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Queen Ellery - I denti del drago | Nel 1929, proprio all'inizio della grande depressione, due cugini di origine ebreo-polacca naturalizzati americani, Frederic Dannay e Manfred B. Lee, decidono di unire le loro forze per scrivere a quattro mani un romanzo poliziesco. Da questo fortunato sodalizio, destinato a durare per oltre quarant'anni, nasce il personaggio di Ellery Queen, detective snob e raffinato. Uno dei suoi casi più famosi è quello dei "Denti del drago" in cui deve cimentarsi con il misterioso testamento di un eccentrico milionario che ha disseminato le sue ultime volontà in una serie di strane clausole destinate a causare tanti guai quanto quelli scaturiti dai denti del drago ucciso dall'eroe greco Cadmo, il mitico fondatore di Tebe.
Piero Suriano dereg@caltanet.it (14-01-2004) Suspence, humour anglosassone,razionalità dell'impianto narrativo e scrittura divertente che non sconfina mai in un astruso intellettualismo sono questi gli ingredienti che rendono assai godibile la lettura di questo libro.
Con un maggiore approfondimento psicologico dei personaggi sarebbe stato addirittura un volume perfetto. Comunque, per essere un giallo e appartenere alla cosiddetta letteratura popolare (che non sempre vuol dire robaccia) va più che bene. Da consigliare a tutti coloro che vogliono far funzionare la materia grigia senza perdersi in vuote sofisticherie metafisiche. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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