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Masters E. Lee - Antologia di Spoon River |
Media Voto: 4.66 / 5maria (13-01-2011) Bellissimo! Come spiegarlo? un intero paese racconta la sua vita, personaggio per personaggio, con piccole poesie o epigrammi in cui sintetizzano l'episodio saliente della loro vita, o il carattere, o l'amore. E cosi' sono intrecciate tra loro le storie cioe' le poesie, brevi ma di rara bellezza.
Per chi ama la poesia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Porta messaggi@antonioporta.it (26-11-2009) Proibito andarsene.
L'uomo non può parlare della propria morte ma sempre e solo della morte dell'altro. Nessuno ha mai potuto raccontare l'esperienza della morte, atto conclusivo e irreversibile, noi possiamo raccontare solo il nostro morire, che è ancora un vivere. Chi dice di essere tornato dall'al di là amplia la nostra conoscenza sul morire ma nulla può svelare del passaggio definitivo.
Queste le conclusioni certe della filosofia della morte, mentre da qualche decennio si studia con attenzione sia il morire che il lutto nella società occidentale. Si sono susseguiti ricercatori e storici, da Tenenti a Ariès, che ci hanno indicato la via giusta per arrivare a reimpadronirci del pensiero del morire. Proprio così, perchè Ariès ha dimostrato, con più di vent'anni di ricerca, che nel mondo occidentale sempre più ci è impedito di morire. La morte è diventata il grande rimosso della nostra cultura, è vissuta, dall'umanesimo in avanti, come un intollerabile insulto alla persona umana, tanto da sviluppare pratiche come l'accanimento terapeutico; tale accanimento non è nient'altro che la dimostrazione ultima che il morire è diventato dominio esclusivo della medicina e dei medici. Chi osa più parlare di come muore qualcuno? Chi ha il coraggio di ricordare l'eredità e il valore dei morti? Pochissimi.
E i poeti, gli scrittori, che cosa fanno di fronte all'oblio del morire? Ebbene, poeti e scrittori, continuano a parlarci del linguaggio, che è una zona franca rispetto alla morte, che è garanzia di rinnovamento e di rinascita. I poeti che hanno fatto parlare i morti (da Dante a Edgar Lee Masters) li hanno riportati in vita. Forse poeti e scrittori sono gli unici che parlano ancora con i morti, per rendere fecondo il giardino del futuro.
in CUORE, anno 1, n. 12, 10 aprile 1989, supplemento al numero 14 del 10 aprile de L’Unità Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria (14-05-2009) Bellissimo!! Sembrerebbe un libro di poesie, invece sono tante brevi liriche ognuna delle quali sintetizza una vita. Cosi' viene descritto un intero paese con i suoi vari abitanti.Ognuno di noi puo' trovare dei versi giusti per se'.
Non so spiegare la bellezza di questo piccolo libro, ma leggetelo e vi rimarra' nel cuore, se amate la poesia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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