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Fruttero Carlo; Lucentini Franco - La donna della domenica | Ambientato in una Torino malefica e metafisica, "La donna della domenica" è da molti considerato il capostipite del "giallo italiano". La trama si snoda tra i vizi, l'ipocrisia, le comiche velleità e gli esilaranti chiacchericci che animano la vita della borghesia piemontese.
Recensioni 1 - 20 di 35 recensioni presenti. Media Voto: 4.4 / 5filippo nox (14-03-2012) Per un mio gusto personale, il libro non mi ha particolarmente entusiasmato per la mancanza di suspance e di azione. Inoltre il senso del romanzo non è immediato ma si ottiene intrecciando i vari personaggi e le varie situazioni che lentamente si delineano. Nulla da dire sullo stile degli autori: impeccabile. Una volta che il lettore assimila la forma e il significato del romanzo/giallo, rimane piacevolmente colpito dalla finale inaspettato ovvero dalla scoperta del colpevole. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alessandro (23-02-2012) Grande romanzo giallo. Scritto benissimo, e come già scritto da altri, in modo originale con un ventaglio di personaggi principali ma nessun vero protagonista...o meglio, protagonista potrebbe essere la città di Torino di quegli anni. Non do il voto pieno solo perchè (a tratti almeno) gli autori, per eccellendo nelle descrizioni si sono lasciati prendere un pochino la mano, a mio modesto avviso. Forse un pizzico di sintesi in più, in certi tratti, specie all'inizio del libro, non avrebbe guastato. Il ritmo diventa invece serrato negli ultimi 3 capitoli. F & L già ci mancate! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
simeone (08-01-2012) il libro mi ha parzialmente deluso..o meglio: mi aspettavo molta più suspence visto che è stato considerato il padre dei gialli italiani,però tutto sommato bello.
Bisogna abituarsi al modo di scrivere dei due autori dove ogni pagine è intresa di descrizioni e momenti,gesti e pensieri,nulla è lasciato al caso,il tutto fatto in maniera liscia(anche se in alcuni punti esagerano)se letto di continuo sembra di vedere un film degli anni 70 con le belle musichette e i personaggi strani,altolocati,svampati di una città perbene.
Sta il fatto che il finale in se è in parte inaspettato,sia perchè l'assasino è ben celato e sia per le motivazioni che per quanto assurde sono quelle più reali,però resta il fatto che c'è poca suspence.....sembra tutto molto calmo.
E' da notare invece le simpatiche battute tra i vari personaggi e gli atteggiamenti snob Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Emilio (27-09-2011) Libro molto bello. Sia per la trama sia, e direi soprattutto, per l'elevata capacita' di scrittura degli autori che rende la lettura estremamente piacevole. Ambientato nella Torino dei primi anni '70, offre uno spaccato anche della societa' italiana del tempo. Da consigliare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (25-09-2011) Per commentare bene questo libro, credo sia inevitabile compararlo al " A che punto è la notte ",degli stessi autori;Nella " Donna ... "
il duo di scrittori,focalizzano la attenzione sullo ambiente sociale della elegante Torino,piuttosto che sul delitto,che sta sullo
sfondo, quasi a non curarsene più di tanto,tranne che il delitto dell'architetto Garrone serve a dare tensione a tutto il libro,a
tutta la vicenda,che è forse un divertissement
sui vizi, molti, e sulle virtu', poche, di un certo ambiente borghese torinese.Mentre in " A
che punto è la notte "abbiamo da un lato un giallo più classico, in quanto i delitti e i colpevoli aumentano, ma in quel testo si pone lo
accento sul movente,che è in definitiva una mega truffa ai danni di una grande industria italiana.
Certo troviamo lo stesso commissario - Santamaria
-, e ritroviamo lo stesso sguardo su un ambiente
sociale torinese, che puo' essere il fine ultimo di questi due bei romanzi; ma troviamo anche che
lo sguardo, reso con efficacia ed eleganza dagli autori, si focalizza anche e sopratutto nei costumi delle forze dell'ordine;" La notte ... "
a differenza della " Donna ... " ha una trama gialla più complessa, e credo che i due maestri
intendessero proprio portare alla luce crimini
inaspettati e poco immaginabili - per i tempi -
che quindi,perchè tali, producessero ancor più scalpore,in quanto perpetuati in un grande e
famoso ambiente industriale e nato nello stesso.
Per chiudere,se "La Donna..." vuole essere sopratutto il pretesto di una fotografia della borghesia torinese dei 70', " La Notte " vuole
sopratutto suscitare sgomento nei lettori per la
particolarità del movente trattato,che è inaspettato e quindi molto singolare, e provoca
scalpore.IL parere personale e la mia preferenza
va quindi a questo ultimo,piuttosto che alla pur
bella foto di gruppo della società torinese dell'inizio dei 70'. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maresa paoli (31-08-2011) perfetto in tutto: lingua, trama, dialoghi, disegno della società. F&L dove siete? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabian (29-07-2011) mai letto prima un libro di F&l , difficilemte leggo libri datati perchè spesso perdono smalto, questo è del '72 ....
C A P O L A V O R O
gli applausi sono per Fibra , per "la donna della domenica" c'è la Letteratura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sebastiano (08-05-2011) Bel libro! Non si può considerare un "semplice" giallo perchè sebbene tutta la vicenda inzia con un delitto, gli autori non si limitano a svolgere la trama intorno al suddetto delitto ma prendendolo a pretesto "indagano" a fondo sulla città di Torino ed i suoi abitanti. Devo dire che sebbene ci sia stato solo due volte, ho trovato conferme all'idea che avevo maturato all'epoca del mio soggiorno.
Infine, volevo sottolineare l'estrema attualità di alcuni temi trattati nonostante il libro sia stato scritto nel 1972! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
annalisa (16-01-2010) Il libro è bellissimo, per la trama, per i personaggi, per il linguaggio così coinvolgente ma nello stesso tempo di una delicatezza commovente.
Il formidabile sodalizio di Fruttero e Lucentini ha espresso per me, in questo libro, una delle sue migliori opere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
piero (18-11-2009) Per chi non conosce Torino è una bella presentazione, per chi non conosce i gialli, un buon batessimo, per chi vuole leggere in forma sottile una bella prattica..i punti deboli si nascondono...ma un buon lavoro impegnativo per gli autori questo libro...buon affresco della città. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
roberto (02-11-2009) questo è un romanzo imperdibile per chi ama Torino nel suo lato ironico, che fruttero e lucentini ci restituiscono nel loro libro migliore. Un'altra caratteristica della donna della domenica, riconosciuta da molti, è che si fa leggere piu' di una volta...super! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
delia (16-02-2009) bello, piacevole sorpresa, dd Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (04-11-2008) Un libro delizioso. Risulta ancor di piu' apprezzabile da chi abita a Torino. Scritto nel 72 risente delle peculiarita' dei costumi torinesi dell'epoca. L'ho trovato molto appassionante, articolato e ironico. Lo consiglio agli amanti del genere poliziesco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
falusio71 (16-07-2008) Delizioso. Permeato ovunque dell'intelligenza e della garbata ironia degli autori. Prosa di rara e sottile eleganza. L'intreccio giallo, pur valido, è un pretesto per addentrarci in una galleria di personaggi dipinti con arguzia, che incarnano splendidamente il tessuto cittadino e sociale della Torino degli anni 70. Una Torino che è protagonista assoluta del romanzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Simone (03-06-2008) Eccellente! Che dire senza apparire banali? L'ironia, la sottigliezza di Fruttero e Lucentini imprimono il loro marchio su ogni pagina, tanto che non c'è un passaggio che non sia interessante o stimolante.Da leggere anche per i non amanti del genere, perchè questo è ben più che un "semplice" giallo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gb crippa gbcrippa@inwind.it (02-07-2007) Splendido & Unico, letto almeno 5 volte, e possiedo ancora la copia che lessi la prima volta 15 anni fa , una vecchio oscar mondadori mal tagliato in diagonale....
Che dire : il miglior giallo italiano mai scritto, l'unico gisllo "borghese" italiano e il migliore a più acuto ritratto della società torinese nei settanta... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuliopez (08-03-2006) Bellissimo! Stupendo ritratto di una Torino inizio anni '70, con i suoi vizi, i suoi personaggi "comuni" e non. Lo stile è elengante ed i particolari sono svelati con cura al lettore che rimane affascinato e trasportato pagina dopo verso una verità che si svela solo alla fine... giallo si, ma molto più! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Auro Cz (31-05-2005) L'ho letto quattro volte, e non mi sono mai annoiato. La finezza e la classe di F&L difficilmente potranno mai avere imitatori seri. Ho letto molti gialli cercando qualcosa di simile, ma sono rimasto ogni volta deluso.
E poi, la Torino di ieri somiglia alla mia città di oggi. Abito in una città del Sud Italia poco conosciuta ma dove dietro la facciata della noia di cui tutti si lamentano c'è un sottobosco torbido ed anche un pò ipocrita. Ecco perchè leggendo il libro mi sembra di essere a casa mia.
Sono una persona dall'ironia pungente, e tutto quello che penso dei miei concittadini lo ritrovo in questo libro. Grazie F&L. Nord o Sud, la matassa è sempre quella. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tom Joad (23-03-2005) Questo libro sicuramente perde un po'di smalto a distanza di anni dal contesto storico degli anni '70 in cui è stato scritto. E'un giallo atipico in cui la ricerca dell'assassino viene in secondo piano rispetto all'analisi della società, o per meglio dire, della realtà cittadina torinese. Ritorna, anche se in tono minore rispetto ad altri autori tipo dostoevskj, l'indagine dell'animo umano attraverso il male che è in grado di esprimere e l'inclinazione verso di esso.
Non è un caso che il lettore non venga per nulla stuzzicato, nel corso della narrazione, nella ricerca dell'assassino. La scoperta dell'omicida -peraltro di dubbia verosimiglianza - deflagra all'improvviso, dopo che il lettore ha attraversato una fitta galleria di piccolezze umane di vario tipo e natura, quasi a voler significare che il crimine - nelle sue molteplici forme - è solo una delle tante manifestazioni, seppur illecito, dell'animo umano. Non ci sono personaggi principali sulla scena se non la contrappposizione tra l'ordine costituito - la polizia - e l'"ambiente". La vera protagonista, per l'appunto "l'ambiente", è la Torino che si erge silenziosa e un po'altera sullo sfondo, la Torino degli immigrati e degli intelletualoidi saccenti e vanesi, dei funzionari del catasto e delle signore borghesi, troppo annoiate dalla loro mediocrità per essere considerate snob. Certo, non tutte le opzioni narrative sono azzeccate: le prime 200 pagine sono un po'incolori, l'intreccio narrativo è tutto sommato banale e poco intrigante(l'omicida si disvela solo alla fine, ex abrupto, senza lascare al lettore lo spazio per le sue congetture) il contenuto non sempre è originalissimo (la società dalle due facce, rispettabile di giorno e perversa di notte).Ci sono tuttavia alcuni spunti di indubbio valore: i dialoghi sono scritti bene e alcune immagini (il catasto come una chiesa di cui il funzionario è sacerdote e sacrestano di segreti nascosti o l'americanista bonetto che immagina una - surreale - mobilitazione popolare contro il suo arresto) sono molto felici Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marita (22-03-2005) Un giallo sì, ma anche molto altro. Uno dei migliori libri che abbia mai letto.
Vi consiglio anche il film di Comencini tratto dal romanzo (impossibile da trovare in cassetta o dvd, ma ogni tanto lo danno alla televisione in orari notturni). Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 35
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