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Traballando appeso a una maniglia, spinto dall'ossesione di un ricordo forse inventato, Albinati ha speso un bel po' dell'anno 2000 a girovagare sulla linea 19, il tram a più lunga percorrenza della capitale, che circonda nel suo anello di ferro la città e ne attraversa i quartieri, da quelli benestanti fino alla periferia estrema. Una città che è fatta di luoghi sentimentali ma anche di colossali agglomerati urbani che riproducono in grande scala la storia sociale che li ha generati. Caserme, ospedali, rovine, prigioni, bowling, campi sportivi, parchi accecati dall'estate, dicariche, fino alla basilica di San Paolo, traguardo o mitica colonna d'Ercole dell'infanzia.
Media Voto: 3.25 / 5baton baton@email.it (03-10-2006) Non ci trovo nulla di sperimentale nel prendere il tram; probabilmente anche Walser, se avesse potuto, si sarebbe fatto un giro. La concretezza, poi, la lasciamo alle Lonely Planet.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
superga superga5@hotmail.com (07-09-2005) mi trovo completaente d'accodo con la prima recensione.
La trama non è importante. Questo è un libro da leggere tutto di un fiato sull'onda dei ricordi vaghi, distratti, accuratamente intrecciati dall'autore. No è un capolavoro ma rappresenta una narrativa sperimentale magari non concreta ma comuque avvicente.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
guido b. remusat@tin.it (18-10-2003) ..sono state offerte molto immagini per descrivere il gesto letterario. a me viene in mente lo zucchero. raffinato o grezzo, e dalle diverse cosistenze: zollette, granuli, polvere fino alle liquide trasparenze versate nei cocktail. poi c'è l'enigma dello zucchero filato. una nuvoletta vaporosa che magigamente, pare, si addensa attorno ad uno stecco, a un nucleo pressante che finisce per essere sommerso dal montare delle parole-immagini, ma che invisibilmente rimane a sostenere il tutto. il bel libro di edoardo albinati appartiene a questa categoria: zucchero filato. ha senso ricercarvi le zollette strutturali o i languori da pasticceria? io credo di no. è l'incanto di immagini casualmente incontrate, ricordi improvvisi, enigmatiche allegorie - bellissima quella del bimbo che pettina la madre invalida sul tram 19, che fa pensare a quell'altro grande fiocco di zucchero che è la passeggiata di walser. o se un giudizio si vuole proprio dare, si può rinvenirne lo stecco: il basso continuo della morte del padre dell'autore, che funge da motore immobile per un viaggio nel mistero dell'andare. e del tornare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano zero73@inwind.it (12-11-2002) L'idea è originale e mi ha spinto ad acquistare il libro, peccato però che alla lettura si riveli piuttosto monotono. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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