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Ellroy James - Il grande nulla |
20 recensioni presenti. Media Voto: 4.7 / 5luca75 (17-11-2011) dopo aver letto parte della saga della "trilogia americana" di Ellroy (american tabloid, sei pezzi da mille), mi tuffo nella "quadrilogia di los angeles" iniziando da questo libro. Stile diverso dalla trilogia, ma sempre secco e diretto, che sembra scivolare meglio, e meno contorto... Ma l'intreccio è dietro l'angolo, ed è incredibilmente avvolgente. Libro di bellezza assoluta, l'università del noir, ponendo i concorrenti di Ellroy al livello di scuole elementari... Giudizio massimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ricki (02-05-2010) E' il mio primo libro di Ellroy... all'inizio è contorto, confuso e le piste sono molteplici... poi la storia comincia a intrecciarsi quasi "magicamente"... la trama è coinvolgente, incalzante, con un ritmo altissimo. Allo stesso tempo la storia è però molto dura, cruenta, schietta e crudele. L'ambientazione è straordinaria. Un grande libro per stomaci forti Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca (30-04-2010) Altro grande capitolo del quartetto di Los Angeles. Rispetto al precedessore Dalhia Nera sicuramente più completo e avvincente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Novecento (23-03-2009) Insieme a L.A. Confidential il top dello stile noir...
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tapparella 71 (31-10-2008) premesso che ho già letto altri libri di ellroy,lo trovo uno scrittore noir molto intenso,che descrive benissimo,con dettagli accurati le atmosfere,i personaggi,luoghi e quant'altro raccontate nei suoi libri,questa volta però forse mi sono fatto fuorviare troppo dai vostri commenti,ho cominciato"Il grande nulla" con tanta buona volontà e molta curiosità,le pagine iniziali sono effettivamente volate,poi......diciamo da metà libro..una noia mortale,a mio parere troppi personaggi,che ti fanno perdere il filo,una trama farraginosa,lenta e a volte anche un pò pesantuccia. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lucia78 (30-08-2008) E' il secondo libro di Ellroy che leggo. Avevo apprezzato molto "American Tabloid, ma devo dire che "Il grande nulla" è decisamente superiore. Imperdibile per chi apprezza il genere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gia79 (27-03-2008) Insieme a L.A. Confidential è il capolavoro della tetralogia; più riuscito da un punto di vista stilistico e narrativo rispetto ai precedenti, è una specie di orologio svizzero che non raggiunge i picchi emotivi di L.A. ma lo supera in perfezione formale. Nerissimo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luc@ (09-01-2008) Che dire di questo libro; ti tiene incollato fino all'ultima pagina, la trama è perfetta e i personaggi sono incredibili e credibili allo stesso tempo, delineati magnificamente, e come sfondo una Loa Angeles cupa e dura.
Un noir che piu' nero non si puo', nel piu' classico stile di Ellroy, un maestro del genere.
A mio parere, il suo libro migliore !! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
NeroPioggia (23-07-2007) Avevo lasciato in stand-by Ellroy dopo aver letto "Dalia Nera".Quel libro mi era piaciuto ma non mi aveva certo cambiato la vita. Mi chiedevo come si potesse considerare Ellroy inarrivabile, soprattutto parlando di un autore come David Peace. Poi ho letto "Il grande nulla" e ho capito dove sta il genio creativo di Ellroy.Continuo a preferire Peace perchè è stilisticamente più moderno,ma è inevitabile che lo scrittore inglese si ispiri (in alcuni casi un po' troppo) a Ellroy. La forza di Ellroy, dicevo, risiede nel plot. Qui il plot è ingarbugliatissimo ma al contempo logico, come dovrebbe essere un plot di un libro giallo. La componente aggiuntiva è l'estrema violenza e la depravazione che rende il libo un noir nerissimo. Spero che i prossimi libri di Ellroy che leggerò siano di questo livello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bak 87 (02-06-2006) Straordinario... sono un grande estimatore di Ellroy (eccezion fatta per i lavori più recenti), e giudico "Il Grande Nulla" la sua opera più riuscita. Personaggi memorabili, intreccio a prova di bomba ed un finale che ti prende per la gola. Non sono un sentimentale, ma scene come il suicidio di Upshaw e - soprattutto - le ultime cento pagine, con la ricostruzione delle vicissitudini biografiche della "Volverina", mi hanno letteralmente mozzato il fiato, e quasi spinto al pianto (peraltro in un parco pubblico)... strepitoso! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Scorza (13-09-2005) Questo è il quarto libro di Ellroy che leggo e ne sono rimasto ancora una volta letteralmente affascinato. Se L.A. Confidential è stato una folgorazione, se "American Tabloid" e "Sei pezzi da mille" li ho letti tutti di un fiato, "Il grande nulla" ha confermato il giudizio su questo grandissimo che per me è IL NUMERO UNO.
Solamente il miglior Genna di "Nel nome di Ishmael" regge il confronto con questo superbo scrittore di noir. La superba caratterizzazione dei personaggi, la incomparabile immagine resa della società americana dove il potere ed il denaro sovrastano ed annullano ogni ideologia e morale si fondono con la ineguagliabile capacità di acccompagnare il lettore alla conclusione della vicenda in un avvincente crescendo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lorenzo (05-09-2005) ellroy. ellroy sinonimo di noir. danny upshaw, mal considine, dudley smith, turner meeks, ellis loew. e ancora reynold loftis, claire de haven, terry lux, felix gordean, marty goines. e ancora howard huges, mickey cohen, johnny stompanato.
non basterebbe lo spazio disponibile per elenca i vari personaggi, le comparse, i protagonisti. un libro complesso, storie che si intrecciano, complotti veri o presunti, guerre tra gangster, tutto descritto con uno stile unico asciutto ma dettagliato, coinvolgente ma distaccato. non credo esista autore vivente che abbia lostesso talento di james ellroy. lo sguardo sulla sua los angeles e' da brivido, piange lo sfascio della sua città natale ma al tempo stesso la maledice, la offende. tutto questo attraverso gli occhi dei suoi personaggi sempre più malvagi, sempre più tristi. un'alone di tristezza mi avvolge ogni volta che un libro finisce: non so se mi spiace averlo finito o se rifletto su cio' che l'autore ha voluto comunicarmi. di una cosa sono certo, che leggere ellroy smuove gli animi, non lascia indifferenti, nel bene ho nel male l'autore fa sempre centro nel mio cuore. un'altra volta grazie ELLROY Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vale (14-05-2005) Un James Ellroy immenso. Un intreccio che sfiora la perfezione in un vortice di violenza, politica, corruzione e droga.
Da leggere sia dagli amanti del genere sia da coloro che lo conoscono poco.
Sicuramente non per cuori teneri o delicati, molte descrizioni sono dettagliate sin... nei minimi particolari.
Questa è la Los Angeles di Ellroy, in tutta la sua bellissima perdizione.
Questo libro è nella quadrilogia di Los Angeles, che comprende anche Dalia Nera, L.A. Confidential e White Jazz. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rain DeBel (08-02-2005) Un ottimo noir,che più nero non si può.L'intreccio è ben congegnato e la trama si concede di rado scivoloni di sorta.Certo,è un libro duro e disperato,e certe descrizioni,specie quelle riguardanti i delitti della "volverina"possono dare abbastanza fastidio,ma nel complesso l'opera vale.Ellroy non si smentisce. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (30-01-2005) Il Grande Nulla è, in effetti, un Piccolo Tutto: in 460 pagine vi è l’Uomo moderno, con le sue malignità e i suoi inconfessabili segreti, nascosti dietro facciate diverse – dignitose o vergognose – ma che sono proprio intrinseci nel DNA di un essere vivente che non sa resistere ai suoi vizi, alle sue ossessioni, alle sue paure, ai suoi desideri.
Con questa seconda puntata dell’incredibile Quadrilogia di Los Angeles, Ellroy allarga a dismisura il palcoscenico del suo personale Teatro degli Orrori. In una California ancora scossa dalle violenze sulla Dalia Nera e dagli scandali sulla corruzione della Polizia, sorge il sole rosso della minaccia comunista sul mondo del cinema hollywoodiano, potente e depravato. In questa colossale storia di uomini, potentati, clan mafiosi e giustizie di Stato soggettive e aggiustabili - soggetti tutti uniti sotto la grande insegna del degrado morale di ogni tipo - quel che lascia stupefatti è l’assoluta padronanza della scena e l’autorità che James Ellroy infonde nel lettore: la consapevolezza di assistere a qualcosa di VERO e possibile è seconda solo alla sconfinata ammirazione per la sua capacità di scrivere una storia così maestosa e complicata senza cadere in errori.
Il Grande Nulla non è assolutamente un libro facile e non è per tutti. E’ violento, sordido, nerissimo. E’ difficile da seguire (soprattutto la prima metà) per l’incredibile quantità di personaggi presenti e per un modo di raccontare che non prende per mano il lettore portandolo alle ultime pagine, ma al contrario lo schiaffa in mezzo a un incrocio hollywoodiano e gli dice “ora sono cazzi tuoi.”
Se si resiste agli shock delle pagine più dure e a qualche accenno di noia sulle pagine più politiche, alla fine ci si ritroverà a sudare meraviglia sulle ultime 30 pagine del libro, assolutamente perfette. Al termine di uno squassante tourbillon, Ellroy svela tutto; lo fa con la sua impagabile capacità di chiudere un qualcosa lasciando comunque nell’aria il sentore di nuovi fuochi e nuove orge. Inchiniamoci.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ceia ceiaceia@virgilio.it (12-07-2004) Ho decantato questo libro per giorni, ci ho pensato e ripensato. James Ellroy è assolutamente unico. Unico perché ancora non riesco a capire come riesca a costruire trame tanto complesse che si rivelano altrettanto perfette quando il libro si chiude. Il Grande Nulla è una vera e propria accozzaglia di personaggi, colori, suoni, violenza, sesso, morte. E tutto questo va a dipingere un quadro meravigliosamente macabro di un America anni ’50 corrotta, malvagia, vera. I personaggi principali sono tre: un giovane poliziotto con un ossessione per un omicidio che definire terribile è dir poco, un tenente della polizia a caccia di comunisti e ansioso di fare carriera, e un mezzo criminale invischiato nel marcio più marcio che c’è. Questi tre magnifici protagonisti danzano in mezzo a centinaia di comparse facendo di questo libro un qualcosa di imperdibile. C’è un indagine su un caso di omicidio (più omicidi, a dir la verità), c’è la caccia ai comunisti, c’è una storia d’amore molto particolare, c’è un pezzo di storia d’America, ci sono parti che definire noir è un eufemismo… delle schifezze che non vi dico… ci sono donne molto ambigue, rapporti complessi e per certi versi incomprensibili. E poi, grande Ellroy, tutto quello che sembra buono non lo è e quel che sembra cattivo alla fine si rivela meno peggio di quel che ti aspetti. Non ho potuto fare a meno di pensare alla Dalia Nera leggendo questo libro, ma devo dire che non riesco a paragonarli, a dire quale dei due è più bello. Forse la Dalia è più avvincente, proprio perché è meno complessa. Forse si legge più in fretta. Forse quell’ossessione per la madre che ha spinto Ellroy a scrivere quel piccolo capolavoro ti fa pensar sempre a quel libro con un’enorme emozione. Forse ci sono rimasta particolarmente legata perché è il primo libro suo che ho letto. Ma a chi è piaciuto la Dalia, beh… non potrà non appassionarsi a questo Grande Nulla. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AoxomoxoA (30-03-2004) E' il terzo di Ellroy che leggo dopo American Tabloid e 6 Pezzi da Mille.
Anche questo assolutamente imperdibile. Uno dei migliori libri mai letti. Storie diverse che si intrecciano e si uniscono in uno scenario di mistero e violenza dipinto come pochi sanno fare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Pazienza (21-05-2003) Basti dire che è il più bello della quadrilogia di Los Angeles. All' altezza di American Tabloid e di Sei pezzi da mille. Ellroy è un genio assoluto Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniele (02-05-2003) Un noir complesso, molto. Una trama fitta, densa e sempre viva. Un serial killer e un complotto politico. Eroi con macchie, debolezze e un pò di paura. Sangue, violenza e sentimento miscelati in puro stile Ellroy. Obbligatorio.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vanni vannibaldassarre@hotmail.com (13-01-2003) La summa dell'ellroy-pensiero: buoni molto cattivi, cattivi che fanno simpatia, tanto sangue ed un'apparato narrativo complessivo costruito con la maestria di un grande scrittore. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20
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