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Il Pianeta Solaris è formato da un unico immenso oceano e sembra possedere strani poteri. Può penetrare nelle menti degli astronauti che lo stanno studiando, evocare immagini del loro passato, dare una vita propria alle stesse immagini, dimostrando un'intelligenza superiore. Ma, si chiedono i protagonisti della missione, è possibile instaurare con il pianeta una comunicazione? Dal romanzo è tratto il film di Steven Soderbergh con George Clooney.
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.87 / 5Carmine riccardo (11-01-2012) Ero molto indeciso se dare un 5 a questo libro. Sicuramente sarà annoverato tra i miei libri preferiti!!!! però alla fine ho optato per un quattro ( per carità, ottimo voto) e vi spiegherò il perchè. l'autore ha talento, scrive molto bene ed è riuscito sicuramente a creare un must della fantascienza. tra i punti di forza elencherei sicuramente il ridotto numero di personaggi (4 1 , ma uno dei quattro è già morto quando arriva il protagonista). Un altro punto a favore è proprio la descrizione del pianeta solaris e di conseguenza dell'atmosfera che aleggia nella storia stessa. La trama, lo sviluppo della stessa, i personaggi, le interazioni fra loro, le tematiche affrontate ed il pensiero dell'autore sono da 5\5. Il problema però sorge quando si leggono delle pagine : quelle sulla solaristica. SOno pagine troppo noiose, lente, che secondo me avevano il compito di allungare il brodo a quasi 200 pagine. Non c'era bisogno di tirare per i capelli il libro sotto questo punto, perchè la storia sarebbe stata straordinaria anche tagliando 20\30 pagine ( che sono le pagine sulla solaristica, cioè lo studio globale del pianeta solaris).La tematica affrontata è quella del rapporto che l'uomo ha verso la scoperta , la conoscenza ,quindi anche il rapporto con l'ignoto e l'impenetrabile ( la natura e lo scopo di solaris). é anche una riflessione spietata, diretta e fredda sul sentimento umano, sul passato doloroso, sulla possibilità della seconda scelta,e il rapporto che lui instaurerà con uno dei personaggi è veramente straordinario, profondo, toccante nei suoi dialoghi mirati ed emozionanti. La conclusione è dolce-amara, ma quello che ho potuto trarre io è che solaris non è altro che il recondito desiderio di tornare all'infanzia, quando si era innocenti e spensierati, cioè tornare nelle acque materne, nelle acque della madre, che non sono altro che le acque dell'oceano di solaris.. Ma solaris non è solo questo, solaris è lo specchio dell' inconcio, solaris è irrazzionalità... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
neuromancer haccra@hotmail.com (10-04-2010) Inizio dalla piccola detrazione che ho dovuto applicare ad un racconto, peraltro, molto bello: la lentezza.
Romanzo (volutamente, credo) di una lentezza a tratti disarmante !
Ma la lentezza (che mi fa togliere un punto al giudizio ma solo perchè toglie gradevolezza alla lettura ...) non fa sfigurare questo romanzo. Lem vuole disorientarci e, descrivendo un pianeta "indescrivibile", lo fa alla grande !
Interessantissima l'ipotesi di poter trovare, un giorno, esplorando lo spazio, un pianeta così complesso ed arcano che semplicemente non può essere compreso !
Incredibile lì'ipotesi di un pianeta inteso come un unico, immenso, potente cervello !
Non conoscevo l'Autore e mi ha piacevolmente spiazzato e stupito.
Ci vedo, ma è solo una delle mille possibili interpretazioni, l'impossibilità del gesto estremo della nostra mente: comprendere appieno sè stessa ! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
eiano (12-03-2009) il libro è una meravigliosa impalcatura, creata ad arte per dar spazio a trama, azione, riflesioni filosofico-scientifiche sulla natura umana, la sua possobolità di incontri con altre forme di vita, e meditazioni profonde sul mada in cui l'incoscio gestisce i nostri senzi di colpa e le nostre aspirazioni. Impalcatura però spesso riempita di materia fragile e rarefatta, se non addiruttura in alcuni punti completamente vuota. Potrei dire che l'autore ha creato un libro di cui non è stato all'altezza... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Etabeta47 enteritidis@hotmail.com (12-05-2005) Sul romanzo, nulla da aggiungere. Una rettifica: la prima trasposizione cinematografica risale al 1973 con regia di Tarckosky che, allora, fu definita 'la risposta russa a 'Odissea nello Spazio. Al confronto quella di G.Clooney è solo una brutta copia Voto: 5 / 5 |  |  |  |
BrOne (11-04-2005) Molto, molto carino!
Bravo Lem... fantascienza psicologica di ottima fattura. Forse per qualcuno risulterà un pochino pesante... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
A.m.d.l. (23-03-2005) Un libro ben fatto non c'è che dire...appassionante la tragica storia sentimentale di Chris Kelvin, il protagonista, ma il finale non tarderà a farvi assaporare un pò di amaro...Lem ha scritto un libro coinvolgente, ma insoddisfacente in molti punti, durante i quali la narrazione non scorre fluida e mantenere la concentrazione mentre l'autore ci parla di neutroni e solaristi, risulta alquanto difficile...lo consiglio però a tutti gli appassionati di fantascienza pura! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabio (27-12-2004) Tre scienziati chiusi in una stazione spaziale cercano di carpire il segreto del pianeta senziente Solaris, del suo oceano in costante metamorfosi e delle sue creazioni, ma si ritrovano sgomenti di fronte a copie che sembrano strappate dal loro subconscio. Lem è straordinario nella descrizione delle albe e dei tramonti dei due soli di Solaris e nel ricostruire una precisa e ampia biblioteca fantastica relativa agli studi e alle speculazioni degli scienziati sul pianeta. Ma il contatto con l'entità aliena se c'è o c'è stato resta incomprensibile per l'uomo. Molto bello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
.mau. mau@despammed.com (17-12-2004)
Stanislaw Lem è uno dei pochi autori di fantascienza noto anche al di fuori degli appassionati del genere, e probabilmente l'unico non americano: presumibilmente il film tratto da questo libro ha contribuito parecchio a tale notorietà. Io come al mio solito il film non l'ho visto, e stranamente avevo letto molte opere di Lem ma non questo libro. Che dire? È piuttosto diverso dalle sue altre opere, e definirlo "fantascienza" mi pare riduttivo, anche senza arrivare alle ineffabili vette della postfazione a cura di Gianfranco de Turris.
Indubbiamente l'ambientazione è SF: siamo su un pianeta sconosciuto e peculiare. Ma il tema principale sembra essere l'inconoscibilità aliena e l'impossibilità di capire anche solo chi ci è vicino. Le lunghe descrizioni scientifiche, esplicitamente asettiche, sono un po' pallose, lo ammetto: ma credo che siano necessarie per accentuare ancora di più la differenza tra le nostre concezioni mentale e la realtà che è affermata essere inconoscibile. Il guaio è che Lem si è trovato a un certo punto su un binario morto: il finale dà tanto l'idea di essere raffazzonato, o meglio di essere stato appiccicato lì perché il libro doveva essere terminato in un qualche modo, ma fa lo stesso effetto di un parrucchino malmesso... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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