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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Palahniuk Chuck - Fight club

Fight club TitoloFight club
AutorePalahniuk Chuck
Prezzo
Sconto 15%
€ 8,08
(Prezzo di copertina € 9,50 Risparmio € 1,42)
Prezzi in altre valute
Dati2004, 223 p., brossura
TraduttoreDobner T.
EditoreMondadori  (collana Piccola biblioteca oscar)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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Descrizione
Tyler Durden è un giovane che si trascina in una vita di bugie e fallimenti, disilluso dalla cultura vacua e consumistica che impera nel mondo occidentale. Sua unica valvola di sfogo sono gli incontri clandestini di boxe nei sotterranei dei bar. Tyler crede di aver trovato una strada per riscattare il vuoto della propria vita, ma nel suo mondo non c'è posto per alcuna regola, freno, o limite.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 59 recensioni presenti.  Media Voto: 4.16 / 5

Desy (17-07-2011)
Un capolavoro, non ci sono altre parole per descriverlo. Un affresco della società capitalista e un appello a trovare un modo per distruggerla. Non con la violenza, come sembra suggerire Pahlaniuk, ma con un cambiamento interiore. E' quando hai perso tutto che sei libero di fare qualsiasi cosa, ci invita ad autodistruggere le proprie convinzioni sbagliate, abbandonare il consumismo sfrenato, il nostro egoismo, le nostre ritrosie ad amare il prossimo. Quello che ci dice è semplice, ritrovate voi stessi, indipendentemente da ciò che vi dicono i mass media o altri centri di controllo. Voi non siete il vostro nome, non siete il vostro lavoro, non siete il vostro conto in banca, non siete i vestiti che portate! Scritto in maniera cruda per enunciare questo concetto che andrebbe sviscerato fino in fondo! Non fermatevi ad una lettura superficiale, non esalta la violenza, tutt'altro!
Voto: 5 / 5
AntonioR (27-06-2011)
Splendido, un manifesto del cambiamento e della lotta contro l'omologazione, anche molto istruttivo sotto alcuni aspetti.. Molto significativa la parte in cui Tyler impone a Raymond Hessel di lasciare il lavoro pagato 4 soldi per continuare a studiare da veterinario... Grande Chuck!
Voto: 5 / 5
PROT (09-06-2011)
Palahniuk divide di sicuro nei giudizi, secondo me è un autore originale nel suo modo di scrivere anche se a volte poco comprensibile nella trama... comunque a me Fight Club è piaciuto (come Gangbang e Survivor)
Voto: 4 / 5
Maro_Dina (04-03-2011)
Bellissima la trama e fantastici i personaggi. Lo stile di scrittura può non entusiasmare ma è certamente molto personale e incisivo. Bel libro.
Voto: 5 / 5
elanhyer alkatrazo@yahoo.com (10-12-2010)
Libro eccezionale. Trama originale e coinvolgente. Uno stile unico, accattivante. Mi ha deluso solo il finale che è diverso dal film.
Voto: 5 / 5
Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (25-10-2010)
Libro e film di pari livello, con quello che di più che dà il libro (lo stile, anzitutto - vero punto di forza della pagina scritta rispetto alla trasposizione cinematografica) ripreso in termini di finale - da un punto di vista logico (un po' meno tirato via!) - nel film. Idea ottima, delirante quanto basta eppur quasi (tragicamente) realistica, e forma originalissima, frastagliata e tesa a creare spiazzamenti e meraviglia, senza (quasi) mai esagerare. Però si avverte una chiusa troppo veloce, una sorta di lasciar andare perché ormai il gioco si è fatto troppo intricato (probabilmente sarebbero state necessarie il doppio delle pagine) e difficile da reggere. Ciò, come dicevo, si sente meno nel film. Caso in cui un autore spara la sua miglior cartuccia ad inizio carriera, o quasi.
Voto: 4 / 5
LaMelaMarcia (05-10-2010)
Uno dei punti forti dello stile di Palahniuk è la sorpresa finale il colpo di genio che ti spiazza e ribalta tutto quanto. Ciò, in Fight Club, va alla malora. Perchè Fight Club, il film di Fincher, l'abbiamo visto tutti, o quasi, e anche i sassi sanno che Tyler Durden e il protagonista (voce narrante) del romanzo sono due personalità dello stesso individuo. Considerato questo, che credo limiti alla stragrande la potenzialità del libro, cosa rimane? Un gran bella storia, che non ci stupirà come Soffocare o Invisible Monsters, ma che ci trascina, anche questa, in un vortice di violenza, crudeltà e autodistruzione. Non dimentichiamo che parliamo dell'opera prima dello scrittore americano, e che con gli anni e l'esperienza aggiungerà al suo stile già inconfondibile e originale, la sadica ironia che troveremo nei successivi romanzi. Resta, comunque, una pietra miliare della letteratura moderna. Un libro ormai diventato di culto. Avevo voglia di distruggere tutte le cose belle che non avrei mai avuto. Bruciare le foreste dell'Amazzonia. Pompare clorofluoroidrocarburi in cielo a mangiarsi l'ozono. Aprire le valvole nei serbatoi delle superpetroliere e svitare i tappi sulle piattaforme pietrolifere. Volevo uccidere tutti i pesci che non potevo permettermi di comperare e annerire le spiagge della Costa Azzurra che non avrei mai visto. Volevo che il mondo intero toccasse il fondo. Mentre picchiavo quel ragazzo in realtà avrei voluto piantare una pallottola tra gli occhi di ogni panda in pericolo che si rifiuta di scopare per salvare la propria specie e ogni balena o delfino che molla tutto e va a spiaggiarsi. Non vederla come estinzione. Prendila come un ridimensionamento.
Voto: 4 / 5
Paper Street (01-06-2010)
Che cos'è la genialita'? E' qualcosa di nuovo, di mai visto, di unico, di affascinante e allo stesso tempo temibile. Sopratutto è qualcosa di diverso. Beh, se la genialita' è tutto questo, allora Fight Club è pura spremuta di genio. Da mescolare in parti uguali con succo d'arancia congelato. Da gustare tutto d'un sorso. Sconsigliato ai palati fini. FightClub è come una suite musicale; è composto da tante brevi arie, diversissime tra loro, attaccate l'una all'altra da un sottile strato di ironia. Il mostro si trascina sulla scrivania sporca di cenere; il mostro arranca sulla tastiera piena di bruciature di sigaretta, afferra il mouse e punta, e scrive, ma non ha parole x descrivere cio' che è FightClub, poichè FightClub è per lui la cosa piu' fantastica che abbia mai letto. Non cè Kafka, Orwell, Burroughs, Omero o Dio* che tengano (*Dio nel senso dell'autore indiretto della Bibbia). Come diceva Nietzsche, un libro per tutti e per nessuno. Criticare il contenuto anarchico, antisociale, persino terroristico di quest'opera, è come criticare Il Padrino xchè vede i mafiosi come degli eroi, o come criticare un videogame xchè istiga alla violenza. Cavolate varie & eventuali. Ricordo quelle volte che ho fatto ascoltare Hendrix o Zappa agli amici, che dicevano: ma cosè questo schifo? Beh, in effetti FightClub fa anche un po' schifo; ribrezzo x esattezza. Una sorta di gabbiano J. Livingstone al contrario. Un Piccolo Principe monello. Tyler Durden, il grande Tyler, che è stato perfetto x un solo momento, che diceva di voler dare la vita in cambio di un solo attimo di perfezione. goodbye...^^
Voto: 5 / 5
lorenzo (31-05-2010)
questo libro l'ho divorato nonostante avessi già visto il film!! geniale!
Voto: 5 / 5
Carmine (12-05-2010)
Pulp, nichilista, autodistruttivo, ma soprattutto postmoderno. «Distruggeremo la civiltà per poter cavare qualcosa di meglio dal mondo»
Voto: 5 / 5
duilio (16-02-2010)
BELLO BELLO BELLO BELLO!!!! adoro Palahniuk e questo è davvero il meglio mi è piaciuto moltissimo e appena finito ho subito visto il film perchè avevo sentito dire che era molto bello anche se devo dire che dopo aver letto il romanzo sono rimasto un po deluso.
Voto: 5 / 5
Beppedis (17-11-2009)
Non mi è piaciuto, mi dispiace essere cosi stringato, ma non si puo' pubblicare un libro come questo, altro che surreale. mi permetto di dare un mio voto 0 (zero) uno per me, è valorizzarlo.
Voto: 1 / 5
Monica Garbelli (03-11-2009)
Feroce critica al capitalismo e a tutto ciò che ne consegue. Notevole romanzo surreale, visionario, delirante a tratti nevrotico. Un'opera unica, dal ritmo incalzante e vibrante, con frequenti ripetizioni di frasi quasi fossero martellate scandite dall'odio verso una società consumistica esageratamente soffocante, in cui la violenza espressa negli incontri di boxe clandestini rappresenta una sorta di psicoterapia. Considero una mezza verità tacciare il romanzo di nichilismo in senso assoluto. Esso è indiscutibilmente presente e permea ogni atteggiamento dei protagonisti ma è un nichilismo – indotto dalla rabbiosa consapevolezza acquisita di vivere in una società alienante, malata e uniformante all'immaginario collettivo di “persona socialmente affermata” – considerabile positivo nel momento in cui, dopo aver toccato il fondo, spinge ad emergere dall'oblio in cui la frustrazione, il consumismo e la società dell'apparire hanno trascinato l'uomo moderno.
Voto: 4 / 5
Agent 0 (08-10-2009)
Lo stile ridondante, acido, lisergico è funzionale al testo. Rispecchia quello che Pahalaniuk vuole farci provare per il mondo che ci circonda. Un sentimento aspro, nichilista ma ugualmente rivoluzionario. Un libro allucinato che parla di persone allucinate. Per la quantità di idee presenti rimane il migliore dell'autore (l'insonnia, la scizzofrenia, il rapporto con Marla, Marla stessa e il suo modo di concepire la "non vita", il dolore come forma di evasione e relax, la critica al consumismo, il potere di aggregazione che può nascere da un leader ecc.). Senza contare la genialità di alcune frasi, che lasciano allibite tanto per la sincerità quanto per la semplicità: "Se il figliol prodigo non avesse mai lasciato casa sua, il vitello grasso sarebbe ancora vivo" "Abbiamo avuto un esperienza di quasi vita"(detta ad un passo dalla morte)."Forse l'automiglioramento non è la risposta. [...] Forse la risposta è l'autodistruzione". " Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno"."Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così. E stiamo or ora cominciando a capire questo fatto". Capolavoro assoluto
Voto: 5 / 5
Nicola Mosti (30-08-2009)
Pirotecnico capolavoro di un genio della letteratura. Grandioso!
Voto: 5 / 5
manrico (13-07-2009)
la prima regola del fight club è di non parlare del fight club
Voto: 4 / 5
KINE (06-07-2009)
Notevole linguaggio, andrebbe letto senza pause, forse è per questo che preferisco il film (che è di pari livello). Comunque da leggere....
Voto: 3 / 5
Salvatore Gagliarde salvatore.gagliarde@studio.unibo.it (06-06-2009)
La storia inizia sul ciglio del tetto di un grattacielo che sta per saltare in aria,con il protagonista che non riesce a parlare per via della pistola che il suo amico Tyler Durden gli tiene premuta in bocca "con un pistola in bocca e la canna tra i denti si riesce a parlare solo a vocali". La voce narrante del protagonista ci racconta, con ampi e movimentati flash-back,come si sia cacciato in questo pasticcio. Ex bravo ragazzo,ex impiegato modello ma affetto da insonnia permanente,assiduo frequentatore di gruppi di sostegno per malati terminali "Dato un lasso di tempo abbastanza lungo,per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero",la sua vita viene stravolta quando incontra Tyler Durden, personaggio enigmatico,ambiguo,selvaggio e dannato quanto coraggioso,pieno di vita e di idee,ribelle per scelta e leader per vocazione che lo trascina a combattimenti clandestini notturni nei sotterranei di bar della periferia dove la vita comincia finalmente a sembrargli avere un senso. Scritto con uno stile scorrevole e veloce, il romanzo è punteggiato da un umorismo a volte nero e a volte demenziale ma sempre fulminante, condito di dialoghi brucianti e naturalmente dalla pseudo-filosofia del misterioso Durden e dalle sue enciclopediche conoscenze “alternative” (dalla produzione domestica di esplosivi all’uso degli acidi nell’industria cosmetica). La storia, cruda e violenta in alcune scene e tenera e disarmante in altre,cattura il lettore e lo trascina, insieme al protagonista, in una escalation di violenza,in verità più minacciata e celebrata che reale,interpretata come catarsi,liberazione,salvifica rottura degli schemi così come era stato il viaggio per i profeti della Beat Generation. E così,magari solo per un attimo, anche il lettore finisce con il credere al seducente e perverso sogno di Tyler. - NB: Nel leggere la faccenda della pistola in bocca che permette di parlare solo a vocali vi siete ficcati un dito in bocca e avete provato? Siete prevedibili. Volete venire ad un incontro, Sabato sera? - S.G.
Voto: 5 / 5
francesco franzdebba@libero.it (10-01-2009)
LIBRO A MIO GIUDIZIO TOTALMENTE MAL RIUSCITO,NELLA POSTFAZIONE DELLA PIVANO I CONSIGLI RIVOLTI ALL'AUTORE SU QUELLO CHE AVREBBE DOVUTO O VOLUTO SCRIVERE E NON L'HA FATTO.MA CHE LIBRO HA LETTO?MAGARI FOSSIMO DAVANTI AL NICHILISMO SCHIZOFRENICO,QUI NON C'E' NULLA.ELLIS DI UN ALTRO PIANETA,QUI SIAMO DAVANTI DAVVERO ALLA SPAZZATURA DAL PUNTO DI VISTA DEL CONTENTUO E QUEL, CHE E' PIU' AVVILENTE,ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DELLA FORMA.COME MAI GLIELO HANNO PUBBLICATO?UN ORRORE.PER DIMENTICARE OCCORRE ANDARE SUBITO IN LIBRERIA AD ACQUISTARE ALTRO MATERIALE E SORBIRSI 4 O 5 FILM AL CINEMA.
Voto: 1 / 5
Brugo (09-11-2008)
Davvero bellissimo. Un libro articolato ma diretto, scritto in maniera secca, tagliente, fredda. Peccato: 1) la pessima postfazione di una Fernanda Pivano insolitamente non all'altezza delle aspettative...; 2) aver visto prima il film, che mi era molto piaciuto ma NON è al livello del libro!
Voto: 5 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 59

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