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Wells David - Personaggi e paradossi della matematica | La matematica è un'arte, una scienza, un gioco, ma può essere anche un'ossessione. E da sempre ha affascinato con la sua purezza logica uomini e donne, di ogni età, di ogni cultura, di ogni professione e di ogni estrazione sociale. In questa silloge di storielle, aneddoti, scherzi e curiosità di ogni tipo, David Wells porta il lettore alla scoperta del magico mondo dei numeri, regalando momenti di grande divertimento.
Media Voto: 1.4 / 5maurizio codogno mau@despammed.com (13-09-2005) Io non sono così inflessibile. Posso tollerare che un limerick non venga tradotto come limerick, perdendo la sua musicalità. Ma quando ad esempio trovo scritto in un aneddoto che Paul Erdös chiede "Dimostrami che se hai n+1 positivo e intero minore o uguale a 2n, alcune loro coppie sono numeri primi relativi [Non avendo alcun fattore in comune tranne che uno]", capisco due cose. La prima è che il traduttore non sa nulla di matematica, il che di per sé non è un problema se il libro non parlasse evidentemente di matematica. La seconda è che a Mondadori nessuno ha pensato di rileggere le bozze, tenuto conto che il brano in questione si trova all'inizio di pagina quindici. O forse, e non so se sia ancora peggio, hanno pensato che tanto la gente comune è convinta che i matematici siano strambi, e prende per oro colato qualunque cosa si dica di loro. In ogni caso, fatevi un favore: se sapete l'inglese potete pensare di prendere il libro in edizione originale, pur sapendo che comunque è una specie di minestrone; altrimenti lasciate perdere e vivete tranquilli e felici. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Massimiliano Malerba annoluce@yahoo.it (11-07-2005) L'idea del libro potrebbe essere divertente. Però il tutto si traduce in un'accozzaglia di storie messe insieme senza criterio (già dalla discrepanza tra titolo italiano e titolo inglese si preannuncia il peggio).Ma il peggio vero è dato dalla traduzione, che fa accapponare la pelle.Il libro sembra tradotto da un traduttore automatico.Non solo il traduttore non sa niente di matematica, ma neanche di italiano.Basti pensare a "studioso di geometria" tradotto come "geometra" o "statistico" tradotto come "statista", roba da brividi.Il più delle volte gli aneddoti non si capiscono a causa della traduzione. Per non parlare delle penose traduzioni delle poesie. E dispiace, perchè in inglese il libro dovrebbe essere quanto meno leggibile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
pasqualino de benedictis (09-06-2005) Un libro che dal titolo lascia presagire che parla di tutt'altro. Quando lo leggi ti accorgi che è un caos di racconti e aneddoti (chissà poi se sono anche veri) che non si capisce ove siano stati raccolti e, tranne qualche eccezione, non capisco cosa possa interessare di questo testo. Giudizio: leggete qualcosa di meglio! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Michele Benzi benzi@mathcs.emory.edu (11-04-2004) Raccolta di storielle in gran parte arcinote,
almeno tra persone in possesso di una moderata
dose di cultura scientifica. La cosa piu'
fastidiosa, tuttavia, e' la spaventosa ignoranza
del traduttore (tale Massimiliano Buvoli), non
solo per quanto concerne la matematica, ma anche
l'inglese, l'italiano, la storia, la filosofia,
la mitologia, e via discorrendo. E' un mistero
come mai la Mondadori non si sia rivolta a un consulente scientifico per controllare la qualita' della traduzione. Ogni pagina e' un florilegio di svarioni. Incredibile...! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Cla (12-06-2003) Il libro non e' altro che una serie di aneddoti che riguardano matematici famosi e altri personaggi imp[ortanti che hanno parlato di matematica. Non male, anche se non tutti gli articoletti sono interessantissimi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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