maggiori protagonisti della Letteratura Inglese Contemporanea. Temi che si ritrovano ben declinati nell'opera più nota e, senza ombra di dubbio, capolavoro dello scrittore cornico, cioè 'Il Signore delle Mosche' (1953). Il romanzo di Golding unisce evidenti suggestioni hobbesiane (la malvagità insita nell'uomo e la sua innata tendenza al 'bellum omnium contra omnes') alla pietra tombale definitiva alla rousseaiana bontà dell'infanzia: i ragazzi di Golding non sono corrotti dalla società, ma contengono loro stessi il signore delle mosche (il male), che li spinge alla guerra, al conflitto e allo sterminio. Non c'è nessuna speranza per l'uomo allo stato di natura, egli darà sfogo ai suoi istinti peggiori, negando la lezione civilizzatrice dei bambini di Ballantyne in 'Coral Island'. Da leggere assolutamente.
Voto: 5 / 5
Andrea (15-03-2012)
Sinceramente non l'ho trovato un gran libro... forse mi ero creato molta (troppa) aspettativa leggendo le recensioni, ma non ne sono proprio rimasto folgorato, anzi... Scialbo nella trama e nel linguaggio, inconsistente nei dialoghi dei personaggi e nel trasmettere qualsiasi tipo di emozione, cose fondamentali per innamorarsi di un libro. In definitiva penso che i veri capolavori letterari siano altri, cmq "de gustibus...".
Voto: 1 / 5
Fabio De Rosa (15-02-2012)
Un libro geniale, da leggere in lingua originale
Voto: 5 / 5
mari grace (08-02-2012)
Non lo chiamerei capolavoro, ma un bel libro sicuramente. Una storia d'"avventura" per ragazzi che diventa dura e crudele.
Voto: 3 / 5
sabry (29-12-2011)
La banalità di certi giudizi mi delude, dare 1 è deplorevole. Per me è un libro meraviglioso, da leggere da adolescenti, e poi se possibile, da rileggere da adulti. Sa
Voto: 5 / 5
Placido Pleroma (26-11-2011)
Semplicemente un libro da Nobel.
Voto: 5 / 5
col Alto (26-07-2011)
Raramente in un libro coesistono poesia e cruda verita' in modo cosi perfetto, stupendo adatto sia per giovani che adulti.
Voto: 5 / 5
Ippa (12-04-2011)
Ba' al Zebub ovvero Il Signore delle Mosche, nome che è diventato il simbolo del Male. Per comprendere questo romanzo non occorre aver letto "Coral Island" di Ballantyne, ma di certo aiuta a comprenderne il senso, Come l'autore stesso scrive nel breve saggio "Fables", questo romanzo prima delle seconda guerra mondiale sarebbe stato inconcepibile. Il male esiste ma può essere arginato e annullato dal tessuto sociale. La seconda guerra ha smentito questo asserto, persone istruite laureate, medici (che quindi sono venuti meno al giuramento di Ippocrate)si sono dedicati scientemento allo sterminio degli ebrei. Di qui l'inevitabilità del Male, insito e radicato nella natura umana. Questo romanzo si contrappone nettamente a quello di Ballantyne, in cui la religione riesce a convertire e annullare il male rappresentato dagli indigeni cannibali. Un libro bellissimo, profondo che spinge a meditare sulle sorti della storia umana.
Voto: 5 / 5
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