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Busi Aldo - Manuale del perfetto single | Sei single? Ma ne sei così sicuro? Ammettilo: non hai mai sospettato che il perfetto single è colui/colei che è single senza sapere di esserlo e soprattutto senza il desiderio di non esserlo più. Dunque tu, che sentendoti alla moda ti dichiari perfettamente single e non perdi occasione per lamentarti di esserlo, non lo sei ancora. Certo, non avere nessuno con cui condividere spese condominiali, bollette del gas e speranze d'amore è un buon inizio, ma molte sono le tappe da percorrere sulla strada che porta, ovviamente in salita, alla perfetta solitarietà.
| La recensione de L'Indice |

Alla serie di Manuali cui Busi ci ha abituati - dedicati volta per volta al Perfetto Gentilomo, e sempre nella perfezione seguitando, alla Gentildonna, allo scrittore, e più di recente alla Mamma e al Papà - si aggiunge ora, a completamento, quello del perfetto single: figura che particolarmente si addice alla personalità dell'autore. A voler leggere nella successione dei suoi libri una continuità, un filo logico, dopo il racconto dolente di un amore appena sfiorato (Un cuore di troppo, Mondadori, 2001; cfr. "L'Indice", 2002, n. 3), l'autore pare qui suggerire una maniera per uscire da rimpianto e dolore, infine per cavarsela vivaddio, e con lo slancio del Busi migliore: "Come rendere perfetta questa inesorabilità del ritrovarsi da soli e renderla non una pena infinita ma una gioia fatta e finita, appena si può e di volta in volta, pena per pena, sacrificio per sacrificio, risata per risata, sospiro per sospiro, è dunque l'argomento di questo manuale". Un "galateo della solitudine", un'argomentazione ampia e avvolgente delle ragioni a favore dell'uomo e della donna da soli - cosa diversa, precisa Busi, dalle donne e dagli uomini soli - che vivono la migliore delle condizioni, la più retta, la più coscienziosa, la meno infelice; per quanto apertamente osteggiata da una società dominata dall'istituto della famiglia - principale bersaglio polemico del libro - vera "associazione a delinquere". Un manuale, sia chiaro, scritto da quell'istrionico straripante scrittore che è Busi, davvero il meno indicato per i canoni tradizionali che il genere richiede. E proprio per questo, parodisticamente, così tanti sono i manuali che ha scritto. Il ritratto del perfetto single finisce presto per essere quello del perfetto uomo tout court, che poi altri non è che lo stesso Busi, e nella forma oramai consueta di una sfrenata autocelebrazione: che ora rientra pure nel gioco - quasi al pari di un artificio retorico - ora appare invece eccessiva, stucchevole, fuori misura.Ma così è, prendere o lasciare. L'ironica verve in questo caso quanto meno non manca. Arriva un momento, nel corso del libro, che l'intento didascalico quasi sparisce, il manuale tradisce allora d'essere quasi un pretesto - uno come un altro - che l'autore si è scelto per potere liberamente parlare di tutto - nell'unico modo possibile, verrebbe da aggiungere, rifacendosi a Wilde: parlando di niente, al punto che il manuale assomiglia piuttosto a un diario - privato, di ostentata intimità in certi casi, e pubblico a un tempo. Nel suo consueto travolgente stile leggiamo così le cose che lo scrittore ha in orrore - ed è una lunga lista -, o i suoi pensieri su fatti di strettissima attualità - sugli scontri di Genova, per esempio -, tutto in quel partecipato ininterrotto dialogo coi lettori che è il contrassegno più autentico della sua scrittura: si sente che lo scrittore ricerca un rapporto d'elezione coi suoi lettori, esclusivo e sincero, come quando riferisce del suo status di single in senso più ampio, libero da ogni compromesso, e il discorso d'improvviso vola alto: "Ho deciso di dimissionarmi dal paese Italia restando in pieno qui (...) ho fatto la mia parte, ma se d'altronde nessuno mi vuole così come sono, non appartenente e privo di potere per mia volontà, è più nel mio spirito farmi da parte del tutto. Prego, accomodatevi, ma non contate più su di me". |
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.12 / 5ANTONIO (12-02-2009) Busi per me è semplicemente il MIGLIORE SCRITTORE ITALIANO VIVENTE ed è uno degli intellettuali più sottovalutati di questo nostro terremotato paese. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rocco roccomarcandrea@libero.it (24-12-2007) Caro Aldo, quand'è che ci regalerai un "Manuale della perfetta coppia", tanto per coronare degnamente tutti i tuoi deliziosi vademecum per una perfetta umanità ? Spero che il parto possa avvenire entro i prossimi 9 mesi. Rimanendo in speranzosa attesa, provvederò a comprare l'Avana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ferdinando (12-06-2004) Il sentimento che regala la grande serenità al single è la tranquillità che infonde la certezza di non innamorarsi più. Considerare se stessi completi è constatare semplicemente le cose nel modo più naturale. Un grande Busi,un linguaggio deciso, senza compromessi,condiviso in pieno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roby bobby_61@kayamail.com (11-08-2003) Non avevo mai letto nulla di Busi.
Mi sono fatto prestare il libro da mia sorella per curiosità, visto che l'argomento trattato mi riguarda da vicino.
Ho smesso dopo una trentina di pagine, mi faceva male la testa. Non è per nulla distensivo e ho trovato dei concetti espressi in maniera torrenziale e sostanzialmente iniqui, mi sembra addirittura violento sul piano del lessico, anche se non sono un'educanda neanch'io
(Ci ero arrivato anch'io, la mia condizione di single la conosco bene).
Ora mi distendo con l'ultimo di Fabio Volo, i paragoni sono antipatici, ma questo mi appassiona davvero!
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
staff@vitadasingle.net (05-09-2002) Che dire?
E' una lettura da consigliare a tutti gli amici e amiche single.
Con i suoi periodi lunghissimi Busi ci trasporta verso alcune riflessioni sulla "solitarieta'", incontro ad un universo spesso trascurato dalla quotidianita' delle coppie.
Vale la pena di leggerlo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Diego stabdiego@libero.it (15-07-2002) Il primo libro letto e devodire che e' geniale devo ringraziarlo xche' evidenzia tutte le difficolta che un singol trova nella nostra societa' bene continua cosi' che aspettiamo il prossimo manuale Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanna Fuse' (24-05-2002) Molto bello e intenso questo nuovo manuale di Aldo Busi.
Il Single viene visto molto da vicino, con tutte le sue contraddizioni: ma secondo me, leggendo le sue pagine, si possono trovare tanti ritratti di noi stessi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Mortara bananagio@virgilio.it (17-05-2002) Ho comprato l'ultimo manuale di Busi con lo stesso entusiasmo con cui ho letto tutti gli altri. Questa volta ero addiruttura impaziente perchè il manuale era diretto precisamente a quelli come me. Purtroppo il mio entusiasmo non è stato sostenuto dalla consueta acutezza dello Scrittore che in questo libro mi sembra lontano anni luce dal suo standard. Si, vi sono alcuni lampi come quello in cui si dichiara che la famiglia è certamente la cellula della società, ma di quella incivile, perchè di quella civile lo è il singolo. Anche alcuni aneddoti sulla madre sono azzeccati ma a mio avviso manca con continuità il genio graffiante che fa di Busi il miglior filosofo in circolazione. Anche il manule sul padre era secondo me al di sotto di quelli su gentilomo e gentidonna, ma non di molto, questo invece è pieno di pensieri solo e semplicemente interessanti. Busi non è nè può essere interessante ma, solo, straordinario. Mi auguro che sia solo un momento di stanca dovuto magari alla gran copiosità del talento Busiano e non al suo incipiente declino. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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