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D'Annunzio Gabriele - Il piacere |
Media Voto: 5 / 5Roberta (05-01-2012) "I miei occhi vedono in lui quel che prima non vedevano. Quando egli parla , io guardo la sua bocca; e l'attitudine e il colore delle labbra mi occupano più che il suono e il significato delle parole."
Che dire..il mio libro preferito!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
DAVIDE GUARNERI davide.guarneri70@alice.it (01-12-2007) SE E' VERO CHE SI LEGGE PER FUGGIRE IN UN "ALTROVE" MENO SCIALBO DI QUELLO CHE CI E' TOCCATO IN SORTE DI VIVERE,LEGGETEVI QUESTO ROMANZO CHE VI PORTA (SULLE ALI DI UNA PROSA RICERCATA E MERAVIGLIOSAMENTE CESELLATA)IN UNA ROMA DI FINE 800,ARISTOCRATICA E SENSUALE,MOLLE E SOLATìA, TRA AMORI,DUELLI,CONVALESCENZE FORIERE DI PRESUNTE RINASCITE MORALI:ANDREA SPERELLI,IL PROTAGONISTA, E' L'UOMO CHE AVREI VOLUTO ESSERE: BELLO,GIOVANE,COLTO, UN GRAN SEDUTTORE,VIVE IN UN PALAZZO CON VISTA SU PIAZZA DI SPAGNA...MA HA ANCHE UN LATO PIù NOTTURNO,RIPIEGATO SU SE STESSO...E' UN CULTORE DEL BELLO ARTISTICO E POETICO, UN INDOLE AMBIGUA INSOMMA,"CAMALEONTICO,CHIMERICO, INCOSISTENTE...".UNA FIGURA FRAGILE E DESTINATA ALLA SCONFITTA IN UN MONDO CHE LENTAMENTE AFFONDA "SOTTO IL DILUVIO DEMOCRATICO"...MA UNA STAGIONE VISSUTA DA ANDREA SPERELLI NON VALE CENTO,MILLE VITE, VISSUTE TRA UN GRIGIO UFFICIO E IL SUPERMERCATO? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuliopez (11-10-2005) Va letto, perchè è un libro che rappresenta un'epoca per l'intera letteratura italiana: il decadentismo. E' in ogni caso un romanzo affascinante, che anche senza tutti i significati e le interpretazioni date dalla critica letteraria successiva (si pensi alle concezioni dell'edonomismo, del superuomo, ecc.) tiene vivo l'interesse del lettore, lo fa spettatore attivo in una Roma di fine ottocento quantomai mondana e magica (stupendo il ritratto di Roma sotto la neve e poi dei suoi palazzi e giardini...). Un vero amante della letteratura non può non leggere il Piacere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gabriele Macorini GVCatullo@libero.it (10-08-2002) Il più celebre romanzo di Gabriele D'Annunzio merita di essere letto e merita che coloro che dicono che D'Annunzio non vada letto perché imita Oscar Wilde o perché era un fascista (cosa non vera, perché un fascista difficilmente è una persona colta) si dovranno ricredere dopo la lettura di questo romanzo: la ricchezza di paragoni artistici e di sensualità ci rimanda subito all'ambiente artistico contemporaneo, quello dell'Art Noveau. Il protagonista, Andrea Sperelli, è un uomo insignificante rispetto alle due potenti figure femminili: Elena Muti (la "prostituta") e Maria Ferres (la "santa"). Un libro che va letto per chi vuole ricordare la Belle Epoque, quel mondo che sarebbe terminato tragicamente con la I guerra mondiale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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