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Bassani Giorgio - Il giardino dei Finzi Contini | Alla vigilia delle persecuzioni razziali contro gli ebrei un gruppo di giovani si riunisce nel giardino della villa ferrarese della famiglia Finzi-Contini. Qui fiorisce il delicato, effimero amore di Giorgio per Micol. Un nostalgico, appassionato ricordo della giovinezza alle soglie del conflitto mondiale.
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti. Media Voto: 3.81 / 5Marla (06-02-2012) Ogni paragrafo di questo libro è una celebrazione della vita in ogni suo istante, costantemente commovente, uno stile che sembra prettamente femminile, impossibile non appassionarsi e non amare tutti i personaggi, costruiti con un insieme di crudezza e poesia unici.
A volte mi stupisco di come ci siano esseri umani in grado di rendere così tante emozioni con il solo uso della parola. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna (16-11-2011) Questo libro mi ha lasciata alquanto perplessa. Non è completamente da buttare ma è estremamente lento, descrittivo in maniera maniacale e alla fin fine la sensazione che ho avuto è che fosse "inutile": non c'è nulla di particolarmente interessante in quello che viene raccontato e, al di là dei riferimenti con cui si è voluto spiegare il racconto (il giardino come luogo di rifugio dalla realtà, il romanzo di formazione ecc.), il tutto appare molto poco plausibile. I personaggi sono improbabili, forse i giovani degli anni Trenta si comportavano davvero così ma ne dubito fortemente, questi, a mio avviso, son proprio personaggi da romanzo! Alcune parti sono comunque interessanti. Nel complesso davvero non so giudicarlo adeguatamente!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
OskarSchell (10-07-2010) Non di facile lettura, ma molto bello e realista nella descrizione dei sentimenti del giovane protagonista per la bella Micol. Già solo questo vale tutto il libro, stupendo documento del periodo fascista. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
OskarSchell (08-07-2010) Nella prima parte del libro, in particolare nel Prologo, la scrittura di Bassani è difficile, chiusa. Si fa davvero fatica a proseguire la lettura. La pazienza di andare avanti viene premiata quasi subito dopo. Quella che considero assolutamente veritiera è la descrizione del comportamento del protagonista innamorato, il suo scarso orgoglio, la sua impetuosità e tutte le reazioni normali dell'innamorato respinto. Perfetto! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fabio ballabio (22-02-2009) Bassani sente l'esigenza di raccontare innanzitutto una storia d'amore (la sua); fanno da contorno i rapporti con gli altri personaggi che sono sempre chiaramente secondari e non incidono minimamente sul contenuto della vicenda. Anche la descrizione della città è volutamente superficiale, come il periodo fascista e le leggi razziali che sono un buon contorno narrativo,ma sempre un contorno. Questo non è un libro ''denuncia'' sul periodo fascista è bene chiarirlo subito per i prof. di letteratura ''poco esperti'', ma è semplicemente il desiderio che l'autore covava da anni di trascrivere una storia: quella di Micol e dei Finzi Contini. Lineare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
andrea andy2704@libero.it (08-05-2007) libro dalla bellezza unica, testo per iniziati apprezzabile da menti elevate che non hanno la necessità di leggera una storia dal ritmo martellante. Fondamentale,inoltre, è l'atmosfera del giardino unico luogo di pace in un italia devastata dal fascismo
capolavoro di bassani Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ardid79 (08-04-2007) Un romanzo dolece e struggente, di cui ho rimandato troppo a lungo la lettura, temendo che fosse noioso, forse fuorviata dallo stile dell'autoire, che non è tra i mieie preferiti. Eppure questo breve romanzo è un piccolo capolavoro che ho letto in un giorno particolare, quello di Pasqua, e che non solo mi ha fatto riandare indietro nel tempo, ma mi ha fatto riflettere in modo concreto su come quante vite in quegli anni siano state cambiate per sempre. Tutto il romanzo è filtrato dal ricordo, dall'amara consapevolezza di cio' che successe dopo, ogni brivido di gioia, ogni luce sfolgorante della giovinezza, si accompagna a ombra e malinconia. E questi bellissimi chiaroscuri creano una storia semplice e perfetta: sembra di vedere il giardino dei Finzi-Contini, sentire le risate dei giovani..e mano a mano tutto questo che si soegne. Da leggere assolutamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandro (16-03-2007) Tra i piu' grandi romanzi del Novecento.
Da avere assolutamente in biblioteca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
BuBu90 bubu90@gmail.com (05-03-2007) una bella opera, uno di quei libri sostanzialmente "da leggere"...
concordo con chi ha detto ke il mondo esterno di quell'"io" è contrapponibile, con gran paradosso, alla finezza interiore dell'uomo.
un romanzo che rappresenta l'amore e la sofferenza... spesso troppo prolisso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ENZINO (23-12-2006) concordo con stefano "poetico e struggente"... una ricchezza di sentimenti che si contrappone alla crudezza delle leggi raziali del periodo fascista...da leggere e rileggere come altri lavori di bassani... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marty11 (09-11-2006) ..io l'ho letto x la scuola e nn mi piace x niente..nn ho quasi capito niente..e nn xkè sn ignorante o cosa..è proprio che bhò..l'ho trovato brutto e nn lo rileggerei neanke x tt l'oro di sto mondo!!!nn lo consiglio a nessuno!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
sdazio s.dazio@virgilio.it (18-10-2006) Una scrittura femminile imperniata sull’equilibrio tra sfumatura del reale e metafora del periodo storico; disincantata introspezione, alleggerita dalla continua fruizione di un passato che oramai non fa più male. Un’esperienza raffinata ed elegante, affascinante nell’altezzosità dei Finzi Contini. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
amedeo ferri (17-05-2006) Caro Gianni, hai perfettamente ragione: coloro che non sanno cogliere il dramma di tre ragazzi nell'epoca più buia della nostra storia o ha affrontato il romanzo con superficialità, oppure merita soltanto di leggere quegli scrittorini che producono lavori orrendi e ricevono recensioni incredibilmente generose. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lotta (26-03-2006) questo è il primo libro per cui sento una repulsione totale... il protagonista lo si odia fin dalle prime pagine del racconto, dove inizia a meditare su un probabile suicidio per essere stato rimandato in matematica... un libro inutile che non lascia nulla a chi lo legge... a quelli che lo apprezzano tanto faccio una domanda: ma dov'è che trovate bello e struggente queste 250 pagine di pura noia??? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gianni elvio.cortina@libero.it (22-02-2006) E' UNO DEI ROMANZI PIU' DOLCI E MALINCONICI CHE IO ABBIA MAI LETTO: NON RIESCO A CAPIRE COME SI POSSA DENIGRARE E SOTTOVALUTARE UN OPERA COSì MAGNIFICA E STRAORDINARIA.APPASSIONANTISSIMO !!!!!!SECONDO ME CHI NON LO APPREZZA E' MOLTO SUPERFICIALE E POCO SENSIBILE. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio (09-11-2005) semplicemente stupendo, un libro che ti appassiona e ti folgora nel finale.LEGGETELO! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
dany (03-08-2005) Sono rimasto piacevolmente colpito da questo romanzo. L’ho “scoperto” in libreria per un puro caso, l’ho visto fra la miriade di libri che affolla gli scaffali e sono rimasto incuriosito dal titolo e dalla trama: beh, non mi sono pentito di averlo acquistato. L’ho letto quest’estate al mare, un po’ di qua un po’ di là, ed è stato una sorta di mio piccolo breviario, un compagno di viaggio: mi sono scoperto molto solidale con il protagonista, mi sono scoperto quasi innamorato, intrigato, incuriosito della bella Micol, e attirato dalla stravaganza dell’intera famiglia Finzi – Contini. Il romanzo è orchestrato splendidamente e il tutto è filtrato attraverso la patina del ricordo: sembra quasi di effettuare un viaggio nel tempo, di guardare una vecchia fotografia sbiadita, mentre si sfogliano le pagine di questo libro, vibranti di emozioni e di sensazioni, dense di significato eppure semplici nella scrittura, piane nella comprensione e nella coesione. Il tema storico – sociale, quello delle persecuzioni razziali del periodo fascista, è trattato con delicatezza e con garbo; il problema dell’adolescenza e dell’amore non corrisposto pregna ogni pagina del romanzo: il tutto confluisce nella solitudine e nell’indole schiva del protagonista, nel suo esilio volontario, nel suo vivere eternamente nel passato, caratteristica cara a Bassani, come a tutte quelle persone che sono sopravvissute all’olocausto ma che sono, al contempo, morte lì nei lager, e dove errerà il loro pensiero fino alla morte, nei meandri bui della memoria. Come è scritto a pag 181: “per me […] più del presente contava il passato, più del possesso il ricordarsene. Di fronte alla memoria, ogni possesso non può apparire che delusivo, banale, insufficiente… […] la mia ansia che il presente diventasse subito passato perché potessi amarlo e vagheggiarlo a mio agio era anche sua” (anche di Micol): ma Micol muore, e a Bassani non resta altro che affidare il suo ricordo alla pagina. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michela foto_michela@yahoo.it (26-05-2005) Semplice da leggere e veloce. Lo consiglio ai Ferraresi o a chi dei dintorni per ritrovare dei caratteri della propria città! Sicuramente più adatto al lettore adolescente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Vale (09-04-2005) Una noia mortale.La storia sarà pure bella xò il resto è un piombo unico... Voto: 2 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 22
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