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Orwell George - La fattoria degli animali |
Gli animali della fattoria Manor decidono di ribellarsi al padrone e di instaurare una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera. Infatti Napoleon, dopo aver bandito Snowball, introduce una nuova costituzione: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". La dittatura e la repressione fanno riappacificare gli animali con gli uomini che ormai non appaiono più agli exrivoluzionari molto diversi da loro.
Recensioni 1 - 20 di 100 recensioni presenti. Media Voto: 4.4 / 5Luigi C.R. (18-01-2010) Un linguaggio sintetico e elementare per analizzare in modo altrettanto semplice un argomento complicato e profondo. La politica come non l'avete mai vista. Satira e parodia di una società che va allo sfacielo.
Orwell in una delle sue migliori prestazioni. Voto: 5 / 5 |
Marchin (17-10-2009) La nascita e la morte di una dittatura, la storia di come si sviluppano le dittature. Un libro sempre attuale, che può essere usato anche per l'italia dal dopoguerra ad oggi. Una guerra vinta contro un padrone, monarchia o fascismo che sia, ed un gruppetto dei vincitori che si trasforma in cosca al potere, e diventa più uguale degli altri, e quando gli animali se ne accorgono, e capiscono che non vi è più alcuna differenza fra vecchi e nuovi padroni, il ciclo è desinato a ripetersi. Peccato che manchi come nel cartone animato la frase finale "oggi maiali domani prosciutti", quando gli animali restano li a guardare, l'unica cosa a cui si può pensare è un'altra rivoluzione, ma la faranno davvero?
Azzeccata anche la scelta degli animali, i maiali per chi comanda, le pecore per gli stupidi servi che seguono i padroni senza mai ciedersi il perchè delle cose o si oppongono, i cani come mezzo del controllo del potere, ecc ... io mi sono sentito un asino, ed ero felice. Voto: 4 / 5 |
steppewolf steppewolf84@yahoo.it (05-09-2009) "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri".
Una fiaba sempre attuale. Voto: 5 / 5 |
aleksnightmare rabbiassassina.hc@infinito.it (26-08-2009) Uno dei più bei libri che trattano in modo molto semplice tematiche politiche. Con questo libro, Orwell, da la pura descrizione di come un 'ideale nobile, come quello dell'uguaglianza tra gli uomini, sia stato ( come sempre capita ) corrotto dalla voglia di potere, voglia irrefrenabile, insita negli uomini. Viene trasportato, con la similitudine degli animali di una fattoria, tutti i percorsi storici, le strategie, l'infamie, ma anche i fattori positivi(all'inizio) accaduti dalla rivoluzione d'ottobre nel 1917, fino alla seconda guerra mondiale.
Un libro affascinante, pieno di creatività, e allo stesso tempo di pura coerenza stilistica e storica.... Impossibile non averlo... Voto: 5 / 5 |
alberto genoves alberto.genovese1955@alice.it (26-07-2009) La Fattoria è un magnifico e insuperato esempio di letteratura allegorica e di virtuosimo narrativo nell'ambito della letteratura del Novecento. Anche a prescindere dal contenuto, si rimane incantati dal prodigio orwelliano di condurre il lettore a ritenere plausibile l'inverosimile. E' il "patto della fantasia", che invisibilmente l'Autore redige scrivendo e il lettore sottoscrive leggendo. Ma l'allegoria, per quanto magistrale, rimarrebbe un puro e algido virtuosismo se non venisse "animata" da un sentimento di dolorosa pietà per l'irredimibilità del male sub specie politica. Ed è questa "pietas" la sostanza vera ed ultima della Fattoria. L'allegoria è allora un magnifico pennello di cui Orwell si serve per dipingere il suo pessimismo, così tanto continentale, così poco british. Voto: 5 / 5 |
Marek (17-04-2009) Stupendo!e terribilmente attuale! Voto: 4 / 5 |
fabio ballabio (09-03-2009) Orwell dà uno schiaffo ai totalitarismi ed in particolar modo a quello staliniano con un'allegoria dal tratto fiabesco dai contorni a volte pesanti. Si legge senza fatica e riesce a far riflettere anche oggi malgrado la sua brevità.
Nella fattoria (la società) ne abbiamo di tutti i gusti: c'è chi lavora fino a morire di fatica senza chiedersi il perchè; c'è chi parla in continuazione ma non agisce mai; c'è chi parla poco perchè rassegnato in partenza al destino qualunque sia; c'è chi si vende al miglior offerente per pura vanità; c'è chi finge di non capire e continua a farsi abbindolare; c'è chi finge di star meglio sapendo di stare peggio...
Questo breve romanzo è un monito per tutti noi, perchè la memoria si mantenga viva e non ritornino quei tempi bui che purtroppo hanno dilaniato già troppe persone. Esempio.
Voto: 4 / 5 |
Tullio Pascoli tullio@brazintrade.com (09-03-2009) Inizialmente scritto come favola per ragazzi, questo autentico capolavoro si trasforma subito in una delle più belle ed efficaci critiche contro il totalitarismo; bellissima satira utile a far meditare gli individui che non possono rinunciare alle proprie libertà, seguendo mere dottrine che promettono un avvenire che poi sarà rimandato ad un eterno domani. Curioso è il fatto che chi scrive quest’opera è anche un sincero ed onesto credente negli ideali di eguaglianza; un convinto socialista che si arruola per combattere sul fronte contro le truppe di Franco in Spagna, sostenute dai nazisti di Hitler e dai fascisti di Mussolini.
Tuttavia, dopo aver constatato le contraddizioni di quel modello socialista, che dovrebbe essere migliore di altri sistemi, ma dove invece non esiste alcuna tolleranza, osserva come anarchici e cattolici subiscono le più brutali violenze con i metodi grottescamente disumani, praticati senza pietà proprio dai compagni comunisti. Allora, profondamente deluso, la sua fede nell’ideale socialista s’incrina. Ferito in combattimento, rientra in Inghilterra per presto partire alla scoperta del più vero “Paradiso Sovietico” e qui giungerà alle sue conclusioni finali, trovando la sua creativa ispirazione per dedicare questa straordinaria parodia a Stalin, metaforicamente travestito da capo dei maiali. Seguirà l’altro capolavoro, “1984” - l’allegoria del Grande Fratello - in cui, con implacabili toni satirici, altrettanto carichi di ironia e di sarcasmo, scarica tutta la propria delusione per quegli ideali traditi ed ai quali aveva così ingenuamente creduto, convincendosi che l’ideologia è un grande pericolo che inganna, che impedisce agli individui di pensare e di capire. Si convince, così - come poi farà Albert Camus - che la RIVOLUZIONE è solo un’ambiguità: degenera in un male ancora peggiore di ciò che l’ha causata, dove, alla fine, prevalgono sempre solo gl'interessi di chi riesce ad assumere il controllo del potere per poi reprimere ogni altra forma di salutare pensiero anticonformista libero. Voto: 5 / 5 |
Fabio (19-02-2009) Esemplare! la parodia uomo-animale è puramente casuale ma efficacissima! Nobile la volontà dell'uomo di voler creare una società di eguali, pessimo il risultato nella realtà come la storia ha finora dimostrato: potere egoistico al di sopra di tutti e tutto, sia a sinistra che a destra. Il libro è semplice, scorrevole, semplicemente unico. Da sottolineare che siamo tutti colpevoli (come gli animali lo dimostrano nel racconto), per colpa/dolo/volontà, in minima od in gran parte, della nascita di una dittatura.
Da leggere assolutamente ad un bambino, da consigliare assolutamente ad un adulto. Voto: 5 / 5 |
NICOLETTA (24-10-2008) Un bel libro che, data la brevità, si legge in un paio di sere.
Fa riflettere su come potrebbe essere il mondo se gli animali pensassero ed agissero come le persone. Per fortuna questo non è realtà e gli animali continuano ad essere migliori di noi. Voto: 4 / 5 |
Anna (19-06-2008) la memoria del passato cancellata dal potere...molto, molto attuale... Voto: 5 / 5 |
lusy (13-06-2008) Ho letto il libro molti anni fa e nonostante fossi molto piccola ricordo ogni cosa perfettamente, fantastico da leggere e se capito diventa fenomenale!
Penso che gli animali della fattoria in questine rappresentino la povera gente, che come sempre viene sfruttata e maltrata per agevolare la vita di altre persone...a mio parere gli animali con la rivoluzione si sono liberati dell'ignoranza che li costringeva ad accettare qualsiasi ricgiesta senza protestare, ma è comunque vero che tutti gli sono uguali e appena raggiungono il potere dimenticano presto il loro passando e a loro volta sfruttano altre persone...è un circolo vizioso che non ha mai fine!
Comunque il libro è straordinario e l'interpretazione è soggettiva... Voto: 5 / 5 |
Chiara (05-04-2008) Un romanzo intelligente e soprattutto coraggioso. Orwell cerca di pubblicarlo quando la cultura inglese sostiene, per ragione politiche, il regime russo (e infatti inizialmente non riesce). E' anche geniale per le metafore che inventa per mostrare, ade esempio, il progressivo anniettamento e asservimento della volontà degli animali; come la propaganda riesca a confondere e cancellare anche le esperienze vissute in prima persona. Da rileggere!! Voto: 5 / 5 |
shadow (19-02-2008) il libro è una parodia sul regime comunista di stalin e su come non c'è differenza tra le dittature.
Quindi si puo dire che è un bel libro,però a me non mi ha appassionata a tal punto da sentirmici dentro. Voto: 4 / 5 |
mr rmatteuc@tin.it (11-01-2008) Un mondo fantastico ma incredibilmente reale.
Una fattoria di animali che decide ribellarsi dal proprio padrone umano e di gestire collegialmente la propria fattoria.
Ma che fantasia che hanno questi animali!!!
Ma è una fantasia bella che molti uomini hanno deciso di copiare facendo una Rivoluzione socialista in Russia.
Divertente, accattivante, una favola vera, una parodia brillante, molto anticonformista (Quanto viene ora richiesto dalla ortodossia prevalente è un’ammirazione incondizionata per la Russia sovietica. pag. 107).
E’ una critica spietata, acuta della rivoluzione non nel suo essere ma nel sua fattispecie sovietica. Così lucida da essere un libro fortemente osteggiato ma anche così moderno da predire quello che sarà poi il futuro e la fine della rivoluzione, distrutta da tanti uomini che ne hanno fatto un interesse personale e da non farsi più distinguere dal loro nemico: il capitalismo.
I vari animali sono divertenti e fantasiosi.
Gondrano il cavallo stacanovista che vuole essere un esempio per tutti con il suo lavoro ed il suo silenzio.
Ma ci sono anche alcuni animali che per indole non accetteranno la ‘’rivoluzione degli animali’’ mantenendo la loro individualità: il gatto si estranea, tenta di convincere alcuni uccellini di aderire … ma forse la finalità è diversa (Pag. 25) J
Il libro è anche un attacco contro quello che era una ‘’moda culturale’’ quella della accettazione della rivoluzione sovietica a prescindere. George Orwell viene da una forte esperienza nella guerra civile spagnola a fianco degli anarchici. Proprio gli anarchici spagnoli furono delle vittime dei comunisti della Spagna affiancati da quello russo.
Orwell non si pone neppure al di fuori della guerra come era molto diffusa nella Inghilterra della seconda guerra mondiale, manifestano contro la guerra, ma come i pacifisti di adesso sono per un pacifismo unilaterale.
Voto: 5 / 5 |
formy (09-12-2007) è un libro che trasmette molteplici messaggi sulla società umana attraverso metafore che vedono protagonisti animali domestici. talmente mi ha colpito da rileggerlo una seconda volta. l'autore ha avuto la grande capacità di aprire gli occhi alle realtà quotidiane in cui siamo coinvolti. lo consiglio perchè è un libro che merita di essere letto. non ve ne pentirete... Voto: 5 / 5 |
roberto cocchis roberto.cocchis@tin.it (03-12-2007) Per riuscire a mettere il totalitarismo in forma di favola, bisogna essere dei geni. Questo è un libro davvero immortale, che fa riferimento all'Urss ma potrebbe benissimo essere usato per la critica di altri tipi di società, inclusa quella capitalista. Non credo, ad esempio, che in WalMart o in McDonald's siano tanto abituati alla democrazia...per non dire di quello che succede in Italia, da parte di qualcuno che spesso ha citato questo libro per criticare i suoi avversari: stiamoci zitti che è meglio, tanto si è capito di chi parlo. Voto: 5 / 5 |
*Sir Psycho Sexy* (09-11-2007) una satira politica geniale...Orwell è stato uno dei più grandi scrittori di sempre..."1984" è il libro + bello della storia...ma anche questo non scherza... Voto: 5 / 5 |
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