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Greene Graham - Il potere e la gloria |
7 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Nicola Mosti (12-03-2011) L'ineccepibile quota stilistica (il romanzo è decisamente ben scritto) e l'apprezzabile contestualizzazione storico-geografica non sono sufficienti per sollevare le sorti di un romanzo probabilmente troppo macchinoso. A mio parere, inoltre, l'autore insiste eccessivamente sull'analisi psicologica del personaggio, che risulta ridondante e non del tutto funzionale alla narrazione, tanto che, alla fine, il libro si fa dimenticare senza eccessivo dispiacere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sal (13-10-2010) Indubbiamente un libro la cui lettura lascia qualcosa di duraturo. Forse un pò criptico in alcuni punti, che però hanno come unico effetto quello di stimolare a proseguire nella lettura. Si tratta veramente di un libro bellissimo e profondo.
Sicuramente leggerò altri libri di Greene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco 75 (03-07-2010) Questo è uno dei migliori romanzi di Greene, non lo dico io, lo dice tutto il mondo. Quindi vorrei consigliare al signor Stefano,che commentando in questa pagina Il potere e la gloria parla di "mancanza di ritmo", di un romanzo "a tratti irritante" e di "stile confuso", di scendere dal trono sul quale pensa di stare seduto e capire che qui non si sta parlando di una storia a fumetti di Topolino. Graham Greene è uno dei pilastri della letteratura mondiale. Certo non per questo deve per forza piacere.A me per esempio non piacciono nè Faulkner nè Hemingway, ma mai mi permetterei, dovendo commentare delle loro opere, di liquidarle in poche righe, parlando di mancanza di stile, mancanza di ritmo e via dicendo, come se io fossi uno scrittore più bravo di loro. Capisce il discorso signor Stefano? Davanti a certi nomi noi comuni mortali possiamo solo dire "a me il romanzo è piaciuto" oppure "a me non è piaciuto", e volendo elencare quelli che noi pensiamo essere i difetti di questa o quell' opera, farlo con un pò più di umiltà. A meno che lei non sia un critico letterario di fama mondiale, oppure uno scrittore del calibro di Greene.
Ma ho i miei dubbi su entrambe le ipotesi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico (29-06-2009) Il romanzo è bellissimo e originale. Caratterizato da un andamento non lineare, rappresenta molto bene le incertezze interiori del protagonista e il suo vagare nel mondo in compagnia delle sue profonde contraddizioni. Lettura che lascia il segno e stimola la meditazione su importanti scelte di vita. E' un classico che, a distanza di decenni dalla sua pubblicazione, riesce a colpire chi si avvicina ad esso con animo aperto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piero Suriano dereg@caltanet.it (16-03-2008) La religione non odora sempre di santità. Anzi. La vocazione del prete del romanzo di Greene nasce dalla voglia di diventare ricchi e rispettati, di occupare un posto in società e di essere desiderati e resi necessari dagli altri, anche soltanto perchè una donna ti ferma per strada per baciarti la mano in segno di rispetto. La religione non solo non é pura e disinteressata ma é anche inestricabilmente legata al peccato. I ll prete ha una figlia illegittima, é un ubriacone tale da avere nell'acquavite l'unico conforto spirituale e mercanteggia con i campesinos i pesos per dare ai loro bambini il battesimo. Ma la religione é anche redenzione. Arriva il momento fatidico di dover rendere conto dei propri errori, l'ora estrema a cui si è chiamati in prima persona, l'appello a cui non si può far rispondere altri. Il prete non si sottrae a tutto ciò:non affronta serenamente la morte, non può farlo lui che ha vissuto con tormento la vita, il peccato e la vocazione. Anche la morte é tormento e lacerazione. Se il ritmo narrativo fosse più sciolto e, talvolta, meno abulico, il libro sarebbe un capolavoro. Così rimane invece un romanzo sofferto e per nulla consolatorio, ma dall'intreccio narrativo contorto, come se il suo autore lo avesse scritto a puntate e che fra ognuna di esse fosse stato abbandonato su un tavolino per meditare su altro fino a essere sentito un corpo estraneo rispetto a chi l'aveva composto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefano (27-01-2007) temi emoziananti che non riescono a provocare emozione. Privo di ritmo, a tratti irritante. Ambientazione e personaggi solo accennati. Stile confuso. Peccato
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
kappa89 kppa89@yahoo.it (13-02-2006) mi sono imbattuta in questo libro per puro caso e devo dire che mi ha travolta completamente...bellissimo e molto profondo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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