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Kawabata Yasunari - La casa delle belle addormentate |
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.92 / 5elda (21-06-2011) Mi ha lasciato un po' perplessa la conclusione, ma ho apprezzato la genialità dell'autore e la sua scrittura lieve, elegante, raffinata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luis (09-04-2009) non sono riuscito ad apprezzarne la (presunta) poesia... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Daniela (02-10-2007) Sinceramente nn mi è piaciuto, mi aspettavo di più dalla trama, è lento e triste. Non so se provare a leggere qualche altro libro dello stesso autore, cosa mi consigliate? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
anna (28-08-2007) Un libro triste che rivela i lati tetri della vita..tutto appare bello,semplice,perfetto..ma allo stesso tempo..'dal sentiero dell'illuminazione il vecchio viene bruscamente richiamato alla sconvolgente logica dell'organizzazione umana.' Da leggere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marta scattoni martascatt@tiscali.it (07-02-2007) Il semplice contatto con giovani membra di graziose mercenarie narcotizzate permette all’attempato Eguchi di riflettere sulla propria condizione presente e sulla propria capacità di accettazione della senilità e del declino fisico: sotto le lenzuola, in questo bordello ‘sui generis’, è un misto di evocazione di ricordi lontani, struggente malinconia, sprazzi di prepotente desiderio e vitalità fisica ed insonnia accompagnata a volte dal suono del vento e dal suo muovere mare e rami di alberi o solo dal più assoluto e sprofondante silenzio. Intenso il senso di vuoto che si prova leggendo di Educhi che nella sua solitudine spirituale, nel pieno della notte, vicino al corpo nudo, tiepido e profumato di qualche bella e giovanissima addormentata, pensa alla solitudine della propria anziana moglie, lasciata sola a casa.
Molto bello anche il racconto surreale “Il Braccio”, contenuto in questo volume insieme a “Uccelli e altri animali”, tutto giocato sull’ incontro – non incontro sentimentale e sull’attrazione di due giovani (ragazzo e ragazza): è uno scritto sottilmente ed allusivamente erotico ed anche molto malinconico dove il concetto ed il fatto materiale dell’ unione tra due individui viene espresso tramite il regalo del proprio braccio, per una notte, da parte della ragazza e dal fatto che il ragazzo sostituisca il proprio braccio con quello della giovane, provandone prima piacere poi spavento.
In certo qual modo in entrambi gli scritti domina un’atmosfera notturna, riflessiva ed onirica.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mari starvenus73@yahoo.it (04-04-2006) In quest’opera viene affrontato, con profondità e commozione, il tema della fugacità della vita che avvicina due mondi, quello della giovinezza e della senilità.
Eguchi, un sessantasettenne, su suggerimento di un amico visita la casa delle belle addormentate.
Alla locanda segreta viene messo a disposizione un inconsueto servizio per gli uomini di una certa età: riposare tutta la notte con ragazze profondamente addormentate. Eguchi che è ancora sessualmente attivo, spinto da semplice curiosità, vuole sperimentare ciò che gli accadrà con il sopraggiungere della vecchiaia. Ma dopo la prima visita ne seguono altre, ormai preda delle forti sensazioni scatenate dai ricordi che quei corpi suscitano in lui. Un viaggio nei meandri della psiche.
Forte è la contrapposizione tra corpi vivi ma assopiti e corpi avvizziti ma svegli.
La scelta di mettere a disposizione ragazze vergini è dettata da una ragione sia precauzionale, come mezzo di resistenza alla azioni istintive dei clienti, sia per creare l’illusione della giovinezza. Inoltre, il fatto stesso che le ragazze siano addormentate e si lascino avvicinare senza resistenza, infonde in quei corpi impotenti una profonda serenità perché non vi sono occhi che possono guardare la loro decadenza. Dormire, morire, sognare, ricordare…singolare il loro accostamento.
Suggestivi i richiami alle forze naturali (pioggia, il rumore delle onde…) che si contrappongono alla quiete della stanza dalle tende rosse di velluto.
Scrittura lineare e delicata. Si legge piacevolmente.
Molto bello!!!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
juliet (06-03-2006) bello bello bello...si è vero,da confrontare con l'ultimo di marquez con il quale gabriel ha voluto rendere omaggio allo scrittore giapponese. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ginevrina bellefizz@virgilio.it (15-12-2005) Sicuramente dirò un'eresia ma a me questo libro non è piaciuto, o almeno ha deluso le mie aspettative. Simile per molti aspetti all'ultimo libro di Marquez, anche se ho trovato quest'ultimo molto più scorrevole e affascinante. Dal testo di Kawabata sgorga una profonda solitudine: i personaggi, belli o brutti che siano, sono principalmente soli. Ma le descrizioni divengono man mano sempre più pesanti e non è difficile perdere il filo del sentimento che percorre l'animo dei protagonisti. Talvolta nella lettura mi è venuto il dubbio che solo l'autore capisse le sue parole. Comunque non mi permetto di affermare che Kawabata sia uno scrittore scadente o il libro sia brutto. Solo che i libri sono un qualcosa che vive e come ogni forma pulsante possono entrare in sintonia con un altro essere pulsante o esserne respinti subito. Io e questo libro non ci siamo capiti fin dall'inizio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
giancarlo (06-11-2005) Un libro molto bello e speciale per le persone che amano sognare. Come un fiore profumato e raro ci offre a noi lettori la possibilità di percepirne la sua fragranza e di sognare ad occhi aperti.
Tenero e struggente riesce a catturare i nostri pensieri che spesso nella fretta della nostra quotidianità si perdono nella noia più assoluta.
Sognare e riflettere su quello che ci dona la vita è dovuto e questo libro ci apre i nostri cuori. Da leggere assolutamente!!!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (03-09-2005) I commenti degli altri lettori dicono già a sufficienza. Un'opera evocativa, una lettura che non termina con l'ultima pagina. Da confrontare con l'ultimo libro di Marquez. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Akmeno arfabra@tin.it (02-08-2005) Doloroso, riflessivo, vero, a tratti spietato.
Da leggere e rileggere lungo la vita, per comprenderne lati oscuri che si chiarificano invecchiando. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nunzio Scalercio (09-02-2005) Un racconto delicato e introspettivo veramente bello. Il presupposto è intrigante e Kawabata non è mai morboso. Dopo poche righe, siamo noi stessi il vecchio Eguchi e, foglio dopo foglio, al ritmato frantumarsi delle onde sugli scogli oceanici, clienti noi stessi della casa delle belle addormentate. Dormire, morire, sognare forse... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Narau (28-12-2003) Tanto bello quanto triste. Lucida eppure mai velata di facili patetismi descrizione della vecchiaia, dei rimpianti e delle amare riflessioni che essa porta con sè, contrapposta al fulgore e alla vibrante bellezza, tuttavia non priva di sofferenza, della giovinezza. Interessanti anche gli altri due racconti "minori" contenuti nel volume, in cui tornano i temi cari all'autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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