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Buzzati Dino - Il deserto dei tartari |
Recensioni 1 - 20 di 86 recensioni presenti. Media Voto: 4.43 / 5AnnaV (08-02-2012) Impossibile da dimenticare. La narrazione è scorrevole e calma come le atmosfere e i luoghi che descrive, il tempo sembra essere un eterno presente nonostante il trascorrere degli anni. Eppure i personaggi si stagliano nitidi sullo sfondo opaco del deserto, ora eroi tragici, ora fantasmi, ora pazzi. E se all'inizio si guarda con diffidenza alle scelte del protagonista, il momento più duro è scoprire di aver sempre guardato, in lui, se stessi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimo vudu@hotmail.it (07-02-2012) il più bel libro che abbia mai letto.
La malinconia di quei personaggi è la stessa che provo ogni giorno..... l'attesa, la speranza, e poi quel finale!!!
Purtroppo siamo soli, e chiusi in una fortezza Bastiani che non potrà proteggerci per sempre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vit Car (25-01-2012) Per il quarantennale della morte di Dino Buzzati (16 ottobre 1906 - 28 gennaio 1972) segnalo la mia proposta di lettura - in chiave esistenzialista/antimilitarista - della sua opera principale, «Il deserto dei Tartari», con gli approfondimenti in essa suggeriti:
Vittorio Caratozzolo
La finestra sul deserto. A Oriente di Buzzati, Bonanno Editore, Acireale-Roma, 2006, pp. 180.
Indice
INTRODUZIONE di Rosanna Frediani
Le finestre di Buzzati
1939
Il Fascismo, i giornali, Buzzati
Le suggestioni filosofiche
«LE DOLCI ANSIE DELLA NUOVA STAGIONE». NECESSITÀ DELLA BARBARIE E COINCIDENTIA OPPOSITORUM NEL DESERTO DEI TARTARI DI DINO BUZZATI
Frontiere semiotiche
Le frontiere del testo
«...del libro che il preterito rassegna» (Paradiso XXIII, 54)
Fenomenologia del "nemico"
L'apocalisse di Giovanni (Drogo)
Il crollo dell'Universo e la fuga individuale
MITI, LETTERATURE E FILOSOFIE NEL DESERTO DEI TARTARI
Introduzione
Imbalsamare e interpretare
Morte e resurrezione
Camere con vista
I "guardiani del limitare", le donne di Drogo
Drogo e Angustina
L'Io e la luna
Schuré e «il punto di vista dell'esoterismo comparato»
Modi di morire
Cavalli semplici e cavalli illogici
L'illusione dionisiaca
Lo sguardo retrospettivo
La ricerca della luce
Il cerchio magico: il romanzo come un mandala Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianluca (14-09-2011) eccezzionale, un pugno allo stomaco, incredibilmente educativo, commovente. Prima mi ha fatto male, poi mi ha fatto riflettere ed infine mi ha segnato la strada. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ricki (13-05-2011) Meriterebbe il massimo dei voti e anche di più per lo stile, l'atmosfera trasmessa, le sensazioni, i sentimenti... ma il senso di angoscia che mi ha lasciato alla fine mi fa girare dall'altra parte ogni volta che vedo la copertina del libro Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sergio (13-04-2011) il libro più importante della mia vita. una metafora sul tempo che trascorre invano, ma non completamente, e sul significato dell'esistenza: da brividi! nessuno è mai sceso così in profondità con un linguaggio tanto chiaro.
vedo un buontempone che scrive "la narrazione è priva di spessore e di una adeguata indagine esistenziale": perbacco! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lady Libro (07-04-2011) Uno dei più bei libri che io abbia mai letto: l'ho divorato in pochi giorni! La storia è molto profonda e ricca di sentimento più di quanto si possa immaginare... E'una meravigliosa metafora della vita e dell'esistenza! Dino Buzzati era un grande scrittore. Questo libro lo consiglio vivamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luana (07-03-2011) è scritto molto bene, buzzati descrive il lento trascorrere dei giorni in modo impeccabile,a tratti un pò noioso,ma scorrevole a parer mio. nell insieme un bel libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
umberto73 umbertoparri@yahoo.it (21-02-2011) Epico!! Chi nella vita non ha avuto la propria fortezza bastiani?Cioè una situazione da cui non hai avuto il coraggio di uscire o cambiare.Una riflessione sulla propria vita con l'illusione di poterla sempre cambiare.Giovanni Drogo siamo tutti noi! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SuBurriccu (16-12-2010) Non è certo un libro da leggere in gioventù. Per apprezzarlo bisogna aver un po' vissuto, e un po'....non vissuto. Semplicemente prima non si hanno le basi per capirlo, e lo si abbandona a metà, ma tenetelo li da qualche parte, tanto prima o poi il momento salta fuori. E' un piccolo capolavoro. Cia' Voto: 5 / 5 |  |  |  |
katanoce (18-09-2010) Buzzati è quello che in genere viene definito “una buona penna” ma io direi un’ottima penna sia per la forma che per i contenuti..
A mio avviso il deserto dei tartari non deve essere interpretato sic simpliciter, come ha fatto qualche lettore, bisogna considerare, infatti che esso è tutto una metafora, è la metafora della nostra vita, quindi non c’entrra niente il discorso sulla vita militare come qualcuno ha voluto interpretare.
La fortezza rappresenta le convenzioni sociali, i rigidi schemi della nostra vita che volontariamente o involontariamente noi stessi ci imponiamo e da cui non vogliamo o non riusciamo più ad uscirne se non con la morte. Quando, infatti, tentiamo di evadere di rompere quegli schemi che ci imprigionano, cercando di ritornare alla vita di una volta, ci accorgiamo che il nostro passato non esiste più, ciò che immaginavamo fosse rimasto immutato, è invece cambiato del tutto.
Conclusione: non si può ritornare indietro perché ciò che è stato più non ci appartiene, non rimane altro che lasciarsi scorrere addosso il tempo “l’attesa” fino alla fine.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (01-07-2010) E il caro vecchio Drogo sorrise. Non è un romanzo, è pura poesia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maxblues66 (28-06-2010) Descrizione sublime della solitudine !!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
andrea_18_ (18-03-2010) uno scrittore sublime..sia nella capacita di rendere piacevole e leggera la scrittura..sia nel saper far trasparire il suo pensiero tutt'altro che semplice in una maniera semplice...ottimo!! molto consigliato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MadLuke luca2510@hotmail.com (27-01-2010) Questo breve romanzo è un'opera geniale nel descrivere la sua grande protagonista, protagonista femminile molto più di quanto lo sia il personaggio principale del tenente Drogo: l'attesa. I paesaggi, il contesto storico, anche i personaggi sono descritti in maniera superficiale (difficilmente poteva essere diversamente in così poche pagine), ma viene resa invece minuziosa spiegazione e ragione dell'ambizione di gloria, la famelica attesa che si compia un destino glorioso per i militari di stanza alla Fortezza.
Questa fa si che ognuno dei personaggi consumi un'abbondante porzione della loro vita inseguendo la chimera di un attacco nemico che in realtà non arriva mai; e se il ritirarsi dal mondo con tutte le sue frivolezze, piaceri e responsabilità (quasi come fossero una comunità monastica) non è certo un peccato, li condanna invece il fatto che nel loro, i soldati finiscano per anteporre la brama di gloria militare alla loro umanità, anche alla vita di loro stessi o dei propri compagni. Antiteticamente al ritiro spirituale, concepito con lo scopo di liberarsi dalle pulsioni più terrene e godere serenamente di quanto la realtà offre, i militari della Fortezza Bastiani evitano i contatti col mondo esterno solo per coltivare con attaccamento bramoso, a volte feroce, i loro piccoli sogni di gloria.
Solo sul finale, il personaggio principale, da cui prendono vita tutte le cronache di quegli anni, saprà, seppure in un contesto estremamente amaro, realizzare che non esiste alcuna vera vittoria nella vita se non rendersi conto che il destino si compie in ogni istante, anche senza grandi gesta, se solo si possiede disposizione e coraggio d'animo necessari per accoglierlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Salvatore s.rigiracciolo@alice.it (30-11-2009) il trasporto della routine e tram tram della vita sociale nella visione militare è del tutto geniale. Grande Dino. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniela danielaciur@hotmail.it (30-10-2009) Ho dato 4 ma non lo consiglio come lettura: è noioso! Ho dato 4 perchè l'autore è geniale nel descrivere il nulla, il senso di vuoto e di attesa! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gecogeco (22-07-2009) Angosciante e incredibilmente vero. Fantastico! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sebastiano (25-06-2009) Un capolavoro della letteratura italiana e non solo! Purtroppo è un libro sottovalutato o, quantomeno, un pò "dimenticato"! E' un vero peccato che non si studi al Liceo (almeno nella stragrande maggioranza dei casi)! Credo che ognuno di noi (chi più chi meno) aspetti qualcosa nella vita e magari proprio nel momento in cui quel qualcosa sta per arrivare non riusciamo a coglierlo!!! L'amarezza (che poi diventa rivincita) che trasuda dalle ultime pagine del libro non può non "contagiare" anche il lettore che, in un certo senso, solidarizza con il povero Giovanni Drogo (ormai divenuto Maggiore). Particolarmente toccante, a mio avviso, è l'episodio che vede come protagonista il Tenente Angustina oppure l'ultimo colloquio con Ortiz. Ovviamente molti altri se ne potrebbero citare e tantissime altre considerazioni si potrebbero fare in proposito ma non è questa la sede per un simile approfondimento nè tantomeno la mia intenzione.
In conclusione mi sento di dire una cosa soltanto: da leggere ASSOLUTAMENTE!!!!!
P.S. Una chicca che potrebbe essere gradita al lettore: la copertina è stata disegnata dallo stesso Buzzati! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
umberto (22-06-2009) Stilisticamente lascia un pò a desiderare, ma l'idea è geniale, e leggendo il romanzo si impongono riflessioni e domande sul vero senso della vita. Al termine della lettura si esce storditi, quasi colpiti da un pugno nello stomaco, perchè in ognuno di noi si nasconde un Drogo. Attendiamo, a volte consapevolmente, cose che non accadranno mai, rifugiandoci in una solitudine che, lungi dall'essere una fortezza, si trasforma in una volontaria prigione. Non sappiamo quale sia il senso del sorriso finale di Drogo, enigmatico e in qualche modo inquietante, ma chiudendo il libro un senso di irrequietezza si impossessa di noi. E' un monito, a non gettare la propria vita nella inutile attesa di qualcosa che sicuramente non accadrà. E' un libro che, volutamente, scorre lentamente, proprio per sottolineare in modo concreto e quasi fisico l'apparente staticità di una vita che, invece, giunge al proprio limitare in modo veloce e quasi improvviso. E' un testo che gioca sulle sensazioni, sulle emozioni dell'assenza, sui silenzi talvolta assordanti, inducendo il lettore, ad ogni pagina, a chiedersi il perchè di tutto ciò. E mentre si pone queste domande si guarda dentro con la paura di scoprirsi Drogo. E' un testo che, in qualche modo, ci costringe a fare i conti con noi stessi, con le nostre ansie, con le nostre paure, con le nostre timidezze, facendoci intravedere i rischi di una vita vissuta sulle abitudini e sull'abitudinarietà. E' un libro da leggere in qualunque momento della nostra vita, in qualunque momento sentiamo la necessità di porci domande alle quali non sappiamo rispondere o abbiamo paura di rispondere. Vivamente consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 80 Recensioni 81 - 86
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