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Pasolini P. Paolo - Tutte le poesie | I due tomi indivisibili raccolgono tutte le poesie di Pasolini, con diverse novità rispetto all'edizione Garzanti del 1993. Tra queste, la proposta di alcune raccolte del tutto (o quasi) inedite, come l'esperimento "L'italiano è ladro", il lungo poema in forma di sceneggiatura "Bestemmia", i 112 sonetti de "L'hobby del sonetto". Nuova è anche la proposta di sessanta testi del Pasolini traduttore di poesia.
Media Voto: 5 / 5Massimo Sannelli sannelli@interfree.it (18-07-2005) L’uomo che scrive “sono fuori / da tutto” (TP, II, p. 1147) è lo stesso di cui molti si sono considerati orfani o vedovi/e, post mortem? È certamente lo stesso “automa ispirato e instancabile” dello Hobby del sonetto (TP, II, p. 1170), che ripete l’“automa del mio amore” dell’Usignolo della Chiesa Cattolica (TP, I, p. 490). E basterebbe uno solo degli “appunti” di Outis – “Non ho banda, Montale, sono solo” (TP, II, p. 1303) – per poter dire che i vedovi e le vedove sono tali anche prima del 2 novembre 1975.
Che avesse organizzato o no la propria uscita dal secolo, Pasolini aveva sicuramente posto l’attenzione su fatti non banali: la propria artisticità e la dialettica dannazione-salvezza, l’“amore materno, straziante” (TP, I, p. 436) e il desiderio che il seme, rompendosi, generasse. Qualunque sia stata la natura della morte di Pasolini, una cosa è certa: l’Ambiguo (TP, II, p. 75) voleva, o avrebbe voluto, dare frutto, morendo, o rimpiangeva di non poterlo fare. Questa religio non incontra che incidentalmente gli altri, intellettuali o proletari: se li incontra, è sempre dall’interno di una solitudine troppo speciale per essere contraddetta dalla compagnia di uomini e donne. Infatti “come tutte le persone non normali e quindi non sante, / non lasciò rimpianto dietro di sé; né ebbe lacrime. / Piansero solo disperatamente sua madre, Graziella e Ninetto” (TP, II, p. 234). In questa ricostruzione non c’è traccia di amici, come se la non santità di Pasolini ne impedisse anche l’esistenza agli occhi del responsabile: mentre il compagno e le due familiari conviventi – il focolare romano – sono tutto. Gli amici sono puri e buoni, ma sono amici: possono andarsene, e la loro mobilità, che è parte dello statuto dell’amicizia, impedisce di dedicare alla vita di un altro ogni istante della propria. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ludmilla (28-07-2003) FINALMENTEEEEE!!!!
(Un grazie infinito a Walter Siti!) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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