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Svevo Italo - La coscienza di Zeno | La storia di Zeno Cosini, inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto più egli indaga, gli sfuggono. Una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile. E' il capolavoro di Svevo, la prima storia italiana dove entra prepotentemente in scena la psicanalisi come coprotagonista; forse il più grande romanzo del Novecento italiano e uno dei maggiori della letteratura europea del XX secolo.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5Elena (03-09-2011) Che fatica leggerlo tutto... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Gabriele (14-07-2010) Un romanzo grandioso: le strutture spazio-temporali scardinate dal libero fluttuare dell'inconscio, una straordinaria caratterizzazione psicologica dei personaggi, la clamorosa portata storica, e molto altro, rendono "La coscienza di Zeno" una lettura a dir poco obbligata e per studiosi e per appassionati. A dispetto del sentir comune, è un libro che si lascia leggere, facilmente e piacevolmente. Consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rossella (02-01-2006) senza dubbio La coscienza di Zeno è un libro particolare e l'autore ha apportato molte novità scrivendolo rispetto agli autori italiani suoi contemporanei, prima fra tutte l'uso del "flusso di coscienza" o monologo interiore che era stato utilizzato da Joyce nel suo "Ulisse". Io ho solo 14 anni e devo analizzarne i personaggi e devo dire che è un lavoro complesso, ma si possono scoprire tutte le loro caratteristiche, soprattutto psicologiche. Leggetelo!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Agrippa von Nettesheim montecristo@hotmail.it (17-06-2005) Un romanzo straordinario, originale ed innovativo dalla prima all'ultima pagina. Un viaggio unico ed irripetibile nelle profondità dell'inconscio, osservato in maniera ironica e divertita. Molto interessante la figura del protagonista, Zeno Cosini, personaggio che con le proprie incertezze ed incoerenze incarna alla perfezione l'Uomo moderno, incapace di trovare dei valori assoluti e trascinati quasi per inerzia nel vortice dell'esistenza, forza imperiosa cui nulla può sottrarsi e che niente può controllare. Lo stesso libero arbitrio viene inficiato dall'irrefrenabile vortice degli eventi e Zeno, incatenato alla propria nevrosi, vive con particolare forza l'incapacità umana di imporsi sulle cose del mondo e sull'angoscia esistenziale che da queste deriva. La coscienza di Zeno è un affresco di sconvolgente realismo (caratterizzata da pietoso sarcasmo) della piccolezza dell'Uomo, che alla fin fine si rivela ignobile e meschina vittima di quant lo circonda. Nel romanzo, infatti, si rileva la totale assenza di vincenti: ognuno, alla fine, vive la propria Caporetto (da Zeno, che non vince la propria malattia, ad Ada, costretta ad emigrare; da Guido, che finisce in rovina, ad Augusta, sottomessa ai tradimenti del marito, lo stesso Zeno), metafora della condizione umana nella sua interezza. L'Umanità è destinata ad una sconfitta continua ed incomprensibile: questo il messaggio profondo di un libro che penetra con umorismo e leggerezza nei meandri più profondi dell'animo, ponendo implicitamente inquietanti interrogativi sul senso della vita e sul reale ruolo dell'Uomo nell'universo. Un libro unico, da leggere e meditare con grande attenzione e pazienza: una tappa obbligata per comprendere meglio sè stessi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fflam (24-07-2004) Accidenti Federica! 13 anni? Io di anni ne ho 15 e La Coscienza di Zeno l'ho letta non con poche difficoltà, forse perchè non è il mio genere, forse perchè era una lettura per la scuola... ma comunque non mi è dispiaciuto e mentre in certi momenti mi ha fatto letteralmente sganasciare dalle risate, in altre mi ha trasmesso emozioni molto forti, per esempio durante la morte del padre di Zeno. Nel complesso è un libro ben scritto e che vale la pena leggere, e penso proprio che se tra un paio d'anni lo leggerò di nuovo (senza l'influenza della scuola) lo apprezzerò di più. Complimenti! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Federica Fedepippa@tiscali.it (14-06-2004) Zeno Cosini è un uomo dal passato ineccepibile e ostico da raccontare,la cui unica risoluzione è descrivere la propria esistenza di inettitudine e incresciosa sottomissione.Fin da giovane inizia a fumare,a dispetto dell'austero padre,che,d'altro canto,conduce una vita di libidine e dissolutezza fra le sue innumerevoli concubine.Zeno si prefigge assiduamente di risecare troncamente il suo inoppugnabile vizio,ma è prettamente impossibile.Poi,la morte del padre,decisiva per concepire l'idea di trovare moglie.Infatti viene a conoscenza del commerciante Giovanni Malfenti,suo futuro suocero,e della quattro rampolle:Ada,Augusta,Alberta ed Anna.Egli si invaghisce perdutamente della prima,già infatuatasi dell'aitante e dotto Guido Speier,e quindi,con le spalle al muro,convola costrittivamente a nozze con la sorella meno avvenente,Augusta,in cui,però,troverà una moglie perspicace,premurosa e affabile.Zeno dissimula di avere un'amate segreta,senza che nassuno ne venga a conoscenza,ma la quale lascierà per la sua incolumità morale.In seguito,associandosi e cooperando con Giovanni,fa grande fortuna.Per Guido le prospettive non sono affatto rosee:imballa un finto suicidio,ma perendo per davvero.La sciroccata Ada,spossata ed estenuata,si ammala seriamente,e Zeno le funfe da sostegno.Ma le condizioni salutari dell'uomo sono cagionevoi:gli viene diagnosticato il "Complesso di Edipo",ovvero la sempiterna competizione con la figura paterna,e il dottore lo sprona a redigere un diario della sua vita,che fa proditoriamente pubblicare poichè il paziente interrompe la cura.Il libro è veramente avvincente,poichè ognuno si può riflettere nell'immagine macchiettistica e piena di lacune di Zeno.Io ho solo 13 anni,e lo consiglio solo ai lettori accaniti e "forti":vi sono delle parti "scabrose"... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valentina (15-07-2003) Un libro strepitoso che vale la pena leggere! Italo Svevo è davvero uno genio.Freud e Schopenhauer hanno fatto certamente la loro parte; pensate che, a detta di sua moglie Livia Veneziani, Svevo in punto di morte chiese a suo nipote una sigaretta e, difronte al suo rifiuto sospirò :"Peccato! Sarebbe stato davver l'ultima!" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola Vendramin reinecke@libero.it (22-04-2003) Non aggiungo nulla a ciò che dice la descrizione... è un libro che va letto e che ti fa capire fino a che punto può arrivare la psiche umana nella sua autodistruzione o paura di vivere... Sicuramente un libro che va affrontato con una certa maturità alla spalle. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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